Liliaceae

FAMIGLIA Liliaceae

 

Questa Famiglia è costituita da 15 generi e ca. 850 specie, distribuite nella regione olartica dell'emisfero boreale. Un tempo, in questa Famiglia, vi erano inclusi molti altri generi passati ad altre (per es. Amaryllidaceae, Asparagaceae, Asphodelaceae ecc.) accumunate dai fiori a 6 tepali, con 6 stami opposti, dalle foglie parallelinervie ecc. Si tratta attualmente di piante erbacee perenni monocotiledoni, bulbose o rizomatose, a foglie semplici, parallelinervie, con fiori ermafroditi, attinomorfi a 6 tepali petaloidi (3 + 3), profondamente divisi e generalmente ben sviluppati e colorati, 6 stami, ovario supero formato dalla fusione di tre carpelli; il frutto è generalmente una capsula o una bacca.

NB: in questa Famiglia molte sono le specie adoperate a fini ornamentali nei giardini o per il taglio.

 

Il genere Erythronium

conta 25 specie distribuite nella regione olartica soprattutto N-americana (1 indigena in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni glabre, con stelo fiorale portante al colletto due foglie subopposte e picciolate, parallelinervie e maculate; fiori per lo più solitari, a 6 tepali più larghi di 6 mm, rivolti all'indietro e che rapidamente scompaiono dopo la fioritura, stigmi trifidi e stili filiformi, il pedicello fiorale non è articolato, il frutto è una capsula.

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-Erythronium dens-canis L. DENTE DI CANE

G bulb – S-Europ.-S-Siber. - III-IV – Non comune.

Erbacea perenne alta 10-20 cm, con bulbo bianco, a forma di dente canino, ovvero ovato-conico (da cui il nome), lungo ca. 3 cm; 2 foglie (2-3 X 4-7 cm) subopposte alla base del fusto non ramificato e ricurvo in alto, picciolate e con lamina ellittico-lanceolata, parallelinervia, fortemente maculata di bruno-porpora; il fiore, solitario e piuttosto grande, è ripiegato verso il basso con 6 tepali petaliformi lanceolati, lunghi ca. 3-4 cm, di colore roseo e ribattuti all'insù, 6 stami ad antere bluastre e stilo terminante in un stigma trifido rivolti in basso; il frutto è una capsula globoso-trigona.

Habitat: boschi di latifoglie (da noi spesso in castagneti), fino a ca. 600 m slm.

Distribuzione sul territorio:

  • ?Calvana: Ricceri 2006; non ritrovata da Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: sopra rio Elsana a N di Pod. Cornetto.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1993, Ricceri 1998, Ricceri 2006: AMPIL del Monteferrato.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: alcune piante in forra umida nel bosco dei Patriarchi (Montemurlo).
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998; Biagioli & al. 1999 (sub Dente di Cane): bosco di Vainella; Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi di Montemurlo: Biagioli & al. 1999 (sub Dente di Cane): boschi di Javello; oss. Gestri 2018 Wikiplantbase#Toscana: a N di Pod. Terenzano; nuovi ritrovamenti: Pian dei Massi (2024).

 

Il genere Gagea

conta circa 250 specie distribuite nell'emisfero boreale, in particolare in Eurasia. Si tratta di piante erbacee bulbose a fusti eretti e semplici, foglie non numerose, lineari, le cauline alterne o opposte e le basali superiori al caule; i fiori – perianzio a 6 tepali uguali (lanceolati-oblunghi), gialli e liberi (o quasi), 6 stami, antere basifisse – si presentano solitari o in racemo paucifloro; il frutto è una capsua ovato-trigona.

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-Gagea lutea (L.) Ker-Gawl. CIPOLLACCIO STELLATO

G bulb – Euro-Sib. - III-V – Localizzata in popolamenti anche assai numerosi.

Erbacea a bulbo unico di ca. 1 cm di diametro, fusti solitari di 15-35 cm; foglie lancelate, brevemente acuminate in alto, una sola foglia basale piana, larga da 6 a 15 mm e più lunga del fusto, 2 foglie cauline ciliate, poste sotto l'infiorescenza (l'inferiore più grande); 1-7 fiori peduncolati a perianzio giallo e 6 segmenti ottusi e lunghi 15-18 mm. Si caratterizza soprattutto per le foglie fiorali subopposte, la basale solitaria, le antere ben sviluppate, i pedicelli rivolti in basso dopo la fioritura, con il più lungo, alla fruttificazione, assai superiore alle foglie basali.

Habitat: sottoboschi di latifoglie e radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: : Gestri 2018: Alpe di Cavarzano e sul crinale della Scoperta (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2002: versante settentrionale del P. dei Mandrioni (Vaiano); Ricceri 2006; Peruzzi & al. 2009, Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.

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-Gagea pratensis (Pers.) Dumort. CIPOLLACCIO DEI PRATI

G bulb – C-Europ.-N-Afr. - II-IV – Localizzata, in popolamenti anche ricchi.

Erbacea glaucescente, alta 5-20 cm, con un bulbo centrale più grande (dal quale origina il fusto dell'anno) e due minori laterali, ognuno con la propria tunica (una delle caratteristiche distintive rispetto a G. lutea); una foglia basale superante l'infiorescenza e larga 3-5 mm, foglie cauline più piccole, ciliate al margine e generalmente non superanti l'infiorescenza; fiori a tepali gialli, a maturità lunghi 12-20 mm, su pedicelli eretti o ricurvi verso l'alto dopo la fioritura; sono riuniti in infiorescenze uno-, sei-flore; capsula ovoide.

Habitat: prati, praterie, radure (almeno da noi oltre una certa altitudine (500-600 m) e su substrato calcareo).

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2002: M. Retaia presso la cima; Ricceri 2006; Peruzzi & al. 2008: a N della Retaia; Foggi & Venturi 2009: praterie della Calvana; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Monte Le Coste: Gestri 12-4-1998 in Biagioli & al. 1999c: presso la cima in radura di crinale (Vaiano); Gestri 2002; Peruzzi & al. 2008: presso la cima.

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-Gagea villosa (M.Bieb.) Sweet CIPOLLACCIO DEI CAMPI

G bulb – Eurasiat. Temp. - III-IV – Rara.

Erbacea alta 10-15 cm, a bulbo per lo più unico, scapo afillo e peloso; foglie basali sottili e piane (larghe ca. 2 mm), per lo più superanti l'infiorescenza in esse involucrata e formata da (1-)5-12 fiori; questi a 6 tepali gialli di 12-16 mm e posti su pedicelli a peli dritti inferiori al mm.

Habitat: arbusteti, radure prative, incolti e margine coltivi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Baroni 1897-1908 ( sub G. arvensis Roem.et Schult.): “Calvane di Prato a Valibona (Somm. herb.)”; Fiori 1914: citata in Calvana sub G. arvensis; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi: Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: dietro il Barghetto di Poggio a Caiano.
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998 (sub G. arvensis (Pers.) Dumort.); Gestri & Peruzzi 2013b (c).

 

Il genere Lilium

conta più di cento specie a distribuzione olartica (6 in Italia con 2 sottospecie). Si tratta di piante erbacee perenni con grossi bulbi a scaglie sovrapposte e senza tunica, foglie cauline intere, numerose, alterne o verticillate; i fiori - 6 tepali liberi eretti o ricurvi, variamente colorati, da oblunghi a lanceolati, 6 stami più brevi del perianzio e fissati alla base dei tepali, stilo allungato a stimma trifido - possono essere isolati o riuniti in racemo terminale; il frutto è una capsula ovata e ± esagonale contenente numerosi semi.

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-Lilium bulbiferum L.subsp. croceum (Chaix) Jan GIGLIO ROSSO DI S: GIOVANNI

G bulb – Orof. S-Europ. - V-VII – Non particolarmente rara.

Erbacea perenne, a bulbo scaglioso bianco-giallastro di ca. 1,5 cm di diametro; il fusto è eretto, semplice, robusto, alto 30-80 cm, con foglie numerose, a lamina lanceolata, picciolate solo le inferiori, 5-7-nervie, sparse su tutta la sua lunghezza; i grandi fiori - 6 tepali ovati di un bel colore rosso-arancione e punteggiati di nero; stami più lunghi del perigonio; antere grigie di ca. 7 mm - si presentano solitari o in corimbo di 2-5; il frutto è una capsula a 6 angoli ottusi. La subsp. croceum si differenzia da quella nominale per l’assenza di bulbilli all’ascella delle foglie e per i tepali interni ed esterni di uguali dimensioni (lunghi 5,5-8 cm).

Habitat: radure boschive, prati erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub L. b. L. sl): Montepiano (Somm. herb.); Ricceri 2002: Montepiano; Riserva naturale dell'Acquerino-Cantagallo; Arrigoni & al. 2002 (sub L. croceum Chaix): da Casina Le Barbe a Vespaio; Arrigoni & al. 2005 (sub L. b. L. var. croceum (Chaix) Pers.): Riserva naturale protetta Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; Ricceri 206: Montepiano; Foggi & Venturi 2009: rio a E di Gavigno; torrente Trogola a E di Pian di Simoni; Gestri 2018: comuni di Vernio e Cantagallo; nuovi ritrovamenti (conferme): sotto Montepiano verso Sassetta (2021), presso il Gasperone (2024) (Vernio); presso Gavigno (2019) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub L. b. sl); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Ricceri 2002; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998, Ricceri 2006 e Biagioli & al. 1999 (sub Giglio di S. Giovanni): AMPIL del Monteferrato; Ricceri 2006: colline a N di Prato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2016: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: forra umida (Montemurlo).

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-Lilium candidum L. GIGLIO DI SANT'ANTONIO

G bulb – E-Medit. (da noi coltivato e a volte naturalizzato) – V-VI - Raro

Erbacea perenne, robusta (alta 50-150 cm), a bulbo con squame brunastre e fusto eretto; foglie inferiori (fino a 25 cm) oblunghe e patenti, le superiori progressivamente ridotte, numerose, erette e ondulate al margine; i grandi fiori profumati – perianzio campanulato a tepali bianco-candidi, glabri, di ca. 7 cm, arcuati in fuori e revoluti all'apice; stilo superiore agli stami – si presentano in racemi di 3-10.

Habitat: da noi coltivato in giardini e parchi, a volte inselvatichito presso abitazioni di campagna.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Ricceri 2013:a valle della chiesa di San Biagio; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: raramente coltivata.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: coltivata e a volte inselvatichita (per es. ad Artimino e Ginestra di Verghereto di Carmignano).

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-Lilium martagon L. GIGLIO MARTAGONE

G bulb – Eurasiat. - VI-VII – Localizzato e raro.

Erbacea robusta, con bulbo a squame giallastre e fusto eretto, poco foglioso e puberulo-papilloso, alta 50-90(-150) cm; foglie tutte cauline con le inferiori e mediane caratteristicamente verticillate a 5-10 segmenti ellittici e le superiori piccole ed alterne; i grandi fiori inodori, rivolti a maturità in basso sul pedicello – 6 tepali da violacei a porporini e maculati di scuro, fortemente rivolti in dietro; stilo più lungo degli stami – sono riuniti in racemo lasso di 6-8 (-20).

Habitat: prati e radure boschive di caducifoglie (sopra i 300-400 m).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Somm. herb.); Biagioli & al. 1999c: boschi dell'Alpe di Cavarzano, al confine con la provincia di Bologna (Vernio); Ricceri 2002 e Ricceri 2006: Montepiano, Riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Arrigoni & al. 2002: da Passo del Treppio a Fregionaia (Cantagallo); Arrigoni & al. 2005: Riserva naturale protetta Acquerino-Cantagallo; Gestri 2018: comuni di Cantagallo e Vernio; nuovi ritrovamenti (conferma): M. della Scoperta (2024) (Vernio).
  • Calvana: Provincia di Prato 1997; Ricceri 2002 e Ricceri 2006; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Rilievi di Montemurlo: Ricceri 2006: Le Cavallaie.

NB: l'epiteto specifico deriva dal turco “martagan” = turbante, per la forma del fiore.

 

Il genere Tulipa

conta circa 150 specie distribuite in Europa, Asia e N-Africa (2 specie spontanee, 5 naturalizzate e 1 occasionale in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni a bulbo ovato e coperto da tuniche membranacee brunastre, con poche foglie lanceolate alterne sul fusto e via via decrescenti verso l'alto; fiori generalmente solitari (raramente fino a 4) a 6 tepali caduchi, da oblunghi ad obovati, di vario colore, 6 stami più brevi del perianzio con filamenti dilatati in basso, a 3 stimmi sessili, brevi e spessi; il frutto è una capsula contenente numerosi semi appiattiti.

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-Tulipa agenensis DC. TULIPANO OCCHIO DI SOLE

G bulb -Natural. di orig. Euro-Medit.-W- Asiat. - III-IV – Raro.

Erbacea perenne, alta 15-40 cm, che si caratterizza per le foglie verdi, 3-4 (le inferiori con larghezza di 3-6 cm) lanceolate e superanti il fiore; fiori grandi a tepali (quasi uguali fra loro) attenuati alla base e acuminati in alto, lunghi più di 5 cm, rossi, con internamente alla base una macchia nera oblunga, marginata di giallo, filamento degli stami glabro e antere superanti ampiamente l'ovario. I tepali al sole si aprono all'esterno (occhio di sole!).

Habitat: margine di campi coltivati, incolti erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Ricceri 2002: presso il cimiteri di Artimino; Ricceri 2006: Montalbano; Gestri & Peruzzi 2013a (sub T. raddii Reboul): oliveti e vigneti presso Carmignano e villa Reniccioli.

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-Tulipa clusiana DC. TULIPA DI CLUSIUS (botanico francese del'500)

G bulb – Naturalizzata di orig. asiatica – III-IV – Rara.

Gracile erbacea perenne a fusto eretto, alta 20-40 cm, con bulbo piccolo e lanoso sotto la tunica; 3-5 foglie lanceolato lineari (larghe al max. 2 cm) per lo più non superano il fiore; fiori eretti, solitari sul fusto, a perianzio con 6 tepali lunghi 3-4 cm (i tre interni un po' più piccoli e ottusi), bianchi, con gli esterni maculati ampiamente di rosso, tutti con alla base una macchia violacea non bordata di giallo, stami glabri e stimmi piccoli.

Habitat: incolti erbosi, olivete.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato.
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b: Le Sacca (riconferma di discreto popolamento nel 2024!).

NB: questa specie ed altre, ambite fortemente dai raccoglitori di fiori, sono probabilmente sottostimate perché scompaiono precocemente dai luoghi di nascita.

 

??-Tulipa gesneriana L. aggr.

Segnalato per la Calvana di Gestri 2009 e probabilmente da riferire ad altra specie congenere!

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-Tulipa pumila Moench TULIPANO MONTANO

G bulb – NW-Medit. - III-IV – Raro e localizzato.

Gracile erbacea perenne a piccolo bulbo (1.5 x 2 cm) e fusto esile e flessuoso-eretto, alta 15-30 cm; poche foglie cauline (generalmente 2) lineari-lanceolate e inferiori al fusto, le basali un po' più larghe e lunghe fino a 20 cm; i fiori solitari, eretti o in po' inclinati, a 6 tepali lanceolato-acuminati, lunghi 2-4 cm, pressoché uguali fra loro, gialli con gli esterni arrossati; la capsula ha aspetto globoso-trigono.

Habitat: prati montani, ma da noi in Toscana si comporta da serpentinofita di ambiente xerico di tipo steppico.

Distribuzione sul territorio:

  • -Monteferrato: Biagioli & al. 1999c (sub T. australis Link) e Biagioli & al. 2002 (sub T. sylvestris L. subsp. australis (Link) Pamp.): su serpentino sul versante settentrionale del Poggio Chiesino (Montemurlo); Ricceri 2002 e Ricceri 2006 (sub T. sylvestris L.): Monteferrato.

NB: si tratta di una specie rilevante per il nostro territorio, protetta in molte Regioni del N e C Italia.

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-Tulipa raddii Reboul TULIPANO DI RADDI (naturalista toscano alla corte dei Lorena)

G bulb – Neofita naturalizzata di origine sconosciuta – III-IV – Raro.

Erbacea perenne robusta, a grosso bulbo unico e lanoso, fusto eretto ed alta 30-60 cm; è molto simile a T. agenensis, dal quale si distingue per le foglie che normalmente non passano il fiore, i tepali ovati, arrotondati alla base e spesso non aperti all'esterno, ma chiusi alla sommità, gli interni ottusi all'apice e un po' più stretti, tutti con macchia basale larga ed ovata, antere uguaglianti o più brevi dell'ovario.

Habitat: incolti e margini erbosi di coltivi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 (sub T. praecox Ten.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato (raro).

NB: un attento riesame delle foto dell'epoca, porta a riferire a questa specie le segnalazioni per Carmignano sul Montalbano di Gestri & Peruzzi 2013a.

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-Tulipa sylvestris L. TULIPANO DEI CAMPI

G bulb – Euro-Medit. IV-V – Rarissimo.

Erbacea solitamente robusta, con bulbo privo di lanugine, alta 20-60 cm; per lo più a 3 foglie lineari-lanceolate inserite abbastanza in basso sul fusto; fiori gialli (lavati di verde all'esterno) e grandi, con tepali lunghi 3-5 cm, assai ineguali ed acuminati; frutto a capsula più lunga che larga.

Habitat: campi, incolti erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Pianura: Gestri & Gavazzi in Peruzzi & al. 2025: argine erboso e scosceso del fosso di Iolo in loc. Guado del Molino (Prato).

 

 

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