×

Messaggio

EU e-Privacy Directive

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View Privacy Policy

View e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.
Stampa

 

L’idea secondo cui la verità è fondata su una corrispondenza fra linguaggio e realtà, risalente ad Aristotele, nella logica moderna è stata trasformata in una definizione matematica rigorosa. E' quindi possibile definire il vero e il falso? E cosa è la verità scientifica? Se ne parla martedì 19 aprile (ore 21) nel nuovo incontro di CafféScienza in programma a Palazzo Buonamici.

A introdurre il tema sarà Marisa Dalla Chiara, docente emerita dell'Università di Firenze, moderano Raffaele De Maria e Antonio Mauro. Ingresso libero.

Le verità scientifiche non sono così definitive come spesso si crede. Tante volte una verità scientifica controllata è qualcosa che con una strumentazione più raffinata viene ridotta di portata diventando meno universale. La "verità" è sostituita così da una verità un po' più profonda. Ogni teoria fisica ha un suo preciso dominio di validità che dipende dalla classe dei fenomeni studiati, l’emergere di una nuova teoria permette di allargare il dominio di validità di una teoria precedente che viene inglobata nella nuova. La meccanica quantistica, ad esempio, non ha rifiutato la meccanica classica di Galileo o Newton a cui, ancora oggi, ricorrono gli ingegneri per la costruzione di ponti o treni. Alla luce di queste considerazioni è giusto attribuire alla verità solo i valori del vero e del falso?