Orobancaceae

FAMIGLIA OROBANCHACEAE

 

Famiglia cosmopolita, costituita per lo più da piante erbacee annuali o perenni (talvolta bassi arbusti), parassite (e prive di clorofilla) o semiparassite, che contano circa 1500 specie riunite in una settantina di generi. Le ricerche genetiche hanno arricchito negli ultimi anni questa Famiglia di molte entità precedentemente attribuite alle Scrophulariaceae. Si presentano con le radici provviste di austori (estroflessioni delle specie vegetali parassite sugli organi delle piante parassitate, attraverso le quali assorbono le sostanze nutritizie utili al loro sviluppo e alla loro sopravvivenza); il fusto  è eretto, le foglie, per lo più alterne (non in Bellardia), in alcuni generi sono ridotte a squame, in altri sono semplici, pennatolobate o pennatosette; sono prive di stipole; i fiori, ermafroditi e zigomorfi, sono tetraciclici con corolla a 5 petali e calice a 3-5 sepali, sessili o con breve peduncolo; le infiorescenze, terminali o ascellari, si presentano a spiga o racemo; il frutto può essere rappresentato da una capsula, una drupa o una bacca contenente moltissimi semi assai piccoli.

 

Il genere Bellardia

conta due specie distribuite in area mediterranea e precedentemente appartenenti al genere Scrophulariaceae (entrambe sono presenti in Italia). Si tratta di piante erbacee annuali, pubescenti e ghiandolose, a foglie intere, dentellate e verdi (dotate quindi di clorofilla), i fiori, sessili o quasi, si presentano con corolla zigomorfa bilabiata con il labbro superiore intero o quasi, il calice è cilindrico (non rigonfio come in Rhinanthus), l'infiorescenza è terminale e spiciforme; semi a coste senza ali.

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-Bellardia trixago (L.) All. PERLINA MINORE

T scap – Euro-Medit. - IV-V – Rara.

Erbacea vischiosa e pelosa per peli rivolti verso il basso sul fusto eretto, alta 5-50 cm; foglie opposte, sessili o quasi, da lineari a lanceolate, lunghe fino a 6 cm, dentate (a 5-6 denti per lato) fino a pennatofide in alto; i fiori – sessili, bratteati (brattee verdi, via via più brevi, le inferiori simili alle foglie, le superiori intere); calice a tubo lungo 5 mm e con lacinie di poco inferiori; corolla di 17-25 mm, bilabiata, con il labbro superiore roseo-porporino, quindi gialla o biancastra (a volte completamente gialla), il labbro inferiore è trilobato e più lungo del superiore con due gibbosità alla base – sono riuniti in una breve infiorescenza a spiga terminale; il frutto è una capsula pelosa, un po' rigonfia e contenuta nel calice; semi evidentemente crestati (in B. viscosa appena striati) lunghi ca. 0,6 mm.

Habitat: garighe, incolti aridi, sassosi o su terreno sabbioso.

Distribuzione sul territorio:

  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Perlina minore): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Sandri & Fantozi 1895 (sub Trixago apula Stev.) e Baroni 1897-1908 (sub Bartsia trixago L): m. Albano sotto Pietramarina e S. Giusto; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.

NB: sul Montalbano è stata osservata anche nei comuni di Vinci (Fi) (Gestri & Peruzzi 2013a) e Monsummano (Pt) (Arrigoni 2003 e Gestri & Peruzzi 2013a).

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-Bellardia viscosa (L.) Fisch. & C.A.Mey. PERLINA MAGGIORE

T scap – Medit.-Atl. – III-V – Rara e localizzata.

Erbacea viscosa per peli ghiandolari patenti, robusta, a fusto eretto (a volte un po' ramificato); foglie (10-45 x 3-15 mm) lineari, a volte lanceolate, dentate al margine, opposte; i fiori – brevemente pedicellati con brattee simili alle foglie e via via ridotte verso l'alto; calice peloso-ghiandoloso a tubo di 7-10 mm e lacinie di 6-7 mm; corolla gialla (10-45 x 3-15 mm), bilabiata a labbro superiore intero e inferiore più lungo e trilobato – sono riuniti in un'infiorescenza terminale, densa; il frutto è una capsula pubescente di ca. 1 cm, uguale o di poco superiore al tubo del calice, semi appena striati.

Habitat: terreni incolti, pascoli umidi almeno fino alla primavera.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub Parentucellia viscosa (L.) Caruel); Gestri 2009 (sub Parentucellia viscosa (L.) Caruel) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato.

NB: in Calvana è stata osservata anche nel territorio di Calenzano (Fi) (Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016).

 

Il genere Euphrasia

è distribuito un po' in tutto il globo con oltre 350 specie emiparassite (17 spontanee con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di un genere particolarmente critico dal punto di vista tassonomico, che è costituito da piante erbacee generalmente annuali; le foglie sono opposte a margine crenato-dentato; i fiori – zigomorfi, con brattee simili alle foglie, a calice composto da un tubo terminato da 4 denti, corolla (bianca, gialla o violacea) bilabiata: labbro superiore a 2 lobi ripiegati all'indietro, labbro inferiore a 3 lobi; stami 4 – si riuniscono in racemi terminali; il frutto (importante per l'esatta determinazione) è una capsula un po' compressa rotondata o troncata in alto.

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-Euphrasia liburnica Wettst. EUFRASIA DELLA LIBURNIA (antico nome di una regione della Croazia)

T scap – Europ.-Cauc. - VII-IX – Rarissima.

Erbacea con peli appressato-ricurvi, alta 5-15 cm, a fusto eretto a volte ramificato dal basso e che si caratterizza per le foglie evidentemente nervate, lunghe 5-8 mm a denti acuti (a volte mucronati), le brattee simili, abbastanza larghe, ad apice acuto e con al massimo 5 dentelli acuti (a volte aristati); fiori con brevissimo pedicello, a corolla lillà (o bianco-rossastra), lunga da 4 a 7 mm; calice (tubo 3-3,5 mm, denti 2,5-3) a maturità lungo come o più della capsula (5-6 mm) assai più lunga che larga) e con il margine ciliato.

Habitat: prati, incolti erbosi, radure chiare.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: a N della fonte dell'Alpe di Cavarzano (2022) (Vernio).

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-Euphrasia officinalis L. subsp. kerneri (Wettst.) Eb.Fisch. EUFRASIA DI KERNER (botanico austriaco dell'800)

T scap – SE-Europ. - V-XI – Rara.

Erbacea alta 1-5 cm, a fusto eretto ramificato o non; foglie ovate (larghezza massima a metà) di 2.5-5 X 6-14 mm, simili alle brattee con parte centrale larga più delle foglie (massimo della larghezza a ca. metà), cuneate alla base, ad apice acuto (inferiore a 90°) e denti ancora più acuti (inferiori a 45°), lunghi da 0,5 a 2 mm ed in numero di 6-12; fiori a corolla di 9-14 mm, bianca, bilabiata con labbro superiore un poco più breve dell'inferiore e chiazzato di azzurro-violaceo – sono riuniti in una infiorescenza terminale; capsula ciliata al bordo, uguale o inferiore al calice (4-8 mm).

Habitat: prati, incolti erbosi, radure chiare di bosco,

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub E. officinalis L. sl): Montepiano (Car. herb.); nuovi ritrovamenti: margine di un castagneto sopra Migliana (verso le Cavallaie) (14-5-18) (Cantagallo).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Eufrasia di Kerner): AMPIL del Monteferrato.

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-Euphrasia stricta D.Wolff ex J.F.Lehm. EUFRASIA STRETTA

T scap – C-Europ. - V-X – Rara.

Erbacea alta 10-40 cm, a fusto eretto a volte ramificato; foglie (glabre o a peli brevi sul bordo) simili alla brattee, ma più strette; le brattee si presentano abbastanza larghe (massima larghezza nella parte inferiore) con apice acuto e a 4-7 dentelli per lato, acuti e mucronati, lunghi 1,5-3,5 mm; fiori a corolla bianca con maculatura violetta, lunga 7-9 mm; capsula assai più lunga (4-6 mm) che larga, a margine ciliato e compresa nel calice.

Habitat: prati e radure luminose.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: a NE di C. Pertugiata (Migliana) 540 m ca. (2018) (Cantagallo); Casa alla Fonte all'Alpe (new record, 2019) (Vernio).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Eufrasia stretta): AMPIL del Monteferrato.
  • V06: valle Limentra.
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: fra la Fattoria di Javello e le Cavallaie strada a S (2017).

 

Il genere Lathraea

conta da 5 a 7 specie distribuite in Europa e Asia (2 spontanee in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni oloparassite (il cui ciclo vitale è legato completamente alla specie vegetale parassitata) e quindi prive del tutto di clorofilla; le foglie sono ridotte a squame un po' carnose da biancastre a brunastre; i fiori – calice con tubo più lungo dei 4 denti che lo compongono; corolla bilobata (da bianco-rosata a violacea nelle nostre specie), con labbro superiore ed inferiore intero (quest'ultimo, a volte, con 3 tre brevi lobi), 4 stami contenuti o meno nel labbro corollino superiore – sono riuniti in infiorescenze a racemo terminale o a corimbo.

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-Lathraea squamaria L. LATREA COMUNE

G rhiz – Eurasiat. - III-V – Abbastanza rara.

Erbacea bianco-giallo-rossastra, con grosso rizoma ramificato, fusto eretto, cilindrico e semplice, alta 8-20 cm; foglie lunghe ca. 1 cm ridotte a squame biancastre; i fiori – a breve pedicello, patenti o un po' penduli; calice di 10-15 mm, irsuto-ghiandoloso, a campana, con tubo più lungo dei 4 lobi che hanno forma triangolare; corolla glabra, di 15-20 mm, bianco-rosacea, tubuloso-bilabiata ed anch'essa con tubo superiore alle 2 labbra; antere appena sporgenti – sono riuniti in un solo rango in un'infiorescenza spiciforme; il frutto è una capsula subglobosa di ca. 1 cm di diametro, semi numerosi subglobosi e di ca. 1 mm.

Habitat: boschi e arbusteti dovo sono presenti le essenze arboree ed arbustiva da essa parassitate.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale, nei pressi di Casalino (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Latrea): AMPIL del Monteferrato nella faggeta.

NB: in Calvana è presente anche in territori del comune di Calenzano e Barberino (Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016).

 

Il genere Melampyrum

ha distribuzione olartica e conta quasi una quarantina di specie (11 indigene con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di piante erbacee annuali ed emiparassite (foglie ben differenziate e verdi per la presenza di clorofilla e con austori a livello radicale); si caratterizzano all'interno della Famiglia per le foglie intere (a volte con qualche dente nella parte prossimale) ed opposte; per i fiori - brattee presenti, calice subcilindrico a 4 denti acuti; corolla zigomorfa, bilabiata, con labbro superiore ripiegato a casco, compresso-carenato, con margini rivolti in fuori, l'inferiore piano e trilobato – sono riuniti in spighe o racemi terminali; il frutto è una capsula glabra, compressa, arcuata e contenente da 1 a 4 semi.

NB: molte specie presentano variazioni morfologiche a seconda delle condizioni ecologiche e stagionali in cui vegetano (polimorfismo stagionale).

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-Melampyrum arvense L. subsp. arvense SPIGAROLA CAMPESTRE

T scap – Eurasiat. - V-VII – Raro.

Erbacea alta 20-50 cm, a fusto eretto, semplice o ramificato; foglie lineari-lanceolate (6-10 X 30-55 mm), opposte, sessili e intere, solo le superiori con 2 lacinie per lato alla base; i fiori – di colore rosso-violaceo a fauce gialla; brattee non cordate, laciniate e spesso di un bel colore porporino e maculate di nero, oppure verdi; calice di 15-18 mm, peloso a denti sottili e lunghi come o fino al doppio del tubo; corolla lunga da 15 a 25 mm, fauce chiusa - sono riuniti in una spiga subcilindrica; capsula a 2 semi.

Habitat: campi, incolti erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: rr, fra Foce ai Cerri e il Crocicchio.
  • ?Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Spigarola campestre): AMPIL del Monteferrato.

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-Melampyrum cristatum L. subsp. cristatum SPIGAROLA DENTELLATA

T scap – Eurasiat. - V-VII – Raro.

Erbacea alta 15-40 cm, pubescente in alto, a fusti eretti con rami patenti; foglie intere (le superiori con lacinie in basso) e lineari, lunghe fino a 5 cm, sessili; i fiori – brattee a volte arrossate e costituite di una parte basale cordiforme, conduplicata e dentellata al margine, ed una superiore allungata (fino al max. di 3 cm) e rivolta in basso, via via più piccole verso l'alto; calice (6-12 mm) con tubo portante due linee di peli e più lungo dei denti, che appaiono ciliati; corolla (12-16 mm) bianco-giallastra a fauce gialla, chiusa; capsula ovata di ca. 9 mm, priva di peli.

Habitat: boschi e arbusteti chiari.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: zona Pozzino (Vaiano), M. Bologna (Cantagallo).
  • ?Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Spigarola dentellata): AMPIL del Monteferrato.

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??-Melampyrum italicum (Beauv.) Soò SPIGAROLA ITALIANA

T scap – End. italiano – V-VIII – Raro o non presente.

Erbacea alta 2-5 cm, a fusto eretto e ramificato; foglie ovate, lunghe 3-6 cm, le inferiori intere e le superiori con lacinie basali, opposte-decussate; fiori – brattee caratteristicamente macchiate di viola all'antesi e profondamente dentellate; calice di 1-2 mm, in basso con peli (brevissimi, inferiori a 0,1 mm) ritrorsi e in alto con peli patenti o eretti, denti sottili e dritti, di 6-9 mm; corolla gialla di 12-18 mm, bilabiata, chiusa con il labbro inferiore brevemente trilobato e talvolta macchiato d'arancio – rivolti tutti dalla stessa parte e riuniti in spighe terminali.

Distribuzione sul territorio:

  • ??Calvana: Ricceri 2006
  • ??Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Spigarola italica): AMPIL del Monteferrato.

 

Il genere Odontites

conta circa 35 specie distribuite in Eurasia e in Africa (7 indigene, con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di piante erbacee generalmente annuali (raramente suffrutici) semiparassite, ovvero sia dotate di clorofilla che di austori nell'apparato radicale. Si caratterizzano all'interno della Famiglia per le foglie intere o subintere, opposte e sessili; i fiori disposti dalla stessa parte, – brattee simili alle foglie; calice non rigonfio, né carenato, con 4 denti al massimo di 2 mm; corolla zigomorfa, bilabiata a lobi non ripiegati, interi o quasi, lunga al più 12 mm (tubo un po' superiore ai lobi) – riuniti in racemi terminali; capsula acuta in alto, non compressa e generalmente a più di 4 semi (di 1-2 mm di diametro).

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-Odontites luteus (L.) Clairv. subsp. luteus PERLINA GIALLA

T scap – Euro-Medit. - VIII-X – Poco comune.

Erbacea alta 20-50 cm, a fusto eretto o ascedente, con ± numerosi rami che superano per lo più quello principale e si presentano in alto un po' reclinati; foglie sottili larghe al max. 2 mm (spesso ca. 1 X 25 mm), intere, acuminate, uninervie e opposte; i fiori – gialli, a brattee lineari, inferiori ai fiori (6-8 mm), calice pubescente a 4 lobi triangolari, lungo ca. 3-4 mm; corolla anch'essa ciliata, con tubo

di 3 mm e labbra un poco più lunghe ed aperte, antere glabre e superanti la fauce insieme allo stilo – sono riuniti in racemo terminale ed unilaterale; capsula pubescente, superante il calice e contenete numerosi semi.

Habitat: zone rocciose, prati ed incolti aridi e assolati.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 (sub O. l. (L.) Clairv. sl) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub O. l. (L.) Clairv. sl): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Perlina gialla): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub O. l. (L.) Clairv. sl): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Baroni 1897-1908 (sub O. lutea Reich.) : M. Ferrato presso Prato (herb. Levier); Fiori 1914 (sub O. lutea): citata al Monteferrato (da Lui non ritrovato); Messeri 1936 (sub O. lutea (L.) Rchb.); Biagioli & al. 2002 (sub O. lutea (L.) Clairv.): in particolare a Pian di Gello (Prato) e alla Gretaia (Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub O. l. (L.) Clairv. sl)(C/S).

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-Odontites vernus (Bellardi) Dumort. subsp. serotinus Corb. PERLINA ROSSA

T scap – Eurasiat. - VIII-X – Poco comune.

Erbacea annuale, pubescente, a fusto eretto, con numerose ramificazioni ravvicinate eretto-patenti, alta 10-50 cm; le foglie, opposte, sono assai numerose, lanceolato-acuminate e dentate; i fiori – brattee lanceolate e dentellate, superiori ai fiori; calice (4-5 mm) campanulato e a dentelli acuti, spesso arrossato; corolla (di circa 9 mm) rossa, pubescente, bilabiata a lobo superiore più lungo; antere color porpora – sono riuniti in lasse infiorescenze allungate e terminali; il frutto è una capsula inclusa nel calice.

NB: la sottospecie nominale si caratterizza per la fioritura primaverile (e non autunnale), inoltre i rami sono più brevi di 10 cm e inseriti sul fusto con un angolo inferiore a 50°.

Habitat: campi, incolti su terreno argilloso, soprattutto su calcare.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: al Tabernacolo di Gavigno, M. Scalette, Fossato (2017); presso i Felcii di Gavigno (2019) (Cantagallo); a N Montecuccoli. (2017) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 (sub O. vulgaris Moench) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub O. vulgaris Moench subsp. vulgaris): Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Perlina rossa): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub O. v. (Bellardi) Dumort. sl): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub O. rubra (Baumg.) Opiz): Pian di Gello (Prato).
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (sub O. v. (Bellardi) Dumort. sl) (C/S).

 

Il genere Orobanche

conta poco meno di 130 specie distribuite nelle aree temperate e calde del globo (più di 40 spontanee in Italia). Sono piante erbacee annuali (soprattutto), bienni o perenni, parassite e quindi prive di clorofilla (le foglie sul fusto sono sostituite da scaglie), che si caratterizzano all'interno della Famiglia per il fusto robusto, spesso ingrossato alla base, semplice o ramoso; i fiori - ognuno dotato di una brattea adnata al fusto; il calice aperto solo posteriormente, o spesso costituito da 2 segmenti laterali (semplici o bifidi) divisi fino alla base oappena saldati; corolla (variamente colorata e pubescente-ghiandolosa, raramente glabra) profondamente bilabiata con stami inclusi (inseriti alla base o a metà del tubo corollino), labbro superiore uguale o più corto dell'inferiore (trilobo) - sono orientati in tutti i sensi sull'infiorescenza (a spiga o racemo) terminale ± densa e ± allugata.

N.B.: sono specie difficili da determinare spesso anche per gli specialisti del genere; quasi sempre è pressoché impossibile riconoscere queste piante essiccate: assai significativo infatti è il colore da fresco dei fiori e di altre parti come lo stimma, che si perde con l'essiccazione. A volte sono più facilmente determinabili attraverso foto! 

Il riconoscimento della pianta parassitata apporta spesso un notevole contributo alla determinazione, ma a volte le nostre piante crescono relativamente lontano da questa che quindi non risulta individuabile con certezza.

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-Orobanche amethystea Thuill. SUCCIAMELE AMETISTINO

T par – Sub-Medit.-Sub-Atlant. - IV-VII – Abbastanza rara.

Erbacea peloso-ghiandolosa, alta 20-50 cm, a fusto eretto non particolarmente robusto e poco rigonfio in basso, rosso-violaceo; scaglie cauline di 2-3 cm a base allargata (fino a 4-6 mm); i fiori - eretto-patenti; brattee più lunghe (15-25 mm) dei fiori e sottili (1-2 mm); calice con denti lunghi come il tubo della corolla; corolla (15-25 mm) con labbro inferiore glabro e a tre lobi poco diversi fra loro, il superiore bilobato, biancastra venata di lillà in basso e violacea in alto, ricurva nel terzo inferiore e poi patente; filamenti inseriti a 3-4 mm sulla corolla e pubescenti in basso; stigmi porporini – sono riuniti in un'infiorescenza a spiga terminale densa e appuntita.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: media robustezza; lacinie del calice lunghe come il tubo corollino, corolla ripiegata a gomito in basso e poi patente, di colore lillà-rosato con venature violacee, diametro dell'infiorescenza (appuntita) 2,5-3 cm.

Piante parassitate più comuni: Eryngium campestre e Digitalis e Lotus spp. (ma non solo).

Habitat: radure boschive, prati.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano; 2 oss. J. Franzoni 2020 Wikiplantbase#Toscana: a N di Forra Lucia (Vaiano).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Succiamele ametistino): AMPIL del Monteferrato.
  • Monteferrato: Messeri 1936; non ritrovata da Biagioli & al. 2002.
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C): Cerreto e verso la cima.

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-Orobanche artemisiae-campestris Gaudin SUCCIAMELE DELL'ASPRAGGINE

T par – Euro-Medit. - IV-VII – Non comune.

Erbacea peloso-ghiandolosa, alta 20-50 cm, a fusto semplice ed eretto, rigonfio alla base e di colore da giallino a malva; squame cauline lanceolate di 12-15 x 3-5 mm; i fiori – brattee lanceolate di ca. 5 X 10-22 mm; calice di 1-1,5 cm costituito da lacinie acuminate e sottili, intere o divise in segmenti disuguali; corolla di 1,6-2 cm, color biancastro con venature violacee, eretto-patente, un po' ricurva nel terzo superiore, a labbro superiore bilobato ed inferiore a 3 lobi simili, arrotondati e lievemente dentellati; stami inseriti a 3-5 mm sopra l'inserzione della corolla, filamenti pelosi in basso e glabri in alto, antera glabra – sono riuniti in una ± densa infiorescenza cilindrica, capelluta in alto e lunga 5-20 cm.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: lacinie calicine sottili ed acuminate, filamenti pelosi in basso e glabri in alto. Simile a O. minor, che presenta un'infiorescenza più lassa e non capelluta in alto, la corolla lunga 12-18 mm e le brattee lunghe circa come i fiori.

Piante parassitate più comuni: Artemisia (ed altre Asteraceae come Picris, Reichardia ecc,).

Habitat: ambienti ruderali, incolti erbosi, bordi stradali.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano: rr campo a Bonistallo.
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (c): rr, Case Serilli (Vaiano).

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-Orobanche caryophyllacea Sm. SUCCIAMELE GAROFANATO

T par – Euro-Medit.-Turan. - IV-VII – Non comune.

Erbacea ghiandolosa e pelosa, alta 15-50 cm, a fusto semplice di color crema o rosato, poco rigonfio alla base; foglie lineari-lanceolate, di 15-30 x 3-7 mm; i fiori - di 20-30 mm; odoranti di chiodi di garofano; brattee lineari-lanceolate, di 1,5-2,5 cm; calice 12-18 mm, a lacinie bifide disuguali, lunghe come la metà del tubo corollino o poco più; corolla bianco-giallastra a volte rosata, di 22-30 mm a forma di casco, ovvero rigonfia a campana e arcuata, labbro superiore un po' bilobato e l'inferiore trilobato a lobi ottusi e simili fra loro, col margine ciliato; filamenti inseriti a 1-3,5 mm sopra la base della corolla, pelosi in basso, stimma rosso-scuro – sono inseriti in un'infiorescenza di 3-20 cm, non molto fornita e non capelluta in alto.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: lacinie calicine bifide e uguaglianti o poco superiori alla metà della corolla; questa relativamente grande (22-30 cm), curvata uniformemente a guardarla di profilo, con labbro inferiore a 3 lobi uguali fra loro o quasi- sono riuniti in un'infiorescenza spesso a più di 15 fiori.

Piante parassitate più comuni: Galium ed altre Rubiaceae.

Habitat: pascoli e ambienti rocciosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: Galcetello (2018) (Prato).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: Collina di Schignano a margine strada (2024).

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-Orobanche crenata Forssk. SUCCIAMELE DELLE FAVE

T par – Medit.-Turan – IV-VI – Poco comune.

Erbacea pelosa e ghiandolosa, a fusto semplice, eretto, robusto, in basso solo un po' rigonfio, alta 20-80 cm, spesso porporino; scaglie fogliari abbastanza sottili (12-25 x 3-5 mm); i fiori – brattee di 1.5-2,5 cm, lineari; calice di 1-2 cm a sepali bifidi disuguali, lunghi come il tubo della corolla; questa di 1,5-3 cm, chiaramente crenulato-dentata, glabrescente, bianca striata di violetto-porporino, dritta o un po' ricurva in alto, presenta un ampio labbro superiore, intero o poco bifido, glabro al margine e l'inferiore, trilobo, con il lobo centrale per lo più maggiore dei laterali; filamenti posti a 2-5 mm dalla base corollina, pelosi in basso o del tutto; antere glabre, stimma da biancastro a rosato – sono riuniti in un'infiorescenza abbastanza densa lunga 20-40 cm e spessa 3-4, tronca in alto e a volte interrotta in basso.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: corolla lunga 2-3 cm a tinta di fondo bianca, glabrescente, assai ampia a lobatura diseguale; stami inseriti più in alto di 3 mm dalla base corollina, sepali bifidi lunghi come il tubo corollino.

Piante parassitate più comuni: più spesso Fabaceae coltivate, ma anche spontanee.

Habitat: zone ruderali, campi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra S. Quirico (2022) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: ai Pianali (Montemurlo), presso V. Baylon (Prato).
  • Monte Le Coste: sopra S. Lucia (2022) (Prato).
  • Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: alla Briglia (2024).

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-Orobanche gracilis Sm. SUCCIAMELE ROSSASTRO

T par (a volte perenne) – Europ.-Caucas. - IV-VI – Non comune.

Erbacea a fusto semplice, eretto, un po' rigonfio in basso, arrossato o giallastro, alta 20-40 cm; scaglie fogliari triangolari di 15-25 x 3-10 mm, numerose; i fiori – brattee 1,5 -2,5 mm lineari; calice diviso ± profondamente in 2 lacinie sottili circa di uguale lunghezza e uguaglianti la corolla; questa è lunga 18-26 mm, ricurva ed evidentemente campanulata, giallo-rossastra all'esterno e rosso sangue brillante all'interno, a lobi ciliati e dentellati, gli inferiori arrotondati; filamenti pelosi e inseriti a 1,5-3,5 mm dalla base corollina; antere glabre; stimma rosso brillante – sono riuniti in un'infiorescenza lunga 6-22 cm, interrotta ed in alto con brattee sporgenti.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: corolla fortemente campanulata con superficie interna rosso brillante e labbri (soprattutto l'inferiore) ciliati, filamenti evidentemente pelosi.

Piante parassitate più comuni: Fabacee.

Habitat: margini stradali, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano (Foce ai Cerri e altrove).

Monteferrato: Biagioli & al. 2002: C. Pianali (Montemurlo).

Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).

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-Orobanche hederae Vaucher ex Duby SUCCIAMELE DELL'EDERA

T par – Euro-Medit. - IV-VI – Poco frequente.

Erbacea parassita quasi esclusiva dell’edera, peloso-ghiandolosa a volte completamente giallastra, con fusto arrossato, rigonfio in basso, alta 10-60 cm, con scaglie lanceolate di 18-25 x 3-6 mm e presenti soprattutto in basso; i fiori – brattee poste alla base del tubo corollino, lunghe come o poco più del fiore; calice (16-20 mm) ridotto a due lacinie laterali profondamente bifide e sottili; corolla (16-20 mm) bianco- giallastra soffusa di rosso, lunga 1-1,8 cm, glabra e ristretta alla fauce, a dorso quasi dritto, labbro superiore intero o retuso, l’inferiore a tre lobi, col centrale più lungo; stami inseriti al quarto inferiore del tubo; stigma non sporgente e giallo – sono riuniti in una infiorescenza terminale di 7-15 cm che si allunga e diviene più lassa con la maturazione.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: corolla bianco-giallastra soffusa di rosso, ristretta a metà della sua lunghezza, parassita dell'edera.

Piante parassitate più comuni: Hedera spp.

Habitat: aree boschive, ruderali, arbusteti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra Usella verso il Santo (2018) (Cantagallo); sentiero sopra Sasseta verso Luciana, Sassetta (2022); Montepiano (2023) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monte Le Coste a Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C,S):
  • Pianura: Caruel: P. a Caiano.
  • Rilievi sopra Montemurlo: nuovi ritrovamenti: Cicignano (2024); da Bagnolo Alto alla Villa del Barone (2026).

 

?-Orobanche lutea Baumg. SUCCIAMELE GIALLA (in realtà a volte appare rossastra, è chiamata infatti anche O. rubens Wallr.)

T par – CS-Europ. - V-VII – Molto rara o assente.

Erbacea spesso arrossata, alta 20-50 cm, a fusto robusto e rigonfio in basso; scaglie fogliari lineari-acuminate, lunghe 2-3 cm; i fiori leggermente odorosi – calice diviso in 2 lacinie poco ineguali e lunghe ca. la metà del tubo corollino (10-17 mm); corolla giallastra o rosso-bruna, a dorso dritto, con tubo evidentemente allargato nella porzione rettilinea, labbro superiore smarginato e ricurvo, l'inferiore a lobi simili fra loro e non (o poco) ciliati; filamenti inseriti a 3-6 mm dalla base della corolla e pelosi in basso; stigmi gialli (o biancastri) e spesso sporgenti – sono riuniti in un'infiorescenza multiflora ± densa; capsula 1-1,6 cm.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: infiorescenza ricca di fiori con la corolla dritta sul dorso, labbro superiore assai ricurvo con lobi non ciliati e stimmi gialli (o rossi); le brattee sono lunghe circa come i fiori: può somigliare a O. amethystea che però ha brattee più lunghe dei fiori (sporgono al di sotto).

Piante parassitate più comuni: Fabaceae come Medicago e Trifolium spp.

Habitat: campi con Fabacee, prati, zone marginali.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Fiori 1914 (sub O. rubens); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: rr Vaiano.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Succiamele prataiolo): AMPIL del Monteferrato.

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-Orobanche minor Sm. SUCCIAMELE MONORE

T par – Subcosmop. - IV-VI – Abbastanza comune (il più diffuso e comune del genere).

Erbacea a volte glabrescente, fusto eretto e rigonfio alla base, alta 10-60 cm; squame fogliari ovate o lesiniformi, lunghe 12-16 mm; i fiori – brattee lunghe ± come i fiori (7-15 mm); lacinie calicine (7-12 mm, come o più del tubo corollino) intere o bidentate; corolla (10-18 mm) da biancastra venata di lillà, viola o addirittura interamente giallastra (a volte glabrescente), gradualmente arcuata sul dorso, con labbro superiore a 2 lobi riflessi e l'inferiore a 3 lobi subuguali (il centrale un po' superiore); filamenti inseriti 2-3 mm sopra la base corollina; stimma viola-porporino o più raramente giallo – sono riuniti in un'infiorescenza lunga 5-30 (o più) cm, tronca in alto e con fiori spesso distanziati fra loro.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: scaglie fogliari medie ovato-lanceolate, infiorescenza spesso a fiori (bianco-violacei o giallastri, con filamenti inseriti a 2-3 mm dalla base della corolla, pelosi dorsalmente in basso) distanziati e interrotta in basso.

Piante parassitate più comuni: Trifolium spp. o altre Fabaceae, più raramente Asteraceae o Apiaceae.

Habitat: margine sentieri, radure, prati.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2018), da Fabbro a Migliana (2020) (Cantagallo); strada da Vernio verso Cavarzano (2021), Gorandaccio (2022) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano; oss. L. Peruzzi 2020 Wikiplantbase#Toscana: Pietramarina (Carmignano).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (s).
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra il paese di Montemurlo e verso Cicignano (2024).

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-Orobanche rapum-genistae Thuill. SUCCIAMELE MAGGIORE

T par – Subatl. - IV-VII – Abbastanza comune.

Erbacea abbastanza robusta, con fusto giallastro tinteggiato di porpora, del diametro di 0,5-2 cm e ingrossato in basso; scaglie numerose e lunghe 2-6 cm; i fiori - maleodoranti, avvolti in basso da brattee lineari-lanceolate più lunghe di essi (15-55 mm); calice bidentato inferiore al tubo corollino; corolla di 20-25 mm, peloso-ghiandolosa, di colore da giallo-rossiccio a castaneo-grigio, arcuata e a labbro inferiore col mediano più lungo dei laterali; filamenti pelosi (a volte glabrescenti in basso) e inseriti a 2 o poco più mm dalla base del tubo corollino; antere glabre; stigma giallo – sono riuniti in una lunga spiga densa (di 15-30 cm).

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: fiori a corolla giallo-rossiccia, a labbro superiore arcuato e stami inseriti in basso sul tubo corollino, stimma giallo (o rar. arancio).

Piante parassitate più comuni: Fabaceae in particolare del genere Genista e Cytisus.

Habitat: arbusteti, radure.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Venturi 2006: Limentra Orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Fonte del Romito (2019); sopra il Gorandaccio (2020) (Vernio); strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2018), sentiero dagli Acquiputoli al Faggione (2019); Terrabianca, CAI 16 (2021) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Rilievi sopra Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sopra la Villa del Barone (2026).

 

Il genere Phelipanche

conta una ventina di specie a distribuzione mediterraneo-W-asiatica (12 indigene in Italia). Si tratta di piante erbacee molto simili a Orobanche: se ne differenziano soprattutto per la presenza di una piccola brattea lineare su entrambi i lati del calice; inoltre il colore della corolla è generalmente ± sull'azzurro (carattere rarissimo in Orobanche, con l'eccezione di O. cernua Loefl. non presente in Toscana); infine il frutto a capsula si apre in alto (in Orobanche a ca. metà).

NB: a volte le specie del genere Orobanche crescono a distanza di molti centimetri dalla pianta parassitata, invece quelle del genere Phelipanche le restano più vicine facilitandoci il riconoscimento tramite l'identificazione della pianta ospite.

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-Phelipanche mutelii (F.W. Schultz) Reut. SUCCIAMELE DI MUTEL (P.A.V. Mutel, botanico francese)

T par – Euro-Medit. - III-VI – Rara.

Erbacea di aspetto variabile, alta 5-25 cm, a fusto abbastanza sottile a volte ramificato; squame fogliari lunghe 3-8 mm, ghiadolose, ovato-laceolate; i fiori – brattee di 3-4 X 6-11 mm con bratteola ± sottile; calice lungo 6-9 mm, a lacinie in basso triangolari prolungantesi in un'appendice sottile lunga come o poco più del tubo; corolla lunga 15-22 mm, poco ricurva, con labbro superiore non o leggermente arcuato e l'inferiore a lobi arrotondati, da biancastra ad azzurra o color malva; filamenti del tutto glabri ed inseriti a 4-6 mm dalla base della corolla; stimmi bianchi o leggermente azzurri – sono riuniti in un'infiorescenza multiflora.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: segmenti del calice lunghi ca. come il tubo, corolla azzurrina di 15-22 mm, labbro superiore non o poco arcuato, fiori tutti sessili.

Piante parassitate più comuni: molte piante autoctone (Fabaceae, Lamiaceae, Asteraceae ecc.) e coltivate.

Habitat: zone ruderali, coltivi, cespuglieti, margine di camminamenti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Baroni 1897-1908 (sub Kopsia ramosa Dum. var. Muteli (Reut.): m. Calvana (Somm. II); Gestri 2009 (sub Orobanche ramosa L. subsp. mutelii (F.W.Schultz) Cout.) e Gestri & Peruzzi 2016: Campo Melograno, Rimaggio (Vaiano); Bifolchi (Prato).
  • Montalbano: Baroni 1897-1908: fra Montelupo e Verghereto (Somm.herb.).

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-Phelipanche purpurea (Jacq.) Soják SUCCIAMELE AZZURRO

T par – Europ.-Sud-Siber. - V-VII – Poco comune.

Erbacea alta 20-60 cm, con fusto semplice (rar. poco ramificato), scanalato, un po' ingrossato alla base; scaglie fogliari lunghe 13-16 mm, poco numerose; i fiori – brattee lanceolate di 1-1,5 cm con bratteola sottile; calice di 1-1,5 cm, a lacinie disuguali e generalmente più brevi del tubo; corolla di 20-25 mm, blu-violacea a venature più scure, labbro superiore intero o leggermente bilobo, l'inferiore a lobi allugato-ellittici con margini interi, ricurvi e ciliati; filamenti glabri o quasi ed inseriti a 5-7 mm dalla base della corolla; stimmi bianco crema – sono riuniti in un'infiorescenza di 6-15 cm, pauciflora e ± lassa.

Sintesi caratteri diagnostici più importanti: infiorescenza pauciflora e lassa, corolla lunga 20-25 mm, calice a lacinie più brevi del tubo e fusto semplice e robusto..

Piante parassitate più comuni: Artemisia (da noi spesso su verlutiorum), Achillaea (soprattutto millefolium) ed altre Asteraceae.

Habitat: margini stradali, incolti ad Artemisia, su suoli secchi.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Baroni 1897-1908 (sub Kopsia coerulea Dum.): m. Calvana sopra l'Achillea millefolium … (Car. in Parl. I e Somm. herb.).
  • Cascine di Tavola: nuovi ritrovamenti: 2022.
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: sopra il cimitero di Poggio alla Malva (Carmignano).
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: Galcetello (2000), incolto presso Tavola, alla Dogaia presso il carcere, alveo del Bisenzio a Prato (assai abbondante) (2024), a Le Pantanelle a margine del Viale dell'Unione europea (2026) (Prato); via N. Provinciale (2021) (Montemurlo).

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-Phelipanche ramosa (L.) Pomel SUCCIAMELE RAMOSO

T par – Paleotemp. - V-VIII – Rarissima o assente.

Erbacea molto simile a P. mutelii, ma più contenuta, alta 5-40 cm, a fusto più gracile e ramificato (rar. semplice), brattee 2-3 X 5-8 mm; fiori più piccoli: calice di 4-5 mm (lacinie triangolari-acuminati più brevi del tubo), corolla di 9-14 mm, azzurrina o biancastra, a lobi ottusi e ciliati.

Piante parassitate più comuni: di molte piante autoctone (Fabaceae, Lamiaceae, Asteraceae ecc.) e coltivate (canapa, solanaceae e colza).

Habitat: zone ruderali, coltivi, giardini, cespuglieti, margine di camminamenti.

Distribuzione sul territorio:

  • Montalbano: Baroni 1897-1908 (sub Calvana: Baroni 1897-1908 (sub Kopsia ramosa Dum.) : fra Montelupo e Verghereto (Somm. herb.)
  • Monteferrato: Biagioli & al. 2002: podere Baylon (Prato).
  • Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (sub Orobanche schultzii (Mutel) Pomel): strada sterrata sotto le Villette delle Sacca ad E*

*NB: da un esame più accutato e scrupoloso delle foto, mi sento di dover variare l'attribuzione di questa specie nel modo indicato, come confermato dalle immagini di sopra inserite!

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??-Phelipanche schultzii (Mutel) Pomel SUCCIAMELE DI SCHULTZ 
T par – S-Medit.-Paleosubtrop. - III-VI – per adesso DA ESCLUDERE DAL TERRITORIO PRATESE

Erbacea alta 10-60 cm, assai simile a Ph. ramosa, ma ha il fusto per lo più semplice, foglie di 10-18 x 3-5 mm, fiori a corolla (azzurro chiaro) più piccola (inferiore a 2 cm) a labbro inferiore acuto, calice di 8-12 con dente superiore filiforme e lungo fino al doppio del tubo, antere pelose, filamenti ± glabri; l'infiorescenza cilindrica è lunga 10-20 cm.

Piante parassitate più comuni: Fabaceae come Scorpiurus spp, Vicia faba, Apiaceae come Ferula spp, Asteraceae come Dittrichia viscosa o Artemisia spp ecc.

Habitat: cespuglieti, radure boschive, incolti erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • ?? Monte Le Coste: Gestri in Peruzzi & al. 2013 e Gestri & Peruzzi 2013b: Spazzavento, versante E lungo V. Barbetta (Prato). Va riferita a Ph. ramosa!!

 

Il genere Rhinanthus

conta una cinquantina di specie distribuite in gran parte dell'emisfero boreale: Europa, N-America e Asia settentrionale (16 indigene con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di piante erbacee emiparassite, annuali, caratterizzate da un fusto striato a sezione quadrangolare; dalle foglie intere, sessili e spesso dentellate al margine; dai fiori – dotati di brattee fogliari per lo più grandi e dentellate; calice accrescente, compresso lateralmente, con tubo rigonfio-ventricoso soprattutto nel frutto e 4 denti acuti e conniventi; corolla di colore giallo, a tubo dritto o un po' ricurvo, terminante in un lembo a due labbra, il superiore compresso ed eretto con sotto la sommità, una protuberanza glabra e colorata per lo più di viola (che chiameremo “naso”, anche perché il genere prende appunto il nome da questo: Rhinos = naso e anthos = fiore: fiore col naso); 4 stami inclusi nella corolla – sono riuniti in un'infiorescenza terminale a spiga (con fiori sessili o brevissimamente peduncolati); il frutto è una capsula loculicida contenente pochi semi.

Queste piante sono particolarmente soggette al polimorfismo stagionale, anche se forse in maniera meno marcata rispetto a Melampyrum. In generale quelle che appaiono in primavera sono piante più slanciate, con internodi più lunghi, e in numero minore, ramificazioni più brevi e meno numerose ecc... rispetto aquele che appaiono in altri periodi dell'anno. Alcuni Autori tendono a vedere in queste diversità morfologiche specie diverse, altri preferiscono parlare di ecotipi o varianti stagionali.

Un'altra caratteristica delle nostre specie è che la corolla può presentarsi in due forme: a labbra aperte con angolo da 45 a 90° (anectolema) o chiuse con angolo inferiore ai 45° (cleistolema).

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-Rhinanthus alectorolophus (Scop.) Pollich subsp. alectorolophus CRESTA DI GALLO COMUNE

T scap – C-Europ. - IV-IX – Non comune.

Erbacea ad alto polimorfismo stagionale (più slanciato ecc. in primavera), alta da 10 a 80 cm, fusto eretto semplice o ramificato, pubescente e striato; foglie opposte, ovato-lanceolate, dentellato-seghettate al margine e glabre; i fiori - dotati di brattee triangolari-rombiche, generalmente più lunghe del calice e con denti inferiori (di 2-3 mm) poco più lunghi dei superiori e mai aristati; calice peloso per peli più lunghi di 1 mm e flessuosi, compresso lateralmente e accrescente alla fruttificazione, andando così a ricoprire il frutto; corolla cleistogama (a labbra chiuse), lunga ca. 2 cm a tubo leggermente ricurvo, con naso violaceo di 1,3-2,5 mm – sono riuniti in un'infiorescenza terminale a spiga.

Habitat: zone prative e pascoli.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Fossato (Cantagallo); nuovi ritrovamenti: a Le Soda (2017); dall'Alpe di Cavarzano al M. Scoperta (2018) (Vernio); sopra Migliana verso le Cavallaie in radura di Castagneto (2019) (Cantagallo).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli et al. 1999 (sub Cresta di gallo comune): AMPIL del Monteferrato.

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-Rhinanthus minor L. CRESTA DI GALLO MINORE

T scap – Circumbor. - V-VIII – Raro.

Erbacea glabra o quasi, alta 5-50 cm, a fusto eretto semplice o ramificato; foglie oblungo-lanceolate a margine crenulo-dentato; i fiori – brattee romboidi-triangolari, glabre, verdi o arrossate, al margine con denti irregolari ed acuti (gli inferiori maggiori dei superiori); calice glabro sulle facce; corolla anectolema ( labbra aperte), di 1-1,5 cm, gialla, a tubo dritto e naso, giallo pallido, fino a 0,5 mm e a contorno arrotondato - sono riuniti in un'infiorescenza terminale a spiga.

Habitat: prati e luoghi erbosi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub R. crista-galli L.): Montepiano (Somm. herb.); nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano (2014) (Vernio); sopra il Fabbro verso Migliana abbondante, inoltre più in alto nei castagneti verso Le Cavallaie (2018) (Cantagallo).
  • Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub R. personnatus (Behr.) Bég.); Gestri 2009 (sub R. personnatus (Behr.) Bég.) e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Cresta di Gallo minore): AMPIL del Monteferrato.

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?-Rhinanthus pumilus (Sterneck) Pau CRESTA DI GALLO MEDITERRANEA

T scap – N-Euro-Medit. - VI-VIII – Raro.

Erbacea a fusto eretto a 7-10 internodi, alta 10-60 cm; foglie ovato-oblunghe a margine dentellato; si caratterizza soprattutto per i fiori con brattee ± ovato-triangolari, a 6-14 paia di denti profondi (anche 8 mm), pelose, e superanti il calice (di 1-2 cm), che pure si presenta peloso (si tratta in grande maggioranza di peli semplici e a volte con taluni piccoli peli ghiandolari), la corolla di 2-3 cm a tubo leggermente ricurvo e fauce ± richiusa e con naso di 1.3-2.5 mm.

Habitat: prati e incolti aridi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale.

NB: per Arrigoni 2020 questa segnalazione di Venturi è probabilmente da riferire a R. minor.

 

 

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