Festa dei lavoratori, le parole del presidente della Provincia Simone Calamai da Piazza delle Carceri: "Il lavoro è il fondamento della nostra Costituzione, ed è bene ricordarlo ogni volta che varchiamo la soglia di un ufficio, di una f
Questa mattina, in occasione della Festa dei Lavoratori, il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai ha preso parte a Prato al tradizionale corteo promosso dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Tanta la partecipazione, tra istituzioni e cittadini, uniti per ribadire il valore del lavoro e la centralità dei diritti. La manifestazione ha attraversato il centro storico, da Piazza Mercatale fino ad arrivare in Piazza Santa Maria delle Carceri, dove il presidente Calamai ha tenuto il suo discorso:
“Oggi non festeggiamo solo una ricorrenza sul calendario, ma celebriamo il motore che muove il nostro Paese: il lavoro. Mentre ci apprestiamo a celebrare gli 80 anni della nostra Repubblica, il prossimo 2 giugno, le parole dell’Articolo 1 della Costituzione risuonano oggi con una forza nuova: l’Italia è fondata sul lavoro perché il lavoro è la radice della nostra libertà e della nostra coesione sociale. È il fondamento della nostra Costituzione, ed è bene ricordarlo ogni volta che varchiamo la soglia di un ufficio, di una fabbrica o di un cantiere.
“Viviamo un tempo molto difficile, segnato dalla tragedia delle guerre e dalla perdita di migliaia di vite umane. La guerra è il più grande acceleratore di disuguaglianza: distrugge le infrastrutture, interrompe le catene della solidarietà e sottrae risorse vitali all'istruzione, alla sanità e alla creazione di occupazione – ha proseguito Calamai - Oggi sono 12 i miliardari che possiedono una ricchezza complessiva superiore a quella posseduta dalla metà più povera dell’umanità, circa quattro miliardi di persone. A fronte di pochi che si arricchiscono, la nostra economia si indebolisce, il nostro distretto industriale pratese ogni giorno paga pesanti conseguenze e a rischio ci sono aziende, i posti di lavoro, le vite delle persone. Quest'anno lo slogan scelto dai sindacati per la festa del Lavoro, è chiaro ed importante: 'Lavoro dignitoso'. Non è solo un auspicio, è un’esigenza urgente”.
Il presidente Calamai ha ricordato nel suo discorso anche la vicenda de L’Alba di Via delle Lame: “Il distretto industriale pratese è eccellenza delle produzioni del comparto tessile moda e nei decenni ha saputo essere volano di sviluppo, di benessere e di crescita per tante persone. Non possiamo però negare che, a fronte di tantissime aziende sane e rispettose dei diritti delle persone e dell’ambiente, esistono sacche di illegalità che creano diseguaglianze e sfruttamento, come nel caso della vicenda de L’Alba. Come presidente della Provincia sono sempre stato a fianco dei lavoratori e nel settembre 2025, ho voluto aprire - per la prima volta in Provincia - un tavolo di confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali, aziende committenti e operatori del distretto. Un luogo di confronto aperto e leale che, dopo sette mesi di discussione, lo scorso 23 marzo ha portato ad individuare una soluzione concreta per il ricollocamento di 9 dei 18 lavoratori coinvolti nella crisi, dimostrando che è possibile costruire filiere produttive più eque e sostenibili, dove la responsabilità per un lavoro giusto e sicuro è condivisa tra datori di lavoro, committenti e lavoratori”.
Calamai ha evidenziato come per migliorare il mondo del lavoro sia oggi necessario agire su tre fronti decisivi: “In un’epoca segnata dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale e dalle trasformazioni digitali, la tecnologia deve essere uno strumento al servizio dell'uomo, e non un pretesto per nuove forme di sfruttamento o isolamento. Ci dobbiamo impegnare affinché l'innovazione porti con sé 'nuovi diritti' e non nuove forme di schiavitù – ha dichiarato – In secondo luogo, il salario deve essere dignitoso e riflettere il valore reale che ognuno apporta alla società, così come il diritto alle tutele per i pensionati, il loro diritto alla salute ed ad una pensione equa che ne garantisca una vita dignitosa e piena. Ultimo punto, ma non per importanza, la sicurezza come diritto assoluto. Non possiamo accettare che nel 2026 il lavoro sia ancora un luogo di rischio. La sicurezza deve essere il motore del nostro progresso, mai un elemento negoziabile. Per questo oggi ribadiamo che la sicurezza sui luoghi di lavoro deve passare da una responsabilità condivisa di tutte le generazioni: dai giovani che si affacciano a un mercato in mutamento ai lavoratori esperti che guidano la transizione, siamo tutti parte dello stesso mosaico”.
Il discorso del presidente Calamai si è chiuso con un augurio:
“Buon Primo Maggio a chi un lavoro ce l’ha e lo difende, a chi lo sta cercando con dignità, e a chi, con il proprio impegno quotidiano, costruisce un pezzo di bene comune”.
