Isoëtaceae e Juglandaceae
FAMIGLIA Isoëtaceae
Questa Famiglia è costituita da un solo genere e da quasi 200 specie ed è distribuita un po' in tutto il globo. Si tratta di felci particolari, acquatiche o perlomeno igrofile, costituite dal fusto, ovvero da uno psedobulbo sotterraneo, da cui nascono le foglie - tutte radicali – che si presentano lineari ed intere (a volte anche molto lunghe), ma si allagano alla base per contenere, nell'incavo di quelle più esterne, i macrosporangi con le macrospore da cui deriverano i protalli femminili; negli incavi delle foglie più interne sono contenuti sporangi più piccoli, i microsporagi, con le microspre da cui deriverano i protalli maschili.
Il genere Isoëtes
è cosmopolita e costituito da circa 200 specie (11 in Italia). Vedi descrizione della Famiglia.
-Isoëtes duriei Bory CALAMARIA DI DURIEU (Botanico ed esploratore francese dell'800)
G bulb – Medit. occ. - sporifica in III-V – Molto rara e localizzata.
Vegeta in ambienti umidi che si prosciugano a primavera inoltrata-estate; sono costituiti da 10-40 foglie abbastanza rigide, arcuate, lunghe 8-12 cm e larghe 1-2 mm; lo pseudobulbo (diametro 1-1,8 cm) è circondato da squame nerastre e lucenti a tre denti brevi, contenenti macrospore a superficie profondamente alveolata e di 600-830 μm.
Habitat: praterie igrofile soprattutto su suoli acidi.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Fiori 1943: dalla stazione di Carmignano salendo ad Artimino (Carmignano); Carta A., Gestri G., Peruzzi L., 2009 e Gestri & Peruzzi 2013b: Prato Rosello in pratelli effimeri su substrato siliceo; 1 oss. Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: Carmignano.
FAMIGLIA Juglandaceae
Famiglia a cui appartengono una sessantina di specie riunite in (8-)9 generi. Si tratta di alberi e arbusti a foglie decidue, originarie dalle zone temperate e subtropicali dell’emisfero boreale. Hanno foglie alterne e composte, prive di stipole, fiori monoici: i maschili, per lo più a 3 tepali (0-5) e numerosi stami, sono riuniti in amenti penduli, i femminili, a 4 tepali e ovario infero e bicarpellare, si collocano in numero ridotto sui rami dell’anno; il frutto è una drupa (noce).
Il genere Juglans
conta più di una ventina di specie a distribuzione olartica (in Italia sono presenti 3 specie esotiche ed 1 criptogenica). È costituito da latifoglie arboree a foglie caduche. Hanno foglie alterne e imparipennate, con fiori femminili e maschili riuniti in distinte strutture (specie monoiche), i primi disposti in piccoli racemi a 2-5 fiori e i secondi in amenti penduli a fiori molto numerosi; il frutto (la noce) è una drupa indeiscente.
NB: soprattutto J. regia L. è coltivato a fini alimentari!
-Jugans nigra L. NOCE NERO
P scap – Neofita a volte invasiva e a volte coltivata,da noi di orig. N-Amer. - III-V – Da noi coltivata molto raramente.
Albero a fusto eretto, corteccia scuro-nerastra e chioma glososa, che può raggiungere l’altezza di 30 m; si caratterizza per le foglie alterne, lunghe fino a 60 cm e composte da 15-25 segmenti ovati o lanceolati, dentellati al margine, pelose inferiormente, di 6-13 cm; il frutto (3,5-5 cm) è ruvido, pubescente, solcato e nerastro a maturità; si frantuma sotto pressione.
Habitat: da noi è stato introdotto.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001: coltivato: Riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Cenni 1990; Boretti & al. 2005-6 (Bosco delle Pavoniere); Gestri & Lazzeri 2021.
-Juglans regia L. NOCE
P scap – SW-Asiat. (criptogenico) – III-V – Non molto comune.
Pianta arborea a tronco eretto e corteccia grigiastra, alta fino a 30 m, chioma espansa; si caratterizza per le foglie lunghe 15-25 cm, a 7-9 segmenti (ovali o ellittici, glabrescenti a margine intero e fogliolina terminale più grande delle laterali); i fiori maschili sono riuniti in amenti ascellari, penduli, posti sui rami di 2 anni; i femminili si presentano in numero di 2-5 (di ca. 1 cm) e sono posti sui rami dell'anno; il frutto di 4-5 cm di diametro, si presenta come una drupa a pericarpo carnoso, subglososa, a superficie liscia e verde, con, internamente, il seme che si presenta legnoso all’esterno (il guscio della noce) e con due gherigli eduli all’interno; sotto pressione il frutto si apre lungo le linee di sutura.
Habitat: boschi, arbusteti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2002 (presso Rio Ceppeta ecc.) e Arrigoni & al. 2005: Riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale (boschi di forra); nuovi ritrovamenti: da Fabbro verso Migliana, da Usella verso il Santo (2018), sotto le Barbe (2023), dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo); Alpe Cavarzano (2017), crinale sopra il Gallo verso Montepiano (2029), da Montepiano al Gasperone (2023) (Vernio).
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: diffuso, di impianto antropico.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: coltivata qua e là a Carmigano e P. a Caiano.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
