Oleaceae

FAMIGLIA OLEACEAE

Conta più di 600 specie distribuite in 26 generi che occupano gran parte del globo, soprattutto le regioni fredde (da noi molte specie sono utilizzate a fini decorativi). Si tratta di alberi ed arbusti (a volte rampicanti) spesso glabri, a foglie generalmente opposte e dotate di stipole, fiori ermafroditi (a volte unisessuali), attinomorfi, a calice e corolla costituita da 4 (-5-6) segmenti concresciuti, stami 2 (-4), ovario supero a 2 logge; infiorescenza per lo più in cime terminali; il frutto può essere rappresentato da una capsula loculicida, una drupa, una samara o una bacca.

 

Il genere Forsythia

conta più di una decina di specie distribuite soprattutto in Asia orientale, con una europea (3 esotiche-casuali o coltivate in Italia). Si tratta di arbusti a fusti grigi o bruni, foglie caduche, opposte, per lo più semplici a margine intero o dentellato; fiori con corolla gialla a tubo evidente terminante in 4 lobi (così come il calice), eterostili; il frutto è una capsula a più semi.

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-Forsythia viridissima Lindl. FORSIZIA

P caesp – Occasionale di orig. E-Asiat. - II-IV – Rara.

Arbusto glabro a rami eretti alti fino a 3 m; foglie opposte, semplici, picciolate, a lamina lanceolata ed acuta, lunghe fino a 4 cm; fiori – lobi del calice di 2-4 mm, ciliati; corolla giallo-zolfo (strie aranciate all'interno) di 1-2 cm a tubo assai più breve dei lobi – sono riuniti su pedicelli all'ascella fogliare in numero di 1-4; il frutto è una capsula ovata.

Habitat: coltivato e raramente inselvatichito.

Distribuzione sul territorio:

  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (c): presso il laghetto delle Lastre.
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: coltivata nei giardini fra Galcetello e Maliseti (2026) (Prato).

NB: in Calvana è segnalato, sempre come occasionale, al P. alle Palle di Calenzano (Firenze) (Gestri & Peruzzi 2016).

 

Il genere Fraxinus

conta una cinquantina di specie distribuite nelle aree temperate dell'emisfero boreale (3 indigene con alcune sottospecie ed 1 alloctona casuale in Italia). Si tratta di alberi con gemme nere, brune o grigiastre, foglie decidue imparipennate (generalmente a 7-13 foglioline) e per lo più opposte; i fiori piccoli, ermafroditi (rar. unisessuali) a calice (se presente) campanulato a 4 lobi, petali assenti o a 2-6 segmenti saldati solo in basso – sono riuniti in pannocchie ascellari o terminali; il frutto è una samara con 1 ala appiattita.

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-Fraxinus angustifolia Vahl subsp. oxycarpa (Willd.) Franco et Rocha Afonso FRASSINO MERIDIONALE

Albero a chioma irregolare ad ombrello, alto da 5 a 25 m, corteccia grigiastra e screpolata; gemme brune; foglie a lungo peduncolo, imparipennate a 5-9 foglioline sessili o quasi, lanceolate (cuneate alla base), dentellate al margine (denti in numero circa come le venature laterali), lunghe 15-30 mm; i fiori – privi di calice e corolla, a 2 stami e un ovario a stimma bifido – sono riuniti in pannocchie terminali o ascellari; samara lunga 2-6 cm e alata. La sottospecie in esame si caratterizza per la pelosità bruno-chiara presente sulla faccia inferiore nella parte prossimale della venatura principale. La fioritura precede la comparsa delle foglie.

Habitat: boschi fresco-umidi.

Distribuzione sul territorio:

  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: bosco delle Pavoniere (introduzione antropica).
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: Galcetello (introduzione antropica) (2022) (Prato).

NB. in Calvana è stato osservato nei comuni di Calenzano e Barberino (Firenze).

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-Fraxinus excelsior L. FRASSINO COMUNE

P scap – Europ.-Caucas. - III-IV – Non molto comune.

Albero elegante, pollonifero, a corteccia grigiastra, alto 6-30 m; gemme nere (in inverno le gemme nere e i rami giallastri e robusti lo rendono ben riconoscibile); foglie picciolate, imparipennate a 7-13 foglioline sessili o quasi, a lamina lanceolato-ellittica (arrotondato-cuneata alla base), con denti in numero maggiore delle venature secondarie, lunghe 4-10 cm; fiori piccoli e verdastri, privi di calice e corolla, riuniti in brevi pannocchie; frutto a samara con 1 foglia appiattita. La fioritura precede la comparsa delle foglie.

Habitat: boschi fresco-umidi, presso corsi d'acqua.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al.2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: al Passo di S. Giuseppe (2017) (Vernio).
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Frassino comune): AMPIL del Monteferrato; Foggi e Venturi 2009: forre umide e ombrose nella provincia pratese.

fra orn

-Fraxinus ornus L. subsp. ornus ORNIELLO

P scap (P caesp) – Euro-N-Medit.-Pont. - IV-V – Comune.

Albero o arbusto eretto, a rami opposti e corteccia liscia, scura e opaca, alto 1-10 m; si caratterizza per le foglie (lunghe fino a 20 cm) a 5-9 segmenti solo 2-3 volte più lunghi che larghi (i laterali ellittici il terminale obovato); fiori con corolla a 4 petali esili, biancastri, lunghi ca. 6 mm; la fogliazione precede la fioritura che si presenta con infiorescenze a pannocchie sia ascellari che terminali. La samara ha forma obovata-ellittica o oblunga (20-25 x 4-6 mm) a margine acuto, con seme di circa 1 cm.

Habitat: boschi e arbusteti aridi, assolati e degradati soprattutto in ambiente submediterraneo.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub F. o. L. sl): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub F. o. L. sl): Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001 (sub F. o. L. sl), Arrigoni & al. 2002 (sub F. o. L. sl) (Cascina di Vespaio verso Le Barbe ecc.), Arrigoni & al. 2005 (sub F. o. L. sl), Bettini & al. 2009 (sub F. o. L. sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub F. o. L. sl): Limentra orientale.
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub F. o. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub F. o. L. sl).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub F. o. sl); Gestri & Biagioli 1992 (sub F. o. L. sl); Biagioli & Gestri 1993 (sub F. o. L. sl); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub F. o. L. sl); Gestri 2009 (sub F. o. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; 2 oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: M. Buriano e tra Centopini e i Bifolchi (Prato).
  • Cascine di Tavola: Stampi (sub F. o. L. sl) 1967; Boretti & al. 2006 (sub Frassino): Bosco delle Pavoniere; Gestri & Lazzeri 2021 (sub F. o. L. sl).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Orniello); Ricceri 1993 (sub F. o. L. sl): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub F. o. L. sl); Biagioli & Gestri 1993 (sub F. o. L. sl); Arrigoni & Viciani 2001 (sub F. o. L. sl), Viciani 2001 (sub F. o. L. sl): R. Fornia (Carmignano); Foggi & Venturi 2009 (sub F. o. L. sl): Carmignano; Gestri & Peruzzi 2013a (sub F. o. L. sl): Carmignano, P. a Caiano; oss. Roma-Marzio 2017 Wikiplantbase#Toscana: lungo la via Madonna Madonna del Papa, dopo Bruceto (Carmignano).
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub F. o. sl); Messeri 1936 (sub F. o. L. var. typica Lingelsh.); Corti 1975 (sub F. o. L. sl); Arrigoni & al. 1979 (sub F. o. L. sl); Ricceri 1993 (sub F. o. L. sl); Biagioli & al. 2002 (sub F. o. L. sl): un po' ovunque anche su gabbro e serpentino (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1992 (sub F. o. L. sl); Biagioli & Gestri 1993 (sub F. o. L. sl).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S)
  • Poggio a Caiano: Maugini 1948 (sub F. o. sl): Poggio del Cerreto (a W del Bargo).

 

-Fraxinus pennsylvanica Marshall FRASSINO DELLA PENSILVANIA

P scap – Coltivato orig. N-Americ. - III-V – Rarissimo.

Albero alto 5-30, caratterizzato rispetto ai congeneri dalle foglie a 5-9 segmenti verdi su ambedue le pagine, con picciolo che cadendo lascia sul ramo una cicatrice semicircolare; gemme con peluria brunastra in inverno; fiori piccoli in piante dioiche; appaiono prima delle foglie in primavera; samare lunghe fino a 5 cm con ala appuntita in infruttescenze a grappolo.

Habitat: da noi solo coltivata.

Distribuzione sul territorio:

  • Pianura: nuovi ritrovamenti: coltivato presso la ciclabile del Bisenzio al Palco di sotto a Prato.

 

Il genere Ligustrum

conta circa 40 specie presenti in Europa, N-Africa e nell'Asia sud-orientale (1 indigena, 4 esotiche di cui 3 naturalizzate ed 1 occasionale in Italia). Alberi o arbusti caducifogli o sempreverdi con giovani rami glabri, foglie semplici, intere e prive di stipole, opposte e picciolate; i fiori - calice a 4 lobi, corolla di almeno 5 mm, bianca e con tubo evidente, tanto lungo che largo, terminante in 4 lobi lunghi circa come il tubo stesso - sono riuniti solitamente in pannocchie terminali; il frutto è una bacca che diviene nerastra a maturità.

lig luc

-Ligustrum lucidum W.T.Aiton LIGUSTRO LUCIDO

P caesp/P scap – Neofita invas. di orig. Asia orient. - III-V – Comune.

Alberello o arbusto sempreverde, alto 3-10 m, a corteccia liscia di colore grigiastro e con i giovani rami glabri; si caratterizza in particolare per le foglie coriacee, lucide soprattutto sulla faccia superiore, intere, ovato-acuminate, di 8-12 cm di lunghezza e opposte; i fiori sono piccoli, bianchi, profumati e riuniti in infiorescenze terminali a cono rovesciato di 10-20 cm; il frutto è una piccola bacca globosa, nera-opaca a maturità e lunga ca. 1 cm.

Habitat: incolti, margini di campi e arbusteti di pianura e bassa collina.

Distribuzione sul territorio:

  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: S. Cristina a Pimonte (Prato).
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: Parco delle Rimembranze.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Peruzzi 2013: P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: 3 esemplari vicino alle Porticciole.
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: Galcetello (2020) (Prato).

NB: sicuramente è specie più diffusa e comune delle segnalazioni di cui sopra. E' pure coltivata in giardini e parchi.

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-Ligustrum vulgare L. LIGUSTRO COMUNE

NP – Eurasiat. - IV-V – Comune.

Arbusto alto 1-4 m, con giovani rami pubescenti; ha foglie con picciolo di ca. 2 mm, opposte, a lamina lanceolata o obovata (3-6 x l-2cm), non lucide, e persistenti anche in inverno nelle aree a clima mediterraneo; i fiori odorosi, tetragoni – calice lungo ca. 1 mm e corolla 4-5 mm, a 4 petali bianchi - sono riuniti in pannocchie terminali normalmente di lunghezza non superiore agli 8 cm; il frutto è una bacca tondeggiante di ca 7 mm, lucida e nerastra (non pruinosa).

Habitat: boschi termofili, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sul sentiero da Fonte del Romito a Fonte Canapale (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; .oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: tra Centopini e i Bifolchi (Prato)
  • Cascine di Tavola: Arrigoni 1990; Foggi & Venturi 2009; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Olivella): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Ricceri 1993; Biagioli & al. 2002: pineta di Bagnolo, alla Volpaia, lungo la Bardena e altrove (Prato, Montemurlo)
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).

 

Il genere Olea

ha distribuzione Euro-paleotropicale (Mediterraneo, Africa meridionale, Asia sudorientale, Australia orientale e zone limitrofe) e conta una trentina di specie (1 coltivata e naturalizzata in Italia). All'interno della Famiglia le sue piante legnose sempreverdi si caratterizzano per avere le foglie coriacee, intere e a faccia inferiore di colore argentato per la presenza di piccole squame biancastre; il fiore si presenta con calice a 4 brevi lobi, la corolla a 4 lobi con tubo inferiore ai 12 mm di lunghezza, che si riuniscono numerosi in racemi o pannocchie terminali e ascellari; il frutto è un drupa: l'oliva.

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-Olea europaea L. OLIVO

P caesp/P scap – Coltivato o naturalizzato di orig. Medit. - III-IV – Comunemente coltivato soprattutto per fini alimentari a volte inselvatichito.

Arbusto o albero assai ramificato con chioma ± globosa e corteccia grigiastra, alto da 5 a 15 m; foglie persistenti, coriacee, opposte, intere, con faccia inferiore argentea perchè coperta da piccole squame biancastre; i piccoli fiori – tetrameri a corolla biancastra di 4-5 mm e 2 stami – sono riuniti numerosi in contratti racemi ascellari; il frutto è una drupa (10-35 x 6-20 mm) ovata, verde e che diviene nerastra a maturità (l'oliva).

Habitat: coltivato soprattutto in collina, si ritrova anche inselvatichito in boscaglie e arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: in tutti i comuni del territorio, a volte inselvatichito.
  • Montalbano: Baroni 1897-1908: allo stato selvatico sul Montalbano (Somm. herb.); Gestri & Peruzzi 2013a: ampiamente coltivato, a volte inselvatichito.
  • Monteferrato: nuovi ritrovamenti: spesso coltivato nelle aree pedecollinari e a volte inselvatichito (2005) (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S): coltivato comunemente, spesso con rinascita spontanea.
  • Pianura: coltivato qua e là anche in zone di pianura, un po' in tutti i comuni.

NB: un tempo si contrapponevano in questa specie 2 varietà: var. europaea, la coltivata e var. sylvestris, la selvatica (quest'ultima a portamento arbustivo, rami spinescenti, foglie più piccole, ottuse e frutti ipotrofici).

 

Il genere Phillyrea

conta 3 specie presenti in area mediterranea e alla Canarie (2 indigene in Italia). Si tratta di alberelli o arbusti sempreverdi che si caratterizzano all'interno della Famiglia per avere le foglie opposte, coriacee, intere, verdi sulle due pagine; i fiori ermafroditi, tetrameri a corolla giallastra e riuniti in glomeruli ascellari lunghi al massimo 2 cm; il frutto è una drupa blu-nerastra a maturità, ad endocarpo secco e con 1 solo seme.

phi ang

-Phillyrea angustifolia L. LILLATRO SOTTILE

P caesp – Medit. occ. - II-V – Rara.

Alberello o arbusto alto 1-4 m, assai ramificato e che non forma mai un vero e proprio tronco; foglie opposte, intere, strette (3-15 X 20-80 mm) (da cui l'epiteto), a breve picciolo (3-8 mm), lucide e a nervature secondarie non salienti; i piccoli fiori – calice con tubo e 4 lobi ottusi, corolla a 4 lobi lunghi ca. 2,5 mm – sono riuniti in brevi racemi all'ascella fogliare; il frutto è una drupa globosa di ca. 6 mm, nero-bluastra a maturità.

Habitat: zone calde e assolate in area mediterranea (macchie, garighe ecc.)

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Parlatore 1888, Baroni 1897-1908: sub P. variabilis Timb. & Lor. var. latifolia L., var. media L., var. angustifolia L., ora sotto una,ora sotto l'altra di queste tre var., ad Artimino (Narducci in Parl.); Gestri & Peruzzi 2013a: Artimino, sopra il lago Montalbano e presso Verghereto (Carmignano).
  • Monteferrato: Parlatore 1888, Baroni 1897-1908: sub P. variabilis Timb. & Lor. var. latifolia L., var. media L.,var. angustifolia L., ora sotto una,ora sotto l'altra di queste tre var., nel M.Ferrato presso Prato (Narducci in Parl.); Biagioli & al 2002: ai Sassi Neri (Prato), Pineta di Bagnolo (Montemurlo).
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (S): sopra Figline intorno alle cave (Prato).

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-Phillyrea latifolia L. LILLATRO

P caesp (P scap) – Medit. - III-V – Localizzata, non particolarmente rara.

Arbusto o piccolo albero sempreverde, eretto a ramificazioni robuste e alto fino a 15 m (il legno non ha odore a differenza di Rhamnus alaternus, specie per altro molto simile!); le foglie (1-4 X 2-7 cm) con picciolo di 1-5 mm, sono opposte - le giovanili per lo più ovato cordate e ± dentellate, quelle adulte lanceolate e evidentemente seghettate - con nervature salienti e con quelle laterali inserite quasi ad angolo retto sulla mediana; i fiori – calice piccolo a 4 denti brevi; corolla a tubo corto e 4 petali bianco-rosati – sono riuniti in brevi grappoli ascellari di 5-7 unità; il frutto è una drupa di 7-10 mm rotondeggiante, ombelicata, che vira dal rosso al nero a maturità.

Habitat: boschi termofili di latifoglie (macchie).

Distribuzione sul territorio:

  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1947; Gestro & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gesri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998; Biagioli & al. 1999 (sub Fillirea): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Parlatore 1888, Baroni 1897-1908: sub P. variabilis Timb. & Lor. var. latifolia L., var. media L., var. angustifolia L., ora sotto una,ora sotto l'altra di queste tre var., ad Artimino (Narducci in Parl.); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Parlatore 1888, Baroni 1897-1908: sub P. variabilis Timb. & Lor. var. latifolia L., var. media L.,var. angustifolia L., ora sotto una,ora sotto l'altra di queste tre var., nel M. Ferrato presso Prato (Narducci in Parl.); Fiori 1914; Messeri 1936 (sub P. l. L. var. stroblii Fiori; Ricceri 1993; Biagioli & al. 2002: in ambiente ofiolitico e non (Prato, Montemurlo); 2 Roma-Marzio & Gestri erb. PI 11-1-17: Monteferrato, versante orientale del Monte Piccioli.
  • -Monte Le Coste: Tozzi 1998: Natreta (Prato); Gestri & Peruzzi 2013b (S): Natreta (Prato).

 

 

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