Lamiaceae
FAMIGLIA LAMIACEAE
Famiglia presente in quasi tutto il globo (manca ai poli), molto ricca in specie (circa 7000 riunite in circa 260 generi) e costituita da piante erbacee, annuali o perenni, e legnose (soprattutto suffrutici e arbusti, più raramente rampicanti). Le sue specie presentano fusti a sezione quadrangolare e foglie opposte, prive di stipole, spesso semplici; i fiori, ermafroditi, sono zigomorfi, con calice persistente a 5 sepali saldati in basso (a volte a 4-12) e spesso bilabiato; corolla variamente colorata a 5 petali fusi e a disposizione bilabiata come il calice (il labbro superiore è formato da 2 petali e l’inferiore da 3); stami 4 (rar. 2); l'infiorescenza si presenta in forma di cime contratte in verticillastri o spighe; il frutto è secco, indeiscente e formato da 4 nucole. Moltissime piante aromatiche appartengono a questa Famiglia.
Il genere Ajuga
conta una sessantina di specie presenti in Europa, America, Africa, ma soprattutto in Asia (qualche specie anche in Australia) (in Italia 9 specie indigene - con varie sottospecie - ed 1 esotica casuale a N). Si tratta soprattutto di piante erbacee (raramente da legnose) di altezza normalmente contenuta con fusto a sezione quadrangolare, le foglie sono semplici, rar. divise (cauline e/o basali) e spesso opposte, i fiori subsessili, pentameri ed inodori - calice a tubo aperto in alto in 5 denti pressoché uguali; corolla zigomorfa e bilabiata, con labbro superiore ridotto ad una linguetta bidentata e l'inferiore trilobato il cui lobo centrale spesso è più lungo e a sua volta bilobato; la colorazione dei petali è variabile e il tubo corollino presenta un anello di peli all'interno; l'ovario è supero a 2 carpelli – sono riuniti in infiorescenza terminali fogliose spiciformi.
-Ajuga chamaepitys (L.) Schreb. subsp. chamaepitys IVA ARTRITICA
T scap (H bienn-H scap) – Euro-Medit. - IV-X – Non comune.
Erbacea assai aromatica, pubescente, a radice gracile, fusti prostrato-ascendenti, assai ramificati e fogliosi, alta 5-20 cm; foglie attenuate all'inserzione sul caule e divise in alto in tre segmenti lineari e divaricati (lunghi fino a 2 cm e larghi meno di 3 mm), il segmento centrale delle foglie inferiori può essere a sua volta trilobato; i fiori, ascellari solitari o a 2, sono sorpassati ampiamente dalla foglia ascellante (o brattea); presentano calice peloso a denti un po' diversi fra loro e lunghi un po' meno del tubo, ca. 4 mm, e di aspetto un po' rigonfio, e corolla giallo-citrino, un po' saliente sul calice e spesso maculata di rosso.
Habitat: incolti, radure e prati.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Sassetta verso il Gorandaccio (2023) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 (sub A. c. (L.) Schreb. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: fra i Centopini e i Bifolchi (Prato).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al 2002 (sub A. c. (L.) Schreb. sl): aree marginali, una localizzazione su sfatticcio di serpentino all'ex-cava di Pian di Gello (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
-Ajuga reptans L. BUGOLA, IVA COMUNE
H rept – Europ-Cauacas. - III-VI – Comunissima.
Erbacea perenne con radice emettente lunghi stoloni aerei striscianti, fogliati e radicanti, da cui nascono nuove piantine; il fusto è eretto e semplice, alto 10-30 cm, a sezione quadrangolare e peloso su facce opposte; le foglie sono obovate, opposte, glabrescenti, crenulate al margine, quelle della rosetta più grandi e lungamente picciolate; i fiori sono riuniti in dense infiorescenze apicali con brattee ovate, in basso superiori ai fiori ed in alto inferiori; calice peloso a denti triangolari lunghi ca. come il tubo; la corolla, di colore azzurro-violaceo (raramente bianca), è priva del labbro superiore.
Habitat: sottoboschi fresco-umidi, orletti e prati mesoigrofili ed igrofili.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Cantagallo, da Fabbro a Migliana (2019), M. Scalette (2021), sopra L'Acqua (2024) (Cantagallo); presso Cavarzano; Risubbiani (2021), a E del Passo della Crocetta (2022) (Vernio), dall'Alpe verso il Tabernacolo di Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914; Arrigono & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Bugola): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Arrigoni & Viciani 2001 e Viciani 2001: Rio Fornia (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: non frequente lungo i sentieri a margine dei boschi, spec. occidentali (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S)
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: presso l'Agna sopra Reticaia (2024) (Montemurlo).
Il genere Ballota
conta una trentina di specie a distribuzione euro-mediterranea e asiatica (solo 1 in Italia con 4 sottospecie; le altre specie che fino a pochi anni fa le erano attribuite sono state attualmente inserite in altri generi). Si tratta di piante erbacee o piccoli arbusti con foglie picciolate e spesso crenulate al bordo; i fiori - calice tubuloso a 10 nervature e terminante in 5 segmenti simili fra loro ( a volte 10 con 5 minori) larghi alla base e ristretti in un aculeo in alto (più larghi che lunghi); corolla bilabiata di colore da porporino a bianco, con tubo inferiore o uguale al calice, labbro superiore eretto, smarginato e pubescente e l'inferiore trilobato; 4 stami paralleli: gli esterni più lunghi – sono riuniti, su un breve peduncolo, in verticillastri dotati di brattee, alcune delle quali maggiori o uguali al calice; frutto arrotondato all'apice.
-Ballota nigra L. subsp. meridionalis (Bég.) Bég. CIMICIOTTA COMUNE
H scap – Medit. – V-IX – Abbastanza comune.
Erbacea perenne, maleodorante (è stata denominata anche B. fetida Lam.), a fusti eretto-ascendenti e ramificati, completamente fogliosi e con peli riflessi, alta 40-100 cm; foglie con picciolo di ca. 1-3 cm, ovato-lanceolate e crenulate o dentate al margine, pubescenti e a nervature reticolate; i fiori presentano un calice a 5 segmenti uguali e brevemente mucronati, corolla porporina (più rar. rosea o biancastra) a tubo incluso nel calice (lungo ca. 10 mm) e labbro superiore dotato di un ciuffo di peli biancastri; sono riuniti numerosi (15-30) in densi verticillastri spesso pedicellati. La nostra sottospecie si caratterizza per essere pubescente (o subglabra) con presenza di ghiandole sessili, per avere il calice lungo 7-12 mm con denti eretti di 1,5-3 mm e breve mucrone (0,2-0,5).
Habitat: ruderale, incolti, margini camminamenti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Cavarzano all'Alpe (2019) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub B. n. sl); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (B. n. L. sl); Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Perizzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub B. n. L. subsp. foetida Hayek): vicino agli insediamenti umani (Prato, Montemurlo).
Il genere Betonica
conta una decina di specie a distribuzione paleotemperata (aree temperate di Europa, Asia e N-Africa) (in Italia 3 specie indigene con 2 sottospecie). Si tratta di piante erbacee perenni a fusti semplici, foglie a margine crenulato, le basali a rosetta e persistenti, le cauline opposte e subsessili; i fiori – calice con tubo a 5-10 nervature e terminante in 5 denti subuguali e spinescenti, corolla porporina o giallastra, bilabiata con tubo arcuato e fauce priva di anello di peli – sono riuniti in verticillastri multiflori dotati di brattee lunghe come o più del tubo calicino a formare pseudospighe ± compatte. Si distingue da Stachys (a cui sono state un tempo attribuite le sue specie) per essere piante perenni prive di peli stellati, con stami contenuti nella corolla dopo l'antesi, fusti semplici, pseudospighe raramente interrotte e foglie basali (peduncolate) presenti alla fioritura e assai maggiori delle cauline.
-Betonica officinalis L. BETONICA COMUNE
H scap – Europeo-Caucas. - VI-X – Abbastanza comune.
Erbacea pubescente al meno in basso, a fusto semplice, eretto o ascendente, alta 20-60 cm; foglie oblunghe, cordate alla base, a nervatura reticolata e con margine regolarmente crenulato, le basali maggiori (2-2.5 X 6-7 cm) e con picciolo di 8-12 cm, le cauline assai inferiori e a breve o brevissimo picciolo; i fiori – calice a tubo (ca. 3,5 mm) campanulato terminante in 5 denti lanceolato-mucronati più brevi della metà del tubo (1-1,5 mm); corolla porporina di ca. 1,5 cm a labbro superiore intero e peloso, e fauce priva di anello di peli, stami inclusi, bratteole acuminate di ca. 4 mm – sono riuniti in pseudo spighe ± compatte.
Habitat: prati, radure, lande.
Distribuzione sul territorio:
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Stachys officinalis); Gestri & Lazzeri 2021 (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan).
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan); Gestri 2009 (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Stregona comune): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Arrigoni & Viciani (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan) e Viciani 2001 (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan): Fornia (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013a (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan subsp. officinalis): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Tozzi 1702 (sub Betonica); Fiori 1914 (sub Stachys officinalis); Messeri 1936 (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan); Biagioli & al. 2002 (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan): anche su serpentino alla Gretaia ecc. (Montemurlo), M.Chiesino, Pian di Gello ecc. (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub Stachys officinalis (L.) Trevisan) (C/S).
Il genere Clinopodium
conta un centinaio di specie, distribuite nelle aree temperate e calde del globo: in Europa, Asia, Nuovo Mondo e Africa (11 specie indigene con alcune sottospecie in Italia). Sono piante erbacee perenni, a volte aromatiche; le foglie, prive di stipole, sono opposte, picciolate o sessili; i fiori - calice bilabiato così come la corolla che presenta un tubo che sopravanza la fauce calicina, l'ovario è infero - sono riuniti in verticillastri (a volte solitari) a costituire cime ascellari e/o terminali; Si caratterizza all'interno della Famiglia per il calice internamente peloso e con il labbro superiore inciso oltre il 30% della lunghezza, inoltre il lobo inferiore dello stilo è assai più grande del superiore. Fino a pochi anni fa molte specie erano attribuite ad altri generi in particolare (almeno per quelle europee) a Calamintha.
-Clinopodium grandiflorum (L.) Kuntze MENTUCCIA MONTANA
H scap -Orofila Medit. e submedit. - VI-VIII – Rarissima.
Erbacea odorosa, a pelosità sparsa, alta 20-50 cm, stolonifera a fusto in basso legnoso e prostrato con rami fioriferi semplici ed eretti; le foglie sono grandi (2-4 x 3-5 e più cm), a lungo picciolo (ca. 1 cm) e profondamente e acutamente dentate; i fiori roseo-porporini sono ugualmente grandi – calice lungo 11-13 mm e corolla (a tubo arcuato-ascendente) 25-35 mm (caratteristica fondamentale per distinguerla da C. nepeta e menthifolium di dimensioni inferiori) – poco numerosi e formanti un infiorescenza lassa o ± densa in cime di 3-9 unità.
Habitat: boschi di latifoglie, in particolare di faggio.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Calamintha grandiflora (L.) Moench.) e Arrigoni & al 2005 (sub Calamintha grandiflora (L.) Moench.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
-Clinopodium menthifolium (Host) Merino
Erbacea pubescente a radice non stolonifera, fusto ascendente e ramificato, alta 20-80 cm; foglie opposte, picciolate, a lamina dentellata; i fiori – ermafroditi, pentameri, a calice con labbro inferiore assai più lungo del superiore, gozzuto, lungo 6-10 mm a denti (2-4 mm) triangolari acuti in alto; corolla roseo-porporina, pelosa alla fauce – sono riuniti in cime ascellari di 3-9 unità con peduncoli di 1-1,5 cm.
- - C. m. (Host) Merino subsp. ascendens (Jord.) Govaerts MENTUCCIA ASCENDENTE
H scap – Medit.-Macarones. - V-X – Rara.
Erbacea alta 20-80 cm, odore sgradevole, e che si differenzia dalla sottospecie successiva per le foglie più grandi a lamina di 1-2 X 1.5-3 cm, fiori con certi calici maggiori di 6,5 mm e denti brevi, corolla di 11-16 mm e peduncoli delle cime normalmente di 1-3 (ma a volte fino a 10) mm.
Habitat: soprattutto in boschi di leccio o submediterranei.
Distribuzione sul territorio:
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Calamintha sylvatica Bromf. subsp. ascendens (Jordan) P.W.Ball.): più frequente della sottospecie tipo, lungo sentieri e strade, in incolti aridi anche ofiolitici (Prato, Montemurlo).
- - C. m. (Host) Merino subsp. menthifolium MENTUCCIA MAGGIORE
H scap – Medit.-Atl. - IV-X – Abbastanza comune.
È pianta aromatica, in genere poco ramificata, a fusto eretto, alta 20-60 cm, con pubescenza sparsa a peli crespi e lunghi; le foglie ovali-lanceolate sono picciolate e profondamente dentate (denti triangolari) più grandi che in ascendens: le maggiori con lamina di 3-4 X 5-6 cm; i fiori a calice lungo 12-16 mm con tubo dritto e denti allungati, corolla più grande (15-22 mm) che in ascendens, rossastra e con tubo arcuato-ascendente; sono riuniti in verticillastri con peduncoli comuni a più fiori, lunghi fino a 15 mm, più brevi delle foglie.
Habitat: boschi di latifoglie, più spesso di castagno.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi (sub Calamintha sylvatica Bromf.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Sasseta a Montepiano nel bosco, sopra il paese di Montepiano (2018) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Satureja calamintha);
- Calvana: Gestri 2009 (sub Calamintha nepeta (L.) Savi subsp. sylvatica (Bromf.) R. Morales) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub C. nepeta (L.) Kuntze subsp. sylvaticum (Bromf.) Peruzzi & F.Conti): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub C. nepeta (L.) Kuntze subsp. sylvaticum (Bromf.) Peruzzi & F.Conti): Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub Calamintha sylvatica Bromf.): sporadica a Pian di Gello (Prato), nella pineta di Bagnolo, ai Patriarchi (Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub C. nepeta (L.) Kuntze subsp. sylvaticum (Bromf.) Peruzzi & F.Conti) (S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: .dalla fattoria di Javello alle Banditelle (2019), da Valupaia a M. Javello (2020).
-Clinopodium nepeta (L.) Kuntze subsp. nepeta NEPITELLA
H scap (Ch suffr) – Medit. mont. - V-XI – Comune.
Erbacea alta 30-80 cm, aromatica, pubescente a peli inclinati, con radice breve e fusto lignificato e prostrato in basso, ascendente e assai ramificato di sopra; le foglie sono piccole, brevemente picciolate, da quasi rotonde ad ovate, finemente dentellate al margine, che spesso è revoluto; i fiori sono piccoli – calice gozzuto e peloso lungo 3-7 mm con denti inferiori a 2 mm; corolla roseo-violetta di 8-12 mm (lunghezza di calice e corolla la distinguono facilmente da C. menthifolium e grandiflorum) – e riuniti in verticillastri che normalmente superano le foglie ascellanti a formare cime flogliose (la subsp. spruneri (Boiss.) Bartolucci & F.Conti, oltre a foglie e fiori più piccoli presenta infiorescenze brevi (max. 1 cm) inferiori alla foglia ascellante).
Habitat: ambienti aridi e sassosi, per lo più bene esposti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Calamintha nepeta (L.) Savi), Arrigoni & al. 2005 (sub Calamintha nepeta (L.) Savi), Bettini & al. 2009 (sub Calamintha nepeta (L.) Savi): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub Calamintha nepeta (L.) Savi): Limentra orientale; Gestri 2018 (sub C. n. (L.) Kuntze sl): Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: ; Cascine di Spedaletto (2017), da Migliana verso le Cavallaie (2019), Felciai di Gavigno (2020) (Cantagallo); sopra la Rocca di Vernio (2022).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Satureja calamintha var. nepeta); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914 (sub Satureia nepeta); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub Calamintha nepeta (L.) Savi); Gestri 2009 (sub Calamintha nepeta (L.) Savi) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub Satureja calamintha Scheele var. nepeta (Scheele); Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Mentuccia o Nepitella): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub Satureia nepeta); Messeri 1936 (sub Satureia nepeta Scheele); Biagioli & al 2002 (sub sub Calamintha nepeta (L.) Savi): frequente anche su terreni serpentinosi (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
P.S.: erba aromatica molto utilizzata in Toscana soprattutto per cucinare i funghi, ma anche carni, pesci e verdure (particolarmente indicato l’abbinamento con i carciofi).
-Clinopodium vulgare L. subsp. vulgare CLINOPODIO DEI BOSCHI
H scap - Circumbor. - I-XII - Comune.
Erbacea perenne non aromatica, a morbida pubescenza, con fusti eretti o ascendenti, semplici o ramificati, alta 30-70 cm; le foglie hanno brevi piccioli, lamina lunga 2-4 cm, ovata o oblunga, finemente dentellata al margine e con nervature evidenti sulle facce; i fiori – calice evidentemente arcuato (da cui Clinopodium!) e peloso; corolla di 10-15 mm, roseo-porporina – sono riuniti in densi verticillastri di 15-40 unità, sessili, emisferici e circondati da un involucro di brattee lineari e piumose. La nostra sottospecie presenta un calice lungo 7-9,5 mm con i superiori di 2-2,5 e gli inferiori di 3,5-4.
Habitat: boschi e arbusteti di latifoglie.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub Calamintha clinopodium Bert.): Montepiano (Car. herb.); Porciatti 1959 (sub Satureja vulgaris (L.) Fritsch): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub Satureja vulgaris (L.) Fritsch): Limentra orientale; Arrigoni & al. 2005 (sub Satureja vulgaris (L.) Fritsch): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub C. v. L. sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montepiano all'Alpe, verso il Gasperone (2020), sopra il Gorandaccio verso Montepiano (2021), da Montepiano strada per Luciana (2023) (Vernio); Acqua (2023) (Cantagallo); dal lago Verde a S.Ippolito (2024) (Cantagallo-Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1945 (sub Satureja vulgaris); Gestri & Lazzeri 2021 (sub C. v. L. sl)
- Calvana: Gestri 2009 (sub C. v. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Clinopodio dei boschi): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub C. v. L. sl): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub C. v. L. sl): sporadica nel settore occidentale (Patriarchi, Gretaia) (Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub C. v. L. sl) (C/S).
- Rilievi a ovest di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023) (Vaiano).
Il genere Galeopsis
è costituito da una decina di specie distribuite nelle aree temperate di Europa ed Asia (9 spontanee in Italia). Si tratta di piante erbacee annuali non odorose, a foglie picciolate e crenulate o dentate al margine; i fiori – calice tubolare-campanulato terminante in 5 denti poco diversi fra loro e spinosi; corolla porporina, gialla o bianca, a tubo lungo come o più del calice, bilabiata con labbro superiore a cappuccio e l'inferiore trilobo con 2 rigonfiamenti a cono alla base (carattere importante per il riconoscimento di questo genere) e anello di peli alla fauce – si presentano sessili, all'ascella di bratteole lesiniformi e pungenti e riuniti in densi verticillastri ascellari o terminali.
-Galeopsis angustifolia Ehrh. ex Hoffm subsp. angustifolia CANAPETTA A FOGLIE STRETTE
T scap – N-Euro-Medit. - V-VII – Non comune.
Erbacea molto simile a G. laudanum della quale è stata considerata in passato una sottospecie; si presenta a fusto ascendente non rigonfio e peloso (peli appressati, a volte anche con peli ghiandolari), alta 10-50 cm; foglie (2-10 X 20-50 mm) strette fino a lineari (5-10 volte più lunghe che larghe) e cuneate in basso, glabre o pubescenti sulla parte superiore e pelose in quella inferiore soprattutto sulle venature, intere o un po' dentate al margine; i fiori – calice lungo 8-13 mm (tubo di 4-6 e denti di 3-4) e a pelosità opaca e papillosa; corolla rosso-purpurea maculata di giallo o bianco, lunga 14-24 mm – sono riuniti in numero di 6-10 in verticillastri con base fogliata.
Habitat: prati, pietraie assolate e aride, più spesso su substrato calcareo.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Foggli & Venturi 2009: val di Carigiola (Vernio); nuovi ritrovamenti: Rifugio Pacini a Pian della Rasa (2019) (Cantagallo); strada bianca verso l'Alpe (dopo poco che diviene sterrata), da S. Giuseppe a Badia (a circa 1/2 strada) (2024) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub G. ladanum L. subsp. angustifolia Gaud. var. kerneri Briq.); non ritrovata da Biagioli & al. 2002; riconfermata da Gestri & Peruzzi in settembre 2024, a Prato sulle falde orientali del Monteferrato a margine via lungo la Bardena (Peruzzi & al., 2025).
-Galeopsis ladanum L. CANAPETTA VIOLACEA
T scap – Euras. - V-VII – Rara.
Erbacea alta 10-50 cm, molto simile ad G. angustifolia dalla quale si distingue per le foglie (5-10 X 12-30 mm) da ovate ad oblunghe, solo 2-3 volte più lunghe che larghe e con 3-8 denti abbastanza profondi per lato; per i fiori a calice più densamente peloso a peli trasparenti e lisci, la corolla (a tonalità di fondo roseo-porporina maculata di giallo) lunga 15-28 mm (tubo 10-16 e labbro inferiore 4-7).
Habitat: macereti, zone rocciose, praterie a volte ruderale, per lo più non su terreno calcareo.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: l’unica stazione rinvenuta si trova presso Fossato (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: Spuntoni, presso il sentiero dei Tabernacoli di Migliana nel bosco (2024) (Cantagallo); fra l'Alpe e la Scoperta (2018) (Vernio).
-Galeopsis pubescens Besser CANAPETTA PUBESCENTE
T scap – C-Europ. - VI-VIII – Rara.
Erbacea alta 20-50 cm a fusto eretto-ascendente a sezione quadrata con facce tutte ricoperte densamente di peli appressati, con ramificazioni gracili e un po' rigonfiie ai nodi dove si osservano setole più lunghe di 2 mm e ghiandole; foglie ovate, acuminate o acute in alto, cordate o arrotondate all'inserzione, dentellate al margine e pelose sopra e sotto; i fiori presentano piccioli non setolosi, calice privo di peli rigidi, salvo sul margine superiore, corolla di 15-25 mm, lunga 2-3 volte il calice, porporina con lobo mediano del labbro inferiore tinto di giallo o di rosso. I caratteri distintivi più evidenti: fusto peloso sulle 4 facce, presenza di peli rigidi per lo più giallastri e lunghezza della corolla.
Habitat: radure boschive, campi, margine coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Badia a S. Stefano (2015), sopra Tavianella (2019) (Vernio)
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Montecuccoli, Rio Fornelli (Cantagallo).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Cavallaie (2020).
-Galeopsis speciosa Mill. CANAPETTA SCREZIATA
T scap – Euras. VI-VIII – Rarissima.
Erbacea alta 20-80 cm, a fusto prostrato-ascendente, robusto, ramificato (rami eretto-patenti), rigonfi sotto i nodi e con peli rigidi patenti e a volte riflessi; foglie grandi (2-3 X 5-7 cm), ovato-ellittiche, lungamente acuminate, pubescenti, dentellate (7-9 denti acuti per lato) al margine, con piccioli di 10-30 mm; i fiori – calice lungo 10-14 mm con denti lunghi ca. la metà del tubo, corolla giallo-pallida a volte striata di viola sul labbro inferiore, lunghissima (uno dei caratteri distintivi!) da 22 a 35 mm, tubo e labbro superiore pelosi - si riuniscono in verticillastri terminali o ascellari.
Habitat: margini e radure di bosco o arbusteti, aree ruderali.
- Appennino principale pratese: nuove segnalazioni: Montepiano (2018) (Vernio).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Canapetta screziata): AMPIL del Monteferrato.
-Galeopsis tetrahit L. CANAPETTA COMUNE
T scap – Euras. - V-VIII – Comune.
Erbacea alta 10-80 cm, a fusti eretti, per lo più robusti e con ramificazioni ascendenti, ingrossati evidentemente sotto ai nodi, dove si osservano lunghi peli rigidi, radi, rivolti in basso o patenti, sulle 4 facce sono dotati di peli setiformi rigidi; le foglie (1-4 X 5-8 cm) sono ovato-lanceolate, dentellate (6-10 per lato) al margine e con picciolo di 1-3 cm, pubescenti sulle facce; i fiori – calice a nervature salienti, tubo di 5-7 mm e denti di 4-6 mm; corolla rosea o bianca spesso maculata di viola o giallo e lunga 15-20(-28) mm – sono riuniti in verticillastri di 6-10 unità, fogliati alla base.
Habitat: radure boschive, arbusteti, macereti (piuttosto nitrofila).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Montepiano (2018), M. della Scoperta (2020), da S. Giuseppe a Badia (2022) (Vernio); presso Gavigno (2021) crinale verso il M. Scalette) (2023) (Cantagallo).
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: qua e là alle pendici di M. Chiesino, non direttamente su ofioliti.
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: presso la Fattoria di Javello (2008).
PS: sul Montalbano è questa specie è stata osservata solo sul crinale nella zona di Sant'Alluccio e sopra i Maestrini nel comune di Quarrata, Pistoia (Gestri & Peruzzi 2013a).
Il genere Glechoma
conta poco meno di una decina di specie, distribuite nelle aree temperate di Europa e Asia (3 indigene in Italia). Si tratta di erbe perenni che si caratterizzano, all'interno della Famiglia, per il fusto strisciante e radicante; le foglie cauline suborbicolari e cordate alla base, opposte e crenulate al margine; i fiori - calice a 2 lobi (a 3 denti il superiore a 2 l'inferiore) con tubo dritto e denti aperti all'antesi; corolla a 2 labbra ben distinte, quella superiore pressoché piano in alto, il lobo medio del labbro inferiore intero; stami (tutti fertili e ad antere biloculari) mai inclusi nel tubo corollino e a filamenti paralleli e ravvicinati, i superiori sono più lunghi degli inferiori - si riuniscono in verticilli di 2-5 all'ascella di foglie normali; bratteole presenti.
-Glechoma hederacea L. ELLERA TERRESTRE COMUNE
H rept – Circumbor. - III-VI – Non rara.
Erbacea simile alla specie successiva congenere, ma di taglia normalmente un po' inferiore e meno densamente pelosa; fusti fioriferi alti 10-40 cm; foglie (20-35 X 18-30 mm), cordate alla base e con picciolo di 1,5 cm che si riduce fino a scomparire sulle foglie più alte del fusto: i piccioli si presentano più brevi degli internodi; i fiori – corolla con tubo di ca. 8 mm e denti di ca. 2,5, di colore viola chiaro; calice con tubo di 4-5 mm e denti di 1.5-2 mm e larghi alla base 0,8-1,5 mm ( in hirsuta 0,3-0,5) - sono riuniti in verticillastri ascellari di 2-3 a costituire infiorescenze quasi unilaterali.
Habitat: boschi, macchie, prati su terreni fresco-umidi.
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale.
- Calvana: Gestri 2009: Prato, Vaiano, Cantagallo. In Gestri Peruzzi 2016 abbiamo ipotizzato che questi ritrovamenti fossero da attribuire tutti alla specie successiva, affermazione che attualmente non mi sembra condivisibile anche in seguito a successive osservazioni per es. sul sentiero per Valibona 2018 (Vaiano).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Ellera terrestre): AMPIL del Monteferrato.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: frequente lungo i sentieri boschivi dei bassi versanti occidentali (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Bicchieraia, Reticaia, il Massino di Montemurlo (2024).
PS: sul Montalbano è stata osservata solo nel comune di Serravalle pistoiese presso le Ville (Gestri & Peruzzi 2013a).
-Glechoma hirsuta Waldst. & Kit. ELLERA TERRESTRE PELOSA
H rept -SE-Europ. - III-VI – Non rara.
Erbacea perenne, più densamente pelosa e di taglia superiore a G. hederacea; caule prostrato e radicante in basso, con numerosi fusti fioriferi ascendenti o eretti, alti 10-50 cm; foglie (15-50 x 15-60 mm) a lamina cordata, suborbicolare o reniforme, con picciolo di 3-4 mm lunghi circa come gli internodi; i fiori – corolla di 20-30 mm, azzuro-violacea; calice a denti di 2-3,5 mm, 4-8 volte più lunghi che larghi (questo la differenzia dall’affine G. hederacea che ha denti lunghi 0,8-2 mm) – sono riuniti in verticillastri di 2-4 fiori tendenzialmente unilaterali.
Habitat: radure di bosco o macchie su terreni non umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Carmignanello a Grigliana e sopra Gricigliana (2023), sopra S. Ippolito (2024) (Cantagallo); subito sopra Badia di Montepiano (2023) (Vernio).
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b: Case Serilli (S).
- Rilevi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: strada dalle Banditelle alla F. Javello (2024).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: presso la Passarella a S. Lucia (2021) (Prato).
PS: sul Montalbano è stata osservata solo nel comune di Serravalle pistoiese sopra Baco (Gestri & Peruzzi 2013a).
Il genere Lamium
conta una trentina di specie distribuite in Europa, Asia e N-Africa (in Italia 11 spontanee con numerose sottospecie ed 1 esotica). È rappresentato da piante erbacee annuali o perenni, a foglie inferiori picciolate e più piccole delle medie, a margine crenulato, dentato o più raramente inciso; i fiori – calice campanulato a 5 denti uguali o quasi e 5 nervature evidenti; corolla bilabiata con labbro superiore a cappuccio e l’inferiore a 1 o 2 lobi mediani con i laterali assenti o assai ridotti (carattere distintivo importante), di colore rosso, bianco o giallo – sono riuniti in verticillastri densi e fogliosi.
-Lamium album L. subsp. album FALSA ORTICA BIANCA
H scap – Eurasiat. Temp. - V-VIII – Rarissima.
Erbacea maleodorante, pubescente, alta 20-60 cm, a fusti eretti e generalmente semplici; foglie (3-4 X 4-5 cm) opposte, picciolate, ovato-ellittiche, acuminate, a margine fortemente ed irregolarmente dentato; i fiori – calice con denti mucronati (6-8 mm) più lunghi del tubo (5-6 mm); corolla bianca (a volte screziata di verde) di ca. 2 cm, a tubo ricurvo all'indiero di 6-7 mm (ca. come il calice), labbro superiore pubescente e a cappuccio e l'inferiore con 2-3 denti laterali; antere scure e pelose – sono riuniti in densi verticillastri in numero di 6-15 all'ascella di foglie normali.
Habitat: su terreno nitrofilo i orletti boschivi, macerie ecc.
Dustribuzione sul territorio:
Appennino pratese principale: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
-Lamium amplexicaule L. FALSA ORTICA RENIFORME
T scap- Paleotemp. - I-V – Comune.
Erbacea pubescente, alta 10-30 cm o meno, con fusti gracili, ramificati dal basso eretto-ascendenti e lungamente afilli sotto l'infiorescenza; foglie inferiori (7-25 x 7-25 mm) picciolate e a lamina orbicolare e crenulata, quelle fiorali sempre crenulato-lobate e di aspetto reniforme, sessili o quasi; i fiori – calice di ca. 4 mm, molto peloso e con denti un po' inferiori al tubo; corolla di 13-15 mm e di colore roseo-porporina, a tubo dritto e labbro superiore intero – sono riuniti in 2-3 verticillastri subglobosi e densi.
Habitat: campi, coltivi e incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: sui sentieri e nei coltivi delle zone pedecollinari (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: Galcetello in incolto erboso (2022) (Prato).
-Lamium bifidum Cyr. FALSA ORTICA BIFIDA
T scap – Medit. - III-V – Poco comune.
Erbacea pubescente, alta 10-40 cm, a fusto ramificato dal basso, con rami centrali eretti e i laterali prostrato-ascendenti, lungamente afillo sotto l'infiorescenza; foglie (1-2 X 2-4 cm) a lamina a contorno triangolare, acuminata in alto e margini profondamente ed irregolarmente dentato-lobati, le cauline con piccioli di ca. 1 cm, le fiorali spesso con macchie biancastre; i fiori – calice pubescente, di 7-9 mm con tubo poco più lungo dei denti (patenti-divaricati); corolla bianca di 15-25 mm a tubo (12-14 mm) sottile, dritto e superante ampiamente il calice; la caratteristica che ha portato alla denominazione della specie è il labbro superiore profondamente bifido a lobi patenti, l'inferiore presenta spesso piccole macchie porporine – sono riuniti in verticillastri ± ravvicinati.
Habitat: radure boschive, incolti, margine di coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano.
- Rilevi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: sopra la Collina di Schignano (2024).
-Lamium galeobdolon L. subsp. flavidum (F.Herm.) A.Löve et D.Löve
H scap – Europ.-Caucas. - V-VIII – Abbastanza comune.
Erbacea alta 20-70 cm, con radice a stoloni emittenti rigetti sterili e fusti fioriferi a sezione quadrata e pelosità patente o riflessa; foglie picciolate, da ovate ad ellittiche e acuminate, con margini irregolarmente dentati; i fiori – calice di ca. 1 cm con tubo di 7 mm e denti assai più brevi e un po' spinescenti; corolla (14-25 mm) gialla striata di viola all'interno, a tubo ± dritto e labbro superiore intero e dorso pubescente – sono riuniti in verticillastri un po' distanziati all'ascella di foglie di dimensioni inferiori alle cauline. La subsp. flavidum si caratterizza per la mancanza di lunghi stoloni radicanti, i fusti sono eretti e completamente pelosi almeno in basso con i fertili simili agli sterili (ascendenti a foglie decussate) sebbene più brevi; le foglie fiorali si presentano ovato-lanceolate, per lo più acuminate, irregolarmente dentellate (denti spesso divergenti) e con rapporto lunghezza/larghezza da 2 a 5; infine i fiori hanno una corolla lunga da 14 a 18 mm e sono riuniti in verticillastri di 2-10.
Habitat: boschi freschi di latifoglie, macereti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Fabbro a Migliana (2018) (Cantagallo); a Badia e più in alto nel bosco (2014), sopra il Gorandaccio (2019), presso il Valico della Crocetta (2021) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Ortica mora): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Fonte Castagnati (Carmignano).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: presso l'Agna sopra Reticaia (2024).
-Lamium hybridum Vill. FALSA ORTICA IBRIDA
T scap – Europ.-Caucas. - V-VIII – Non rara, ma probabilmente sottostimata.
Erbacea glabrescente, alta 10-30 cm, a fusti ascendenti e diffusi, nudi sotto l'infiorescenza; foglie profondamente dentato-lobate, picciolate, caratteristiche quelle fiorali, ravvicinate fra loro, con lamina ± triangolare e allargate un po' a cuneo sul picciolo, inoltre sono spesso tinte di porpora e prive di macchia mediana biancastra; i fiori – calice di 6-8 mm a denti un po' più lunghi del tubo e allargati; corolla da rosea a porporino-chiaro, di ca. 13 mm, a tubo diritto e un po' saliente, labbro superiore intero o appena sinuato e inferiore trifido – sono riuniti in verticillastri ravvicinati, terminali al fusto.
Habitat: incolti erbosi, aree ruderali, tendenzialmente su substrati acidi.
Distribuzione sul territorio:
- Bargo di Poggio a Caiano: nuovi ritrovamenti: (2023).
- Calvana: nuovi ritrovamenti: Carteano (2024) (Prato); Fabio (2025) (Vaiano).
- Cascine di Tavola: nuovi ritrovamenti: (2025).
- Colline di Prato: nuovi ritrovamenti: sopra “Le Svolte” di Figline (2024) (Prato).
-Lamium maculatum L. FALSA ORTICA MACCHIATA
H scap – Eurasiat. - II-XI – Comunissima.
Erbacea perenne a fusto ascendente o eretto, fistoloso e fogliato, alta 20-80 cm; le foglie presentano spesso una macchia biancastra sulla faccia superiore, hanno lamina di forma ± triangolare, a volte acuminata in alto e/o cordata all'inserzione del picciolo (di 2-4 cm), con margine dentato ± profondamente; i fiori – calice di 6-9 mm a denti lunghi come o poco più del tubo; corolla (2-2,5 cm) porporina o più raramente bianca, il tubo si presenta rigonfio e ricurvo-ascendente e più lungo del calice (in L. album è ca. uguale con corolla sempre bianca!), il lobo superiore a cappuccio e l' inferiore bilobato, chiaro venato di rosso – sono riuniti in verticillastri apicali poco forniti.
Habitat: incolti, radure boschive e arbustive.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale.
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Falsa ortica): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: in ambienti boscosi marginali soprattutto nel versante occidentale (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
NB: è specie assai comune e diffusa un po' in tutto il territorio sia in pianura che in collina e montagna.
-Lamium purpureum L. FALSA ORTICA PURPUREA
T scap – Eurasiat. - III-X – Comunissima.
Erbacea annuale, alta 10-30 cm, maleodorante, a radice gracile e fusti a sezione quadrata, numerosi, prostrato-ascendenti e lungamente nudi sotto l’infiorescenza; foglie (1-3 X 1-4 cm) con picciolo di 1-4 cm, cordate e crenulate ± profondamente, soprattutto le superiori spesso tinte di rosso-violaceo; i fiori, piccoli, 7-9 (-20) mm – calice poco peloso, di 5-6 mm a denti più lunghi del tubo; corolla lunga fino a 12 mm, porporina con labbro superiore intero e tubo dritto e un po' saliente – sono riuniti in verticillastri apicali ± serrati.
Habitat: zone ruderali, coltivi e incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: al valico di S. Giuseppe (2020), sopra Montecuccoli (2021) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano; oss. Peruzzi 2018 Wikiplantbase#Toscana: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: aree ofiolitiche e non (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
NB: è specie assai comune e diffusa un po' in tutto il territorio sia in pianura che in collina e montagna.
Il genere Lavandula
conta poco meno di 40 specie a distribuzione soprattutto mediterranea, inoltre sono presenti in N-Africa, Asia, Arabia e India (5 spontanee ed 1 casuale in Italia). Si tratta di piante a portamento cespuglioso (generalmente più alte di 30 cm) caratterizzate, all'interno della Famiglia, dai fiori con calice a 13-15 nervature, con denti piccoli e non spinulosi, corolla di colore azzurro-violaceo, con labbro superiore bilobato, ± appiattito, e generalmente più breve dell'inferiore (trilobato a lobi simili); stami del tutto inclusi nel tubo corollino; le foglie si presentano per lo più bipennatosette, brattee presenti e diverse dalle foglie; infiorescenza a verticillastri disposti in spighe dense o lasse.
-Lavandula stoechas L.LAVANDA SELVATICA
NP – Medit. - III-V – Rara e limitata alle aree più calde su substrato acido.
Piccolo arbusto tomentoso e aromatico, alto da 30 a 100 cm, a fusti tetragoni, eretti e ramificati; foglie lunghe 2-4 cm, lineari o lineari-oblunghe a base cuneiforme, intere (carattere distintivo rispetto alle altre specie congeneri in Italia) e a pubescenza grigio-biancastra sulle facce; i fiori – calice assai vellutato lungo 4-5 mm (più lungo della brattee fiorali); corolla di colore rosso-purpurino scuro, lunga 5-6 mm – sono riuniti in spighe terminali dense e compatte, di forma ovata e sormontate da un fascetto di brattee sterili, più grandi delle fiorali: 15 X 20 mm), petaloidi e di colore violaceo (altro carattere distintivo importante).
Habitat: terreni silicei, aridi di macchie e garighe.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Caruel 1860-64: Artimino; Sandri & Fantozzi 1895 e Baroni 1897-1908: da Pietramarina fin sotto San Giusto; Ricceri 2010: Montalbano; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano; oss. F. Roma-Marzio 2017 Wikiplantbase#Toscana: lungo il sentiero per Prato Rosello (Carmignano); 3 oss. Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: Carmignano.
- Rilevi di Montemurlo: Biagioli & al. 1999 (sub Lavanda selvatica): rarissima presso il cimitero di Albiano.
Il genere Lycopus
conta una quindicina di specie distribuite nelle aree temperate dell'emisfero boreale ed una in Australia (2 indigene, un ibrido ed una naturalizzata in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni, non aromatiche a rizoma strisciante, foglie da pennatolobate a pennatosette, fiori con corolla (lunga 2-4 mm almeno le entità italiane) a 4 segmenti quasi uguali fra loro (sub-attinomorfa), calice a 5 denti e 13 nervature, stami sporgenti dal tubo, 2 fertili e 2 sterili; carpelli troncati in alto; infiorescenza in verticillastri forniti, distanti fra loro.
-Lycopus europaeus L. ERBA SEGA COMUNE
H scap (I rad) – Circumbor. - V-VII – Non rara in ambienti umidi.
Erbacea stolonifera a fusti striscianti e radicanti e poi eretti e ispidi, alta 20-80 cm; foglie (2-4 X 5-10 cm, le superiori ridotte) brevemente picciolate e con lamina ovato-lanceolata e profondamente dentata fino a pennatifida (soprattutto alla base); i fiori – calice 1,5-3 mm, pubescente a 5 denti uguali e pungenti all'apice; corolla bianca punteggiata di porpora, lunga 2,5-3 mm, a 4 lobi uguali e tubo incluso – sono riuniti numerosi in verticillastri forniti, densi, sessili e posti all'ascella fogliare.
Habitat: ambienti umidi: prati, fossi, ecc.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (Cascina le Barbe presso il ruscello), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Le Barbe (2023) (Cantagallo); lago Galletti (2019) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Erba sega): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: lungo il fosso della Volpaia ed in altri luoghi umidi marginali (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: via del Pantano loc. Case del Rio (2023), alveo del Bisenzio di Viale Galilei (Palco di Sotto) (2024) (Prato).
-Lycopus exaltatus L.f. ERBA SEGA MAGGIORE
H scap – Eurosiber. - VII-IX – Rarissima o scomparsa.
Erbacea alta 80-190 cm, assai simile alla precedente, ma di dimensioni maggiori, si caratterizza rispetto a L. europaeus per le foglie pennatosette lunghe da 6 a 12 cm, brattee di 6-9 mm, fiori con calice a denti superiori al tubo e non spinescenti, staminoidi con filamento capitato.
Habitat: ambienti umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; non più ritrovato (Gestri & Lazzeri 2021).
Il genere Marrubium
conta più di una quarantina di specie distribuite soprattutto in Europa ed Asia (3 spontanee ed 1 occasonale in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni (dotate almeno in parte di peli ramificati) che si caratterizzano all'interno della Famiglia essenzialmente per le foglie con lamina rugoso-reticolata sulle facce e dentato-crenulata al margine, i fiori - con alla base piccole e sottili bratteole, calice a 10 nervature e 5-10 denti eretti o ricurvi, stami paralleli e completamente inclusi nel tubo della corolla che appare bilabiata con labbro superiore eretto e inferiore con labbro mediano maggiore dei 2 laterali - sono riuniti in verticillastri ciascuno all'ascella di due foglie molto simili alle cauline; frutti a nucole arriotondate in alto.
NB: il nome del genere deriva dall'ebraico: mar rob, ovvero succo amaro, per il sapore di queste erbe.
-Marrubium vulgare L. MARRUBIO COMUNE
H scap – Subcosmop. - IV-IX – Poco comune.
Erbacea fortemente odorante, a pelosità biancastra, fusto eretto e non o poco ramoso, alta 30-80 cm; foglie lunghe fino a 2-3 cm, opposte, con picciolo di 1-2 cm e lamina ovato-orbicolare e irregolarmente crenulata al margine, facce rugoso-reticolate; i fiori – con bratteole sottili e ricurve inserite alla base del calice, questo si presenta lungo 5-7 mm a (6-)10 denti di ca. 2 mm, diversi fra loro e ripiegati all'apice verso l'esterno; corolla bianco-pura, lunga 6-7 mm – sono riuniti in verticillastri multiflori (20-23 unità), subglobosi e addensati, all'ascella di 2 foglie simili alle cauline e distanziati fra loro sul fusto.
Habitat: incolti erbosi, ruderi, margine coltive su suoli ricchi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: presso il cimitero di Figline (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
Il genere Melissa
conta 4 specie distribuite in Europa e C-Asia (1 con 2 sottospecie in Italia). Si tratta di erbe aromatiche perenni caratterizzate all'interno della famiglia dalle foglie tutte cauline e a lamina ± ovata, i fiori - calice pubescente, a 13 nervature evidenti, con labbro superiore appiattito a 3 denti ± evidenti (l'inferiore bidentato) e internamente glabro; corolla bianca, rosea o giallo pallida, a tubo ascendente e un po' arcuato, fauce glabra, labbro superiore ± piano e lunga meno di 15 mm; stilo a lobi simili fra loro e filamenti convergenti – riuniti in verticillastri di 6-12; i fusti si presentano assai ramosi.
-Melissa officinalis L. MELISSA VERA, CITRINELLA
H scap – Euro-Medit.-W-Asiat. - V-VIII – Comune.
Erbacea aromatica a fusto assai ramoso, alta 30-150 cm; foglie ± pubescenti, solo cauline, con picciuolo di 2-3 cm, lamina ovato-rombica (3-4 X 4-5 cm) e margine dentato-crenulato; fiori – calice a labbro superiore ± dentato e allargato dopo l'antesi, lungo 6-9 mm; corolla bilabiata, lunga 8-15 mm, inizialmente giallo-pallida e poi bianca o leggermente rosata; bratteole intere e lunghe 2-5 mm – sono riuniti in verticillastri di 4-12 all'ascella fogliare.
Habitat: incolti, coltivi, ruderi.
Se ne riconoscono due sottospecie, probabilmente ambedue presenti nel Pratese, ma che però non sono state considerate separatamente dagli Autori che vi hanno erborizzato, anche se sembra essere più frequente la sottospecie nominale; per conoscerne le rispettive distribuzioni andrebbe effettuata un ricerca specifica.
- - M. o. L. subsp. altissima (Sm.) Arcang.
Si distingue dalla entità successiva per: l'odore meno grato o sgradevole, le dimensioni generalmente superiori (fino a 150 cm di altezza), le foglie fiorali con la lamina a base cordata o troncata, la pelosità più marcata ed infine per il labbro superiore del calice con dente centrale ridotto.
Questa entità sembra rappresentare la specie selvatica a distribuzione più mediterranea.
- - M. o. L subsp. officinalis
Si distingue dalla sottospecie precedente per: l'odore piacevole di limone, le dimensioni generalmente inferiori (fino a 80 cm di altezza), le foglie fiorali con la lamina a base conica, la pelosità sparsa e per il labbro superiore del calice con dente centrale assai evidente.
Questa entità sembra rappresentare la specie coltivata o derivata dalla coltivazione (origine euro-mediterranea).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montecuccoli alle Soda (2022) (Vernio); da Usella al Santo (2020), a Migliana a N della chiesa (2024) (Cantagallo); dal Lago Verde a Sant'Ippolito (2020) (Vernio-Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: almeno nella Calvana meridionale è presente la subsp. altissima (Sm.) Arcang. (2025, sentiero di Datini, Prato).
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021: qui è stata osservata (2022) che trattasi della sottospecie nominale.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: qua e là nelle aree pedecollinari (Pi Salva il contenutoan di Gello, Pineta di Bagnolo) (Prato, Montemurlo; Arrigoni & Viegi 2011
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Casa Cave (2025) (sottospecie nominale).
Il genere Melittis
una sola specie con tre sottospecie a distribuzione Mediterraneo-Euopea (2 sottospecie in Italia). Rispetto agli altri generi della Famiglia si contraddistingue per: il fusto generalmente semplice ed eretto, i fiori con calice membranoso a 3-4 segmenti ottusi e tubo largo quanto lungo, corolla a labbro inferiore bifido e il superiore intero a 2-3 denti simili fra loro, con tubo lungo 25-28 mm, stami con filamenti (sub-)paralleli e gli inferiori più lunghi dei superiori.
-Melittis melissophyllum L. subspecie melissophyllum ERBA LIMONA, BOCCA DI LUPO
H scap – C-Europ. -V-VIII – Abbastanza comune.
Erbacea odorosa, alta 20-50 cm, a fusto semplice ed eretto con peli lunghi e patenti; foglie (3-5 X 5-8 cm) ovate (cordate o troncate alla base), opposte, a breve picciolo e margine profondante crenulato-dentato; i grandi fiori a corolla lunga 2,5-4 cm, da porporini-violacei a bianco-rosati o variegati, sono disposti in numero di 2-4, all'ascella fogliare unilateralmente. (per la descrizione del fiore vedi il genere). La sottospecie nominale si caratterizza per le foglie più lunghe (fino a 8-9 cm) con 10-20(-22) grandi denti su ciascun lato e il fusto senza (o quasi) peli ghiandolari.
Habitat: bordi o radure boschive di latifoglie.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub M. m. L. sl) e Arrigoni & al. 2005 (sub M. m. L. sl): : riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub M. m. L. sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: a Sassetta e strada sotto Montepiano (2023) (Vernio); presso Gricigliana (2024) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub M. m. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub M. m. L. sl).
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub M. m. L. sl); Gestri 2009 (sub M. m. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: Tra Centopini e I Bifolchi (Prato).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Bocca di Lupo): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub M. m. L. sl): siti boschivi ombrosi soprattutto occidentali (Patriarchi, Pianali ecc.) (Montemurlo).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra Reticaia (2024).
Il genere Mentha
conta una ventina di specie (comprendendo gli ibridi per altri Autori più di 40 entità) presenti in Europa, Asia e N-Africa (9 specie con 4 sottospecie e 2 ibridi in Italia). È costituito da erbacee perenni, più raramente annuali, odorose, a radice stolonifera, alcune proprie di ambienti umidi; le foglie sono opposte e quasi sempre dentate o crenulate al margine; i piccoli fiori – calice campanulato con 5 denti per lo più subuguali e 10-13 nervature; corolla un po' bilabiata, a tubo incluso nel calice e a 4 lobi circa uguali fra loro, rosea, violacea o biancastra; 4 stami fertili sporgenti dal tubo della corolla – sono riuniti in verticillastri densi e multiflori che possono andare a costituire lunghe spighe o capolini terminali. Spesso le varie specie si ibridano fra di loro.
PS: il genere è così chiamato dal nome di una ninfa trasformata in pianta da Proserpina.
-Mentha aquatica L. subsp. aquatica MENTA D'ACQUA
H scap - Subcosmop. - VI-X – Non rara.
Erbacea perenne, fortemente e gradevolmente odorosa, alta 20-70 cm, con lunghi fusti ascendenti; le foglie (15-90 x 10-40 mm), seghettate al margine, sono ovate e con picciolo di 4-9 mm; i fiori – calice di 3-4 mm ca., tuboloso, interamente vellutato, a 5 denti brevi e acuti; corolla rosea o biancastra – vanno a formare in alto sul fusto un grande (fino a cm di diametro) glomerulo terminale con spesso, al di sotto ed ad una certa distanza, altri glomeruli più piccoli (1-3 o raramente di più).
Habitat: prati umidi, paludi e ai margini di fossi o corsi d'acqua.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: a Le Barbe (2020) (Cantagallo), sopra Badia verso S. Giuseppe e al Passo di S.Giuseppe stesso (2019), al Lago Galletti (2019) (Vernio); strada dal lago verde a S.Ippolito (2017) (Vernio-Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009 (sub M.a. L. sl.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub M.a. L. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub M.a. L. sl.)
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Menta d'acqua): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub M.a. L. sl): P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub M.a. L. sl.): nelle pozze pozzo sul fonde delle ex-cave, lungo i ruscelli.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (c)
- Pianura: nuovi ritrovamenti: sotto Bellosguardo (Montemurlo) al lavatoio (2023); Via del Pantano loc. Case del Rio (2023), alveo del Bisenzio a S e a N di Gonfienti (2024), nei fossi a Sant'Ippolito (2025) (Prato).
-Mentha arvensis L. MENTA CAMPESTRE
H scap – Circumbor. - VI-IX – Molto rara o poco osservata.
Erbacea fortemente odorosa, ± pubescente, alta 10-60 cm, a fusto prostrato-ascendente; foglie (1-3 X 2-5 cm) opposte, picciolate, a lamina ovato-lanceolata dentata al margine, caratteristicamente le foglie fiorali si presentano grandi come le cauline; i fiori – calice di ca. 2 mm a denti triangolari uguali fra loro, corolla rosea, pelosa al di fuori – sono riuniti in compatti verticillastri ascellari multiflori, distanziati fra loro, con al sommo dell'asse fiorale un ciuffo di foglie.
Habitat: zone fresco-umide: prati, radure, incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: nei coltivi pedecollinari; sulle ofioliti all'ex-cava di Cannatello (Prato).
-Mentha longifolia (L.) L. MENTA SELVATICA
H scap – Paletemp.- VI-X – poco comune.
Erbacea pubescente-setolosa a peli semplici, di odore sgradevole; il fusto, pubescente, è eretto o ascendente, alto da 20 cm fino ad anche più di 1 m; le foglie sono sessili, lanceolate (5-9 cm di lunghezza con larghezza massima al centro), dentellate ed acute in alto; i fiori – calice campanulato, a denti sottili ed uguali fra loro, molto peloso; corolla biancastra o violetta; bratteole lineari – sono riuniti in spighe terminali dense (cilindriche e quasi acute in alto) più lunghe delle foglie fiorali.
Habitat: marginale a prati, sentieri e strade, corsi d'acqua.
Distribuzione sul territorio:
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b ©: sopra Cerreto (rara).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: presso la ciclabile di Iolo e dintorni (2023).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023).
-Mentha pulegium L. subsp. pulegium MENTA POLEGGIO
H scap – Subcosmop. - V-IX – Non comune.
Erbacea fortemente aromatica, alta 10-50 cm, con numerosi stoloni, fusto prostrato-ascendente o eretto, non o poco ramificato; foglie piccole (3-7 X 12-20 mm) a lamina ovata o obovata e margine dentellato o meno, picciolo breve (2-4 mm), le foglie fiorali più brevi dei verticillastri; i fiori - calice (3-4 mm) ± bilabiato, pubescente, a fauce occlusa da peli conniventi; corolla rosso-lillacina a volte bianca, lunga 6-9 mm; stami eretti e dritti – sono riuniti in densi verticillastri subsferici di 10-70 unità, ascellari e distanziati fra loro.
Habitat: luoghi fresco-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub M. p. L. sl): Montepiano (Car. herb.); nuovi ritrovamenti: Passo di S. Giuseppe (2018), sentiero CAI 20 sopra Le Soda (2019) (Vernio).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Menta Poleggio): AMPIL del Monteferrato; Foggi & Venturi 2009: ambienti con acque stagnanti da oligotrofe a mesotrofe in provincia e comune di Prato soprattutto di pianura (Caserane, Gonfienti ecc.)
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub M. p. L. sl): Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al 2002 (sub M. p. L. sl): aree argillose pedecollinari.
NB: in Calvana la specie è stata segnalata solo per il comune di Calenzano (Fi) (Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016).
-Mentha spicata L. MENTA ROMANA
H scap – Euro-Medit. - VI-X – Non comune.
Erbacea odorosa, alta 40-100 cm, a fusto ramoso, glabro o poco peloso; le foglie si presentano subsessili, ovato-lanceolate con larghezza massima nella metà inferiore, lunghe fino a 9 cm e dentellate al margine, glabrescenti o pelose (con peli ramificati sulla pagina inferiore); i fiori - calice di ca. 3 mm, per lo più con pedicello e tubo glabri; corolla di 3-4 mm, lillà, rosea o biancastra - sono riuniti in verticillastri ravvicinati o ± distaziati fra loro.
Habitat: margini stradali, incolti, prati igrofili.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: presso Vernio e verso S.Ippolito (2020), da Montepiano al Gasperone e oltre (2024) (Vernio); torrente sotto Cantagallo (2017).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: fossetti di sgrondo dei poderi di villa Focanti nel periodo di abbandono, scomparsa o quasi dopo la messa a coltura (Montemurlo).
NB: questa specie sembra essere di derivazione colturale e quindi di dubbia indigenicità.
-Mentha suaveolens Ehrh. subsp suaveolens MENTA A FOGLIE ROTONDE
H scap – Euro-Medit. - V-X – Comune.
Erbacea alta 30-90 cm, fortemente odorosa, ma con aroma non molto gradevole, stolonifera, a fusti eretti o ascendenti; le foglie sono sessili, a lamina quasi rotonda o largamente ovata e ottusa (lunghe 2-4 cm), dentellate o crenulate al margine, ruvide e con nervature evidenti sulle facce (su quella inferiore peli in maggioranza ramificati); i fiori – calice breve (di 1-2 mm), pubescente, con 5 denti allungati e acuti; corolla bianca o rosea – sono riuniti in verticillastri terminali ravvicinati e formanti spighe terminali conico-cilindriche, acute in alto.
Habitat: margini stradali, incolti, zone fresco-umide.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (M. s. Ehrh. sl), Arrigoni & al. 2002 (sub M. cf. rotundifolia, a le Barbe presso un ruscello), Arrigoni & al. 2005 (M. s. Ehrh. sl), Bettini & al. 2009 (sub M. rotundifolia Huds.): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (M. s. Ehrh. sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano, da Montepiano al Gasperone (2022), F. Romito (2023); presso la Rocca di Vernio (2024) (Vernio); a Le Barbe (2023), presso Migliana e sopra il Fabbro (2024) (Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009 (M. s. Ehrh. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub M. rotundifolia Huds.); Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (M. s. Ehrh. sl): sporadicamente negli ambienti umidi pedecollinari.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S)
- Pianura: nuovi ritrovamenti: ciclabile Iolo e dintorni (2022); alveo del Bisenzio presso Gonfienti e viale Galilei (2023); zona loc Bocca Vittoria (2024), Guado del Mulino (Prato) (2025)(Prato).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: strada da Vaiano a Schignano (2023).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Fattoria Javello (2021).
-Mentha x rotundifolia (L.) Huds., 1762 MENTA GLACIALE
Si tratta di un ibrido diploide (fertile) tra M. suaveolens e M. longifolia ottenuto in coltura e sfuggito alla coltivazione.
Morfologicamente assai variabile, presenta caratteri a cavallo fra le due specie parentali. Spesso si incontra insieme ad ambedue “i genitori”, ma si può incontrare anche in loro assenza.
Distribuzione sul territorio:
- Pianura: nuovi ritrovamenti: via del Pantano loc. Case del Rio (verso Le Caserane) diverse piante a fine fioritura nei fossetti a margine coltivi e incolti (2023) (Prato).
Il genere Micromeria
conta poco più di una settantina di specie (escludendo gli ibridi), distribuite nelle aree temperate e calde di Europa, Asia occidentale e N-Africa (8 spontanee con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di piccoli arbusti (suffrutici) o erbacee perenni ± aromatiche, caratterizzate, all'interno della Famiglia, dai piccoli fiori (4-9 mm) che hanno calici (di 1,5-6 mm) a 13(-15) venature con denti piuttosto diversi fra loro fino a volte a presentare un calice bilabiato; la corolla porporina o biancastra bilabiata con tubo dritto uguagliante o superante la fauce calicina, labbro superiore intero e più breve dell'inferiore, che si presenta trifido; stami contenuti nella corolla e convergenti; le foglie hanno piccole dimensioni, sono ± coriacee, intere, sessili o a brevissimo picciolo.
NB: il genere Satureja gli è molto simile, ma il calice presenta un tubo a 10 venature (invece di 13-15) e denti calicini circa uguali.
-Micromeria graeca (L.) Benth. ex Rchb. subsp. graeca ISSOPO MERIDIONALE
Ch suffr – Medit. - V-VI (frequenti rif. aut.) - Relativamente comune.
Piccolo arbusto (suffrutice), alto 20-50 cm, coperto da brevissimi peli appressati, a fusti numerosi, eretti o ascendenti; foglie di 5-12 x 2-7 mm, le inferiori ovate e presto caduche e le superiori minori, sessili, da strettamente lanceolate a lineari e a margini revoluti, da pubescenti a scabre; i fiori si presentano brevemente pedicellati – calice da 2 a 6 mm, ciliato alla fauce (in M. juliana fauce nuda), con denti sottili, uguali fra loro ed inferiori al tubo; la bratteola basale si presenta di lunghezza inferiore (o quasi) alla metà del calice stesso (in M. juliana la bratteola lo uguaglia); corolla di 6—8(—13) mm, roseo-porporina, a tubo dritto di poco superiore al calice – sono riuniti in verticillastri di 2-18 unità, abbastanza lassi, dotati di breve peduncolo e lunghi circa come le foglie sottostanti. La sottospecie nominale, quella presente nel nostro territorio, si caratterizza per i fusti robusti, l'assenza di fascetti ascellari di foglie, tubo della corolla (2-4 mm) superiore a quello del calice ed il pedicello, posto alla base della brattea fiorale, eretto-patente, di 2-4 mm con all'apice 2-4 fiori.
NB: Per un malinteso iniziale avevamo attribuito, nei nostri primi lavori, alla sotto specie tenuifolia (Ten.) Nyman le entità del nostro territorio!
Habitat: mura e muraglie, zone rocciose.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: a W del passo di S. Ippolito (2018) (Vernio); sotto Codilupo (2023) (Cantagallo).
- Calvana: Fiori 1914 (sub Satureja graeca var. tenuifolia); Gestri 2009 (sub M. g. (L.) Benth. subsp. tenuifolia (Ten.) Nyman) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Issopo meridionale): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub M. g. (L.) Benth. subsp. tenuifolia (Ten.) Nyman): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub Satureja graeca L. subsp. graeca Briq. var. thymoides De Not.); Biagioli & al. 2002 (sub M. g. (L.) Benth. subsp. tenuifolia (Ten.) Nyman): ambienti pietrosi anche ofiolitici (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub M. g. (L.) Benth. subsp. tenuifolia (Ten.) Nyman) (C/S).
-Micromeria juliana (L.) Bentham ISSOPO MONTANO
Ch suffr – Medit. - V-VI (con rifioriture autunnali) - Non molto comune.
Suffrutice gradevolmente odoroso, a pubescenza grigiastra, alto 10-35 cm, con numerosi fusti eretti, semplici e dotati di peli uncinati e rivolti in basso; foglie di 3-8 x1-2-5 mm, le inferiori ovate e caduche, le altre da lanceolate a lineari, sessili e a margine revoluto; i fiori sessili – con bratteole uguaglianti il calice (2,5-3,5 mm) a fauce glabra, denti uguali fra loro (lunghi come il tubo) e non ciliati; corolla (5 mm) porporino-violacea con tubo inferiore al calice – sono riuniti numerosi in densi verticillastri subsessili a forma di cono rovesciato a formare una spiga dritta; il frutto è una nucula acuta in alto. Si differenzia da M. graeca soprattutto per i fiori sessili addensati in verticillastri subsessili a forma di cono rovesciato, la bratteola lunga lunga ca. come il calice che ha fauce nuda e denti eretto-conniventi e senza ciglia marginali.
Habitat: muri, roccaglie, ambienti pietrosi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 (non ritrovata da Gestri & Peruzzi 2016): Prato
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti:muro presso Gonfienti (2023); muri e zone sassose lungo il Bisenzio in V. Galilei (2024) (Prato).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: via Baronese (a W della Villa del Barone) (2025).
Il genere Nepeta
conta circa 200 specie distribuite in Europa, Asia e Africa (soprattutto a N e sui rilievi) (7 indigene con alcuni dubbi, 1 esotica ed 1 ibrido pure esotico). Si tratta di piante erbacee quasi sempre perenni, e aromatiche, a foglie opposte, ± strette e a margine crenulato o dentato; i fiori (ermafroditi o unisessuali) – calice a 15 nervature e denti uguali o quasi; corolla da bianca a violaceo-purpurea, a tubo sottile, bilabiata con labbro inferiore a lobo medio grande, crenato e concavo e i laterali piccoli e riflessi, labbro superiore bilobo e piano; stami paralleli; brattee diverse dalle foglie – sono riuniti in verticillastri riuniti in spighe o in cime lasse o dense.
-Nepeta cataria L.GATTAIA COMUNE, ERBA DEI GATTI
H scap – E-Medit.-Turan – VI-VIII – Rara.
Erbacea dal dolce aroma di menta, alta da 40 a 120 cm, con fusti pubescenti, eretti e assai ramificati; foglie (1.5-3 X 2-6 cm) opposte, con picciolo di 10-30 mm, a lamina triangolare, cordata alla base, assai pelose sulla faccia inferiore e subglabre su quella superiore; i fiori – calice di 5- 6,5 mm, quasi dritto, pubescente, più lungo della sottile bratteola ascellante; corolla di ca. 1 cm, bianca punteggiata di rosso, pubescente, con tubo sottile – sono riuniti in densi verticillastri multiflori distanziati fra loro (soprattutto in basso) e all'ascella di brattee via via più piccole, a formare una spiga.
Habitat: ruderale, macerie, roccaglie, incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: presso Rio Fornelli e sotto Rocca Cerbaia (Cantagallo); a NE della collina di S. Leonardo (Vaiano).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: rara a monte di Villa Ciabatti (Prato); Arrigoni & Viegi 2011
NB: l'epiteto specifico deriva dal tardo latino cathus = gatto: è un'erba amata dai gatti. È di dubbio indigenato ( potrebbe essere stata importata dall'Oriente), un tempo era coltivata perché assai utilizzata come pianta officinale, ed era molto più comune e diffusa di adesso.
Il genere Origanum
conta una quarantina di specie a distribuzione Europea, Asiatica e N-Africana (incentrata in area mediterranea) (in Italia 2 spontanee con 2 sottospecie, 1 archeofita ed 1 esotica). Si tratta di piccoli arbusti o piante erbacee perenni, bienni o annuali caratterizzate dal tipo di infiorescenza costituito da numerose spighette terminali o laterali (inferiori a 3 cm) raggruppate in denso corimbo, panicolo o cima; le foglie, lanceolate o ovate, si presentano picciolate ed opposte, prive di stipole; i fiori presentano il calice campanulato o turbinato, pubescente, a 10-13 nervature e la corolla bilabiata a labbro superiore interno o smarginato e l'inferiore trilobato; brattee diverse dalle foglie ed evidenti, spesso colorate.
-Origanum vulgare L. subsp. vulgare ORIGANO COMUNE
H scap – Euras. - VI-X – Relativamente comune.
Erbacea perenne, gradevolmente aromatica*, spesso arrossata con diversi fusti eretti e ramosi, spesso lignificati in basso, alti 30-70 cm; le foglie hanno brevissimo peduncolo, sono opposte e leggermente dentellate o intere al margine, pelose, a lamina ovata o ellittica; i fiori subsessili – calice tubuloso-campanulato, sorpassato dalle brattee arrossate e largamente ovate; corolla bilabiata con tubo superante il calice, labbro superiore smarginato e l'inferiore trilobo, di colore roseo – sono riuniti in densi corimbi di glomeruli ovati, all’apice dei fusti.
*PS: non è questa la pianta di origano famosa per il suo utilizzo culinario, bensì l'O. heracleoticum L., ora considerato una sotto specie di Origanum vulgare con il nome di subsp. viridulum (Martrin-Donos) Nyman, presente allo stato spontaneo in Meridione ed altre regioni italiane, ma non in Toscana.
Habitat: radure boschive, margini stradali, raccaglie.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub O. v. L. sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: a Migliana (2022), sotto Codilupo (2023) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub O. v. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub O. v. L. sl).
- Calvana: Gestri 2009 (sub O. v. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Origano comune): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub O. v. L. sl): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub O. v. L. sl): sporadico in aree marginali (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: Schignano (2023).
Il genere Prunella
conta meno di una decina di specie, distribuite in Europa ed Asia (4 spontanee e 2 ibridi in Italia). È rappresentato da piante erbacee perenni, a foglie opposte, intere, dentato-crenate o pennatosette; i fiori - calice bilabiato, a 10 nervature e chiuso nel frutto; corolla bilabiata, blu, violacea o biancastra con tubo superante il calice - sono riuniti in dense infiorescenze spiciformi terminali, ovoidi o oblunghe, formate da fitti verticillastri di circa 6 fiori abbracciati da larghe brattee; caratteristicamente i filamenti presentano un'appendice acuta sotto l'apice.
-Prunella laciniata (L.) L. PRUNELLA GIALLA
H scap – Euro-Medit. - IV-VIII – Comunissima.
Erbacea pubescente a peli eretti, fusto eretto o ascendente, alta 5-30 cm; le foglie, tutte picciolate, si presentano, le basali a margine intero e lamina oblungo-ellittica e le cauline sono via via più incise verso l’alto fino a pennatifide o lirate, il paio superiore (lineari e dentate) circonda la spiga; i fiori – calice lungo ca. 1 cm, fortemente ciliato-ispido a labbro superiore lievemente tridentato con il dente mediano bruscamente apicolato lungo ca. 7 mm, e l'inferiore lungo ca. 5; corolla bilabiata, lunga fino a 15 mm, di colore bianco o crema – sono riuniti in densa infiorescenza cilindrica apicale di ca. 2 x 4 cm.
Habitat: ambienti aperti e aridi, con preferenza per il substrato calcareo.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 e Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2018), sentiero dagli Acquiputoli al Faggione (2019) (Cantagallo); dall'Alpe a Cavarzano (2020), strada per Gavigno (2022), dal Gorandaccio verso Montepiano (2023), da Montepiano al Gasperone e oltre (2024) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Brunella vulgaris var. laciniata); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914 (sub Brunella vulgaris var. laciniata); Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub Brunella vulgaris var. laciniata); Messeri 1936 (Brunella lacinata L. var. pinnatifida Koch. (Fiori) e B.l. L. var. subintegra Hamilton, quest'ultima reperita da lei sul Monteferrato per la prima volta); Biagioli & al. 2002: non abbondante, ma frequente anche su substrato ofiolitico (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: da Schignano verso Migliana (2023).
-Prunella vulgarsis L. subsp. vulgaris PRUNELLA COMUNE
H scap – Circumbor. - IV-X – Comunissima.
Erbacea alta 10-25 cm, molto simile a P. laciniata, dalla quale si differenzia per le foglie cauline superiori a margine intero o quasi e con lamina lanceolata e le corolle fiorali blu-violacee, lunghe 12 mm; inoltre le foglie ed il fusto sono solo debolmente pubescenti ed i filamenti hanno la punta dritta (in laciniata è arcuata in avanti).
Habitat: prati, radure boschive, margini di sentieri.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub P. v. L sl), Arrigoni & al. 2002 (sub P. v. L sl)(Fonte degli Acirelli), Arrigoni & al. 2005 (sub P. v. L sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub P. v. L sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2018) (Cantagallo), dall'Alpe a Cavarzano (Cai 16.) (2019), dalla Badia all' Alpe di Cavarzano, sopra il Passo della Crocetta sent. 00 (2022), da Montepiano al Gasperone e oltre (2024) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Brunella vulgaris); Gestri & Lazzeri 2021 (sub P. v. L sl).
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub P. v. L sl); Gestri 2009 (sub P. v. L sl)e Gestri & Peruzzi 2016; Prato, Vaiano, Cantagallo).
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub Brunella vulgaris L sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub P. v. L sl).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub P. v. L sl): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub Brunella vulgaris L.); Biagioli & al. 2002 (sub P. v. L sl): ovunque anche su ofioliti (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub P. v. L sl) (C/S).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: presso Schignano (2023).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: a Cicignano (2023).
NB: anche se non è mai stata osservata direttamente, è probabile sul nostro territorio la presenza dell'ibrido fra le due specie di cui sopra: Prunella x intermedia Link che ha, come dice anche il nome, caratteristiche morfologiche intermedie con le due specie parentali!
Al genere Pseudodictamnus
sono state attribuite alcune specie (camefite fruticose) precedentemente appartenenti a Ballota e a Marrubium, conta adesso 14 entità distribuite in area Mediterranea e S-Africa (2 presenti in Italia).
-Pseudodictamnus mediterraneus Salmaki & Siadati subsp. mediterraneus CIMICIOTTA GRECA
Ch frut – Medit. (per molti AA si tratta di una specie naturalizzata) – VI-VII – Rarissima, per un errore di interpretazione del nome del rilievo su cui fu trovata da chi scrive, la zona in cui fu osservata è stata posta (in Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016) sulla Calvana di Vaiano, mentre effettivamente si trova nel comune di Calenzano (anche se sul confine pratese): quindi questa rara entità va esclusa dalla flora del nostro territorio. Sulla base della nostra segnalazione è citata per la Calvana anche da Arrigoni & Viegi 2011.
Il genere Salvia
conta oltre 900 specie distribuite nelle aree tropicali e temperate del globo (20 spontanee, 2 occasionali e una decina di esotiche in Italia). Il genere Rosmarinus è considerato adesso un sottogenere di Salvia. Si tratta di piante erbacee, annuali o perenni, e di arbusti a foglie cauline picciolate e a margine da crenulato a dentato a pennatifido; i fiori – calice bilabiato a denti disuguali con labbro inferiore bifido e superiore tridentato e fauce nuda; corolla per lo più grande e variamente colorata, bilabiata con labbro superiore dritto o smarginato (concavo verso l'alto all'opposto di Rosmarinus) e l'inferiore trilobo a lobo inferiore più grande; stami bilobati e sporgenti dal tubo corollino – sono raggruppati per lo più in verticillastri ascellari a 4-6 su peduncoli di ca. 2 mm (a volte in cime).
PS: il nome deriva dal latino “salvare” in quanto a queste specie erano attribuite proprietà curative verso molte malattie!
-Salvia clandestina L. SALVIA CELESTINA
H scap – Medit. - III-VI – Rara e localizzata.
Erbacea aromatica, alta 10-30 cm, a fusto eretto e semplice; foglie radicali da profondamente incise fino a pennatosette, le cauline sessili; i fiori – corolla lunga 12-14 mm di colore blu pallido e assai più lunga del calice – sono riuniti in verticilli ravvicinati a formare un'infiorescenza breve.
Habitat: praterie ed incolti aperti e aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
-Salvia glutinosa L. SALVIA VISCHIOSA
H scap – Orofil Eurasiat. - VI-IX – Relativamente comune in montagna.
Erbacea odorosa, pubescente con peli ghiandolari soprattutto in alto, a fusto eretto, spesso semplice, alta 40-100 cm; le foglie (6-8 X 10-13 cm) hanno lamina triangolare, astate o cordate all'inserzione del picciolo (lungo ca. 7 cm) e acuminate in alto, il margine è ottusamente dentellato; i fiori – calice peloso-ghiandoloso, di 12-16 mm, bilabiato, a denti ottusi; corolla giallastra (biancastro il tubo) lunga 3-4 cm o poco più, bilabiato-falciforme – sono riuniti in verticilli di 2-4 a formare una ± lunga infiorescenza.
Habitat: radure boschive fresco-umide di latifoglie, oltre i 300-400 m di altitudine.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Car. herb.); Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: strada per Mangona verso l'innesto CAI 20 (20217), da Sassetta a Montepiano, da Luciana verso Cavarzano (2018), da Montepiano al Gasperone ed oltre, dal Gorandaccio a Montepiano (2023), dall' Alpe di Cavarzano alla Scoperta (2024) (Vernio); da Migliana al Fabbro (2019), da Migliana alle Cavallaie (2020) (Cantagallo); dal L.Verde a S.Ippolito (2018) (Cantagallo-Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: rara, al bosco dei Patriarchi (Montemurlo).
-Salvia officinalis L. officinalis SALVIA DOMESTICA
Ch suffr - orig. NE-Medit. - III-IV - Comunemente coltivata a volte spontaneizzata.
Suffrutice alto 20-50 cm, dal caratteristico aroma, a fusti ramificati, lignificati in basso e a pelosità patente; foglie (1 x 2-3 cm) lanceolate o oblunghe, picciolate e opposte, a pubescenza grigiastra, finemente crenulate al margine; i fiori evidentemente pedicellati - calice nettamente bilabiato, tubo di 5-7 mm e denti di poco inferiori e lanceolati; corolla violacea di 15-25 mm - sono riuniti in verticillatri piuttoso lassi di 5-10 unità.
Habitat: da noi solo coltivata.
Distribuzione sul terriotorio:
Coltivata in quasi tutti gli orti, a volte sfuggita e inselvatichita.
-Salvia pratensis L. SALVIA DEI PRATI
H scap – Euro-Medit. - V-VIII – Relativamente comune in montagna.
Erbacea odorosa e pubescente, a fusto eretto e poco ramificato, alta da 30 cm fino a 1 m; le foglie radicali (3-4 X 6-9 cm) sono ovate o oblunghe a base cordata, dentellate o crenulate al margine e lungamente picciolate, le cauline (in numero inferiore) sessili e più piccole; i grandi fiori (15-30 mm) – calice di 7-12 mm, pubescente a 13 nervature; corolla molto più lunga del calice (1,5-2,5 cm) di colore viola o bluastra (raramente rosea o biancastra) ha il labbro superiore a forma di falce – sono riuniti in infiorescenze allungate di verticillastri di 4-6 unità su peduncoli di circa 2 mm.
Habitat: prati, praterie assolate e aride.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montepiano verso il Gasperone (2018), dall'Alpe verso Cavarzano (2020) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Foggi e Venturi 2009; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 (sub S. p L. subsp. pratensis): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Salvia dei prati): AMPIL del Monteferrato; Ricceri 2006: Monti a N di Prato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: in molte località aride, anche su ofioliti (Prato,Montemurlo).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: incolto presso il Bisenzio a N di Gonfienti (2018) (Prato).
-Salvia rosmarinus Spenn. (Rosmarinus officinale L.) ROSMARINO, RAMERINO
NP – Medit. (spontaneo solo, o quasi, vicino al mare) – IV-VIII – Rarissimo al di fuori della coltura.
Arbusto sempreverde, aromatico, alto da 50 a 150 cm, molto ramificato; foglie (2-3 X 15-28 mm) numerose, intere, sessili e lineari, verde scura la pagina superiore e bianco-tomentosa l'inferiore; i fiori – calice bilabiato e pubescente; corolla da blu a biancastra, a labbro superiore bifido e concavo verso l'alto e l'inferiore trilobato; 2 stami fertili sporgenti dal tubo – sono sessili e formano brevi racemi ascellari e terminali di 4-16 unità.
Habitat: le piante spontanee si incontrano in macchie e garighe presso il mare.
Distribuzione sul territorio:
Piante coltivate si incontrano, in orti e giardini, un po' in tutto il territorio, a parte i rilievi più alti.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: casuale a P. Secco (Prato).
-Salvia verbenaca L. SALVIA MINORE
H scap – Medit.-Atl. - I-XII – Comune.
Erbacea odorosa, pubescente, a fusto eretto, semplice o ramoso, alta 20-60 cm; foglie basali in rosetta, con picciolo di 2-5 cm, lunghe 6-10 e larghe 2-3 cm, oblunghe e crenulate al margine, incise in 3-4 lobi ottusi per lato, le cauline superiori si presentano più piccole e sessili; i fiori – calice a peli lanosi biancastri e superiore alle brattee; corolla (0,6-1,5 cm) blu-violacea e superiore al calice, bilabiata a labbro superiore concavo – sono riuniti in verticillastri a formare un'infiorescenza allungata e attenuata verso l’alto.
Habitat: luoghi incolti e aridi.
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: presso Fossato (Cantagallo); Gestri 2018: territorio comunale di Vernio e Cantagallo; nuovi ritrovamenti: sopra Cantagallo verso P. Treppio (2018), da Fabbro a Migliana (2019), Le Barbe (2021) (Cantagallo); sentiero per la Rocca di Vernio (2020), da Badia al passo di S. Giuseppe (2021) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; 2 oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: M. Buriano, I Bifolchi (Prato).
- Cascine di Tavola: Stampi 1976; Gestri & Lazzeri 2021.
- Colline di Prato: nuovi ritrovamenti: sopra “Le Svolte” di Figline (2024) (Prato)
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914; non ritrovata da Messeri 1936; Biagioli & al 2002: zone argillose pedecollinari.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: incolti erbosi a Galcettello (2025)
Il genere Scutellaria
conta più di 350 specie distribuite un po' in tutto il globo (7 spontanee più 1 occasionale in Italia). Si tratta soprattutto di piante erbacee generalmente perenni e rizomatose (a volte di arbusti) che hanno foglie dentate almeno alla base; i fiori peduncolati – calice bilabiato con labbri ravvicinati dopo la fioritura e con una caratteristica scaglia spugnosa dorsale, saliente e a forma di scodella (= scutella in latino, da cui il nome del genere); corolla (che si allunga assai all'antesi) bilabiata a tubo più lungo del calice e ricurvo in basso, di colore dal blu, al rosa, al violaceo; 4 stami fertili paralleli – si riuniscono a 2 a 2 a formare infiorescenze per lo più unilaterali e racemose, ± allungate, ascellari o terminali.
-Scutellaria columnae All. subsp. columnae SCUTELLARIA DI COLONNA (incisore su rame napoletano del '600)
H scap – NE-Medit. Mont. - V- VII – Non comune.
Erbacea con un caratteristico odore, pubescente e ghiandolosa superiormente, alta 30-80 cm, a fusto eretto e semplice, a volte ramificato; foglie (4-8 x 2-5 cm) a lungo picciolo (4-6 cm le inferiori), a lamina ovata, cordata o troncata alla base e acuta all'apice ed evidentemente crenulata al margine; i fiori – con piccole brattee di 5-16 mm, picciolate ed inferiori al calice; questo appare vellutato e ghiandoloso; la corolla, di colore violaceo e con labbro inferiore biancastro, lunga18-28 mm, appare assai saliente su un lungo tubo ricurvo - sono riuniti 2 a 2 a formare lunghe infiorescenze unilaterali.
Habitat: radure boschive di latifoglie.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub S. c. All. sl): Limentra orientale.
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub S. peregrina var. columnae); Gestri & Lazzeri 2021 (sub S. c. All. sl).
- Calvana: Gestri 2009 (sub S. c. All. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub S. c. All. sl): P.a Caiano.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Scutellaria di Colonna): AMPIL del Monteferrato.
??-Scutellaria galericulata L. SCUTELLARIA PALUSTRE
La segnalazione di Biagioli & al. 1999 per l'AMPIL del Monteferrato (sub Scutellaria palustre) di questa specie è sicuramente un refuso: questa entità è rarissima in tutta la Toscana ed anche in Italia, il territorio d'osservazione non presenta ambienti idonei alla sua presenza ed in più non è mai stata segnalata (in precedenza e successivamente) nel Pratese.
ex-Scutellaria hastifolia L. SCUTELLARIA LANCIFORME
G rihz - SE-Europ.-Pont. - VI-VII – Rarissima, sicuramente scomparsa.
Erbacea alta 20-80 cm a fusto eretto, semplice o ramificato in alto; foglie (10-40 x 5-20 mm) opposte, con breve picciolo, lamina per lo più di forma astata (o ovato-lanceolata), le inferiori con 2-3 piccoli denti alla base, le superiori intere; i fiori – calice villoso-ghiandoloso, corolla violacea lunga 18-25 mm (assai saliente) e con tubo assai ricurvo in basso – sono riuniti a 2 a 2 all'ascella di brattee fogliacee brevissimamente picciolate, a formare un infiorescenza unilaterale ± serrata. E' simile a S. galericulta da cui si distingue soprattutto per la foglie inferiori generalmente astate (con 1-2 dentelli alla base) nella nostra e il calice dotato di peli e ghiandole (glabro o senza ghiandole in galericulata).
Habitat: ambienti paludosi o prati umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Pianura: Caruel 1860-64: a Poggio a Caiano! Non ritrovata successivamente da Gestri & Peruzzi 2013a e Gestri-Lazzeri 2021, perché scomparsa in seguito alle modificazioni ambientali apportate dall'uomo.
Il genere Stachys
conta oltre 300 specie che vivono nelle aree temperate del globo con maggiore concentrazione in Asia ed Australia (una venticinquina spontanee con alcune sottospecie e 3 esotiche in Italia). È costituito da piante erbacee perenni (raramente annuali) e piccoli arbusti, quasi sempre pubescenti e a fusti eretti; le foglie possono essere dentate, crenulate o intere; i fiori – calice di 7-12 mm, a denti uguali (o quasi) fra loro e spinescenti; corolla lunga 12-25 mm, bilabiata con labbro superiore per lo più a cappuccio e l’inferiore trilobato con il lobo medio più grande; 4 stami vicini e paralleli con gli esterni più lunghi – sono raramente solitari, più spesso appaiono riuniti in 2 o più verticillastri a formare infiorescenze terminali spiciformi interrotte.
-Stachys alpina L. subsp. alpina STREGONA ALPINA
H scap – Orof. S-Europ. - VI-VIII – Rarissima.
Erbacea pubescente con numerosi e lunghi peli ghiandolari superiormente, alta da 40 a 80 cm, con fusto eretto semplice o a volte ramoso, assai foglioso; foglie opposte, con lungo picciolo (2-4 cm), lamina (5-8 X 9-12 cm) ovata, cordata alla base e ottusa in alto, evidentemente crenato-dentata al margine, le basali presto scomparse; i fiori – calice peloso e ghiandoloso a denti mucronati e diseguali; corolla violacea ± scura, di 15-20 mm, a labbro superiore vellutato e tubo uguagliante il calice; alla base è presente una bratteola sottile lunga ca. come il calice – sono riuniti in verticillastri multiflori posti all'ascella di 2 foglie bratteali a formare un'infiorescenza spesso tinta in viola.
Habitat: radure boschive, cedui.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Tabernacolo di Gavigno: le due immagini di cui sopra sono datate 6-7-08 (ritrovate nel mio archivio fotografico) e dimostrano la presenza della specie nel nostro territorio.
-Stachys annua (L.) L. subsp. annua STREGONA ANNUALE
T scap (H scap) – Euro-Medit. - IV-X – Poco comune, ma a volte presente in ricchi popolamenti.
Erbacea alta 10-50 cm, con radice a fittone, fusto unico ed eretto o ascendente e ramoso dal basso; foglie (5-15 X 18-50) opposte, a brevissimo picciolo, con lamina oblungo-lanceolata, acuta in alto e lievemente crenulato-dentellata al margine; i fiori – calice di 5-8 mm, pubescente, a denti arcuati e aristati all'apice, lunghi ca. come il tubo; corolla di 9-16 mm, bianco-giallastra, a tubo saliente – sono riuniti in verticillastri di 2-6 unità, i superiori ravvicinati e gli inferiori distanziati.
Habitat: campi, oliveti, vigneti.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 (sub S. a. (L.) L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Stregona annuale): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub S. a. (L.) L. sl): Podere dell'Orto (Carmignano).
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub S. a. (L.) L. sl): coltivi orti cave abbandonate (Prato, Montemurlo).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: campo in località Valline ( a S di via di Vainella) (2024) (Prato).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Guzzano (2006).
-Stachys arvensis (L.) L. STREGONA DEI CAMPI o MINORE
T scap – Subcosmop. - III-V – rarissima.
Erbacea un po' ispida, alta da 5 a 40 cm, a fusto esile ed ascendente; foglie (7-15 X 9-20 mm) opposte, con picciolo di 5-15 mm, ovate, ottuse in alto e troncato-cordate in basso, crenulate al margine; i fiori – calice breve di 5-7 mm, irsuto, a denti un po' più brevi del tubo campanulato, lanceolati e con piccolo mucrone apicale; corolla bianco-rosata, di 5-7 mm, di poco superiore al calice, a labbra brevi con il superiore intero – riuniti in 3-6 in verticillastri, ravvicinati i superiori e distanziati l'inferiori.
Habitat: generalmente calcifuga di zone campestri, oliveti e vigneti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Carmignanello a Gricigliana (2023) (Cantagallo).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: prato Rosello (Carmignano).
-Stachys byzantina K.Koch STREGONA DI BISANZIO
H scap – E-Medit. (per AA naturalizzata) - V-VII – Rarissima.
Erbacea alta 20-60 cm, spesso ricca di rigetti sterili, di aspetto simile a S. germanica dalla quale si differenzia per le foglie che presentano la faccia superiore a densissimo feltro di peli lanosi biancastri tanto da nascondere venature e denti marginali, il calice (8-12 mm) è privo di ghiandole, a denti simili fra loro e lunghi ca. il 30% del tubo. Le foglie, tutte attenuate alla base, sono lunghe 30-100 mm e larghe 15-40 mm, le inferiori a lamina oblongo-spatolate, le superiori ellittica; la corolla rosa-violacea è lunga 1,5-2,5 cm.
Habitat: prati e incolti erbosi.
Distribuzione sul territorio:
- Monte Le Coste: nuovi ritrovamenti: sul M. Le Coste (2013): come dimostrano le foto di cui sopra provenienti dall'archivio di chi scrive.
- Rilievi di Montemurlo: osservata solo da A. Messina 2017 in oliveta sopra la Rocca di Montemurlo (Redazione di Acta Plantarum Notes, 2017. Elenco di segnalazioni notevoli per il Veneto e la Toscana comparse nel forum Acta Plantarum Acta Plantarum Notes 5: 75-78).
-Stachys germanica L.
Erbacea perenne, cespitosa con pochi rigetti sterili, alta da 40 a 120 cm, a fusto eretto, foglioso e a pubescenza lanosa, privo di peli ghiandolari; foglie inferiori (1.5-2 X 5-6 cm) a lungo picciolo di 1-6 cm, lamina lanceolato-ovata e crenulata o dentata al margine, le cauline a brevissimo picciolo, più piccole e ad apice acuto (le medie larghe 1-2(-5) cm); tutte sulla faccia superiore appaiono da sparsamente a densamente feltrate, ma lasciando comunque intravedere le venature e denti periferici; i fiori – calice lanoso, di 6-13 mm a denti ineguali; corolla di 1,5-2 cm bilabiata con labbro superiore intero o smarginato, di colore roseo-violaceo, con tubo uguagliante il calice; bratteole ± sottili – sono riuniti in verticillastri multiflori posti all'ascella di foglioline ridotte, sessili e intere, i superiori ravvicinati.
- - S. g. L. subsp. germanica STREGONA GERMANICA
H scap – Euro-Medit. - V-VIII – Non comune.
Alta 50-120 cm, si caratterizza per essere fortemente tomentoso-argentata, con le foglie cauline mediane a lamina lunga al max. tre volte la larghezza, cordate (o quasi) e a margine fortemente crenulato, i fiori presentano un calice a denti ineguali e privo di ghiandole.
Habitat: tendenzialmente calcicola di aree prative e radure erbose.
Distribuzione sul territorio:
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub S. g. L. sl): Montepiano (Car. herb.); Venturi 2006: Limentra orientale (sub S. g. L. sl); nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2014), Badia (2014), al Gorandaccio (2024) (Vernio); dal L.Verde a Migliana (2017), da Migliana alle Cavallaie (2020), a Ponte a Rigoli sentiero lungo il Limentra (2022), da Fossato al Tabernacolo di Gavigno (2023) (Cantagallo).
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub S. g. L. sl); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Rilievi a W di Vaiano: a sud di C. Serilli alla Briglia (2023).
- - S. g. L. subsp. salviifolia (Ten.) Gams STREGONA A FOGLIE DI SALVIA
H scap – NE-Medit. - IV-VIII – Non comune.
Erbacea a tomento grigiastro, alta 40-100 cm, che si caratterizza per le foglie cauline medie più allungate (lunghe da 2,5 a 5 volte la larghezza), cuneate alla base e finemente crenulate (fino a quasi intere), calice a denti lunghi la metà del tubo e privi di ghiandole.
Habitat: più termofila della precedente sottospecie, prati-pascolo e incolti erbosi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Badia a S.Giuseppe (2020), Codilupo in alto (2023), dal Gorandaccio a Montepiano, sotto S.Ippolito al Ponte sul Bisenzio (2024) (Vernio); dal lago Verde verso S.Ippolito, strada per Gavigno (2023) (Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub S. salviifolia Ten.): presso il cimitero di San Martino in Campo (Carmignano).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi (C/S).
-Stachys ocymastrum (L.) Briq. STREGONA FALSO BASILICO
T scap – W-Medit. - III-VI – Rara.
Erbacea alta 15-60 cm, pubescente, a fusto eretto o ascendente e ramificato; foglie (12-18 X 17-25 mm) ovate, ± ottuse in alto e cordate o troncate alla base, crenulate al margine e tutte picciolate e opposte, le bratteali più piccole e spesso ripiegate in basso; i fiori – calice (7-9 mm) a denti uguali, lanceolato-aristati e ciliati (lunghi poco meno dell tubo); corolla giallastra di 12 mm ca., a tubo incluso e labbro superiore bifido, bratteole piccole – sono pedicellati e riuniti in verticillastri di 4-6 distanziati, ma più ravvicinati in alto.
Habitat: pascoli, margini di zone agricole, incolti caldi e aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri e Peruzzi 2016: prati sopra la Casa Rossa (Prato).
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: ex-cava Cannatello (Prato).
-Stachys palustris L. STREGONA DI PALUDE
H scap – Circumbor. - VI-IX – Non comune e localizzata in stazioni umide.
Erbacea inodore, stolonifera, con fusto eretto a 4 angoli, alta da 30 a più di 100 cm; le foglie presentano una breve pubescenza, sono opposte e decussate, sessili (o quasi le inferiori), a lamina oblungo-lanceolata acuta in alto, subcordata in basso e a margine dentellato; i fiori – calice a denti poco ineguali e lunghi ca. come il tubo, privi di ghiandole; corolla di 12-15 mm, color porpora macchiata di bianco, a tubo lievemente saliente – sono riuniti in verticillastri di 4-8 unità (ravvicinati i superiori, più distanziati gli inferiori) a formare spighe terminali.
Habitat: luoghi umidi paludosi, presso corsi d'acqua e fossi.
Distribuzione sul territorio:
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Stregona palustre): AMPIL del Monteferrato; Ricceri 2010: vegetazione dei prati umidi.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: al Poggetto (P. a Caiano).
- Pianura: Foggi & Venturi 2009: fra lago Caserane e lago Bonechi, Bisenzio all'altezza dell'Interporto, Torrete Bardena (Prato); nuovi ritrovamenti e conferme: alveo del Bisenzio a N di Gonfienti, alveo del Bardena a Galcetello (2024) (Prato).
PS: in Calvana è stata osservata solo nelle estreme propaggini meridionali presso Travalle (Calenzano, Firenze) (Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016).
-Stachys recta L.
Erbacea aromatica, pubescente, alta 10-70 cm, a fusto ascendente e radice legnosa; foglie opposte, a lamina da oblungo-lanceolata a lineare, attenuata all'inserzione del breve picciolo e dentellata al margine, lunghe 3-5 cm, quelle basali scompaiono alla fioritura; i fiori – calice variamente conformato con denti terminanti in un mucrone glabro, corolla bianco-giallastra maculata alla fauce ed a labbro superiore intero, lunga 11-14 mm con tubo leggermente più lungo delle labbra – sono riuniti in verticillastri posti all'ascella di foglie ridotte, ± distanziati e di 3-16 unità, a formare una lunga infiorescenza spiciforme interrotta soprattutto in basso.
- - S. r. L: subsp. recta STREGONA GIALLA
H scap. - Medit. Mont. - V-XI – Non molto comune.
Erbacea alta 10-70 cm, che si caratterizza come sottospecie per le foglie di 6-12 X 35-50 mm, a lamina oblungo-lanceolate e a margine crenato-dentato e soprattutto per i fiori a calice privo di ghiandole e con denti simili fra loro, lungo 5-7 mm e a corolla con labbra di ca. uguale lunghezza (5-7 mm). Il fusto appare spesso diviso in ramificazioni prostrate in cerchio.
Habitat: ambienti rocciosi spesso calcarei.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub S. r. L. sl), Arrigoni & al. 2005 (sub S. r. L. sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub S. r. L. sl): Case Zoppi e fra Casalino e bivio per Fossato (Limentra orientale); nuovi ritrovamenti: strada bianca per Cascate Carigiola (2019), a Migliana (2022), via di Codilupo in basso (2023) (Cantagallo); Passo della Crocetta (2021), sopra il paese di Vernio, al Gorandaccio e dal Gorandaccio a Montepiano (2024); dal L.Verde s S.Ippolito (2020) (Cantagallo, Vernio).
- Calvana: Fiori 1914 (sub S. r. sl); Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Stregona gialla): AMPIL del Monteferrato; Ricceri 2010.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano; oss. Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: comune di Carmignano (presso P. alla Malva).
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: nelle aree pedecollinari aride ed argillose (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- - S. r. L. subsp. subcrenata (Vis.) Briq. (S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni) STREGONA DEL SERPENTINO
Erbacea glabrescente (soprattutto il caule le foglie), alta 10-40 cm, a fusti prostrato-ascendenti, generalmente semplici o con poche ramificazioni; si caratterizza per le foglie a lamina da oblanceolata a lineare (larga da 2 a 12 mm, le superiori si presentano ridotte e più strette fino a filiformi); i fiori – a calice irsuto con denti simili fra loro e tubo lungo circa come i denti; corolla bilabiata bianco-giallastra con punteggiatura porporina alla fauce e labbro inferiore trifido – sono riuniti in verticillastri di 4-6 unità a formare una spiga allungata.
Habitat: su rocce e suoli ofiolitici (almeno in Toscana).
Distribuzione sul territorio:
- Monteferrato: Tozzi 1702 (sub Siderite angustifolia); Caruel 1860-64 (sub S.r. L. γ angustifolia): M.Ferrato di Prato (Bert.); Fiori 1914 (S. r. var. serpentini); Messeri 1936 (sub S. r. L. var. stenophylla Spreng., S.r. L. subsp. subcrenata Briq. var. fragilis Boiss. f. serpentini Fiori e S. r. L. subsp. subcrenata var. fragilis Boiss.); Ricceri 1972 (sub S. serpentini Fiori); Arrigoni 1974 (sub S. r. L. var. serpentinii (Fiori) Fiori e sub subsp. S. fragilis Vis. f. serpentini Fiori); Corti 1975 (sub S. serpentini Fiori); Arrigoni & al. 1979 (sub S. r. L. var. serpentinii (Fiori) Fiori); Arrigoni & al. 1983 (sub S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni); Ricceri 1993 e 1998 (sub S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni); Biagioli & al. 1999 (sub Stregona del serpentino); Biagioli & al. 2001 (sub S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni); Biagioli & al. 2002 (sub S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni): esclusivamente su serpentino (Prato, Montemurlo); Ricceri 2006 (sub S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni); Foggi & Venturi 2009 (sub S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni): Monteferrato e fra Monteferrato e Monte Piccioli; Ricceri 2010 (sub S. r. L. subsp. serpentinii (Fiori) Arrigoni).
-Stachys romana (L.) E.H.L.Krause SIDERITE ROMANA
T scap – Medit.- IV-VI – Comune.
Erbacea alta 5-30 cm, villosa a lunghi peli patenti, con fusto centrale eretto e con i laterali ascendenti o obliqui e più lunghi del centrale; le foglie basali (9-11 X 20 mm) sono picciolate, lamina obovata e ottusa e dentellate superiormente, le cauline sono più piccole, lanceolate, intere o quasi e sessili; i fiori – calice con denti ineguali e ad apice pungente, il superiore ha forma ovata, gli altri 4 lanceolata e formano il labbro inferiore; corolla bianca (rosata o giallastra) di 7-10 mm – sono riuniti in verticillastri di circa 6 unità e distribuiti un po’ lungo tutto il fusto.
Habitat: radure, garighe, prati aridi e assolati.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: al Santo sopra Usella (2018), Codilupo (2023) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Sideritis romana); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub Sideritis romana L.); Gestri 2009 (sub Sideritis romana L.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub S. r. E.H.L.Krause susbp. romana): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzz 2013a (sub Sideritis romana L.): Carmignano, P. a Caiano; Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: comune di Carmignano (presso P. alla Malva).
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub Sideritis romana L. var. typica Fiori); Biagioli & al. 2002 (sub Sideritis romana L.): sporadicamente in ambienti ofiolitici molto aridi: ad esempio su affioramenti di diaspro, oppure su serpentini alla Cassapanca, a Galceti, sulla cima del M. Chiesino (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub S. r. L. subsp. romana) (C/S).
-Stachys sylvatica L. STREGONA DEI BOSCHI
H scap – Eurosiber. - V-VIII – Relativamente comune.
Erbacea assai maleodorante e pelosa, a radice stolonifera, con fusti ghiandolosi in alto, a 4 angoli, eretti e per lo più ramificati, alta da 30 fino a 100 cm ed oltre; le foglie, lunghe 4-10 cm, opposte, sono tutte picciolate, hanno lamina largamente ovata, cordata alla base e acuta all’apice, margine crenato-dentato ± profondamente; i fiori – calice (6-8 mm) campanulato, ghiandoloso, a denti uguali; corolla (13-18 mm) porporino-brunoscura macculata di bianco – sono riuniti in verticillastri di 3-6 spaziati sul fusto.
Habitat: radure, schiarite fresco umide di boschi e di macchie di latifoglie.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montepiano al Gasperone (2018), strada bianca per le Cascate del Carigiola, M.Scalette (2019), da Migliana verso Le Cavallaie, La Rasa (2020) (Cantagallo); sopra l'Alpe di Cavarzano (2020), sotto il passo di S. Guseppe (2021), dal Gorandaccio a Montepiano (2022), da Vernio a Montepiano (2023) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009: Vaiano.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021*
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Matricale dei boschi): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: in microambienti particolarmente freschi e umidi nei boschi del versante O (Montemurlo).
*La forma presente alle Cascine (quella riprodotta qui sopra) ha fiori a corolla completamente bianca e l’odore fetido è superiore a quello delle piante che si incontrano nei territori limitrofi (var. medicea Gestri & Lazzeri).
Il genere Teucrium
distribuito un po' in tutto il globo (con optimum nell'area mediterranea) conta circa 250 specie (18 indigene con alcune sottospecie ed 1 occasionale in Italia). Si tratta di piante erbacee o arbustive, a volte aromatiche. Le foglie possono essere intere o divise; i fiori – calice a 5 denti simili fra loro o, più raramente, bilabiato con labbro superiore più grande; corolla di vario colore, con labbro superiore assente e quello inferiore formato da 5 lobi col medio più grande e concavo, il tubo è breve e senza anello di peli alla fauce, per lo più è incluso nel calice – sono riuniti in verticillastri ascellari o terminali in grappolo o capolini.
-Teucrium capitatum L.subsp. capitatum CAMEDRIO CAPITATO
Ch suffr – Medit. - III-VIII – Non comunissimo, ma diffuso.
Suffrutice alto ca. 15-50 cm, densamente peloso per peli biancastri o grigio-biancastri semplici o ramificati, fusti eretto-ascendenti, numerosi, fragili e assai fogliosi; foglie (5-17 x 2-4 mm) opposte, lanceolate, generalmente revolute al margine, dentellato-crenulate superiormente, grigio-biancastre sulle facce; i fiori – calice in genere inferiore ai 4 mm di lunghezza, tomentoso a 5 denti ottusi; corolla bianco-crema con fauce gialla, spesso lunga più di 4,5 mm, con labbro superiore assente e l'inferiore a 5 lobi ottusi all'apice – sono riuniti in infiorescenze mai unilaterali, a densi capolini terminali o ascellari.
Habitat: praterie, pascoli assolati ed aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Fiori 1914 (sub T. polium); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub T. polium L. subsp. capitatum (L.) Arcang.); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Canutola): AMPIL del Monteferrato; Foggli & Venturi 2009 (sub Teucrium polium L.): praterie aride seminaturali e facies arbustive dei substrati calcarei.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub T. polium); Messeri 1936 (sub T. polium L.); Biagioli & al. 2002 (sub T. polium L. subsp. capitatum (L.) Arcang.): su suoli ofiolitici (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: Collina di Schignano in incolto pietroso (2023).
-Teucrium chamaedrys L. CAMEDRIO COMUNE
Ch suffr – Euro-Medit. - V-VII – Abbastanza comune.
Suffrutice di 5-50 cm, pubescente, con fusti eretto-ascendenti legnoso in basso ed erbacei ed annuali in alto; le foglie (6-12 X 13-30 mm) hanno lamina oblunga o ovata attenuata in brevi piccioli (3-6 mm), crenulata-incisa al margine, le fiorali superiori sono più brevi dei fiori; i fiori – calice di 5-8 mm, arrossato con tubo più lungo dei 5 denti (ca. uguali); corolla di 9-16 mm, porporina, priva di lobo superiore – sono riuniti in verticillastri di 3-6 a comporre un’infiorescenza densa, fogliata, poco più lunga che larga e ± unilaterale.
Habitat: prati, radure e margini boschivi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Usella al Santo, presso S. Ippolito (2022), M. Scalette (2024) (Cantagallo); sopra il Gorandaccio verso Montepiano, sopra Montecuccoli verso Le Soda (2023) (Vernio); dall'Alpe verso il Tabernacolo di Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 (sub T. c. L. subsp. chamaedrys): Prato, Vaiano, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: fra i Centopini e i Bifolchi (Prato).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Erba Querciola): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Messeri 1936; Arrigoni & al. 1983; Ricceri 1998; Biagioli & al. 2002: località ofiolitiche pietrose (es. Sassi Neri) o boscate (es. V. N Poggio Chiesino) (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub T. c. L. subsp. chamaedrys) (C/S).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: da Schignano verso Migliana (2023).
-Teucrium fruticans L. subsp. fruticans CAMEDRIO FEMMINA
NP – di origine Medit. occ. - IV-V – Non presente spontaneamente, raramente coltivata.
Suffrutice sempreverde, alto da 50 a 150 cm, a rami patenti e a tomento bianco-grigiatro; le foglie lunghe fino a 2-4 cm, si presentano opposte e brevemente picciolate, a lamina intera da lanceolata a suborbiculata, tomentose sulla pagina inferiore e lucide su quella superiore; i fiori – calice tomentoso a 5 denti uguali fra loro ed acuti all'apice (poco più lunghi del tubo); corolla blu pallida, glabrescente a lobo medio inferiore allungato e concavo – sono pedicellati e si riuniscono in verticilli a formare grappoli terminali brevi e lassi.
Habitat: da noi solo coltivato (sul mare in ambienti sassosi ed assolati).
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. f. L. sl): coltivato a Bonistallo (P. a Caiano).
NB: sicuramente coltivato anche altrove.
-Teucrium montanum L. CAMEDRIO MONTANO
Ch suffr – Orofila S-Europ. – V-VIII – Raro e localizzato.
Suffritice alto 5-25 cm a fusti tomentosi gracili e prostrati, ramificati e lignificati in basso; foglie opposte a lamina lunga fino a 2 cm ca., lineare a margini revoluti, attenute in un breve picciolo, coriacee e bianco-tomentose sulla pagina inferiore; i fiori – calice di 5-7 mm, glabro a denti lanceolati inferiori (ca. 2 mm) al tubo; corolla bianco-giallastra di 12-14 mm – sono riuniti in glomeruli terminali emisferici pauciflori.
Habitat: prati rocciosi su substrato soprattutto calcareo (ma anche su serpentino ecc.).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: M. Scalette (Cantagallo); confermato da Gestri 2018.
-Teucrium scordium L. subsp. scordium CAMEDRIO SCORDIO
H scap – Europ.-Caucas. - VI-VIII – Rarissimo.
Erbacea assai pubescente e con odore un po' agliaceo, radice emettente stoloni e fusti eretto-ascendenti, ramosi e fogliosi, alta 20-60 cm; le foglie (7-15 X 25-40 mm) opposte e sessili, a lamina oblungo-lanceolata e profondamente dentata al margine (5-7 denti per parte); i fiori pedicellati – calice di 4 mm, pubescente a denti uguali fra loro e più brevi del tubo; corolla roseo-porporina
di ca. 8 mm – sono riuniti in verticillastri ascellari di 2-6 unità.
Habitat: zone paludose e prati umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013: piccolo popolamento in un laghetto sotto il cimitero di S. Martino in Campo (Carmignano).
-Teucrium scorodonia L. CAMEDRIO SCORODONIA
H scap – W-Europ.-Subatl. - VI-VIII – Comune.
Erbacea rizomatosa, pubescente e a fragranza sgradevole, con fusti erbacei eretti e ramosi nella parte superiore, alta 30-80(-100) cm; le foglie hanno lamina (25-35 X 40-55 mm) intera, triangolare, cordata alla base, tutte con picciolo di ca. 10 mm, crenulate, rugoso-reticolate; i fiori – calice bilabiato di ca. 4 mm; corolla giallo-verdastra e 1-2 volte più lunga del calice (ca. 9 mm) – sono solitari, pedicellati e con brevi brattee, si riuniscono a formare infiorescenze coniche terminali (lunghe fino a 15 cm), semplici o ramificate.
Habitat: acidofila di boschi di latifoglie (da noi in particolare castagneti e faggete).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Car. herb.); Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (da Casina Le Barbe al Vespaio), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: presso P. Petto e Montepiano (2020), da Montepiano al Gasperone e oltre (2024) (Vernio); sopra Migliana (2024) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2009: Poggio alle Ventose (Calvana Sett.; Cantagallo); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Camedrio scorodonia): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri 6 Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: sporadica lungo i sentieri a margine dei boschi.
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Rilievi di Montemurlo: Foggi & Venturi 2009: Poggio Prato Tondo a E di C. alle Cave; nuovi ritrovamenti: alle Cavallaie (2024).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: da Schignano a Migliana nel bosco (2023).
Il genere Thymus
conta da circa 220 a più di 300 specie (a seconda degli Autori), distribuite soprattutto nelle aree temperate di Europa ed Asia (14 indigene con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di suffrutici o erbe perenni legnose in basso, tutte odorose; fusti a sezione quadrangolare; foglie intere, piccole e di forma varia, per lo più da lineari a lanceolate; i fiori - corolla actinomorfa o a 2 labbri (labbro superiore piatto o convesso e più breve dell'inferiore) con tubo dritto e incluso, calice a 10 nervature più spesso a due labbra (la superiore a tre denti, l'inferiore a 2) o ± actinomorfo, la fauce è pelosa; 4 stami fertili dritti e sporgenti – sono riuniti in verticillastri di 1 o più unità a formare un'infiorescenza capitata o a spiga, terminale ai rami.
NB: queste piante sono molto problematiche per la grande difficoltà di determinazione delle varie specie, altamente polimorfe; spessissimo si deve ricorrere a specialisti del genere.
-Thymus longicaulis C.Presl. subsp. longicaulis TIMO A LUNGHI FUSTI
Ch rept – S-Europ. - III-VIII – Relativamente comune.
Suffrutice reptante, di 2-20 cm di lunghezza, tendenzialmente glabro, con fusti sterili lungamente striscianti e terminali; fusti fioriferi anfitrichi (a facce alternativamente pelose); foglie mediane e superiori ± di simili dimensioni, glabre (ciliate solo in basso), a lamina lanceolata, lunga fino a 12 mm, spesse e coriacee, a nervature evanescenti (ben visibile solo la centrale), sono ricoperte da ghiandole sessili, da porporine a giallo-aranciate; brattee sotto l'infiorescenza simili alle foglie del caule, con le superiori lunghe da 2 volte e mezzo a 7 la larghezza; i fiori pedicellati – calice di 2-4 mm, coperto dalle stesse ghiandole delle foglie, a denti ciliati, ca. uguali e inferiori al tubo; corolla porporino-violacea lunga da 4 a 6 mm - sono riuniti in infiorescenze terminali.
Habitat: ambienti xerofili da mediterranei a sub-mediterranei e anche montani.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub T. l. C.Presl. sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Cantagallo (2018) da Fabbro a Migliana (2020) (Cantagallo); Luciana (2017) (Vernio).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. l. C.Presl. sl): Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub T. l. C.Presl. sl): zone pedecollinari.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (c)
- Montemurlo: nuovi ritrovamenti: dalla Fattoria di Javello verso Le Banditelle (2019).
-Thymus oenipontanus Heinr.Braun ex Borbás TIMO GLABRESCENTE
Ch rept – SE-Europ. - IV-VII – Raro.
Sufrutice di 5-15 cm, da quasi eretto a pseudoreptante, a rami fioriferi olotrichi (pelosi uniformemente sulle 4 facce) con i 4 angoli piuttosto arrotondati; foglie ellittico-lanceolate lunghe fino a 2 cm, con margine piano e a faccia inferiore glabra, ciliate al margine e ristrette nel picciolo (nervo mediano evidente); brattee simili alle foglie cauline; i fiori – calice di 3-5 mm con dente superiore ciliato al margine; corolla (ca. 4-6 mm) di colore roseo ± intenso – riuniti in infiorescenze discontinue per lo più allungate e multiflore.
Habitat: radure, prati e zone pietrose dalla collina alla bassa montagna.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
-Thymus praecox Opiz subsp. polytrichus (A.Kern ex Borbás) Jalas TIMO A PELI VARIABILI
Ch rept – Orof. S-Europ. - VI-IX – Molto raro.
Suffrutice a lunghi fusti sterili striscianti e fusti fioriferi poco angolosi, per lo più anfitrichi (pelosi a zone alterne) e con le foglie (spatolate o obovate) che si fanno via via più grandi dal basso verso l'alto (lunghe da 4 a 13 mm); queste hanno contorno ciliato e margine piano con nervatura ben evidente; le brattee si presentano simili alle foglie; i fiori – calice arrossato a denti superiori ciliati; corolla di 4-8 mm, roseo-porporina – si riuniscono in infiorescenze capitate o ± allungate.
Habitat: prati e pascoli, ambienti pietrosi di montagna.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: sotto la Serra (Carmignano).
-Thymus pulegioides L. TIMO GONIOTRICO
Ch rept – Euras. - V-VIII – Relativamente comune.
Suffrutice di 2-20 cm, con rami tutti a 4 angoli evidenti, gli sterili generalmente brevi, da striscianti ad eretti, i fioriferi goniotrichi e a foglie glabre sulle facce nella var. pulegioides (nella var. vestitus anfitrichi o olotrichi con le foglie a lunghi peli sulle facce); foglie picciolate, a lamina ovata, con ghiandole sessili, lunghe fino a 1,5 cm, di ca. uguali dimensioni o che si riducono verso l'alto del caule; i fiori – calice di ca. 3 mm ghiandoloso e pubescente (solo in basso nella varietà nominale); calice di ca. 5 mm roseo-porporino – riuniti in infiorescenze terminali.
Habitat: pascoli, prati, radure xero- meso-file.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub T. serpyllum L.): Montepiano (Somm. herb.); Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (Vespaio, Acandoli, da M. Bucciana a Lavacchio, fra gli Acquiputoli e Cave ecc.), Arrigoni & al. 2005, Bettino & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: G2023: verso Migliana; sopra Montepiano (2017); verso Migliana (2023), sopra Gricigliana, dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo); al Gorandaccio (2024) (Vernio); dall'Alpe verso il Tab. di Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub T. serpyllum); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914 (sub T.s. var. chamaedrys); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub T. serpyllum L.); Foggi & Venturi 2009: sulle praterie; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Ricceri 2009: Ampil del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub T.s. var. chamaedrys); Messeri 1936 (sub T.s. L. subsp. ovatus Briq. var. praelongus Briq.); Ricceri 1993; Biagioli & al. 2002: campi di Villa Ciabatti.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
-Thymus striatus Vahl subsp. acicularis (Waldst. & Kit.) Ronniger var. ophioliticus (Lacaita) Fiori (Thymus acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita) TIMO DEL SERPENTINO
Ch rept – endem. del serpentino - IV-VI – Localizzato sul Monteferrato.
T. striatus subsp. acicularis è un suffrutice che si caratterizza all'interno del genere per le poche ghiandole presenti sulla pianta, le foglie acicolari (larghe 0,8-1,4 mm), falcate, per lo più glabre, a margine non revoluto, a nervatura centrale rilevata e le secondarie parallele, foglie fiorali diverse (più larghe) dalle cauline, l'infiorescenza capitata, con corolla da rosa a porpora e lunga 4-6 mm.
La nostra varietà ha calice maggiore (3,5-5 mm) con denti superiori lunghi da 0,8 e fino a 1,6 mm.
Habitat: terreni ofiolitici.
Distribuzione sul territorio:
- Monteferrato: Tozzi 1702 (sub Serpillo angustissimo folio); Lacaita 1911 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita); Fiori 1914 (sub T. acicularis var. ophioliticus) Messeri (sub T. s. var. ophioliticus Fiori); Ricceri 1972 (sub T. s. Vahl. var. ophioliticus (Lacaita) Fiori); Arrigoni 1974 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita); Cortini-Pedrotti 1974 (sub T. ophioliticus); Arrigoni & al 1979 (sub T. striatus Vahl. var. ophioliticus (Lacaiat) Fiori); Fiori & al. 1983 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita); Gestri & al. 1992 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita); Ricceri 1993 e 1998 (sub T. s. Vahl. var. ophioliticus (Lacaiat) Fiori); Biagioli & al. 1999 (sub Timo del serpentino); Biagioli & al. 2001 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita); Biagioli & al. 2002 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita): in tutti gli ambienti ofiolitici, soprattutto rocciosi; Ricceri 2006 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita); Foggi & Venturi 2009 (sub T. acicularis Waldst. & Kit. var. ophioliticus Lacaita).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub T. s. Vahl subsp acicularis (Waldst. & Kit.) Ronninger var. ophioliticus (lacaita) Fiori): rr sopra le ex Scuole elem. di Cerreto (Prato).
-Thymus vulgaris L. TIMO MAGGIORE
Ch frut (Ch suffr) – W-Medit. - V-VI – Da noi solo coltivato o occasionale.
Suffrutice particolarmente odoroso (è il più utilizzato in cucina!), alto 10-30 cm, di aspetto verde-grigio-biancastro, a fusti lignificati almeno in basso, eretti o prostrati e assai ramificati (corteccia bruno-chiara); foglie (3 X 7-9 mm), non ciliate al margine, inizialmente revolute solo sul bordo e quindi del tutto, tanto da sembrare una specie di tubicino sottile; fiori – calice di ca. 3,5 mm, vellutato; corolla da biancastra a rosea lunga fino a 6 mm – riuniti in cime globose o in spighe a verticillastri inferiori distanziati.
Habitat: garighe ed aree mediterranee assolate ed aride.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: casuale in una cipresseta in Giolica (Prato).
NB: coltivato in orti e giardini!
Il genere Ziziphora
è incentrato con le sue piante in area mediterranea e in Asia centrale; recentemente sono confluite in questo genere specie appartenenti precedentemente ad Acinos e Clinopodium (in Italia 4 specie indigene, con alcune sottospecie, ed 1 esotica). Si tratta di erbacee perenni o annuali, a volte aromatiche, a foglie intere, corolla a 5 lobi con labbro superiore evidente e tubo più breve, 2 stami, frutto a 4 acheni.
-Ziziphora acinos (L.) Melnikov subsp. acinos ACINO ANNUALE
T scap (H bienn) – Euro-Medit. - IV-VI – Non comune.
Erbacea alta 10-40 cm, pubescente, a fusti ascendenti, non radicanti; foglie (4-6 X 7-10 mm) a lamina da ovata a laceolata, un po' dentellata verso l'apice; i fiori – calice a lunghi peli, ricurvo e rigonfio alla base e con labbro superiore mediano terminate in un mucrone più lungo di quello dei denti laterali; corolla porporino-chiara, lunga 6-10 mm, superante il calice di 1/2 cm ca. - sono riuniti a 3-8 in verticillastri posti all'ascella di foglie che normalmente li superano in lunghezza.
Habitat: radure e prati aridi e assolati.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Acinos arvensis (Lam.) Dandy), Arrigoni & al. 2005 (sub Acinos arvensis (Lam.) Dandy): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub Acinos arvensis (Lam.) Dandy): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Luiccina a Terrabianca (2015), da Carmignanello a Grigliana 2024, M. delle Scalette (Cantagallo); sopra Luciana (2021) da Sasseta al Gorandaccio, Alpe di Cavarzano (2024) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 (sub Acinos arvensis (Lam.) Dandy) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Clinopodium acinos (L.) Kuntze subsp. acinos): Prato, Vaiano.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (Clinopodium acinos (L.) Kuntze subsp. acinos): Carmignano.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: (sub Clinopodium acinos (L.) Kuntze subsp. acinos): Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
-Ziziphora granatensis (Boiss. & Reut.) Melnikov subsp. alpina (L.) Bräuchler & Gutermann ACINO ALPINO
Ch suffr – Orof. S-Europ. - VI-VIII – Non comune e localizzata.
Suffrutice non odoroso e pubescente a lunghi peli, alto 10-30 cm, con fusti ascendenti e ramificati già dal basso; foglie (2-10 X 5-15 mm) a lamina ovato-ellittica, brevemente picciolate e dentellate; i fiori – calice irsuto, di 5-8 mm, a tubo rivolto in basso, rigonfio alla base e poi un po' strozzato e denti lanceolati-acuti e ciliati; corolla liliaceo-violetta, con labbro superiore bilobato e l'inferiore più lungo e trilobato. Si distingue dalle altre sottospecie per il calice a denti dritti e per la lunghezza dei denti del labbro superiore del calice stesso (1-2 mm) e della corolla (12-20 mm). Da Ziziphora acinos si differenzia invece per essere specie perenne, ancora per la lunghezza della corolla (fra l'altro superiore alle brattee soggiacenti), per il fusto legnoso e ramificato dalla base ed infine per il labbro superiore del calice a tre denti lineari e divergenti, divisi da seni arrotondati.
Habitat: pascoli, prati e luoghi sassosi ad una certa altitudine (per lo meno superiore ai 300 m slm).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub Calamintha alpina Lam.): Montepiano (Somm. herb!), Venturi 2006 (sub Acinos alpinus (L.) Moench): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sent. CAI 58 da Montepiano al Gorandaccio (2019), Alpe di Cavarzano (2014) (Vernio); dall'Alpe di Cavarzano verso il Tab. Gavigno (sent. CAI 462b) (2024) (Vernio-Cantagallo).
