Orchidaceae

FAMIGLIA ORCHIDACEAE

 

Questa Famiglia, a distribuzione cosmopolita ma maggiormente concentrata ai tropici, per numero di specie è seconda solo alle Asteraceae. Se ne conoscono oltre 20.000 raggruppate in molto più di 800 generi, e questo senza considerare l'enorme numero di “ibridi” e “cultivar” ottenuti in coltivazione da appassionati orchidofili e giardinieri. Si tratta di piante erbacee perenni con radici sotterranee nel nostro Continente (ed è di queste che tratteremo di seguito), mentre le specie tropicali sono in gran parte epifite, ovvero con radici aeree. Nelle specie europee l'apparato radicale si presenta in forma di bulbi o tuberi; le foglie, con poche eccezioni, sono semplici, intere e parallelinervie (basali e/o cauline), nelle specie saprofite sono ridotte a squame o guaine; i fiori, ermafroditi e zigomorfi, dotati ciascuno di una brattea e spesso di sperone basale, sono costituiti da 6 tepali disposti in 2 verticilli: i tre esterni simili fra loro, gli interni due simili ed uno (normalmente rivolto in basso) di conformazione e colore particolare, detto labello; antere e stimma sono posti su una colonnina rappresentata dalla fusione dei filamenti e degli stili (=ginostemio); infiorescenza a spiga o racemo terminale; il frutto è una capsula ricchissima di piccolissimi semi.

 

Il genere Anacamptis

ha distribuzione europea, N-africana e W-asiatica e conta una trentina di specie (10 più 3 ibridi in Italia). Le piante di questo genere, autotrofe, si caratterizzano per la radice bulbosa (due tuberi ovoidi interi), il fusto eretto, le foglie lanceolate, verdi, parallelinervie, sia basali che cauline (sempre più di 2), l'infiorescenza spiciforme, i fiori con brattee membranose, e dotati di 2 retinacoli, labello non pigmentato di giallo, senza strozzature trasversali e con sperone breve (ma superiore a 3 mm), conico-cilindrico e non rivolto bruscamente in basso. Si differenziano dalle affini specie del genere Orchis per il lobo mediano del labello che è intero e non bifido, inoltre per la presenza, sempre sul labello, di due lamine erette ben evidenti dove si apre lo sperone.

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-Anacamptis coriophora (L.) R.M.Bateman, Pridgeon & M.W.Chase ORCHIDEA CIMICINA

G bulb – Euro-Medit. - III-VI – Non comune.

Erbacea bulbosa, a fusto eretto, alta 15-40 cm; foglie lanceolate (lunghe fino a 10 cm) e parallelinervie, sia basali in rosetta che cauline, queste via via ridotte verso l'alto; infiorescenza spiciforme ± allungata e multiflora (15-30 unità); fiori da noi dolcemente profumati di vaniglia, colorati di striature porporine (o verdastre) su fondo bianco, hanno brattee marginalmente biancastre e maggiori dell'ovario, soprattutto le inferiori; i tre tepali esterni e i 2 superiori interni sono riuniti in alto in una specie di casco acuminato terminante a forma di becco, mentre il labello, di ca. uguale lunghezza, è rivolto in basso, papilloso e trilobo, con il segmento mediano più lungo e più stretto dei laterali ed apicolato; sperone sacciforme e arcuato verso il basso; ginostemio roseo-violaceo e apicolato.

Habitat: prati, radure, incolti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis coriophora L.); Biagioli & al. 1993 (sub Orchis coriophora L.): Vaiano; Gestri 2009 (sub Orchis coriophora L.) e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis coriophora L.); Biagioli & al. 1993 (sub Orchis coriophora L.): Carmignano; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998 (sub Orchis fragrans Pollini); valico di Cerreto; Biagioli & al. 1999 (sub Orchis fragrans Pollini): a monte di Cerreto (Prato); Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Messina 2014 (sub A. coriophora subsp. fragrans (Pollini) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W.): provincia di Prato: sporadica con qualche popolamento numeroso a E e S, molto rara a O..

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-Anacamptis laxiflora (Lam.) R.M.Bateman, Pridgeon & Chase

G bulb – Euro-Medit. - III-IV -Non comune, ma a volte in popolazioni anche numerosissime.

Erbacea robusta, alta da 20 a 70 cm, con fusto eretto, verde e spesso violaceo in alto; foglie cauline da 3 a 8, lanceolate, lunghe 7-15 cm, acute e non maculate; le brattee sono fogliacee e spesso pigmentate di viola in alto; i fiori - relativamente grandi, violaceo-porporini con striature più scure e bianchi alla fauce e alla base del labello, con i tepali esterni eretti (o quasi), ovali e lunghi 7-14 mm, i due interni un po' più brevi e disposti a cappuccio, il labello lungo 8-12 mm e largo 12-18, per lo più maculato al centro e con i lobi laterali ripiegati in dietro e in basso – sono riuniti in infiorescenze  ± cilindriche, allungate a volte fino a 25 cm.

Habitat: prati, campi e radure con ristagno idrico prolungato, terreni paludosi ecc.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis laxiflora Lam.); Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis laxiflora Lam.): Vaiano; Foggi & Venturi 2009 (sub Orchis laxiflora Lam.): praterie; Gestri 2009 (sub Orchis laxiflora Lam.) e Gestri & Peruzzi 2016: Campo Melograno (Vaiano).
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri: Cassa di espansione dell'Ombrone (rara).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al 1999 (sub Orchis laxiflora Lam.): AMPIL Monteferrato (Montemurlo e Prato); Ricceri 2006 (sub Orchis laxiflora Lam.): colline a N di Prato; Gestri 2009b (sub Orchis laxiflora Lam.): Pratese in luoghi umidi; Biagioli & Messina 2014: molto sporadica con qualche popolamento numeroso a E e S, molto rara a O; appare in regresso per la scarsità e la scomparsa di ambienti umidi adatti.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis laxiflora Lam.), Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis laxiflora Lam.): Carmignano; Ricceri 2006 (sub Orchis laxiflora Lam.); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Baroni 1897-1908 (sub Orchis laxiflora Lam.): Prato al M.Ferrato (Mart.herb.); Fiori 1914 (sub Orchis laxiflora Lam.): citata al Monteferrato; Biagioli & al. 1999b: non ritrovata; nuovi ritrovamenti: Monteferrato (2019) Prato.
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998 (sub Orchis laxiflora Lam.); Biagioli & al. 1999 (sub Orchis laxiflora Lam.); Gestri & Peruzzi 2013b (c): schiarite e cespuglieti a W del passo di Cerreto.
  • Pianura a Poggi a Caiano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub Orchis laxiflora Lam.): ricchissimo popolamento al Poggetto.

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-Anacamptis morio (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase ORCHIDEA PAGLIACCIO

G bulb – Europ.-Caucas. - III-VI – Comune e diffusa.

Erbacea a fusto eretto, alta da 10 a 30 (-50) cm; foglie ellittiche, sia basali che cauline (2-4) abbraccianti il fusto; i fiori - debolmente odoranti, violacei, rosei o raramente bianchi, con brattee membranacee, violacee e superiori all’ovario; sepali esterni e superiori interni formanti un casco subgloboso e ottuso, segnato da striature nerastre parallele; il labello largo (trilobo o intero) e punteggiato di scuro al centro; lo sperone per lo più un po’ arcuato verso l’alto – sono riuniti in una breve infiorescenza terminale di 10-25 unità.

Habitat: prati, pascoli, radure boschive.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino pratese principale: Porciatti 1959 (sub Orchis morio L.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub Orchis morio L.): Limentra orientale; Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis morio L.); Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis morio L.): Cantagallo, Vernio; Venturi 2006 (sub Orchis morio L.): Limentra orientale; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: crinale sopra il Gallo di Vernio verso Montepiano (2021).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub Orchis morio); Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis morio L.); Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis morio L.): Prato, Vaiano, Cantagallo; Gestri 2009 (sub Orchis morio L.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al 1999 (sub Orchis morio L.): AMPIL Monteferrato (Montemurlo e Prato); Gestri 2009: Pratese; Biagioli & Messina 2014: una delle più comuni orchidee, sia come diffusione che come consistenza delle popolazioni.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis morio L.); Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis morio L.): Carmignano;
  • Monteferrato: Messeri 1936 (sub Orchis morio L.); Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis morio L.); Biagioli & al.1999b (sub Orchis morio L.), Biagioli & al. 2001 (sub Orchis morio L.) e Biagioli & al. 2002 (sub Orchis morio L.): diverse stazioni a varie quote sui versanti di Bagnolo (Montemurlo) e Galceti (Prato).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Pianura: Biagioli & al. 1999: argine del Bardena a N del ponte della Dogaia (Prato).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: dalla Collina a Schignano (2024).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis morio L.); Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis morio L.).

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-Anacamptis papilionacea (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase ORCHIDEA FARFALLA

G bulb – Euro-Medit. - IV-V – Abbastanza rara.

Erbacea di 10-50 cm, a fusto eretto spesso arrossato in alto; foglie carenate, lanceolate-lineari: le basali in rosetta e le cauline (via via decrescenti) alterne e  abbraccianti il caule; i fiori - da porporini a roseo-biancastri, con brattee membranacee, arrossate e un po' superiori all'ovario; tepali esterni non saldati fra loro, ovato-lanceolati e un po' più grandi di quelli interni, ambedue con striature più scure, si riuniscono in alto in un casco da raccolto a ± aperto; il labello è intero, spesso striato di linee rossastre su fondo bianco, e si allarga verso la base con margini crenulati e ai lati un po' piegati verso l'alto (a vaga somiglianza di una farfalla); sperone inferiore all'ovario, conico, rivolto in basso e leggermente ricurvo – sono riuniti in una spiga di 4-10 unità.

Habitat: prati, radure assolate e calde (tendenzialmente più “mediterraneo” delle specie congeneri del nostro territorio).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis papilionacea L.): Cantagallo; Gestri 2018: P. Torricella (Vernio); nuovi ritrovamenti: Terrabianca, Cicialba (2019) (Cantagallo); CAI 20 sopra Le Soda (2020) (Vernio).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis papilionacea L.); Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis papilionacea L.): Prato, Vaiano; Ricceri 1999 (sub Orchis papilionacea L.); Foggi & Venturi 2009 (sub Orchis papilionacea L. subsp. papilionacea: praterie della Calvana; Gestri 2009 (sub Orchis papilionacea L.) e Gestri & Peruzzi 2016: presso Casa Rossa (Prato); Monte Bologna (Vaiano).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al 1999 (sub Orchis papilionacea L.): AMPIL Monteferrato (Montemurlo e Prato); Gestri 2009 (sub Orchis papilionacea L.): nel Pratese in radure e arbusteti nelle zone più calde; Biagioli & Messina 2014: molto sporadica e sempre con pochi individui a E, O, S; Ricceri 2006 (sub Orc Salva il contenutohis papilionacea L.subsp. papilionacea): ambienti prativi di tipo xerico.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: sotto il cimitero di S. Martino in Campo (Carmignano).
  • Monteferrato: Biagioli & al. 1999b (sub Orchis papilionacea L.), Biagioli & al.2001 (sub Orchis papilionacea L.) e Biagioli & al. 2002 (sub Orchis papilionacea L.): un solo individuo su serpentino a monte dei Sassi Neri.
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b: rarissima in zona Le Sacca (Prato).
  • Pianura: Caruel 1860-64 (Parl.) (sub Orchis papilionacea L.): Poggio a Caiano.
  • Rilievi di Montemurlo: Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis papilionacea L.).

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-Anacamptis pyramidalis (L.) Rich. ORCHIDEA PIRAMIDALE

G bulb – Euro-Medit. - V-VII – Relativamente comune e diffusa.

Erbacea a fusto eretto, alta 20-60 cm, che si caratterizza rispetto alle congeneri del nostro territorio, per la fioritura un po’ più tardiva (da noi giugno-inizi di luglio), le foglie più sottili (le basali in rosetta e lunghe fino a 25 cm), i fiori più piccoli, di colore roseo-porporino e senza striature scure, a labello con 3 lobi di uguale lunghezza e il centrale un po' più stretto, sperone sottile e molto lungo (10-16 mm), con all'imbocco due evidenti lamina verticali, infiorescenza di forma piramidata (da cui il l'epiteto specifico!) ± allungata, da 3 a 12 cm.

Habitat: prati, radure, arbusteti sia ± aridi che umidi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Fiori 1914 (sub Orchis pyramidalis); Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993: Prato, Vaiano, Cantagallo; Arrigoni & Bartolini 1997; Foggi & Venturi 2009: praterie; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb.); Biagioli & al 1999: AMPIL Monteferrato (Montemurlo e Prato); Gestri 2009b: Pratese in prati, radure e boschi chiari; Biagioli & Messina 2014: comune e spesso abbondante. Ricceri 2006 (sub Orchis papilionacea L.subsp. pailionacea): ambienti prativi di tipo xerico; Ricceri 2006: ambienti collinari.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (M. Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Monteferrato: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993;
  • Rilievi di Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993;
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: da Schignano a Migliana (2023), a W sopra la Briglia e fino a, Mulinaccio (2024).

Il genere Cephalanthera

conta una ventina di specie distribuite in Europa, Asia e N-Africa (3 in Italia). Le sue piante si caratterizzano per essere specie autotrofe a foglie cauline da erette a patenti, fiori inodori (o quasi), eretti o quasi, sessili (o subsessili) con brattee verdi e non nascondenti l'ovario, petali simili fra loro e lunghi meno di 3 cm, labello con un restringimento trasversale che lo divide in 2 parti (ipochilo basale concavo ed epichilo distale ricurvo) a faccia superiore glabra e con sperone assente o assai ridotto; la colonna stilare è eretta e sono assenti rostello, viscidi e borsicole; infiorescenza a spiga terminale.

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-Cephalanthera damasonium (Mill.) Druce CEFALANTERA BIANCA

G rhiz – Euro-Medit. - V – Non comunissima.

Erbacea a fusto eretto, alta 20-60 cm; foglie cauline lunghe da 4 a 10 cm da ovate a lanceolate e sostituite alla base da 2-4 guaine brunastre; i fiori - di colore bianco-crema, dotati di brattee verdi decrescenti verso l'alto; tepali di 1-2 cm di lunghezza e conniventi fino a chiusi sull'antera di aspetto globoso (ovvero “cefalico”, da cui il nome del genere); labello più breve dei tepali, diviso in ipochilo ed epichilo e dotato di 5 creste giallo-aranciate; ovario glabro e sessile - sono riuniti in infiorescenza a spiga di 3-16 unità e lunga fino a più di 10 cm.

Habitat: boschi termofili di latifoglie (soprattutto oltre una certa altitudine).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: a N dell' Alpe di Cavarzano zona umida (2018), presso P. di S. Giuseppe (2018), sopra F. Romito in faggeta verso l’Alpe (CAI 23) (2019), sopra Montecuccoli (2020) (Vernio); da  Usella verso il Santo, da Migliana alle Cavallaie (2021), Terrabianca, sopra il Taberbacolo Gavigno (2022) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993: Prato, Vernio, Cantagallo; Ricceri 1999; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998: AMPIL del Monteferrato; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato in boschi di latifoglie nella parte collinare tra 250 e 500 m di altitudine; Gestri 2009: territorio pratese zone nemorali; Biagioli & Messina 2014.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 1999b; Biagioli & al. 2001;  Biagioli & al. 2002: pochi individui nella Pineta di Bagnolo nella zona di contatto fra ofioliti e argille.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (M. Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992.
  • Rilievi a W di Vaiano: Biagioli & Gestri 1993.

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-Cephalanthera longifolia (L.) Fritsch CEFALANTERA A LUNGHE FOGLIE

G rhiz – Eurasiat. - IV-VI – Non molto comune.

Erbacea rizomatosa elegante e slanciata, a fusto eretto, alta 10-80 cm; foglie cauline alterne in numero di 4-12, lineari-lanceolate ed eretto-patenti (lunghe 7-20 cm), con alla base del caule 2-4 guaine biancastre; i fiori – perigonio bianco-latteo e un po' meno richiuso sulle antere rispetto a C. damasonium, con brattee più brevi dell’ovario, tepali (1-1,5 cm) esterni lanceolati e acuti e gli interni più brevi e ottusi ; il labello è diviso trasversalmente in due parti da una strozzatura e al centro presenta striature giallastre; manca lo sperone – si riuniscono in un’infiorescenza cilindrica ± lassa di 4-20 o più unità.

Habitat: boschi di latifoglie e cespuglieti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993: Vernio; Venturi 2006: Limentra orientale; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovameti: versante E del M. Cicialba (2021), sopra Roncomannaio (2022) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub C. ensifolia); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Biagioli & Gestri 1993: Prato, Vaiano, Cantagallo; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999: AMPIL de Monteferrato; Gestri 2009: territorio pratese zone nemorali; Biagioli & Messina 2014.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993: Carmignano, P. a Caiano; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 1999b; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: come C. damasonium.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (M. Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993.

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-Cephalanthera rubra (L.) Rich. CEFALANTERA ROSSA

G rhiz – Eurasiat. - V-VII – Non rara.

Erbacea alta 20-60 cm, a fusto eretto, esile, in basso con alcune guaine brunastre; foglie cauline da oblungo-lanceolata a lanceolate in numero di 5-8; i fiori, caratteristicamente porporini, - aperti, più lunghi delle brattee soggiacenti; tepali esterni (17-25 mm) patenti e lanceolato acuminati, gli interni (15-20 mm) conniventi; labello lungo come i tepali esterni ad epichilo acuto con 7-9 strie giallastre; sperone assente; ovaio pubescente – sono riuniti in una spiga di 2-12 unità per una lunghezza anche superiore ai 10 cm.

Habitat: boschi di latifoglie e arbusteti, radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino pratese principale: Gestri & Biagioli 1992; Arrigoni & al. 2001:riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; Gestri 2018: Cantagallo, Vernio; nuovi ritrovamenti: dal L. Verde a Migliana, CAI 16 vers. S.Ippolito (2019), dall'Acqua  verso Treppio (CAI 19) (2020),  sotto il Cicialba (Terrabianca) (2021); dal Tabernacolo di Gavigno verso Fossato (2023) (Cantagallo); sopra il Gorandaccio (2019), Stancalasino, sopra Le Soda (2022) (Vernio).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Gestri & Biagioli 1993: Pratese in ambienti nemorali soprattutto nell'area del castagno e del faggio (Cantagallo, Montemurlo, Prato, Vaiano e Vernio); Biagioli & al. 1999: AMPIL el Monteferrato; Gestri 2009: nemorale
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Messeri 1936; Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al.1999b; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: come le altre due specie congeneri ed in un altro bosco del basso versante occidentale.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi a W di Vaiano: Baroni 1897-1908: M. Javello (Somm. herb.).

Il genere Dactylorhiza

conta un'ottantina di specie a distribuzione europea, asiatica e N-americana (9 indigene con diverse sottospecie in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni, molti simili a quelle del genere Orchis (di cui facevano parte fino a non molti anni fa) e Anacamptis: se ne distinguono soprattutto per l'apparato radicale rappresentato da rizotuberi di forma ± palmata (dactylorhiza = radice a forma di dita) invece che da 2 bulbi ovoidi e le brattee superanti generalmente l'ovario (almeno le inferiori)..

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-Dactylorhiza insularis (Sommier) Landwehr

G bulb – Medit. occ. - IV-V – Rarissima.

Erbacea a fusto eretto e fistoloso, alta 20-50 cm; foglie verdi e non maculate, lanceolato-oblunghe le basali, lanceolato-acuminate le cauline (da 3 a 7 e di lunghezza decrescente); fiori di colore giallo (a tratti ± pallido), spesso con base del labello maculato di rosso, brattee fogliacee e superanti l'ovario e in basso anche il fiore, tepali esterni patenti, gli interni conniventi a cappuccio, labello trilobato con lobo medio ottuso e più piccolo, sperone conico, uguagliante l'ovario e ± orizzontale.

Habitat: boschi termofili di latifoglie (almeno nel Pratese).

Distribuzione sul territorio:

  • Poggio alle Croci: Biagioli & Gestri 1992, Gestri & Biagioli 1992, Biagioli & Gestri 1993, Gestri & Biagioli 1998; Biagioli & al. 1999, Ricceri 2006; Gestri2009; Gestri & Peruzzi 2013b: presso Cerreto in un bosco ceduo di castagno a circa 380 m slm.; Biagioli & Messina 2014: almeno momentaneamente scomparsa.

PS: ricordo con dolce soddisfazione quando incontrai per la prima volta questa pianticella, che avrebbe rappresentato una delle prime rarità floristiche da me scoperte. Era la fine dell'inverno di circa 35 anni fa, in una radura fra i castagni individuai alcune foglioline che mi sembrarono subito appartenere ad un'orchidea: ne seguii lo sviluppo quasi settimanalmente, finché la bella fioritura non me ne svelò il nome!

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-Dactylorhiza maculata (L.) Soó subsp. fuchsii (Druce) Hyl.

G bulb – Eurasiat. - V-VII – Abbastanza comune.

Erbacea a rizotuberi divisi in forma di dita di una mano, fusto pieno, eretto, alta 15-70 cm; le foglie (in numero di 5-10) si presentano alterne, lanceolate-acuminate, verdi e superiormente maculate di bruno (da cui l'epiteto specifico); le brattee sono più lunghe dell’ovario; i fiori bianco-rosei e striati di rosso – tepali esterni laterali patenti, il centrale e gli interni disposti a cappuccio; il labello è trilobato (il lobo centrale più lungo e stretto dei laterali) e più largo che lungo; lo sperone (6-9 mm) ± orizzontale o rivolto un po' verso il basso è generalmente più breve dell'ovario – sono riuniti in un'infiorescenza terminale di 15-50 unità, lunga 5-10 cm, densa, di forma conica, che poi allungandosi si fa cilindrica.

Habitat: prati, radure boschive, arbusteti solitamente nel piano collinare e montano.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub Orchis maculata L.): Montepiano (Somm. herb.); Gestri & Biagioli 1992 (sub D. saccifera (Brongn.) Soó ); Biagioli & Gestri 1993 (sub D.saccifera (Brongn.) Soó ): Vernio, Cantagallo; Venturi 2006 (sub D. fuchsii (Druce) Soó ): Limentra orientale; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: dall'Acqua alla Rasa (2007) (Cantagallo), Alpe di Cavarzano (2018) (Vernio); nuovi ritrovamenti: presso Migliana (2020), sotto P. Pescine, sopra S. Ippolito. (2021) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Orchis maculata); Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Biagioli & Gestri 1993 (sub D.saccifera (Brongn.) Soó ): Prato, Vaiano, Cantagallo; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub D. saccifera (Brongn.) Soó ); Biagioli & al. 1999 (sub D. m. (L.) Soò sl): AMPIL del Monteferrato (Prato, Vaiano, Montemurlo); Gestri 2009b: nel Pratese: nemorale, prati e radure (per lo più) sopra una certa altitudine; Biagioli & Messina 2014: abbastanza comune nei boschi appenninici di latifoglie a N, più rara altrove.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub D. saccifera (Brongn.) Soó ); Biagioli & Gestri 1993 (sub D.saccifera (Brongn.) Soó ): Carmignano, P. a Caiano; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 1999b (sub D. m. sl): 1 esemplare su gabbro; Biagioli & al. 2002 (sub D. fuchsii (Druce) Soó ): 2 siti sul versante di Bagnolo (Montemurlo).
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998 (Sub D. m. (L.) Soó sl) (M. Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (C): 1 sola pianta al valico di Cerreto nel 1997.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992 (sub D. saccifera (Brongn.) Soó ).

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-Dactylorhiza sambucina (L.) Soó ORCHISEA SAMBUCINA

G bulb – Europ.-Caucas. - V-VI – Abbastanza rara e localizzata oltre gli 800 m.

Erbacea a fusto eretto, alta 10-30 cm; foglie verdi non maculate, da 4 a 8, le basali obovato-lanceolate e le cauline lanceolate e via via più brevi; fiori gialli o porporini a volte maculati sul labello, brattee lanceolato-acute, almeno le inferiori più lunghe dell'ovario; tepali esterni patenti e gli interni conniventi a casco sul ginostemio; labello da intero, a smarginato, a trilobo, plicato longitudinalmente al centro; sperone conico, rivolto in basso ed eguagliante l'ovario; infiorescenza conica e poi allungata.

Habitat: prati, pascoli, radure boschive in montagna oltre una certa altitudine (800-900 m).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub Orchis sambucina L.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (Orchis sambucina L.): Limentra orientale; Gestri & Biagioli 1992 (sub D. latifolia (L.) H.Baumann et Kuenkele) e Biagioli & Gestri 1993 (sub D. latifolia (L.) H.Baumann et Kuenkele): crinale appennino di Prato (Vernio); Venturi 2006 (sub D. latifolia (L.) H.Baumann et Kuenkele): presso M. Scalette (Cantagallo); Gestri 2009b; Biagioli & Messina 2014: due sole popolazioni abbondanti in prati montani a N, verso il crinale appenninico; Gestri 2018: Appennino di Vernio e Cantagallo; nuovi ritrovamenti: sopra l'Alpe Cavarzano verso la Scoperta (2019), poco sotto il monte Scalette (2020) (Cantagallo).

 

Il genere Epipactis

conta da 80 a 90 (o ancora di più per AA) specie, distribuite principalmente in Eurasia e con alcune nel N-Africa e nel N-America (una quarantina in Italia). Si tratta di piante autotrofe che, all'interno della Famiglia, si caratterizzano per avere le foglie verdi soprattutto cauline, i fiori dotati di pedicello e spesso penduli, tepali esterni inferiori a 3 cm e liberi, labello con strozzatura centrale che lo divide in 2 parti, ipochilo spesso concavo (prossimale) ed epichilo per lo più piatto e tubercolato (distale), privo di sperone, l'ovario non è ritorto. La radice, orizzontale o verticale, è un rizoma con numerose barbe carnose; l'infiorescenza è rappresentata da un racemo terminale ± allungato, a fiori ± numerosi.

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-Epipactis helleborine (L.) Crantz ELLEBORINA COMUNE

G rhiz – Paleotemp. - VI-IX – Relativamente comune.

Erbacea a fusto eretto, a volte assai robusta, alta 20-90 cm; 4-12 foglie lunghe più degli internodi (fino a 10 cm), lanceolato-acuminate, verde-scure; brattee fogliacee superiori ai fiori (almeno le inferiori); i fiori, penduli o orizzontali – tepali esterni (9-15 x 5-9 mm) verdastri spesso striati di porpora, gli interni un po' più piccoli e pure verdastro-porporini; labello circa del colore dei tepali e rosso scuro alla base dell'ipochilo concavo, epichilo di forma triangolare con apice rivolto in basso e indietro, spesso striato di viola o di porpora; sperone assente; rostello con viscidi evidenti – sono riuniti in infiorescenza densa, spesso composta di numerose unità (fino a 100!).

Habitat: radure boschive, prevalentemente (ma non solo) di latifoglie.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub E. latifolia All.): Montepiano (Car. herb., Somm. herb.); Porciatti 1959 (sub E. latifolia All.): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub E. latifolia All.): Limentra orientale; Gestri & Biagioli 1992; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: a Badia e a S. Stefano (2014), strada sopra l’Alpe verso il Sasso Bibbio e la Scoperta (2018) (Vernio); sentiero CAI 00 sopra Acquiputoli e verso la Rasa, presso Gavigno, Roncomannaio (2019), CAI 52 versante Cicialbadall'Alpe di Cavarzano verso il crinale (2020), dalle Scalette verso il Tabernacolo di Gavigno, dagli Acquiputoli verso il Faggione di Luogomano (2024) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, P. a Caiano, Prato, Vaiano, Vernio; Ricceri 1998 e Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Montemurlo, Viano; Gestri 2009: nel Pratese, nemorale; Biagioli & Messina 2014: Pratese in ambienti boschivi.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993, Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992.

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-Epipactis microphylla (Ehrh.) Sw. subsp. microphylla ELLEBORINA A PICCOLI FIORI

G rhiz – Europ.-Caucas. - VI-VIII – Non particolarmente rara.

Erbacea spesso esile a fusto eretto, flessuoso e sottile, alta 10-40 cm; 3-10 foglie verde-grigastre, lunghe al massimo 20-25 mm (spesso assai di meno) e più brevi degli internodi, di forma ovato-lanceolata (più sottili le superiori), alterne e distanziate; brattee simili alle foglie, superanti gli ovari e via via ridotte verso l'alto; i piccoli fiori, penduli o quasi, spesso poco aperti, - tepali esterni ovato-acuminati, pubescenti e generalmente striati di porpora; gli interni simili, ma inferiori; labello con ipochilo concavo, verde-biancastro e arrossato, epichilo cordato, biancastro e rugoso, privo di sperone – sono riuniti in un racemo paucifloro (4-15 unità), lasso e spesso quasi unilaterale.

Habitat: sottobosco, radure, arbusteti a volte prati.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: sopra Migliana verso le Cavallaie (2020) (Cantagallo) strada per Gavigno, zona La Villa fra 525 e 649 m (2021) (Cantagallo); sopra il Gasperone (2023) (Vernio).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992;
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Gestri 2009: nemorale nel Pratese; Biagioli & Messina 2014; ambienti boschivi nel Pratese.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al. 1999b; pochi esemplari a marine stradale (Montemurlo); Biagioli & al. 2001; Biagioli & al.2002: pochi individui nella pineta di Bagnoli (Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi a W di Vaiano: Sommier 1890 e Baroni 1897-1908: boschi alla base del M. Javello.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992;

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-Epipactis muelleri Godfery ELLEBORINA DI MUELLER

G rhiz – C-Europ. - V-VII – Relativamente rara.

Erbacea a fusto gracile e breve rizoma, alta 20-60 cm; 5-10 foglie cauline abbraccianti il fusto, all'inizio quasi distiche, ovato-lanceolate, lunghe fino a 10 cm, progressivamente ridotte verso l'alto, patenti o quasi; fiori bratteati, peduncolati e ± penduli – tepali di 7-11 x 3-5 mm, gli esterni verde-giallastri, ovato-concavi e ± patenti, gli interni simili, ma biancastri e un poco più piccoli; labello con ipochilo concavo e porporino alla base, epichilo bianco-giallastro, cordato e un po' increspato sulla faccia superiore; sperone assente – sono riuniti in un'infiorescenza per lo più unilaterale, da lassa a ± densa, di 5-20 unità. La caratteristica che distingue questa specie da E. helleborine è essenzialmente l'assenza del rostello e la giunzione fra ipochilo ed epichilo assai larga.

Habitat: radure boschive, prati.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Montemurlo, Prato, Vaiano e Vernio (soprattutto in Calvana); Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Ricceri 2006: colline a N di Prato; Gestri 2009b: nel Pratese nemorale.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi di Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992;

 

Il genere Goodyera

conta una novantina di specie diffuse in quasi tutto il globo (1 indigena in Italia). Le sue piante si caratterizzano all'interno della Famiglia per l'apparato radicale stolonifero e privo di tuberi, da cui nascono molte rosette basali sterili ed alcune fertili (in minoranza); infiorescenza unilaterale o un poco spiralata (ma non francamente a spirale come in Spiranthes), con fiori, brattee e fusto coperti di peli ghiandolari; fiori, subsessili, a labello piccolo (inferiore a 5 mm e ai tepali), rivolto in basso, privo di sperone e con ipochilo concavo e epichilo piatto e triangolare.

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-?Goodyera repens (L.) R.Br. GODIERA STRISCIANTE

G rhiz – Circumbor. (da noi esotica naturalizzata) – V-VI – Molto rara o scomparsa.

Erbacea piccola (alta 5-20 (-25) cm) e gracile, a radice stolonifera che produce numerose rosette basali, la maggior parte sterili, composte di foglie picciolate, ovate, lunghe ca. 3 cm e a nervatura reticolata, fusto eretto e ghiandoloso come tutta l'infiorescenza; 2-7 foglie cauline, piccole e inguainanti il fusto; fiori bianchi, piccoli, bratteati e ghiandolsi – tepali esterni patenti con il mediano a cappuccio insieme agli interni (un poco più piccoli); labello senza sperone, con ipochilo concavo e epichilo piatto e triangolare – si riuniscono in un'infiorescenza ± densa, un poco spiralata o quasi unilaterale.

Habitat: da noi rimboschimenti a conifere (pino nero) oltre i 600 m.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino pratese principale: Biagioli & Gestri 1992, Gestri & Biagioli 1992, Biagioli & Gestri 1993, Gestri 2009Ricceri 2006: : due sole popolazioni in rimboschimenti a pino nero nel comune di Cantagallo sulla strada per Gavigno; Ricceri 2006: territorio di Cantagallo; Biagioli & Messina 2014 e Gestri 2018: non osservata da anni e quindi forse scomparsa per modificazioni ambientali.

Il genere Gymnadenia

conta una decina di specie distribuite in Asia ed Europa (3 in Italia). Le sue piante, autotrofe, si caratterizzano all'interno della Famiglia per la radice a tuberi palmato-lobati, il fusto con foglie in numero superiore a 2, i fiori sessili, colorati, con tepali di lunghezza inferiore a 3 cm, gli esterni patenti gli interni ed il superiore esterno a casco sopra il ginostemio (breve ed eretto); sono dotati di labello trilobo senza strozzatura trasversale e senza pliche basali all'apertura dello sperone, che appare sottile e lungo, brattee generalmente superiori all'ovario.

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-Gymnadenia conopsea (L.) R.Br. GINNADENIA DELLE ZANZARE

G bulb – Eurasiat. - V-VII – Non comune.

Erbacea, alta 20-100 cm, a tuberi un po' compressi e digitato-palmati, fusto eretto e foglioso (3-10 foglie lanceolato-acuminate, lunghe fino a 20 cm e via via più piccole verso l'alto); i fiori - odorosi, di colore rosato ± intensio o biancastri, con brattee superiori all'ovario; tepali di 3-7 mm, i laterali esterni patenti, gli interni ed il superiore esterno conniventi a casco; labello trilobo con lobo centrale più stretto e ottuso, sperone filiforme e lunghissimo (da cui l'epiteto conopsea = zanzara, poiché dotata di lungo pungiglione), rivolto un po' verso il basso – riuniti in una densa e lunga (7-30) infiorescenza a spiga cilindrica di 25-140 unità.

Habitat: prati, pascoli, radure boschive, scarpate.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Martelli herb.); P Venturi 2006: Limentra orientale; Biagioli & Gestri 1993; Gestri 2018: Cantagallo, Vernio; nuovi ritrovamenti: verso il Tabernacolo di Gavigno (2019) (Cantagallo); Alpe di Cavarzano e verso il paese di Cavarzano (2022), Monte Scalette (2021) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: nei comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Gestri 2009b: Pratese; Biagioli & Messina 2014: diffusa un po’ in tutti gli ambienti luminosi, ma localizzata in poche stazioni e mai abbondante.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993; Gestri & Peruzzi 2013a: rr boschetto sotto S. Martino in Campo (Carmignano).
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: un solo esemplare nel bosco dei Patriarchi (Montemurlo).
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (c): rr al passo di Cerreto.

 

Il genere Himantoglossum

conta una decina di specie distribuite in area mediterranea e atlantica (3 spontanee in Italia).  Si tratta di piante erbacee autotrofe, generalmente abbastanza robuste, caratterizzate dalle foglie cauline superiori inguainanti il fusto; infiorescenza senza peli ghiandolari; fiori dotati di brattee membranacee, tepali interni interi, labello senza strozzatura trasversale, rivolto in basso, trilobo con il centrale più lungo (a volte assai più lungo) ed i laterali a margine ondulato; sperone presente; ginostemio colonnare.

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-Himantoglossum adriaticum H.Baumann BARBONE ADRIATICO

G bulb – Medit.-Atl.(Euro-) - V-VII – Non raro.

Erbacea spesso assai robusta, a fusto eretto, alta 20-90 cm; foglie ovato-lanceolate, larghe fino a 3 cm e lunghe fino a 15, le superiori via via ridotte e abbraccianti il fusto; i fiori - inodori, con brattee lineari (lunghe ca. come l'ovario), pedicellati, bianco-verdastri, striati di rosso all'interno e sul labello; tepali ovati, gli esterni e gli interni conniventi a casco sul ginostemio; labello a tre lobi nastriformi con il centrale assai più lungo (fino a 6 cm) dei laterali (fino a 2,5 cm) e ondulati al bordo; sperone breve (2-4 mm) e rivolto in basso – sono riuniti in infiorescenza ± lassa di 12-40 unità.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri 2018: presso Montecuccoli (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; F. Olivieri e L. Pinzani 2021, 3 oss. Wikiplantbase#Toscana: a M. Buriano e tra i Centopini e i Bifolchi (Prato);
  • Localizzazioni generiche: Gestri & Biagioli 1992: Appennino pratese; Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Montemurlo, Prato, Vaiano; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Montemurlo, Vaiano; Gestri 2009b: Pratese: boschi chiari, radure, arusteti, prati.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano (raro).
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (c): Jucat. 2017, 2 oss. Wikiplantbase#Toscana: Prato; Jacopo 2021, 2 oss. Wikiplantbase#Toscana: Prato.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Sommier 1890 (sub H. hircinum Spreng.); al Barone; Baroni 1897-1908 (sub H. hircinum Spreng.): Prato nella macchia del Barone (Somm. II e herb.); Gestri & Biagioli 1992.

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-Himantoglossum robertianum (Loisel.) P.Delforge BARLIA DI ROBERT (farmacista-botanico francese del 1700-1800)

G bulb – Medit. - II-IV – Relativamente rara.

Erbacea robusta a fioritura precoce, con bulbi tubercolati e fusto eretto, alta 20-70 cm; le foglie si presentano lucide, ampiamente ovate (specialmente le inferiori) e acuminate, sia basali (ma non adagiate al terreno) che cauline; i fiori - odorosi, verdi ± striati di porpora soprattutto sul labello, dotati di grandi brattee verdi superiori in lunghezza ai fiori stessi; tepali esterni ed interni disposti a cappuccio sul ginostemio colonnare; labello (lungo 1,5-2 cm) a tre lobi, con il centrale più lungo e a sua volta diviso in 2 lobi ottusi, i laterali ondulati sul margine esterno e un po' ripiegati verso l'interno; sperone sacciforme breve – sono riuniti in una ricca infiorescenza cilindrica lunga 15-25 cm.

Habitat: radure boschive calde, margini stradali, incolti erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Biagioli & Gestri 1992 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter), Gestri & Biagioli 1992 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter), Biagioli & Gestri 1993 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter), Biagioli & al. 1999 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter): Prato; Ricceri 1999; Gestri 2009 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato; Romolini R., Sodi F., 2010 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter): Calvana meridionale; nuovi ritrovamenti: a Fabio (2024) (Vaiano).
  • Localizzazioni generiche: Gestri 2009 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter): Pratese in cipressete chiare, pure o miste a roverella; Biagioli & Messina: Pratese habitat preferito le cipressete di bassa quota, a volte in popolazioni numerose, specialmente a E; rara a O; in espansione.
  • Montalbano: nuovi ritrovamenti: presso via delle Ginestre (Carmignano) (2024).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter): rr a M. Buriano e Passo di Cerreto.
  • Pianura: oss. G. Gestri 2016 Wikiplantbase#Toscana: via Pistoiese presso l'incrocio,o con via Palarciano (argine torrente) (2016) (Prato).
  • Rilievi di Montemurlo: Biagioli & al. 1999 (sub Barlia robertiana (Loisel.) Greuter): rara sotto la Rocca; oss. G. Gestri 2023 Wikiplantbase#Toscana: Fattoria Javello.

N.B.: la specie sembra in espansione sul nostro territorio! A volte si può incontrare una sola pianta in una nuova localizzazione, ma che poi scompare nel giro di uno o pochi anni!

 

Il genere Limodorum

conta 4 specie diffuse in Europa e Asia occidentale (3 indigene in Italia, una di recente riconoscimento specifico). Si tratta di piante eterotrofe (micorriziche per tutto il ciclo vitale), di solito abbastanza robuste, quasi prive di clorofilla, mascherata da un pigmento violaceo; presentano radici a breve rizoma, foglie ridotte a piccole squame sul fusto eretto; i grandi fiori sono riuniti in un lasso racemo ed hanno i tepali liberi e più o meno aperti, con gli esterni più lunghi di 1 cm, il labello (da lungo ad assente o quasi) è rivolto verso il basso.

 

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-Limodorum abortivum (L.) Sw. FIOR DI LEGNA

G rhiz – Euro-Medit. - IV-VI – Non comune, ma diffusa.

Erbacea robusta, violacea su fusto (eretto) e scaglie fogliari, alta 20-100 cm, dotata di un breve rizoma e di numerose e spesse radici; infiorescenza lassa, lunga 15-30 cm e composta da 4-25 grandi fiori, bianchi striati ± intensamente di viola, con brattee più lunghe dell'ovario; tepali (di ca. 2 cm) liberi, gli esterni laterali patenti, il centrale rivolto in avanti quasi cappuccio sul lungo e robusto ginostemio giallo-arancio, gli interni più piccoli rivolti in fuori; labello inferiore ai tepali (fino a 1,7 cm), con restringimento trasversale; l'ipochilo è triangolare a margini revoluti e rivolto in basso; lo sperone si presenta discendente, cilindrico e lungo fino a 15 mm.

Habitat: radure boschive termofile, fino a oltre 1000 m.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: da Cavarzano all' Alpe (2019), fonte di Canapale (sent. 23 Cai), sopra Le Soda (2020), dall'Alpe alla Scoperta (2022) (Vernio); Terrabianca (2018), Monte Scalette (2019) (Cantagallo).
  • Bargo del Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb.); Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Montemurlo, Vaiano; Gestri 2009b: nel Pratese soprattutto nemorale, ma anche in ambienti assolati.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936; Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al.1999b: anche su rocce serpentinose; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al 2002: qua e là anche sulle pietraie serpentinose.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992.

Il genere Neotinea

conta 6 specie, distribuite in Europa, Nord Africa, Asia e Caucaso (4 indigene in Italia). Si tratta di erbacee autotrofe, con le foglie superiori inguainanti il fusto; infiorescenza senza peli ghiandolari;  fiori con brattee membranacee, a tepali esterni disposti a casco, acuminati e divergenti, più brevi di 0,5 cm di lunghezza, labello rivolto in basso, senza strozzatura trasversale, trilobato (spesso con lobo centrale bilobato), a lobi laterali piani o quasi; sperone presente. Si differenzia dal simile genere Orchis per avere lo stimma con due piccoli segmenti rivolti in alto e la colonna del ginostemio breve (in Orchis stimma uniforme e colonna allungata).

neo m1

neo ma2

-Neotinea maculata (Desf.) Stearn. ORCHIDE MACCHIATA

G bulb – Medit. - III-V – Abbastanza rara.

Erbacea autotrofa a fusto eretto, abbastanza sottile e sinuoso, alta 10-30 cm; 3-6 foglie ovato-lanceolate, spesso maculate di bruno-porpora, le inferiori in rosetta (5-10 x 1-4 cm), le superiori più piccole e abbraccianti il fusto; i fiori - un poco odorosi, sessili, piccoli, verde-biancastri maculati di bruno-porpora, con brattee membranacee, inferiori all'ovario, a tepali esterni ovati, lunghi 3-4 mm, gli interni più stretti, tutti convergenti a formare un casco al di sopra del labello, che appare trilobo, con lobo centrale più grande e bifido, i laterali stretti, più brevi e divergenti all'esterno; corto sperone sacciforme (1-2 mm) – sono riuniti in densa spiga cilindrica, lunga fino a 7 cm.

Habitat: radure di bosco e di arbusteti, prati in aree assolate e calde.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992, Biagioli & Gestri 1993: 1 stazione nella Calvana meridionale (Prato); Gestri 2009, Gestri & Peruzzi 2016:  a Poggio Secco (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Gestri 2009b: nel Pratese nemorale; Biagioli & Messina 2014: Pratese, pochissime stazioni a O, E e S, in fitte cipressete o pinete.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: cipresseta a E di Bacchereto (Carmignano).
  • Monteferrato: Biagioli & al. 1999, Biagioli & al. 1999b, Biagioli & al. 2001, Biagioli & al. 2002 (sub Orchis intacta Link): versanti settentrionali sopra i 250 m (Monte Chiesino e M. Mezzano) (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S): rr ai Renai (Prato).

ne tri1

neo tr2

neo tr3

-Neotinea tridentata (Scop.) R.M.Bateman, Pridgeon & Chase ORCHIDEA TRIDENTATA

G bulb – Euro-Medit. - III-IV – Non rara.

Erbacea con radice a 2 rizotuberi ovoidi, fusto eretto, alta 10-40 cm; 4-8 foglie (1-2 X 5-10 cm) ovato-lanceolate, le inferiori in rosetta, le superiori via via ridotte e abbraccianti il caule; i fiori – bianchi, maculati o screziati di rosso, con brattee membranose acute e di poco inferiori all'ovario, tepali tutti riuniti a casco e gli esterni ad apici acuminati e divergenti (= tridentata!); labello di 6-9 mm, rivolto in basso, trilobo con lobi laterali più brevi ed il centrale a sua volta bilobato con denticello centrale; sperone conico, volto in basso e lungo ± come l'ovario, antere a logge parallele e di colore violaceo – sono riuniti in una ricca infiorescenza densa, da conica a globosa.

Habitat: prati, pascoli, radure chiare.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis tridentata Scop.); Gestri 2005 (sub Orchis tridentata Scop.): vers. NW del M. Cantagrilli, in loc. Le Selve (Prato); Gestri 2009 (sub Orchis tridentata Scop.), Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; Gestri 2005.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis tridentata Scop.): Montemurlo, Prato, Vaiano; Biagioli & al. 1999 (sub Orchis tridentata Scop.): AMPIL del Monteferrato: Prato, Montemurlo, Vaiano; Gestri 2009b (sub Orchis tridentata Scop.): Pratese prati e, più sporadicamente, boschi chiari; Biagioli & Messina 2014: Pratese, rara a O e S, più frequente a E..
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis tridentata Scop.); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis tridentata Scop.); Biagioli & al. 1999b (sub Orchis tridentata Scop.): un solo esemplare in pineta su gabbro (Montemurlo); Biagioli & al. 2001 (sub Orchis tridentata Scop.); Biagioli & al. 2002 (sub Orchis tridentata Scop.): 1 sola pianta nella pineta della Gretaia (Montemurlo).

neo us1

neo us2

ne us3

-Neotinea ustulata (L.) R.M. Bateman, Pridgeon & M.W. Chase ORCHIDEA BRUCIACCHIATA

G bulb – Europ.-Caucas. - V-VII – Non comune.

Erbacea spesso di piccole dimensioni, con radice a 2 rizotuberi ovoidi e fusto eretto, alta 10-35 cm; 3-5 foglie basali (1-2 X 4-8 cm) in rosetta, ovato-lanceolate e scanalate, e 2-4 cauline di dimensioni via via ridotte fino a guaine; fiori piccoli, con brattee triangolai ca. lunghe come l'ovario ritorto; rosso-porporini i caschi formati dai piccoli tepali conniventi (i fiori superiori in boccio addensati fra loro, di colore più scuro fino a nerastro-porporino: caratteristica distintiva evidente!) e labello (lungo fino a 4,5 mm) bianco, punteggiato di porpora, rivolto in basso, trilobo, con segmento mediano più lungo e più largo dei laterali e a sua volta bilobo; sperone breve e rivolto in basso; infiorescenza di 15-60 unità, all'inizio in denso cilindro e poi allungata.

Habitat: prati, pascoli, radi arbusteti sopra una certa altitudine (600 m).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006 (sub Orchis ustulata L.) e Gestri 2018: presso M. delle Scalette (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: M.Cicialba alle Pescine (2019), Roncomannaio (2020) (Cantagallo; verso Poggio di Petto (2020) (Vernio).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub Orchis ustulata L.), Biagioli & Gestri 1993 (sub Orchis ustulata L.): Vaiano; Gestri 2009b (sub Orchis ustulata L.): prati di crinale della Calvana oltre i 600-700 m slm; Gestri 2005 (sub Orchis ustulata L.): vers. NW del M. Cantagrilli, in loc. Le Selve (Prato); Gestri 2009 (sub Orchis ustulata L.) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano; Biagioli & Messina 2014: esclusiva delle praterie della Calvana (E) sopra i 700 m di quota.

neo x d1

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-Neotinea x dietrichiana (Bobenh.) H. Kretzschmar, Eccarius & H. Dietr. 

Raro ibrido fra Neotinea tridentata e Neotinea ustulata, di aspetto intermedio fra le due specie, ritrovato da chi scrive nel 2005 sui pascoli della Calvana di Prato in presenza delle due specie parentali. L'attribuzione a questa entità è stata dedotta da alcune osservazioni: a prima vista, la pianta ricordava N. ustulata, ma la taglia un tantino più “robusta” del solito, l'altitudine al limite di altitudine inferiore (ca. 700 m) per questa specie nel nostro terriotrio e la relativa precocità dell'antesi (ultima settimana di maggio), già mi sollevarono qualche dubbio su quella attribuzione. Osservando l'infiorescenza apaariva non francamente cilindrica e soprattutto in alto, dove i fiori non si erano ancora dischiusi, non si presentava poi così porporino-nerastra come al solito, ma più chiara; a fugare poi ogni dubbio che si trattasse del nostro ibrido, l'aspetto dei fiori: il casco tepalico si presentava caratteristicamente tridentato all'apice (come appunto in N. tridentata) e di colore intermedio fra le due specie parentali.

Habitat: prati pascolo sopra i 700 m slm.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2005 (sub Orchis x dietrichiana Bobenh.): vers. NW del M. Cantagrilli, in loc. Le Selve (Prato); Gestri 2009 (sub Orchis x dietrichiana Bobenh.), Gestri 2009b (sub Orchis x dietrichiana Bobenh.) e Gestri & Peruzzi 2016: Le Selve (Prato).

Il genere Neottia

conta una settantina di specie distribuite in Asia, Europa e N-America (alcune anche in Groenlandia) (3 indigene in Italia). In questo genere sono state incluse recentemente le specie appartenenti precedentemente al genere Listera (piante autotrofe). Si tratta di piante erbacee sia autotrofe (con 2 sole foglie cauline subopposte situate nel terzo inferiore del fusto, a piccoli, almeno nelle nostre piante, fiori verdi, a volte brunastri, con labello bi- o quadrilobato), sia eterotrofe (con radici ingrossate e aggrovigliate, foglie sostituite da scaglie prive di clorofilla e amplessicauli, con fiori bruno chiari, a tepali esteni inferiori a 8 mm e labello discendente bilobato a lobi divergenti).

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-Neottia nidus-avis (L.) Rich. ORCHIDEA NIDO DI UCCELLO

G rhiz – Eurasiat. - V-VII – Non particolarmente rara.

Erbacea eterotrofa (priva di clorofilla, di colore bruno ± chiaro, a volte tendente al giallastro, in simbiosi micorrizica) con breve rizoma a radici carnose fittamente intricate fra loro a somiglianza di un nido d'uccello (da cui il nome) e fusto eretto, alta 15-35 cm; foglie sostituite da 3-6 guaine squamiformi di 1-3 cm di lunghezza; i fiori – bratteati, glabri, a tepali (di ca. 5 mm) ovati e riuniti in un casco sul ginostemio, labello senza sperone, ma concavo al centro, rivolto in basso e un po' in avanti e terminante in 2 lobo ottusi divaricati, lungo 8-12 mm – sono riuniti in una densa infiorescenza (più lasso in basso) cilindrica, lunga 5-10 cm.

Habitat: boschi di latifoglie soprattutto in alta collina-montagna.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Martelli herb.); Gestri & Biagioli 1992 (Cantagallo, Vernio); Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (dalle Sorgenti Bisenzio a Cascina Le Barbe, Vespaio ecc), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo;Venturi 2006: Limentra orientale; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: dall'Acqua alla Rasa (2018), presso Gavigno (2019), sotto Poggio Pescine, Roncomannaio (2020) (Cantagallo); a N Alpe Cavarzano in zona umida (2018), sopra F. Romito in faggeta verso l’Alpe (CAI 23) (2019) (Vernio).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: (Cantagallo, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio); Ricceri 1993 e 1998: AMPIL del Monteferrato; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato (Prato, Montemurlo, Vaiano); Gestri 2009b: Pratese, nemorale.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monte le Coste: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (c): rr sopar Cerreto.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992.

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-Neottia ovata (L.) Bluff & Fingerh. LISTERA OVATA

G rhiz – Eurasiat. - V-VIII – Non particolarmente rara.

Erbacea autotrofa, alta 20-60 cm, a breve rizoma e fini radici carnose, fusto sottile, eretto, con, nel terzo inferiore, due grandi foglie ovate, subopposte e ± patenti, lunghe 5-10 cm; i piccoli fiori verdastri (a volte brunastri) – con brevi brattee inferiori al pedicello e triangolari; tepali esterni, ovati, e tepali interni, più sottili, lunghi 4-5 mm, patenti e rivolti in avanti; labello privo di sperone, discendente (dopo la fecondazione si ripiega un po' verso l'interno), lungo fino a 1,5 cm, bilobato a lobi ottusi all'apice e più o meno divergenti; ovario conico-globoso – sono riuniti in un'infiorescenza cilindrica non particolarmente densa, lunga anche più di 20 cm e composta da 20-80 unità.

Habitat: boschi, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): Montepiano (Martelli herb.); Gestri & Biagioli 1992 (sub Listera ovata (L.) R. Br.); Venturi 2006 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): Limentra orientale; Gestri 2018 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: castagneto da Cavarzano a Luciana (2018), presso P. di S. Giuseppe (2019) (Vernio); Roncomannaio, a NW di Cantagallo sponda torrente CAI 38 (2018), sopra Gricigliana (2022), sopra Alpe Cavarzano (2024) (Cantagallo). 
  • Calvana: Gestri 2009 (sub Listera ovata (L.) R. Br.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): Prato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub Listera ovata (L.) R. Br.): Carmignano.
  • Monteferrato: Messeri 1936 (sub Listera ovata (L.) R. Br. var. stenoglossa Peterm.); Biagioli & al. 1999b (sub Listera ovata (L.) R. Br.): relativamente frequente sui versanti settentrionali; Biagioli & al. 2002 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): stazioni ombrose e fresche di pinete ed ericeti soprattutto sui gabbri (Prato, Montemurlo); Biagioli & al. 2011 (sub Listera ovata (L.) R. Br.).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (sub Listera ovata (L.) R. Br.) (M. Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (sub Listera ovata (L.) R. Br.) (C/S).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): comuni di Cantagallo, Montemurlo, Prato, Vaiano,Vernio; Biagioli & al. 1999 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Ricceri 2006 (sub Listera ovata (L.) R. Br.): ambienti collinari; Gestri 2009b (sub Listera ovata (L.) R. Br.): Pratese, nemorale.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992 (sub Listera ovata (L.) R. Br.).

Il genere Ophrys

è assai diversamente considerato dai vari Autori, tanto che le specie ad esso attribuite variano da 30 ad oltre 200; la loro distribuzione è euro-mediterranea (una trentina di specie, moltissime sottospecie e alcuni ibridi in Italia). Si tratta di erbacee autotrofe, caratterizzate dall'apparato radicale a due bulbi ovoidi di 1-3 cm di lunghezza, dal fusto eretto, dalle foglie parallelinervie preseenti in numero superiore a 2 in ogni pianta, dai fiori bratteati, a tepali esterni inferiori ai 3 cm, con ginostemio a colonna,  due retinacoli distinti e soprattutto col labello a faccia superiore pelosa, con alcune aree glabre, pigmentate e variamente conformate (a mimare l'addome femminile degli insetti impollinatori), rivolto in basso e privo di sperone; l'infiorescenza è solitamente pauciflora.

NB: il particolare meccanismo di riproduzione dei fiori di questo genere fu compreso da C. Darwin (il “padre” dell'evoluzionismo) che intuì come la foggia del labello (ma anche il “profumo” - percepibile solo dagli insetti - e la pelosità) fossero in grado di mimare alla perfezione l'addome della femmina dell'insetto impollinatore (normalmente un vespide) che, attratto sul fiore per richiamo sessuale, si carica di polline che poi, nuovamente ingannato, depositerà su un altro fiore, provvedendo così alla fecondazione.

op api1

oph ap2

-Ophrys apifera Huds. VESPARIA

G bulb – V-VII – Euro-Medit. - Non particolarmente rara.

Erbacea alta 15-40 cm, a due rizotuberi globosi-oblunghi, con foglie parallelinervie ovato-lanceolate, 2-4 basali più larghe e 3-4 cauline via via più piccole ed inguainanti il fusto, che si presenta eretto; le brattee, erbacee, sono più lunghe dell’ovario; l’infiorescenza è lassa, allungata, terminale e costituita da 2-15 fiori; i tepali esterni, ovati, sono di colore bianco o roseo, i due interni, più piccoli, subtriangolari, roseo-verdastri e vellutati; il labello è più breve dei tepali esterni, suborbicolare, vellutato, di colore bruno-porporino con strie gialle e macula glabra con larga parte basale rosata; presenta tre lobi, i laterali più piccoli, conici e ripiegati, il centrale, si presenta a sua volta trilobato all’apice, ha un’appendice gialla revoluta all’indietro; il gimnostemio è flessuoso e ricurvo con apicolo riflesso.

Habitat: prati, radure, incolti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo (anche oltre i 1000 m); nuovi ritrovamenti: margine strada da Vernio a Cavarzano (2018), Gorandaccio (2020), Alpe Cavarzano (2021) (Vernio); dal L. Verde a S. Ippolito (presso il passo) (2018), sopra Roncomannaio (2020), M. Scalette (2021) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992: Carmignano; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano; a Montalgeto (Carmignano) una ventina di piante tutte “albine”.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 1999b: soprattutto su aree limitrofe su substrto argilloso e diaspro; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: pochi esemplari tra i 150 e i 200 m sul versante di Bagnolo ...altri all'ex-cava Guarino (Montemurlo).
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (c): passo di Cerreto.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio; Ricceri 1998: AMPIL Monteferrato; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo, ben rappresentata nei prati a Javello; Gestri 2009b: Pratese, radure, arbusteti, prati; Biagioli & Messina 2014: frequente in ambienti luminosi su tutto il territorio, fino a ca. 800 m di quota.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al. 1999 e Biagioli & al. 1999c (sub O. a. Huds. var. aurita Moggridge): ex-campi solari di Albiano.

op be1

op be2

op be3

-Ophrys bertolonii Moretti subsp bertolonii ORCHIDEA DI BERTOLONI (famoso botanico sarzanese (1775-1868) a cui si deve la prima flora italiana completa)

G bulb – Medit. - III-V – Non rara e localizzata.

Erbacea alta da 10 a 40 cm, a due bulbi ovati e fusto eretto; foglie lanceolate in rosetta basale e via via minori sul fusto; i fiori – tepali esterni rosei o bianchi e maggiori degli interni (lineari-lanceolati) concolori; labello di poco superiore ai tepali, lungo 13-18 mm ca., intero, con peluria bruno-scura e macchia scudiforme, lucida e blu-grigiastra, smarginato e terminato da un apicolo giallastro rivolto in alto; ginostemio acuminato e allungato – si riuniscono in una infiorescenza lassa di 2-8 unità.

Habitat: praterie, prati, garighe, radure, soprattutto su substrato calcareo (almeno da noi).

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub O. b. Moretti sl); Gestri 2009 (sub O. b. Moretti sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; .L. Pinzani 2021, oss. Wikiplantbase#Toscana: tra i Centopini e i Bifolchi (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993 (sub O. b. Moretti sl): comuni di Cantagallo, Carmignano, Prato, Vaiano: sui rilievi calcarei; Biagiioli & al. 1999 (sub O. b. Moretti sl): AMPIL del Monteferrato, rara nei comuni di Vaiano e Montemurlo e comune soprattutto sullo Spazzavento (Prato); Gestri 2009b (sub O. b. Moretti sl): Pratese, prati e radure; Biagioli & Messina 2014 (sub O. b. Moretti sl): esclusiva di ambienti luminosi calcarei.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub O. b. Moretti sl); Gestri & Peruzzi 2013b: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998 (sub O. b. Moretti sl); Gestri & Peruzzi 2013b (sub O. romolinii Soca).

op bo1

op bom2

-Ophrys bombyliflora Link OFRIDE DEI BOMBI

G bulb – Medit. occ. - III-IV – Rara.

Erbacea di contenute dimensioni in ogni sua parte (la più piccola fra le nostre ofridi), a fusto eretto, alta 10-25 cm; foglie lanceolate, lunghe 3-7 cm, in rosetta basale, 1 o poche cauline e abbraccianti il fusto; i fiori – brattee inferiori all'ovario, tepali verde-biancastri, gli esterni lanceolati e concavi, patenti e un po' rivolti in dietro, gli interni triangolari e assai più piccoli; il labello bruno ± scuro a grande cavità stigmatica circondata da un orletto, con lobi laterali patenti, situati in alto e fortemente pelosi, il mediano assai più grande revoluto, con apicolo rivolto in dietro e pelosità rada e soprattutto periferica, glabro sulla macula centrale poco evidente – sono riuniti in un'infiorescenza spesso povera (per lo più 2-4 unità).

Habitat: garighe, prati, incolti e radure calde e assolate.

Distribuzione sul territorio:

  • Rilievi di Montemurlo: Messina A., 2013, Biagioli & Messina 2014: nei prati di Guzzano (Montemurlo).
  • Pianura: oss. G. Gestri 2022 Wikiplantbase#Toscana:Tavola, giardinetto a margine strada in via Traversa il Crocifisso, ca. al numero civico 53 (Prato), una trentina di piante, molte in fiore.

op ex

oph ex1

oph ex2

-Ophrys exaltata Ten. subsp. montis-leonis (O.Danesch & E.Danesch) Soca OFRIDE TIRRENA

G bulb – Edem. Ital. - III.IV – Molto rara e in regresso.

Erbacea alta 10-40 cm a fusto eretto; foglie lanceolato-acuminate basali e cauline, queste ultime inferiori ed avvolgenti il fusto; i fiori – brattee più lunghe dell'ovario; tepali di colore da rosato-violaceo a bianco-verdastro, gli esterni patenti, un po' incurvati in avanti, ottusi e assai più larghi e poco più lunghi degli interni che sono quasi dritti; labello per lo più intero, a pelosità bruno-rossastra e ampia macchia glabra e lucida, a forma variabile, ad “H” o a “X”, a volte marginata di bianco; assenza di gibbi basali; apicolo giallo e rivolto in avanti o in basso; cavità stigmatica ovata con pseudo-occhi lucidi e scuri; ginostemio proiettato in avanti e lungo ca. la metà del labello – sono riunti in infiorescenza lassa di 3-10 untà.

Habitat: radure di bosco termofilo di latifoglie o cipresso (almeno da noi), al di sotto dei 250 m.

Distribuzione sul territorio:

  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1992 (sub O. tyrrhena Goelz & Reinhard): Poggio Alto; Gestri & Biagioli 1992 (sub O. tyrrhena Goelz & Reinhard); Biagioli & Gestri 1993 (sub O. tyrrhena Goelz & Reinhard); Gestri & Biagioli 1998 (sub O. tyrrhena Goelz & Reinhard); Biagioli & al 1999 (sub O. tyrrhena Goelz & Reinhard): AMPIL del Monteferrato; (sub Ricceri 2006 (sub O. exaltata Ten. subsp. tyrrhena (Golz & Rein.) Del Prete; Gestri & Peruzzi 2013b (c): rr. P. Alto. M. Buriano; Biagioli & Messina 2014.
  • Rilievi di Montemurlo: Biagioli & al 1999 (sub O. tyrrhena Goelz & Reinhard): AMPIL del Monteferrato; Ricceri 2006 (sub O. exaltata Ten. subsp. tyrrhena (Golz & Rein.) Del Prete.

Op fus1

op fu2

op fu3

-Ophrys fusca Link subsp. funerea (Viv.) Arcang. OFRIDE OSCURA

G bulb – NW-Medit. - III-IV – Relativamente rara.

Erbacea alta 10-30 cm, a fusto eretto; foglie lanceolate, le basali più grandi della cauline inguainanti il fusto; i fiori – brattee superiori all'ovario; tepali esterni verde-biancastri, lanceolati, concavi sul davanti, a margine riflesso, ± patenti, il superiore spesso piegato in avanti; tepali interni minori, rettangolari, di colore più scuro a volte brunastro, patenti; labello 7-11 mm, a pelosità bruno-scura, in alto (cavità stimmatica) e sul bordo giallo, con zona intermedia e macula sul violaceo; si presenta trilobo a lobo medio più grande e smarginato; ginostemio breve – si riuniscono in un'infiorescenza abbastanza contratta in alto, normalmente di 2-5 unità.

Habitat: garighe, radure chiare di bosco, prati (tendenzialmente calcicola almeno da noi).

Distribuzione sul territorio:

Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub O. f. Link sl); Ricceri 1999 (sub O. f. Link sl); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 (sub O. funerea Viv.): Prato, Vaiano.

Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993 (sub O. f. Link sl): Carmignano, Prato, Vaiano; Biagioli & al. 1999 (sub O. sulcata J.et P. Devillers-Terschuren): AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Gestri 2009b (sub O. fusca Link sl): Pratese, prati e radure; Biagioli & Messina 2014: Pratese, sporadica in ambienti calcarei a E, O e S..

Montalbano: Gestri & Biagioli 1992 (sub O. f. Link sl); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.

Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998 (sub O. f. Link sl); Gestri & Peruzzi 2013b (sub O. funerea Viv.) (C/S).

oph hol1

oph ho2

oph hol3

-Ophrys holosericea (Burm.f.) Greuter subsp. appennina (Romolini & Soca) Kreutz OFRIDE DELL'APPENNINO

G bulb – Endem. Ital. - IV-VI – Non particolarmente rara.

Erbacea abbastanza robusta, alta da 10 a 50 cm, a fusto eretto; foglie laceolato-acute, le basali maggiori e le cauline via via minori ed amplessicauli; i fiori abbastanza grandi – brattee erbacee, acuminate e superiori di poco ai fiori; tepali rosei o bianchi con gli esterni concavi e patenti, con linea centrale verdastra, molto più grandi degli interni, piccoli e triangolari; labello ampio, rivolto in basso, a pelosità bruno-porporina, con 2 gibbe basali, gialle medialmente, e la macula a varia conformazione; è terminato da un grosso apicolo giallo, dentellato, rivolto in avanti e in alto – sono riuniti in un'infiorescenza lassa di 2-10 unità. Sembra caratterizzarsi fra le altre sottospecie italiane, per la macula del labello limitata alla metà superiore, le gibbe acuminate e l'apicolo dentellato e rivolto in avanti ed in alto.

Habitat: radure di bosco e arbusteti chiari, prati, pascoli (da noi almeno soprattutto su calcare).

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Fiori 1914 (sub O. arachnites); Gestri & Biagioli 1992 (sub O. holoserica (Burm. fil.) Greuter); Gestri 2009 (sub sub O. fuciflora (F.W.Smhmidt.) Moench.) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub O. appennina Romolini & Soca): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993 (sub O. holoserica (Burm. fil.) Greuter): Montemurlo, Prato, Vaiano; Biagioli & al. 1999 (sub O. fuciflora (F.W.Smhmidt.) Moench. e O. tetraloniaea W. Teschner): AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Gestri 2009b (O. fuciflora (F.W.Smhmidt.) Moench. subsp. fuciflora e O. tetraloniaea W. Teschner): Pratese, prati, arbusteti, boschi chiari; Biagioli & Messina 2014 (sub O. h. (Burm.f.) Greuter subsp. holosericea e O. tetraloniaea W. Teschner).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub O. h. (Burm.f.) Greuter subsp. holosericea): Carmignano; oss. L. Peruzzi 2020 Wikiplantbase#Toscana: a E di Pietramarina (Carmignano).
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub O. fuciflora (F.W.Smhmidt.) Moench.): pochi esemplari nel versante SW di Bagnolo (Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 2009b (sub O.fuciflora (F.W.Smhmidt.) Moench.) (M. Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (sub O. appennina Romolini & Soca) (C/S).
  • Rilievi di Montemurlo: Sommier 1890 e Baroni 1897-1908 (sub O. arachnites Lam): presso Prato al Barone nella macchia; Gestri & Biagioli 1992 (sub O. holoserica (Burm. fil.) Greuter).

NB: sembra che la subsp nominale non esita in Italia (Romolini & Souche 2012) e che nel nostro territorio sia sostituita dalla subsp. appennina; inoltre anche O. tetraloniaea W. Teschner, segnalata per i rilievi di Montemurlo (Biagioli & al. 1999b), sia in realtà da riferire qui.

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op ins3

-Ophrys insectifera L. OFRIDE FIOR DI MOSCA

G bulb – Europ. - IV-VI - Abbastanza rara.

Erbacea a fusto eretto e per lo più gracile, alta 20-60 cm; foglie da 3 a 6, lanceolate, abbastanza grandi e radunate nella parte inferiore del fusto; i fiori sono assai caratteristici: brattee verdi e superanti l'ovario; tepali esterni bianco-verdastri, ovato-lanceolati e patenti, molto più grandi degli interni, filiformi, bruno-scuri e pelosi come il labello; quest'ultimo appare abbastanza sottile (rispetto alle altre ofridi nostrane), rivolto in basso, trilobato, a pelosità bruno-scura con, a volte, tonalità porporine; i lobi superiori, più piccoli dell'inferiore, sono rivolti in basso e leggermente all'esterno, il mediano è bilobo a segmenti più larghi dei lobi laterali e ottusi; la macula, all'incroci dei lobi, appare più chiara, bianco-azzurrina e glabra; ginostemio arrotondato, rossastro e abbastanza breve; infiorescenza lassa e allungata con 3-10 (-20) fiori.

Habitat: radure, margini stradali, incolti.

Distribuzione sul territorio:

  • Localizzazioni generiche: Ricceri 2006: colline a N di Prato; Gestri 2009: Pratese, bosco misto di cipresso; Biagioli & Messina 2014: Pratese: pochissime stazioni a E, S e O.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993: Carmignano; Ricceri 2006; Gestri & Peruzzi 2013a: a E del Pod. Canaiola (sotto Montalgeto), la colonia si molto ridotta di numero dopo i lavori di allargamento della strada.
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1998; Biagioli & al. 1999: rr a Cerreto; Gestri & Peruzzi 2013b: presso il passo di Cerreto.

NB: in Calvana questa specie è stata osservata solo a Poggio Sarto (Calenzano) (Gestri 2009, Gestri & Peruzzi 2016 ecc.).

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-Ophrys passionis Sennen ex Devillers-Tersch. & Devillers subsp. passionis OFRIDE DELLA PASSIONE

G bulb – Subendem. (presente, oltre che in Italia C e M, anche nel S della Francia e forse in Catalogna) – III-V – Rara.

Erbacea alta 20-60 cm, abbastanza robusta, a fusto eretto e fiori grandi (rispetto alle altre specie del “gruppo sphegodes"); foglie lanceolate, sia basali che cauline (via via minori salendo sul fusto); i fiori – brattee superiori all'ovario; tepali esterni verde-chiaro, i laterali patenti, acuti e lievemente rivolti in basso, il centrale ottuso e ripiegato in avanti; gli interni larghi, lunghi poco meno degli esterni, a margini fortemente ondulati, verdi o ± rosati; labello ampio e intero, smarginato in basso, gibbi poco evidenti, pelosità bruno-porporina (sul margine inferiore a volte giallastra), macchia ad “H” o a “X”, lucida e scuro-nerastra (o tendente al violaceo), a volte marginata di bianco – sono riuniti in un'infiorescenza di 5-15 unità. Come si accennava fa parte del “gruppo O. sphegodes”: si caratterizza per i fiori più grandi, i tepali esterni lievemente inclinati in basso, il labello lungo ca. 1 cm o poco più, subrotondo, con costante presenza di gibbosità basali, inoltre per la forma ed il colore della macula.

Habitat: per lo più situata vicino al mare su dune, garighe e margini stradali.

Distribuzione sul territorio:

  • Rilievi di Montemurlo: Biagioli & Messina 2014: 6 individui a margine di strada di Javello (Montemurlo), m 199 s.l.m. (Messina, 2012).

PS: l'epiteto specifico è legato al periodo di fioritura che spesso coincide con la Settimana Santa (la settimana della Passione del Cristo prima della Pasqua).

op spe

-Ophrys speculum Link OFRIDE SPECCHIO

G bulb – Medit. - III-V – Molto rara.

Erbacea per lo più piccola (alta 8-20 cm), a fusto sottile e con infiorescenza pauciflora (2-8 fiori); foglie lanceolate, basali e cauline, queste ultime via via decrescenti in lunghezza (spesso l'inferiore copre almeno la metà del fusto); i fiori presentano brattee poco più lunghe dell'ovario; tepali esterni verde-chiari con linee porporine, i laterali patenti e concavi, il centrale ripiegato in avanti sul corto ginostemio a coprirne la parte superiore; gli interni molto piccoli, triangolari e brubo-porporini; labello (10-15 mm) diretto verso il basso ed in avanti, trilobo, con i segmenti laterali assai più piccoli del centrale e rivolti un po' all'esterno; quest'ultimo obovato e un po' covesso; perifericamente il labello è contornato da pelosità bruno-porporina, con larga macula a triangolo isoscele glabra, lucida, di colore bluastro; sulla faccia interna dei lobi laterali giallo-verdastra come sul margine del segmento centrale.

Habitat: garighe, radure chiare, incolti erbosi, margini stradali.

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Nieri & al. 2013; Biagioli & Messina 2014: presso il valico del Pinone (Carmignano).

 

-Ophrys sphegodes Mill. sl

La maggior parte della bibliografia del nostro territorio riporta questa specie in maniera “unitaria”, ovvero senza la distinzione nelle varie sottospecie che sono state descritte successivamente. In attesa di una ricerca che faccia luce sull'esatta distribuzione delle varie subentità riporteremo sotto l'etichetta O. spegodes Mill. sl le segnalazioni più antiche: esse potrebbero corrispondere a ciascuna delle sottospecie di cui parleremo più sotto o addirittura ad altre non ancora osservate.

Erbacea a 2 rizotuberi ovoidali, fusto eretto, alta 10-50 cm; foglie basali e cauline via via decrescenti verso l'alto e amplessicauli; i fiori – brattee superanti l'ovario; tepali esterni verde-chiaro, giallastri o raramente rosati o biancastri, i laterali patenti, il superiore flesso ventralmente su un ginostemio ripiegato in avanti; gli interni ottusi, patenti e rivolti in alto, ondulati al margine e più piccoli degli esterni; labello con pelosità bruno-rossastra a volte marginata di giallo, subintero, un po' smarginato in basso con piccolissimo o

assente apicolo; con o senza gibbe basali, macula ± ad “H”, lucida, bruno-violacea, a volte marginata, pseudo-occhi verdastri e brillanti, a volte cerchiati – sono riuniti in una infiorescenza ± lassa di 2-15 entità.

Habitat: prati, garighe, macchie, incolti, margini stradali, radure boschive.

Distribuzione sul territorio:

Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Montecuccoli alla Dogana( 2018) (Vernio)

Calvana: Fiori 1914 (sub O. arachnites); Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009: Prato, Vaiano, Cantagallo.

Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato Vaiano; Biagioli & al.1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Gestri 2009b: Pratese, boschi, arbusteti, radure, prati, coltivi; Biagioli and Messina 2014: Pratese, preferisce ambienti luminosi e calcarei, è l’Ofride più diffusa nel territorio, in genere fino a 600-700 m di quota.

Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a; Carmignano, P. a Caiano,

Monteferrato: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al. 1999b; Biagioli & al. 2002: Prato, Montemurlo; Biagioli & al. 2001.

Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (Spazzavento); Gestri & Perzuzzi 2013b (C/S).

Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992.

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- - O. sphegodes Mill. subsp. subsp. classica (Devillers-Tersch. & Devillers) Kreutz OFRIDE CLASSICA

G bulb – Endem. ital. - II-V – Abbastanza comune.

Erbacea alta 20-40 cm, a fioritura precoce che si protrae anche a inizio maggio; si caratterizza soprattutto rispetto alle altre sottospecie per il labello subrotondo, leggermente trilobato, smarginato in basso con piccolissimo apicolo centrale e soprattutto dotato alla base di 2 evidenti gibbe; la macula ricorda una “X”, glabra e di colore bruno-porpora, sviluppata soprattutto in alto.

Habitat: c. s.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Peruzzi 2016 (sub O. classica Devillers-Tersch. & Devillers): Prato, Vaiano, Cantagallo; nuove osservazioni da foto: Poggio Secco (2007), Poggio Castiglioni (2008) (Prato); sotto Parmigno (2015) (Vaiano).
  • Montalbano: nuove osservazioni fotografiche: sotto la Serra (2009) (Carmignano)
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub O. classica Devillers-Tersch. & Devillers) (C/S); nuove conferme: inizio strada e più in alto, da Figline verso Cerreto (2025); sul crinale del M. Le Coste verso Cerreto, via delle Sacca loc. C. Rossa (2026) (Prato).
  • Rilievi sopra Montemurlo: nuovi ritrovamenti: da Montemurlo alla Fattoria di Javello qua e là (2023).

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- - O. sphegodes Mill. subsp. maritima (Pacifico & Soca) Kreutz OFRIDE MARITTIMA

G bulb – Endem. ital. - III-IV – Abbastanza comune.

Erbacea abbastanza robusta, alta 20-40 cm, a fioritura precoce (III-IV), che si caratterizza fra le altre sottospecie per i fiori relativamente grandi, a labello subrotondo, privo o quasi di gibbosità, a contorno brunastro e macula ± vagamente a “X”.

Habitat: c.s.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sentiero Cai 416 presso Malpasso a S di Sant'Ippolito (2021) (Cantagallo);
  • Calvana: nuove osservazioni fotografiche: Poggio Secco (2007) (Prato); P. di S. Leonardo (2008) (Vaiano); nuovi ritrovamenti: Poggio Secco (2026) (Prato).
  • Montalbano: nuove osservazioni fotografiche: Bacchereto (2010) (Carmignano); nuovi ritrovamenti: sotto il Pinone (2024) (Carmignano).
  • Monteferrato: nuovi ritrovamenti: via lungo la Bardena sulle estreme propaggini del Monteferrato (2026) (Prato).
  • Rilievi sopra Montemurlo: nuovi ritrovamenti: dalla Bicchieraia verso Reticaia (2024).

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- - O. sphegodes Mill. subsp. minipassionis (Romolini & Soca) Biagioli & Grünanger

G bulb – Endem. ital. - IV-V – Rara.

Erbacea a fusto robusto ed eretto, alta 10-40 cm, a fioritura tardiva (seconda metà IV e V), che si caratterizza fra le altre sottospecie per i fiori piccoli e poco numerosi nella lassa infiorescenza, tepali esterni laterali patenti e rivolti in basso, labello lungo 6-7 mm, privo o quasi di gibbosità basali, un po' rigonfio nella parte inferiore e con macula a “X” o a “U” invertito, acutamente angolato con il ginostemio.

Habitat: prati, radure luminose, per lo più su substrato calcareo.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino pratese principale: nuovi ritrovamenti: dal lago Verde a S. Poto (2024) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Romolini 2023: Poggio Cocolla, Fabio (Vaiano); nuovi ritrovamenti: sopra la Tignamica (2024) (Vaiano).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Biagioli & Messina 2014: ai Campi Solari.
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: alla Collina di Schignano (2024).

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-Ophrys tenthredinifera Willd. OFRIDE FIOR DI VESPA

G bulb – Medit. - IV-V – Rara.

Erbacea con 2 rizotuberi ovati, a fusto eretto, alta 10-40 cm; foglie lanceolate sia basali che cauline, quest'ultime via di dimensioni decrescenti e abbraccianti il fusto; i fiori – brattee lunghe più dell'ovario; tepali esterni largamente ovato-lanceolati, biancastre o rosate con linee verdastre, patenti e un po' concavi; gli interni assai più piccoli, pubescenti, triangolari, pure patenti e concolori (a volte un po' più scuri); labello discendente, a margini rivolti indietro e fortemente smarginato, con al centro un grosso apicolo ripiegato verso l'alto; pelosità gialla, più evidente intorno all'apicolo e alla periferia, nel centro bruno-porpora, con macula ad “H” o “U” bianca al margine e viola-brillante al centro; cavità stigmatica scura – sono riuniti in un'infiorescenza ± lassa di 2-8 unità.

Habitat: prati, garighe, macchie e radure luminose.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Biagioli & al. 1999c: Calvana meridionale, pendici di P. Secco (Prato); Gestri 2009b: un'unica pianta in arbusteto rado; Gestri 2009: la singola pianta di Poggio Secco di cui si era riverificata la fioritura per 10 anni è scomparsa ... una nuova stazione, di un singolo esemplare su prato di crinale a NE della Retaia; c’è da rimarcare l’altitudine oltre i 700 m s.l.m., la distanza dal mare e il limite settentrionale del suo areale; Biagioli & Messina 2014 (sub O. t. Willd. subsp. neglecta (Parl.) E.G. Camus); Gestri & Peruzzi 2016: versante SE della Retaia su prato di crinale.

NB: non riosservata recentemente!

-Ophrys x aschersonii De Naneuil (O. holosericea subsp. appennina x O. sphegodes subsp. classica) OFRIDE DI ASCHERSON

Trovata una sola pianta sui rilievi di Montemurlo (tra la Rocca e la Villa del Barone) e segnalata in Biagioli & al. 1999 per la prima volta; in Gestri 2009b è data come estinta e come dubbia in Biagioli e Messina 2014. È rimasta una sola immagine di questa entità per accertarne con sicurezza la validità sistematica.

 

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Foto da "Le verdi perle del Monteferrato" di Biagioli M., Gestri G., Acciai B. e Messina A. 1999.

-Ophrys x dyonisii P.Delforge (O. sphegodes subsp. classica × O. exaltata subsp. montis-leonis) OPRIDE di DYONISI

Anche di questa specie è stata trovata una sola pianta in una cipresseta sul versante medionale del M. Buriano (M. Le Coste di Prato) a ca. 200, dove convivevano anche ambedue le specie parentali. È stata segnalata per la prima volta in Biagioli & al. 1999, successivamente in Gestri & Biagioli 2008 come ritrovata; Biagioli & Messina 2014 la danno come entità dubbia e infine in Gestri & Peruzzi 2013b come estinta. Le immagini sembrano non poter escludere l'antica attribuzione a questa entità ibrida: sepali esterni verde chiari, labello (bruno-porporino) con gibbe basali evidenti = O. sphegodes subsp. classica; i tepali interni (rosati e a margine ondulato), l'apicolo ben manifesto, dentato e rivolto in avanti e il colore della macula (ad “H”) = O. exaltata.

 

Il genere Orchis

conta da 25 a 30 specie a distribuzione Eurasiatica e N-Africana (14 e qualche ibrido in Italia). Si tratta di piante erbacee autotrofe, a radice costituita da 2 rizotuberi ovati ravvicinati (da cui la denominazione Orchis = testicoli) e caratterizzate all'interno della Famiglia dalle foglie (a volte maculate) sia basali che cauline (poche), le infiorescenze senza peli ghiandolari, i fiori a brattee membranacee, il labello rivolto in basso, senza strozzatura trasversale (non diviso in epichilo ed ipochilo) a 3-4 lobi (il mediano spesso bifido, nel genere Anacamptis intero), senza due creste evidenti all'inserzione dello sperone (come nelle specie appartenenti al genere Anacamptis, per altro assai simili) sempre presente escluso in O. anthropophora (precedentemente quest'ultima apparteneva ad un genere a se stante: Aceras), i tepali esterni ± ravvicinati, ma mai a formare un casco chiuso con gli interni (interi), ginostemio a colonna allungata (nelle specie appartenenti a Neotinea la colonna è assai breve, inoltre lo stimma presenta due prolungamenti verso l'alto).

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Foto di B. Pierini

-Orchis antropophora (L.) All. BALLERINA; ORCHIDEA DEGLI IMPICCATI

G bulb – Medit.-Atl. - III-V – Assai rara.

Erbacea alta 10-40 cm, da noi spesso assai piccola (anche più bassa di10 cm) e gracile, a fusto eretto e occupato da una lunga e ± sottile infiorescenza cilindrica; foglie lanceolate acute, basali e 1-3 cauline via via ridotte e abbraccianti il caule; i piccoli fiori, a brevi brattee acuminate e molto simili a tanti piccoli uomini impiccati, presentano i tepali esterni e interni di colore giallo-verdastro striato di rosso, e riuniti a casco a mascherare il ginostemio; labello rivolto in basso, senza sperone, trilobo con i lobi laterali allungati, lineari e spesso arrossati ed il centrale stretto ed ancora più lungo, bilobato a sua volta e spesso arrossato al margine e sui lobi, con un piccolo apicolo al centro.

Habitat: prati e radure calde e luminose (soprattutto su substrato calcareo).

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992 (sub Aceras antropophorum (L.) R.Br. Ex Aiton fil.); Biagioli & Gestri 1993 (sub Aceras antropophorum (L.) R.Br. Ex Aiton fil.); Biagioli & al.1999 (sub Aceras antropophorum (L.) R.Br. Ex Aiton fil.); Gestri 2009; Gestri 2009b; Biagioli & Messina 2014; Gestri & Peruzzi 2016: Calvana meridionale (Prato).
  • Rilievi di Montemurlo: Biagioli & al. 1999 (sub Aceras antropophorum (L.) R.Br. Ex Aiton fil.): M. Lopi (APMF) (Montemurlo); Gestri 2009b; Biagioli & Messina 2014.

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-Orchis mascula (L.) L. subsp. mascula = Orchis ovalis F.W. Schidt * ORCHIDEA MASCHIA

G bulb – Europ.-Cauc. - IV-VI – Non rara.

*Secondo le più recenti acquisizioni (Giros 2024) O. mascula (L.) L. ss è rarissima in Italia (limitata a rare stazioni del N), le piante del nostro territorio andrebbero più correttamente riferite a O. ovalis F.W. Smidt.

Erbacea spesso robusta, alta 20-60 cm, a fusto eretto per lo più arrossato in alto; foglie oblungo-lanceolate, acuminate, a volte maculate, sia in rosetta basale, che sul cauline in basso; fiori - di colore roseo-violaceo ± intenso, bianca e maculata di porpora la parte centrale e basale del labello; brattee lanceolate, a volte porporine, lunghe come l'ovario o un poco meno; tepali ovato-lanceolati, i laterali esterni patenti, il superiore rivolto in avanti sul casco formato dai tepali interni che si presentano più brevi; labello grande, a tre lobi, di cui i laterali sono dentellati irregolarmente al margine, ottusi e rivolti in basso e all'esterno, il centrale più lungo, spesso bilibo e dentellato; sperone lungo ca. come l'ovario (ca. 1 cm o poco più), cilindrico, rivolto in dietro orizzontalmente o incurvato verso l'alto – sono riunti in un'infiorescenza cilindrica lunga 7-20 cm e costituita da 10-40 unità.

Habitat: prati e radure chiare soprattutto sul piano collinare e montano.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Biagioli & Gestri 1993 (sub O. m. L. sl): Vernio, Cantagallo; Venturi 2006 (sub O. m. L. sl): Limentra orientale; Gestri 2018 (sub O. m. L. sl): Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2018), Crocetta, strada per Montepiano (2023), dall'Alpe verso la Scoperta e alla Scoperta (2024) (Vernio); Scalette, sopra Luiccina (2020), sotto Cavagliano, sentiero dal P. di Treppio al parcheggio auto CAI 50 (2022) (Cantagallo); dal lago Verde a S. Poto (2024) (Vernio, Cantagallo).
  • Calvana: Baroni 1897-1908 (sub O. m. L. sl): sulle Calvane di Prato (Somm. herb.); Fiori 1914 (sub O. m. sl); Gestri & Biagioli 1992 (sub O. m. L. sl); Biagioli & Gestri 1993 (sub O. m. L. sl); Gestri 2009 (sub O. m. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: rarissima, sopra il Lago Montalbano.
  • Localizzazioni generiche: Gestri 2009b: Pratese, prati, arbusteti e boschi chiari sopra i 500 m.; Biagioli & Messena 2014: Pratese, presente soprattutto sopra 600-700 m s.l.m. nella parte appenninica (N) e sulla Calvana (E); una sola stazione a O (Monteferrato, probabilmente scomparsa per opera dei cinghiali) e una sola a S (Montalbano).

PS: la segnalazione di Maugini per il Bargo di Poggio a Caiano di Orchis mascula va riferita (come abbiamo indicato anche di sopra) a Dactylorhiza maculata (L.) Soó subsp. fuchsii (Druce) Hyl., sia perché quest'ultima è assai comune in zona (e non riportata da Maugini), sia per gli ambienti di crescita di O. mascula assolutamente diversi da quelli presenti al Bargo (altitudine in primis).

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-Orchis pauciflora Ten. ORCHIDE CALABRESE

G bulb – Medit. - III-IV – Rara.

Erbacea a fusto eretto, alta 10-30 cm; foglie ovato-lanceolate ed acuminate, riunite in rosetta basale e quelle cauline abbraccianti il caule e via via più brevi, si presentano verdi e non maculate (carattere distintivo fondamentale rispetto a O. provincialis, per altro assai simile); i fiori - giallo-pallidi, con brattee lunghe ca. come l'ovario e ad una sola nervatura; tepali esterni lanceolati, i laterali patenti ed il centrale ripiegato in avanti sui tepali interni (più brevi) disposti a cappuccio sul ginostemio; labello abbastanza ampio e a margini poco ripiegati verso il basso, di colore giallo più intenso del resto del fiore e maculato di porpora al centro e alla base, trilobo e dentellato al margine, con lobo centrale più grande e a sua volta bilobato; sperone cilindrico, più lungo dell'ovario e rivolto in alto – sono riuniti in infiorescenza spesso lassa e pauciflora (4-15 unità).

Habitat: calcicola di ambienti prativi, sassosi e assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Ricceri 2006; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Retaia (Prato), P. Veccino (Vaiano), P. di Montecuccoli (Cantagallo); Gestri 2009: prati di crinale della Calvana; Foggi & Venturi 2009: praterie della Calvana; Biagioli & Messina 2014.
  • ??Monteferrato: Messeri 1936 (sub Orchis provincialis Balbis var. pauciflora Lindl.), a nostro parere da riferire a O. provincialis s.s., che è abbastanza ben rappresentata su questo rilievo; inoltre la specie in esame è calcicola e sicuramente non serpentinicola.

PS: in Calvana è stata osservata anche nel comune di Barberino (Biagioli & Gestri 1993).

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-Orchis provincialis Balb.ex Lam.et DC. ORCHIDE PROVENZALE

G bulb – Medit. - III-IV – Relativamente comune.

Erbacea alta 20-40 cm, a fusto eretto; è molto simile a O. pauciflora dalla quale si distingue per avere le foglie (cauline e basali) verdi con evidenti macchie bruno sulla pagina superiore; inoltre di solito l'infiorescenza è più allungata e più ricca di fiori (da 5 a 30!), che si presentano uniformemente gialli (labello non colorato più intensamente di giallo come in O. pauciflora), ma sempre con piccole macchie porporine sul labello, che appare a margini ripiegati verso il basso e in dietro (più aperto in O. pauciflora).

Habitat: radure boschive, arbusteti, prati.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri & Biagioli 1992; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: presso il M. delle Scalette; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: a Migliana, (2018), Roncomannaio (2019), Castagneto sopra Migliana (verso Le Cavallaie) (2024) (Cantagallo); sopra il Gorandaccio di Vernio, sopra Gricigliana e Malpasso (2019), strada per Gavigno verso il Tabernacolo (2021), sopra Le Soda (2022), sopra Luciana (2023) (Vernio); dal lago Verde a S. Poto (2022) (Vernio, Cantagallo).
  • Calvana: Baroni 1897-1908: Calvane di Prato (Somm. herb); Fiori 1914; Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio; Biagioli & al. 1999: Prato, Vaiano, Montemurlo (AMPIL del Monteferrato); Gestri 2009b: Pratese, prati, radure, arbusteti, scarpate; Biagioli & al. 1999c; Biagioli & Messina 2014: ben rappresentata su tutti i rilievi del Pratese, in condizioni di piena luce o anche in boschi ombrosi, spesso in popolamenti abbondanti.
  • Montalbano: Baroni 1897-1908: fra Carmignano e P. a Caiano (Somm.herb.); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936 (sub O.p. Balb. var. pauciflora Lindl.); Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al. 2001b; Biagioli & al. 2002: popolazioni anche molto abbondanti sui versanti N e O. (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: dalla Collina a Schignano (2024).

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-Orchis pupurea Huds. ORCHIDEA MAGGIORE

G bulb – Eurasiat. - III-V – Non rara.

Erbacea robusta, alta 30-80 cm, a fusto eretto; foglie lanceolato-ovate, lunghe fino a 30 cm e abbastanza larghe (2-8 cm), sia basali che cauline nella metà inferiore del fusto; i fiori – brattee rosate e più brevi dell'ovario; tepali esterni ed interni bianco-verdastri, ma fortemente striati e macchiati di color porpora più o meno scuro, sono riuniti in un casco sopra il ginostemio; il labello, bianco con pelosità porporina a chiazze sparse, è grande, abbastanza piano, rivolto in basso e trilobo: lobi laterali sottili e rivolti ± all'esterno, il lobo centrale, molto più grande, è bilobato a segmenti ampiamente ottusi e ondulati al margine e con un piccolo dente centrale; sperone rivolto in basso e più breve dell'ovario – sono riuniti in una ricca e densa infiorescenza lungamente ovata a maturità.

Habitat: radure boschinve, cespuglieti, prati.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: dal lago Verde a S. Poto (2024) (Vernio, Cantagallo); a Le Cavallaie (2024) (Montemurlo-Cantagallo).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo; 2 oss. L. Pinzani 2021, Wikiplantbase#Toscana: Monte Buriano e ai Bifolchi (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano; Vernio; Biagioli & al. 1999: Prato, Vaiano, Montemurlo (AMPIL del Monteferrato); Gestri 2009: Pratese, prati, arbusteti, boschi chiari; Biagioli & Messina 2014: una delle più diffuse orchidee del Pratese, oltre che una delle più appariscenti in assoluto; in condizioni ottimali (incolti e prati luminosi su terreni neutri o basici) si presenta spesso in ricche popolazioni.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P, a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 1999b: Monteferrato un solo esemplare a margine dei coltivi; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: non su serpentino, ma nella bassa fascia argillosa pedemontana occidentale (Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (Le Coste), Gestri & Peruzzi 2013b (C).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: strada per la Fattoria del Mulinaccio dalla Tignamica (2023), dalla Collina a Schignano (2024).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992

NB: prima dell'antesi, quando è presente la sola rosetta basale, la nostra pianta può essere confusa con Himantoglossum robertianum (Loisel.) P.Delforge o anche con Himantoglossum adriaticum H.Baumann. 

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-Orchis simia Lam. ORCHIDEA SCIMMIA

G bulb – Euro-Medit. - III-V – Poco comune e localizzata (appare in regresso sul territorio).

Erbacea a fusto eretto, alta 20-40 cm; foglie lanceolate, 3-6 in rosetta basale e 2-3 in basso sul fusto, via via inferiori e abbraccianti; i curiosi fiori a forma di scimmietta caudata – colore bianco con zone maculate (estremità dei lobi del labello) e ciuffetti di peli porporini; brattee brevi, biancastre e appuntite; tepali esterni ed interni riuniti in un casco coprente il ginostemio; labello trilobo con lobi laterali sottili e spesso con l'apice un po' uncinato, il centrale bilobato con segmenti simili ai lobi laterali, in basso e al centro un segmento lineare più breve (la coda!); sperone rivolto in basso e più breve dell'ovario – sono riuniti in una breve infiorescenza conica di 8-20 unità.

Habitat: radure boschive, cespuglieti, praticelli soprattutto su substrato calcareo.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993: Prato; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano; 2 oss. L. Pinzani 2021, Wikiplantbase#Toscana: fra i Centopini e i Bifolchi (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Gestri 2009b: nemorale calcicola in rarefazione di presenze; Biagioli & Messina 2014: presente soprattutto a E (Calvana), rarissima a O, non reperita a N e S.
  • ??M. Le Coste: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b: segnalata per errore.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al. 1999: rr in cipresseta (AMPIL del Monteferrato).

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-Orchis X angusticruris Franchet et Humnicki (O. purpurea X simia)

Erbacea presente per molti anni, anche con 5-6 individui, sulla Calvana meridionale di Prato a Poggio Secco (Gestri & Biagioli 1992 e Biagioli & Gestri 1993 sub O. X widdellii Camus; Gestri 2005; Gestri 2009b: bosco di roverella; Biagioli & Messina 2014: bosco di roverella sulle basse pendici della Calvana, scomparso per alcuni anni, poi ritrovato nel 2006 e 2007; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016) in presenza delle due specie parentali.

Si tratta di una pianta alta (almeno da noi) da 20 a 35 cm; foglie simili a quelle di O. simia e fiori di aspetto intermedio, con casco tepalico bianco-verdastro fortemente striato di porpora scuro, labello a lobi superiori laterali assai lunghi e rossastri in basso, lobo inferiore intermedio con dente più lungo che in purpurea e più breve che in simia; sperone breve e rivolto in basso. L'epiteto specifico valorizza l'aspetto dei segmenti laterali del lobo inferiore (le gambe del fiore) più stretti che in O. purpurea (angusticruris = gambe sottili, anguste).

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-Orchis X penzigiana A.Camus (O. mascula X provincialis)

Altro ibrido presente in Calvana soprattutto sui pascoli sommitali e questa volta relativamente comune. Segnalato in Gestri & Biagioli 1992, Biagioli & Gestri 1993; Gestri 2005; Gestri 2009: prati calcarei di crinale; Biagioli & Messina 2014: praterie della Calvana sopra 600 m di quota, insieme alle specie parentali; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano.

Si tratta di una pianta abbastanza robusta, per il colore porporino dei fiori assomiglia ad un primo sguardo a mascula, ma l'aspetto del fiore visto da vicino è intermedio alle due specie parentali con il labello bianco e maculato di rosso al centro e alla base dove appare, appena accennato, il colore giallo di provincialis; le foglie sono sempre (o quasi) maculate.

 

Il genere Platanthera

conta, a seconda degli Autori, da 60 a più di cento specie distribuite in gran parte dell'emisfero boreale e in area tropicale (4 indigene ed 1 ibrido in Italia). Si tratta di piante erbacee autotrofe che si caratterizzano all'interno della Famiglia per il fusto eretto, le foglie basali ovato-lanceolate e in numero di 2 o poco più, le cauline più sottili, alterne e via via più piccole verso l'alto, i fiori dotati di brattee verdi, tepali interi (almeno nelle nostre specie i laterali esterni patenti e il centrale a coprire gli interni riuniti a casco sopra il ginostemio), labello intero e senza divisione fra epichilo e ipochilo, rivolto in basso e sensibilmente più lungo che largo, dotato di sperone, l' infiorescenza a spiga più o meno allungata, con fiori pedicellati e senza la presenza di peli ghiandolari.

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-Platanthera bifiolia (L.) Rchb. PLATANTERA BIANCASTRA

G bulb – Paleotemp. - IV-VI – Relativamente comune.

Erbacea alta 15-50 cm, con apparato radicale costituito da due tuberi ovati, il fusto è eretto ed angoloso; 2 (3) foglie basali subopposte, ovate o oblunghe e picciolate, le cauline piccole e acute; i fiori – brattee lunghe come l’ovario; tepali bianco-giallastri o bianco-verdastri, gli esterni laterali lanceolati e patenti, il superiore e gli interni conniventi a casco sopra il labello, che è intero, quasi lineare e rivolto in basso; sperone sottile, assai lungo, quasi orizzontale, un po' arcuato verso l’alto; antere a logge ravvicinate e parallele (carattere fondamentale di distinzione dall’affine P. chlorantha a logge divergenti verso il basso) – sono riuniti in lasse spighe di 12-25 o più unità.

Habitat: nemorale, soprattutto boschi di castagno e faggio.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Martelli herb.); Gestri & Biagioli 1992; Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Cascina di Spedaletto (Limentra orientale); Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: sentiero da Badia all'Alpe e sul 23 Cai (2021) (Vernio); Spedaletto, all'Acquerino (2020); Pescine (2021), dal Tabernacolo verso Fossato (2022) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio; Biagioli & al.1999: Prato, Vaiano, Montemurlo (AMPIL del Monteferrato); Gestri 2009b: nemorale, soprattutto castegneti e faggete; Biagioli & Messina 2014: diffusa soprattutto in ambienti boschivi freschi e umidi in Val Bisenzio (N), più sporadica altrove.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano.
  • Monteferrato: Messeri 1936 (sub P. b. Rich. var. laxa Peterm.); Biagioli & al. 1999b: una sola pianta; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: sporadici individui su gabbri ai margini della pineta-ericeto della Gretaia (Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992.

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-Platanthera chlorantha (Custer) Rchb. PLATANTERA VERDE

G bulb – Eurosib. - IV-VI – Non rara.

Erbacea alta 30-80 cm, slanciata, a fusto eretto, più robusta e a fiori un po' più grandi di P. bifolia; foglie ovato-lanceolate in numero di 2 o 3, subopposte alla base, poche e assai più piccole le cauline; i fiori – brattee verdi, lanceolato-acuminate, almeno le superiori, più brevi dell'ovario; tepali esterni bianco-verdastri (sempre più tendenti al verde che in P. bifolia), gli esterni patenti, il superiore rivolto in avanti sul casco costituito dai tepali interni (più brevi) a ricoprire il ginostemio, con le logge polliniche convergenti verso l'alto (parallele in P. bifolia); labello intero, a forma di lungo triangolo isoscele, un po' arcuato all'indietro, biancastro alla base e verdastro più intenso nella parte inferiore; lungo sperone rivolto all'indietro quasi orizzontalmente con apice rivolto un po' verso l'alto, dove, a volte per trasparenza, si nota il livello del nettare – sono riuniti in una infiorescenza cilindrica allungata di 8-30 unità.

Habitat: boschi, radure, arbusteti, praticelli.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: strada sopra l’Alpe verso il Sasso Bibbio (2018), presso Gavigno (2019), Terrabianca (2020), da sopra il Tabernacolo di Gavigno al M. Scalette, a N di Alpe di Cavarzano (2022), castagneti sotto Cavarzano verso Luciana (2023) (Cantagallo); sopra Montecuccoli (2019), sopra Gricigliana (2024) (Vernio).
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Foggi & Venturi 2009: praterie della Calvana; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano, Vernio; Ricceri 1998: AMPIL del Monteferrato; Biagioli & al. 1999: Prato, Vaiano, Montemurlo (AMPIL del Monteferrato); Ricceri 2006: boschi freschi; Gestri 2009b: nemorale nel Pratese.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
  • Monteferrato: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al. 1999b; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: pinete non troppo fitte (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992; nuove conferme: sotto Reticaia (2024).
  •  

-Platanthera x hybrida Brügg

G rad – Europ.-Caucas. - IV-VI – Rara, ma forse più comune di quanto osservato finora.

Si tratta dell'ibrido fra le due specie presenti nel nostro territorio, e rappresenta una forma intermedia fra le due (che a loro volta si assomigliano assai), riconoscibile soprattutto per l'andamento delle logge polliniche, che si presentano non proprio parallele come in bifolia, ma neppure troppo aperte verso il basso come in chlorantha.

Habitat: nemorale.

Distribuzione sul territorio:

  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Biagioli & al. 1999: è stata da noi osservata in almeno tre localizzazioni, ognuna con singole piante, in boschi di castagno da 380 a 490 m d'altitudine; Gestri & Biagioli 1998; Gestri 2009; Gestri & Peruzzi 2013b; Biagioli & Messina 2014.

NB: probabilmente è presente anche altrove nel Pratese dove convivono le due specie parentali.

 

Il genere Serapias

conta una ventina di specie presenti in ambiente mediterraneo ed atlantico (11 spontanee con alcune sottospecie e alcuni ibridi in Italia; con una certa frequenza queste specie formano anche ibridi intergenetici (sterili), soprattutto con Anacamptis!). Si tratta di erbacee autotrofe caratterizzate, all'interno della Famiglia, dai fiori sessili, dotati di brattee concolori ai tepali e che nascondono, almeno in parte, l'ovario; tepali esterni più brevi di 3 cm e sono riuniti agli interni a formare un casco sul ginostemio colonnare; labello peloso superiormente (per lo più porporino), privo di sperone e diviso trasversalmente da una strozzatura in due parti, un ipochilo prossimale ed un epichilo distale; sul primo sono presenti una o due callosità importanti talvolta per determinare la specie. L'apparato radicale è costituito da 2 a 5 rizotuberi ovati.

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-Serapias cordigera L. SERAPIDE CUORIFORME

G bulb – Medit. - III-VI – Non molto comune.

Ebacea a 2-3 rizotuberi ovati, alta 15-40 cm, con fusto eretto; foglie lanceolate ± strettamente, carenate, le superiori amplessicauli; i fiori – brattee ovato-lanceolate, grigie e con nervature porporine, sono poco più brevi dei fiori; tepali esterni un po' più lunghi dell'interni insieme ai quali formano un casco acuto in alto e di colore grigio-argentato striato di rosso all'esterno (ca. come le brattee); labello grande, diviso da una strozzatura trasversale in un ipochilo prossimale bruno porpora ± scuro, con lobi laterali (nerastri) ripiegati verso l'alto e racchiusi del tutto o quasi nel casco tepalico (la parte anteriore dei due lobi è invece sporgente e ben visibile in S. negletta) ed in un epichilo distale, rivolto in basso, abbastanza piano e di aspetto "cardiaco" sia per la forma che per il colore rosso rigato di nervatura più scure. Per distinguerla da S. neglecta oltre alla sporgenza della parte anteriore dei lobi, si deve valutare le callosità alla base del labello disposte a "V" nella nostra, subparallele in neglecta).

Habitat: prati, garighe, radure boschive.

Distribuzione sul territorio:

  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999: tre località: Castagnetino, Reticaia (Montemurlo), M. Lopi (Prato) (non c'è certezza nei primi due siti di un'esatta determinazione, potrebbe essere stata confusa con S. neglecta); Biagioli & al. 2002: M. Lopi (Prato); Ricceri 2006: Montemurlo; Gestri 2009b: Pratese, prati, radure, cespuglieti; Biagioli & Messina 2014: molto rara nel territorio: poche stazioni a E e O.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: non ritrovata; Biagioli & Messina 2014: assente nella parte pratese del Montalbano.
  • Monteferrato: Baroni 1897-1908: presso Prato al M. Ferrato (Somm. herb., Mart. herb.); Fiori 1914 (citata al Monteferrato, ma da Lui non ritrovata); Messeri 1936; Biagioli & Gestri 1993;

NB: in Calvana è stata osservata solo in due località del territorio fiorentino (Calenzano): presso Torri e versante NO di P. Farnetto (Biagioli & Gestri 1993, Gestri 2009), ma da anni non più riconfermata (Gestri & Peruzzi 2016.

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-Serapias lingua L. SERAPIDE LINGUA

G bulb – Medit. - III-VI – Comune e spesso in ricche colonie.

Erbacea a 2 (-3) piccoli tuberi ovati, uno sessile e l’altro peduncolato, fusto eretto, gracile, alta 10-35 cm; 4-8 foglie lanceolate e verde-glauche; i fiori – colore rosso ± chiaro; brattee lunghe ca. come i fiori corrispondenti; tepali conniventi a casco; il labello è trilobo, diviso in una parte superiore (ipochilo) ed una inferiore (epichilo) da una strozzatura, 2 volte più lungo dei tepali e a forma di lingua allungata (epichilo); alla base l'ipochilo presenta un’unica callosità nerastra – sono riuniti in infiorescenze lasse allungate di 2-6 (-10) unità.

Habitat: prati, pascoli, radure, arbusteti chiari.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri & Biagioli 1992;
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Peruzzi 2013: Carmignano, P. a Caiano; oss. L. Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: sotto Artimino.
  • Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936; Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & al. 1999b; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: poche, ma ricche stazioni sui versanti meridionali (Prato, Montemurlo); oss. L. Peruzzi 2024 Wikiplantbase#Toscana: versante E Monteferrato a Prato; erbario di Siena: Monte Ferrato Prato 12-5-13, Bonari, Mottola.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: Prato (Somm. herb.); Biagioli & Gestri 1993: comuni di Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano; Biagioli & al. 1999: AMPIL del Monteferrato: Prato, Vaiano, Montemurlo; Gestri 2009: Pratese, prati, radure, cespulieti; Biagioli & Messina 2014: Pratese, frequente ovunque nelle basse aree collinari, anche in ricchi popolamenti.
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992.

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-Serapias neglecta De Not. SERAPIDE NASCOSTA

G bulb – Subendem. -III-V – Comune e a volte in popolamenti numerosi.

Erbacea spesso robusta, a fusto eretto, alta 15-40 cm; foglie (4-8) lanceolate, presenti alla base e sul fusto (abbraccianti); i fiori - brattee a volte arrossate, più brevi dei fiori; tepali esterni (20-30 x 5-9 mm) ed interni (poco più piccoli) bianchi con strie porporine, sono raggruppati fra loro a formare un casco, ± acuto in alto, sul ginostemio; labello rosso porporino con strie più scure, peloso soprattutto a livello della strozzatura trasversale, con ipochilo a larghi lobi laterali emergenti dal casco con la parte ante-superiore (carattere distintivo fra i più importanti); epichilo rivolto in basso e largamente triangolare – formano un'infiorescenza abbastanza addensata di 4-8 (o poco più) unità. Si distingue da S. cordigera per la sporgenza dei lobi del labello dal casco ed inoltre per le callosità alla base del labello che appaiono subparallele nella nostra (a "V" in cordigera).

Habitat: prati, coltivi, oliveti, incolti erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Campo Melograno (Vaiano); nuovi ritrovamenti: campi a S della Chiesa di Santa Cristina a Pimonte (2026) (rara) (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano; Ricceri 1998: AMPIL del Monteferrato; Biagioli & al. 1999: Prato, Vaiano, Montemurlo.(AMPIL del Monteferrato); Ricceri 2006: ambienti prativi collinari; Foggi & Venturi 2009: affioramenti rocciosi; Gestri 2009b: Pratese: oliveti, prati, incolti erbosi, radure; Biagioli & Messina 2014: ovunque nelle basse aree collinari, anche in ricchi popolamenti, più frequente a O e a S.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993: Carmignano; Gestri & Peruzzi 2013b: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998 (Le Coste); Gestri & Peruzzi 2013b (c); nuovi ritrovamenti: sopra Villa Filicaia (2021) (Prato).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: dalla Collina a Schignano (2024).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri 1993.

NB: sembra una specie in espansione almeno nel nostro territorio e in quelli confinanti.

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-Serapias parviflora Parl. SERAPIDE MINORE

G bulb – Medit. - III-V – Rarissima (forse scomparsa).

Erbacea alta 10-40 cm, a fusto eretto, relativamente robusto, ma a fiori piccoli; foglie lineari-lanceolate, 2 basali e altre 2-8 sul fusto fino all'infiorescenza, spesso punteggiate di rosso alla base; i fiori – lunghi 1-1,5 cm, con brattee grigio-verdastre spesso striate di porpora o viola, acute e più brevi dei fiori; tepali dello stesso colore o quasi, riuniti in un casco acuminato sopra lo stretto ginostemio (gli interni sono più piccoli e di aspetto a goccia allungata verso l'alto); labello rossastro con breve pelosità biancastra alla base e al centro e spesso con strie più scure, presenta un ipochilo con due callosità basali e lobi laterali scuri e rivolti in alto (chiusi dal casco tepalico, ma un po' scoperti anteriormente); epichilo stretto e allungato verso il basso e indietro, fino a un massimo di 12 mm – sono riuniti in un'infiorescenza che si allunga a maturità facendosi più lassa a 3-9 unità addossati al fusto.

Habitat: garighe, praticelli, radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Monte Le Coste: Gestri & Alessandrini 2013 e Gestri & Peruzzi 2013b: E de Il Casone, presso il R. Butia, 280 m; Biagioli & Messina 2014: Cerreto.

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-Serapias vomeracea (Burm. f.) Briq. SERAPIDE MAGGIORE

G bulb – Medit. .-III-VI – Non comune.

Erbacea robusta, alta 10-60 cm; una decina di foglie ovato-lanceolate, 1 o 2 basali e le altre cauline e via decrescenti in grandezza fino a bratteiformi, alla base per lo più non punteggiate di porpora; i fiori – brattee lanceolato-acuminate, grigio-verdastre o grigio-argentate a linee porporine, più lunghe dei tepali; questi, all'incirca dello stesso colore delle brattee e lunghi 12-32 mm, sono riuniti in un casco acuminato sopra il ginostemio; il labello, porporino più o meno brunastro (a volte giallastro) con strie più scure, presenta un ipochilo assai più breve dell'epichilo, e contenuto quasi del tutto, insieme ai lobi laterali più scuri e ripiegati in alto, nel casco tepalico; alla base presenta due callosità divise e un po' divergenti; epichilo (lungo 14-35 mm) lanceolato-acuminato, rivolto in basso e indietro, porporino con strie più scure e pelosità biancastra marcata soprattutto alla base – sono riuniti in infiorescenza ± allungata di 3-12 unità.

Habitat: prati, garighe, radure, incolti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: P. Melograno (Vaiano), da Cavagliano alla Retaia (Prato).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Montemurlo, Prato, Vaiano; Biagioli & al. 1999 (sub S. bergonii E. G. Camus et S. vomeracea (Burm. f.) Briq.): Prato, Montemurlo (AMPIL del Monteferrato); Gestri 2009b (sub S. vomeracea (Burm. f.) Briq. subsp. laxiflora (Soò) Gölz & H.R. Reinhard e subsp. vomeracea): Pratese: prati, arbusteti, radure; Ricceri 2006: ambienti prativi collinari; Biagioli & Messina 2014: Presente su tutto il territorio, ma in modo più sporadico e a quote massime un po’ più elevate.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a:P. alla Malva, Montalgeto (Carmignano); oss. L. Peruzzi 2020 Wikiplantbase#Toscana: a margine della strada sotto Pietramarina (Carmignano); oss. L. Peruzzi 2024 Wikiplantbase#Toscana: sotto Artimino (Carmignano).
  • Monteferrato: nuovi ritrovamenti: Monteferrato alla Cassapanaca (2009) (Prato).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (c).

 

 

?-Serapias ×intermedia Forest. ex F.W. Schultz (S. lingua × S. vomeracea)

G rad – Medit. - V – Rara o di dubbia presenza (data per assente in Toscana su Acta Plantarum).

Segnalata in Biagioli & Messina 2014 sui rilievi di Montemurlo: popolamento consistente (una cinquantina di esemplari) in mezzo a numerose specie parentali nei prati di Guzzano (Montemurlo), esposizione S, m 344-360 s.l.m., su substrato argilloso misto calcareo-arenaceo. A. Messina, aprile 2013

ser x m1

ser x m2

-Serapias x meridionalis E.G.Camus (S. lingua x S. neglecta)

G bulb – Medit. - IV-V – Non rarissima.

Erbacea di aspetto intermedio fra le specie parentali, in particolare l'infiorescenza è spesso pauciflora con fiori raggruppati in alto; il labello si presenta con i lobi laterali dell'ipochilo che sporgono un poco dal casco tepalico, la callosità basale sembra unica, appena solcata centralmente, e l'epichilo si presenta a forma di lingua rivolta in basso e un poco all'indietro.

Habitat: con le specie parentali in prati, pascoli, radure boschive chiare.

Distribuzione sul territorio:

  • Localizzazioni generiche: Gestri 2009b: Pratese, prati erbosi; Biagioli & Messina 2014: presenza sporadica confermata anche di recente in più stazioni a O.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: a S di Pietramarina (Carmignano).
  • Monte Le Coste: Biagioli & al 1999 e Gestri & Peruzzi 2013b (c) a monte di Cerreto (Prato).
  • Rilievi a W di Vaiano: Biagioli & al 1999: poco sopra il Paese.

 

Il genere Spiranthes

conta una cinquantina di specie distribuite soprattutto in Europa, Asia, N-Africa, ma anche in America Australia ecc. (2 indigene in Italia). Si tratta di erbacee autotrofe caratterizzate dalla parte radicale costituita da rizotuberi fusiformi, fusto eretto e semplice, foglie verdi e parallelinervie, sia basali che cauline (progressivamente ridotte), ma soprattutto dall'infiorescenza costituita da piccoli fiori (brattteati) inseriti a spirale sul fusto ritorto (=Spiranthes); inoltre i tepali esterni sono più brevi di 3 mm, il labello si presenta intero, senza sperone e senza strozzatura trasversa, rivolto in basso (nelle nostre specie), a faccia superiore glabra; ginostemio colonnare.

 

ex-Spiranthes aestivalis (Poir.) Rich. VITICCINI ESTIVI

G rhiz – Euro-Medit.-Atl. - V-VII – Verosimilmente estinta.

Erbacea a 2-6 rizotuberi fusiformi, fusto sottile ed eretto, alta 10-35 cm, assai tomentosa nell'infioresceza, sulle brattee e sull'esterno del perigonio; foglie lineari-lanceolate, le basali (3-5) erette e in rosetta, lunghe fino a quasi 15 cm e larghe più di 1, le cauline (1-3) ridotte fino a squamiformi; i piccoli fiori – bianchi a perigonio disposto orizzontalmente, con i tepali conniventi a tubo (i laterali un po' aperti verso l'esterno); il labello, intero, lungo fino a 8 mm, è crenulato sul margine e un po' ripiegato in basso.

Habitat: zone umide acidofile, prati, zone litoranee, paludi, sfagnete.

Distribuzione sul territorio:

  • Monteferato: Caruel 1860,64: al M. Ferrato (Mich.); non ritrovata successivamente né da Fiori (1914), né da Messeri (1935), né da Biagioli & al 2001 ecc.

spi sp1

spi sp2

spi sp3

-Spiranthes spiralis (L.) Chevall. TRECCINE DI DAMA, VITICCINI AUTUNNALI

G rhiz – Euro-Medit.-Atl. - IX-X – Non particolarmente rara.

Erbacea a fusto eretto, alta 10-35 cm, radici a rizotuberi fusiformi; le foglie inferiori non sono presenti alla base del fusto perché già essiccate, ma formano un ciuffetto in  numero di 3-7 a lato del caule stesso per la pianta che si svilupperà l'anno successivo; quelle cauline in numero di 3-4 sono assai ridotte fino a bratteiformi; i piccoli fiori bianchi e pubescenti – brattee verdi, ovato-acuminate, lunghe poco più dell'ovario; tepali laterali esterni patenti, il superiore ripiegato sugli interni conniventi a casco sul ginostemio; labello intero, a margini fortemente crenulati e con ampia macchia verdastra all'interno – sono riuniti in numero di 10-30 in una spiga spiralata.

Habitat: boschi chiari, arbusteti, radure, aree prative.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Gestri & Biagioli 1992;
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & Gestri 1993: comuni di Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Prato, Vaiano; Biagioli & al. 1999: Prato, Montemurlo, Vaiano (AMPIL del Monteferrato); Gestri 2009: Pratese, prati, incolti, radure, boschi chiari; Biagioli & Messina 2014: Pratese, frequente ovunque a quote medio-basse, anche in ricchi popolamenti.
  • Montalbano: Gestri & Biagioli 1992; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al. 1999b; Biagioli & al. 2001; Biagioli & al. 2002: frequente nella pineta di Galceti, più sporadica altrove quasi fino al crinale.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Biagioli 1998; Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: Gestri & Biagioli 1992; nuove conferme: prato presso la Fattoria di Javello (2012).

sera be1

serra be2

ser be3

-×Serapicamptis bevilacquae (Penzig) J.M.H. Shaw (= Anacamptis morio × Serapias neglecta)

G bulb – Medit. - III-V – Rara.

Si tratta di un ibrido intergenerico, ovvero fra due specie appartenenti a generi diversi: evenienza non molto comune nel mondo vegetale, ma non eccezionale! L'aspetto della pianta è ovviamente intermedio fra le specie parentali; in particolare, osservando il fiore, si nota che il labello è assai simile a quello di Serapias neglecta con i lobi laterali aperti e non racchiusi cel casco tepalico che invece ricorda quello di Anacampis morio con le striature più scure parallele sui tepali. Le brattee sono superano il fiore e sono molto acute.

Habitat: prati, radure erbose.

Distribuzione sul territorio:

  • Rilievi di Montemurlo: Biagioli & Messina 2014: prati di Guzzano su substrato argilloso misto calcareo-arenaceo (A. Messina, marzo 2011).

 

 

 

 

 

 

 

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