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Il Centro Antidiscriminazione e l'Ufficio Stampa della Provincia di Prato, insieme all'Ordine dei Giornalisti, l'Associazione Stam,pa Toscana e l'Associazione Carta di Roma, hanno organizzato un evento formativo rivolto a tutta la cittadinanza e in particolare ai giornalisti delle testate pratesi, che si è svolto il giorno lunedì 7 aprile 2014.

L'evento, patrocinato da UNAR, è stato incentrato sulla Carta di Roma – Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tratta e migranti e, più in generale, sul linguaggio utilizzato dai media per parlare della questione immigrazione.
http://www.odg.it/content/carta-di-roma

Ad aprire i lavori il presidente della Provincia Lamberto Gestri che ha dato il benvenuto ai tanti ospiti sottolineando che sul tema del “raccontare l'immigrazione non esiste luogo più appropriato della nostra città”. Anche l'assessore al Sociale Loredana Ferrara ha ricordato le oltre cento etnie presenti a Prato e lo “straordinario incrocio di culture che fa della nostra realtà un laboratorio per sperimentare l'uso delle parole e l'approccio che i media danno a queste notizie, con la responsabilità di orientare l'opinione pubblica. Ma stamani – ha concluso Ferrara – è emerso con forza che è il rispetto della dignità delle persone l'unica bussola che ci deve guidare tutti”.
Quindi l'introduzione del presidente della Federazione nazionale Stampa Italiana Giovanni Rossi e del presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Toscana Carlo Bartoli, entrambi convinti assertori del “raccontare la realtà con obiettività e anche crudezza ma con termini appropriati e puntuale verifica delle fonti. “E' necessario possedere strumenti intellettuali e professionali adeguati per essere pienamente responsabili dell'opera di mediazione giornalistica, indispensabile e non accessoria, per raccontare in modo efficace la realtà”, ha precisato Rossi.
Anna Meli dell'Associazione Carta di Roma, siglata nel 2008, ne ha sintetizzato i contenuti e il percorso, legato alla necessità di regole deontologiche che affrontino il complesso problema delle notizie riguardanti l'immigrazione, e ha illustrato le linee guida che corredano la Carta stessa. I temi fondamentali sono senz'altro l'utilizzo delle parole, soprattutto dal punto di vista giuridico, e l'approfondimento della notizia riguardo all'affidabilità della fonte e alla vicinanza ai protagonisti, evitando quella disumanizzazione che allontana dal lettore la consapevolezza che nel fatto di cronaca sono coinvolte persone vere, con la loro famiglia, la loro storia, le loro difficoltà e desideri”.
Aladji Cellou Camara, giornalista e rifugiato politico in Italia, ha parlato della sua esperienza. Direttore di un quotidiano in Guinea è fuggito per le minacce del regime di Lansana Contè. Oggi fa parte dell'Associazione Stampa Interculturale, ma in Italia ha avuto grandi difficoltà a riprendere il lavoro di giornalista. “Il problema di come si parla dell'immigrazione e degli immigrati nei media italiani sarà risolto solo quando anche nelle redazioni, nelle tv, nelle agenzie, ci sarà una mescolanza culturale, adesso l'integrazione è complicata, c'è poco spazio per noi”.
Giuseppe Faso, dell'Associazione “Straniamenti” e autore di "Lessico del razzismo democratico" ha spiegato come l'ordine e la pertinenza delle parole siano segno e conseguenza dei processi culturali. “Quando ero bambino erano normali termini come serva o svergognata, adesso non più in uso. E' il segno di un cambiamento culturale, che può procedere nei due sensi. Per questo l'attenzione al linguaggio è fondamentale soprattutto in un paese che ha problemi di deterioramento culturale come il nostro”.
Paola Di Lazzaro dell'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) ha portato l'attenzione sulle seconde generazioni e sul ruolo fondamentale del web. Quindi spazio ai capi servizio pratesi con Daniele Magrini (Toscana Tv), Gianni Rossi (Tv Prato), Piero Ceccatelli (la Nazione), lo stesso Carlo Bartoli (Il Tirreno), Claudio Vannacci (Notizie di Prato) e Lorenzo Sbolgi (Radio Insieme), che hanno dato vita al dibattito conclusivo.
L'evento ha rilasciato i crediti per la formazione obbligatoria prevista dall'Ordine dei giornalisti e ha visto la partecipazione di circa 100 addetti alla comunicazione.