Linaceae

FAMIGLIA LINACEAE

è composta da 14 generi e 250-300 specie distribuite in tutto il globo soprattutto nella fascia temperata. Si tratta di piante erbacee (o più raramente di piccoli arbusti) a foglie semplici, intere e senza stipole, fiori ermafroditi e attinomorfi a 4 o 5 sepali e petali (questi ultimi dotati di unghia e a volte saldati in basso) liberi e ovario supero, riuniti in infiorescenze cimose o corimbose; il frutto è una capsula subglobosa che si apre a maturità.

 

Il genere Linum

conta circa 200 specie distribuite nella fascia temperata e tropicale del globo (23 specie indigene con alcune sottospecie e 2 esotiche in Italia). È costituito da piante erbacee o piccoli arbusti a fusto privo di nodi; foglie intere, semplici, sessili, sottili a una venatura o più venature parallele; fiori a 5 sepali liberi e 5 petali di vario colore e superanti il calice; 5 stami e 5 staminoidi saldati in basso; sono riuniti in cime corimbose; il frutto è una capsula deiscente a 10 logge e contiene semi appiattiti.

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-Linum catharticum L. subsp. catharticum LINO PURGATIVO

T scap/H scap – Europ.-W-Asiat. - VI-IX – Localizzato.

Erbacea glabrescente, a fusto gracile, eretto e ramificato, alta 5-40 cm; foglie lineari, lunghe ca. 1 cm, ad una nervatura e tutte opposte (uno dei caratteri distintivi rispetti alle specie congeneri); fiori piccoli a lungo pedicello – sepali lineari-acuti, di ca. 2 mm e ciliati al bordo, petali bianchi, lunghi il doppio del calice – riuniti in una ampia cima corimbosa a fiori penduli o quasi e frutti eretti; il frutto è una capsula globosa di ca. 3 mm.

Habitat: incolti erbosi, radure e prati umidi, da noi oltre una certa altitudine.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Somm. herb.); Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Alpe Cavarzano, vers. W M. Bucciana (2017); sopra Fonte del Romito (2018), verso il Tabernacolo di Gavigno (2019); sentiero da Acquiputoli al Faggione (2019) (Cantagallo); dall'Alpe verso il Tab. Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: presso S. Stefano (Cantagallo), a S. di fonte al Favo, Cave di Sofignano (Vaiano).

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-Linum corymbulosum Rchb. LINO A PICCOLI CORIMBI

T scap – Medit. - IV-V – Poco comune.

Erbacea alta 10-60 cm, a fusto eretto, per lo più ramificato, che si differenzia dalle specie congeneri annuali a fiore giallo per le foglie (alterne) scabre e a margine finemente denticolato, i fiori posti su peduncoli gracili e lisci, lunghi quanto il calice o di più (uno dei caratteri più significativi), i petali di 6-12 mm, ottusi all'apice, frutto lungo ca. 3 mm e infiorescenza assai ramosa a corimbo.

Habitat: ambienti rocciosi, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1999 (sub L. strictum L. subsp. corymbulosum (Rchb.) Rouy); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo, Vaiano.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al.2002 (sub L. strictum L. subsp. corymbulosum (Rchb.) Rouy): non ritrovato.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

 

??-Linum nodiflorum L. LINO SPIGATO

Segnalato da Biagioli & al. 1999 (sub Lino spigato) per l'AMPIL del Monteferrato, forse per errore: non è più stato osservato!

 

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-Linum radiola L. RADIOLA, FALSO LINO

T scap – Paleotemp. VI-XI – Molto raro.

Erbacea glabra, piccola e gracile, alta 1-10 cm, a fusto ramificato dicotomicamente fin dalla base; foglie piccole, ovate, uninervie e opposte; fiori - a 4 sepali (di ca. 1 mm) saldati in basso e dentellati all'apice, 4 petali bianchi ottusi e lunghi come il calice, stimmi capitati - riuniti in panicolo dicotomo; capsula piccola e globosa.

Habitat: silicicola di ambienti sabbiosi ed umidi (stagnetti temporanei, prati umidi ecc.).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Caruel 1860-64 (sub Radiola linoides L.): Vernio in Val di Bisenzio (Targ. Herb.); Ricceri 2006 (sub Radiola linoides L.): segnalata per i dintorni di Vernio, da ricercare.
  • Montalbano: Carta & al. 2009; Gestri & Peruzzi 2013a: Prato Rosello (Carmignano).

 

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-Linum strictum L. LINO MINORE

T scap – Medit. - IV-VI – Non comune.

Erbacea a radice gracile, fusto eretto, non o poco ramificato, alta 10-50 cm; foglie (1.5-3 X 7-12 mm) lineari-lanceolate, alterne e ravvicinate, abbastanza rigide, scabre e dentellate al margine (carattere distintivo fra i più importanti rispetto al simile L. trigynum); fiori - a petali gialli, lunghi 6-12 mm, superiori ai sepali (4-6 mm), i quali appaiono subulati, più lunghi della capsula (globoso-conica di ca. 2-2,5 mm) - riuniti in infiorescenza a denso corimbo con i peduncoli fiorali ispessiti alla fruttificazione ed inferiori al calice.

Habitat: ambienti aridi e assolati, anche rocciosi.

Distribuzionesul territorio:

  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016 (sub L. s. L. susbp. strictum): P. Castiglioni (Prato)
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Arc. herb.).
  • Montalbano: Baroni 1897-1908: M. Albano (Sandri & Fantozzi); Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano.

 

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-Linum tenuifolium L. LINO MONTANO

Ch suffr – Submedit.-Pont. - V-IX – Poco comune.

Suffrutice alto 20-40 cm, a fusti ascendenti o eretti, gli sterili (a volte assenti e comunque poco numerosi) più densamente fogliosi; foglie alterne, molli e lineari-acute (1-2 x 10-30 mm); fiori pedicellati a petali spatolati, di 1-1,5 cm, roseo-lillacini chiari, sepali di 6 mm, lanceolati, uninervi, ciliato-ghiandolosi al margine, superanti la capsula ovata di ca. 3,5 mm; infiorescenza in cime corimbose pauciflore.

Habitat: praterie, ambienti rocciosi aridi, preferibilmente su substrato calcareo o serpentinoso.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: margine strada dal Lago Verde a S. Ippolito (2023) (Cantagallo-Vernio).
  • Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Caruel 1860-64 (Parl.); Fiori 1914; Messeri 1936 (sub L. t. L. var. typicum Fiori); Biagioli & al. 2002: presente soprattutto in zone marginali, ma anche su serpentino: fra il pietrisco ed in anfratti rocciosi.
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: margine stradale a ca. metà percorso da C. Poggetto e Casaccia (2001).

 

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-Linum trigynum L. LINO SPINATO

T scap – Euro-Medit. - III-V – Relativamente comune.

Erbacea gracile e glabra, alta 10-40 cm, a fusto eretto e a ramificazioni sottili; foglie (1 x 7-9 mm) alterne, uninervie, sottilmente lanceolate, a margine liscio o sparsamente dentellato e mai ruvido (a differenza del simile L. strictum a margini “densamente” dentati); fiori a petali gialli, spatolati, di poco superiori al calice (lunghi ca. 6 mm), sepali ovato-lanceolati, acuminati, con piccole ghiandole stipitate al margine; sono riuniti in lassa infiorescenza corimbosa; capsula di poco inferiore al calice (ca. 2 mm).

Habitat: ambienti aridi e assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: M. Scalette; nuovi ritrovamenti: a W di S. Ippolito di Vernio (2023).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Lino spinato): AMPIL del
  • Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Messeri 1936 (sub L. gallicum L.); Arrigoni & al 1983; Biagioli & al. 2002: il più comune del genere, anche su serpentino (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

 

-Linum usitatissimum L.

Erbacea a fusto eretto o ascendente ramificato superiormente, alta 10-40 cm; foglie sottilmente lanceolate, lisce al margine, numerose e alterne sul caule; fiori su peduncoli eretti, a petali di un azzurro ± intenso, sepali ovato acuminati, riuniti in panicolo lasso; il frutto è una capsula globosa.

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- - L. u. L. subsp. angustifolium (Huds.) Thell. LINO SELVATICO

H bien/H scap (T scap) – Euro-Medit.-Subatl. - V-VII – Abbastanza comune.

Erbacea glabra, a fusto sottile, ascendente, alta da 30 a 60 cm; le foglie si presentano lineari-lanceolate, alterne, a 1-3 nervature, a margine intero; i fiori, ermafroditi – calice a 5 sepali (ca. 5 mm) trinervi, ovato-acuminati, gli esterni ciliati; corolla a 5 petali (12-15 mm) blu-chiari, due volte più lunghi dei sepali (lunghi 4-5,5 mm); stimmi capitati - sono riuniti in infiorescenze corimbose lasse; il frutto è una capsula ovoide larga 5-6 mm, i semi sono lunghi ca. 3 mm.

Habitat: prati e radure aride e assolate.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub. L. bienne Mill.), Arrigoni & al. 2005 (sub. L. bienne Mill.): riserva naturale Acquerino-
  • Cantagallo; Venturi 2006 (sub. L. bienne Mill.): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montepiano verso il Gasperone (2018) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub L. u. var. angustifolium); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub. L. bienne Mill.); Gestri 2009 (sub. L. bienne Mill.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub. L. bienne Mill.): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub L. u. L. sl); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Lino selvatico): AMPIL del
  • Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub. L. bienne Mill.): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub L. angustifolium Huds.); Messeri 1936 (sub L. angustifolium Huds.); Biagioli & al. 2002 (sub. L. bienne Mill.): non comune, anche su substrato ofiolitico (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri 2013b (sub. L. bienne Mill.) (C/S).
  • Rilievi di Montemurlo: Baroni 1897-1908 (sub L. angustifolium Huds.): sopra Prato nel M. Javello (Somm. herb.); nuovi ritrovamenti (conferme): verso M. Javello (2012).

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- - L. u. L. subsp. usitatissimum LINO COLTIVATO

T scap – Coltivato e a volte inselvatichito, di orig. W-Asiat. – V-VII – raro e raramente coltivato.

Erbacea assai simile alla precedente (che rappresenta la sottospecie spontanea), ma più robusta in ogni parte; se ne differenzia per essere sempre annuale, a fusti quasi sempre unici e più tenaci, le foglie sempre trinervie e lunghe fino a 3 cm, i fiori a sepali lunghi 6-9 mm e petali (spesso di un blu più scuro) lunghi 12-16 mm (fino a tre volte i sepali) e la capsula globosa con diametro di 6-9 mm.

Habitat: coltivi o nei pressi degli stessi.

Distribuzione sul territorio:

  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: osservato nel podere Ciabatti (Prato); Arrigoni & Viegi 2011.

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-Linum viscosum L. LINO MALVINO

H scap – Orof. S-Europ. - V-VII – Rarissimo o scomparso.

Erbacea peloso-vischiosa, a fusto eretto-ascendente dotato di peli patenti e riflessi, alta 30-60 cm; foglie (5-7 X 15-22 mm) ovato-lanceolate, alterne, con le mediane e superiori con bordo marginato di ghiandole; fiori a petali spatolati, lunghi fino a 2 cm (il doppio o più del calice), di colore roseo ± intenso; sepali di 6-9 mm ghiandolosi al margine; sono riuniti in largo corimbo; capsula globosa di ca. 4 mm.

Habitat: prati e radure assolate dalla collina alla montagna.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Caruel 1860-64: al M. della Calvana sopra Prato (Bar.). Non più ritrovato in seguito!

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