Pinaceae

FAMIGLIA PINACEAE

Questa Famiglia conta 12 generi e circa 200 specie diffuse soprattutto nell'emisfero settentrionale. Si tratta di di alberi resiniferi (raramente arbusti) per lo più sempreverdi a foglie aghiformi, singole o raggruppate in mazzetti di 2, 3-5 o 10-40; sono piante monoiche che si riproducono mediante i "fiori" contenuti nei coni o strobili (strutture costituite da ± numerose squame disposte a spirale): quelli maschili contengono i microsporilli che producono il polline, sono più piccoli e non lignificano; i coni femminili, che contengono i macrosporilli, una volta fecondati producono semi, generalmente alati, che si disperdono col vento; questi ultimi lignificano a maturità (= pigne). I semi impiegano un periodo molto lungo per arrivare a maturazione, anche anni.

 

Il genere Abies

conta una cinquantina di specie che abitano l'emisfero boreale (2 indigene e 4 esotiche presenti in Italia). Si tratta di alberi sempreverdi generalmente a chioma conica, con rami disposti in verticilli; le foglie si presentano in forma di aghi appiattiti, scanalati sulla faccia superiore, singoli e disposte in due serie sui rametti; cadendo lasciano sul ramo cicatrici non rilevate; i coni maschili sono posti all'ascella delle foglie; i coni femminili si presentano eretti e si disgregano a maturità liberando i semi alati; l'asse centrale persiste a lungo sui rami.

 

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-Abies alba Mill. ABETE BIANCO

P scap – Orofila S-Europ. (sul nostro territorio introdotta dall'uomo) - IV-V – Non raro soprattutto sull'Appennino principale.

Grande albero sempreverde, che può raggiungere i 50 m di altezza, a tronco eretto e chioma piramidata; la corteccia è liscia e grigio-cenerina; i giovani rami hanno una pubescenza breve e rosso-nerastra; le foglie - lineari (15-30 x 2-3 mm) ad apice non pungente, con due linee di stomi bianco-argentee sulla faccia inferiore - sono inserite singolarmente e disposte sui rami sterili in due ranghi posti su uno stesso piano e in quelli fertili a spazzola; è pianta monoica: i fiori maschili (microsporofilli) sono riuniti in brevi coni gialli, ovoidali, sessili e penduli, i femminili (macrosporofilli) coni verdi più allungati; le pigne (=coni femminili arrivati a maturità) di 8-20 x 4-5 cm, verdi e poi brune, sono erette, con le squame che si disarticolano lasciando i rachidi spogli sui rami.

Habitat: albero di alta montagna che, sul nostro territorio, è stato impiantato dall’uomo a scopo ornamentale o per rimboschimento.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & Menicagli 1999: Vernio; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (presso Fregionaia, Uccelliera, fra gli Acquiputoli e Cave), Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale (coltivata); Ricceri 2006: ambienti appenninici di quota; nuovi ritrovamenti: grosso rimboschimento sul versante SW di P. la Zucca (2018) (Canatagallo); a N delle Soda con presenza di rinascita (2018) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri 6 Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009, Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998; Biagioli & al. 1999 (sub Peverina dei campi): AMPIL del Monteferrato.
  • Monteferrato: Ricceri 1993.
  • Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: alle Cavallaie (2019).

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-Abies cephalonica Loud. ABETE GRECO

P scap – Orig. C-Europ. (da noi coltivato) – III-V – Abbastanza raro.

Albero alto 10-30 m simile a A. alba; si caratterizza le foglie aghiformi lunghe negli alberi adulti più di 1,5 cm, acute all'apice e pungenti, odoranti di resina se sfregate, le gemme assai resinose, le pigne femminili (erette) di 4-5 x 12-16 cm e a brattee sporgenti.

Habitat: naturalmente nelle foreste mediterranee di caducifoglie, da noi in giardini o in rimboschimenti.

Distribuzione sul territorio:

  • Calvana: Gestri 2009, Gestri & Peruzzi: raramente coltivato al Monte Maggiore (Vaiano).

 

-Abies grandis (Douglas ex D.Don) Lindl.

P scap – Orig. N-Americ. - Raramente presente per introduzione antropica.

Albero alto 10-50 m, caratterizzato rispetto agli altri abeti, dalle foglie aghiformi, aromatiche, inferiori ai 3 cm di lunghezza, coni eretti e inferiori a 12 cm; le foglie si presentano verde scuro superiormente e distese orizzontalmente, alternandosi le lunghe alla più brevi.

Habitat: solo coltivate.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra Badia (2018), sentiero 00 da Montepiano all'Alpe di Cavarzano (Vernio).

-Abies pinsapo Boiss. ABETE DI SPAGNA

P scap – Orig. Andalusia – Raramente coltivata.

Albero a portamento conico, alto 10-30 m, simile ad A. cephalonica, da cui si distingue per le foglie più spesse, generalmente di lunghezza inferiore al centimetro e mezzo negli alberi adulti, inoltre per i coni femminili con brattee incluse.

Habitat: naturalmente nelle foreste mediterranee di caducifoglie, da noi in giardini o in rimboschimenti.

Distribuzione sul territorio:

Calvana: Gestri & Peruzzi: Vaiano (coltivata).

 

Il genere Cedrus

conta 4 specie che abitano in natura 3 il bacino mediterraneo e 1 l'Himalaya (tutte e 4 sono presenti in Italia come esotiche: 3 naturalizzate ed 1 occasionale). Si tratta di alberi di grandi dimensioni, sempreverdi e con legno aromatico; dal tronco principale originano i lunghi rami strutturali e da questi i rami più brevi (brachiplasti) su cui si inseriscono le foglie; queste ultime, aghiformi, brevi e ± pungenti, sono riunite in gruppi di 10-20; i coni femminili, costituiti da squame appressate, si presentano eretti (lunghi 3-12 cm) con morfologia da ellissoide a cilindrica; dopo un anno di crescita sono in grado di essere impollinati (durante autunno) ed i semi sono in grado di germinare dopo un altro anno ancora; a questo punto si disgregano per liberare i semi alati che vengono dispersi dal vento.

 

-Cedrus atlantica Man. CEDRO DELL'ATLANTE (catena montuosa N-Africana da cui origina)

P scap – Orig. N-Afric. - IX – Coltivato qua e là.

Albero sempreverde di grandi dimensioni (10-50 m di altezza) caratterizzato all'interno del genere dai giovani rami pubescenti e non ricadenti, le foglie aghiformi inferiori ai 3 cm di lunghezza e rigide, i coni femminili ad apice tronco e ombelicato, di dimensioni massime di 8 x 5 cm a maturità.

Habitat: da noi utilizzato per rimboschimenti o come ornamentale in parchi e grandi giardini.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2002: riserva naturale Acquerino-Cantagallo (presso Cerliano).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaino, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Cenni 1999; Boretti & al. 2006: Parco delle Rimembranze; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Cedro dell'Atlante): AMPIL del Monteferrato (soprattutto a valle della Collina).
  • Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano: bell’esemplare nella lecceta a Pietra Marina.

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-Cedrus libani A. Rich. CEDRO DEL LIBANO

P scap – Orig. W-Asiat. - IX – Coltivato qua e là.

Albero imponente, alto 40 m ed anche più nelle zone di origine; si distingue da atlantica per i giovani rami glabri, le foglie più lunghe, fino a 25 mm e di colore verde scuro (anch’esse appuntite), le pigne più scure e lunghe 9-15 cm. Inoltre i grandi rami nei vecchi alberi tendono a inclinarsi verso il suolo.

Habitat: coltivata soprattutto in parchi.

Distribuzione sul territorio:

  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Peruzzi 2013a.
  • Pianura: nuovi ritrovamenti: giardini-parco in viale Montegrappa a Prato.

 

Il genere Larix

conta una quindicina di specie presenti nella regione olartica (1 spontanea e 2 occasionali in Italia). Alberi a foglie caduche con rami irregolarmente verticillati sul tronco principale; foglie appiattite e lineari, riunite in gruppi di 20-40 sui rami brevi; coni femminili da globosi a oblunghi, inferiori a 4 cm di lunghezza a maturità; rimangono a lungo interi sui rami; impollinazione primaverile.

 

-Larix kaempferi (Lamb.) Carrière

P scap – Orig. E-Asiat. - IV-VI – Rarissimo (coltivato).

Albero alto 10-30 m, che si caratterizza all'interno del suo genere per i giovani germogli glauchi, le foglie inferiormente con 2 bande bianche e i coni femminili con squame assai ricurve in alto, almeno quando il clima è secco.

Habitat: da noi coltivato assai raramente.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2002: riserva naturale Acquerino-Cantagallo (in filare fra gli Acquiputoli e Cave); nuovi ritrovamenti: rimboschimenti al Gasperone (2018) (Vernio) e alla Rasa (Cantagallo) (2018).

 

Il genere Picea

conta una quarantina di specie distribuite nell'emisfero boreale (2 native ed 1 esotica casuale in Italia). Si tratta di alberi sempreverdi con rami verticillati regolarmente; foglie aghiformi, sessili, solitarie, a sezione rombica, acute o mucronate, situate su cuscinetti persistenti e disposte su tutto il contorno dei rami (non in serie); coni maschili ovati o cilindrici, posti all'ascella fogliare di rami di 1 anno; coni femminili penduli con squame persistenti e, da maturi, lunghi più di 3 cm.

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-Picea abies (L.) Karst. ABETE ROSSO

P scap – Eurosiber. - III-V – Da noi coltivato qua e là.

Grande albero sempreverde, alto da 10 a 50 m, con fusto centrale e chioma conico-piramidata; giovani rami pubescenti; foglie aghiformi lunghe 1,5-2,5 cm, a sezione rombica e inseriti, non in serie, su cuscinetti rilevati; coni femminili cilindrici, sessili, all'apice dei rami, inizialmente rosso-scuri ed eretti, a maturità penduli e lunghi 8-15 cm; presentano scaglie intere.

Habitat: boschi freschi normalmente ad una certa altitudine.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005 (sub Abete rosso), Bettini & al. 2009 (sub P. excelsa (Lam.) Link): riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano.
  • Monteferrato: Ricceri 1993 (sub P. excelsa (Lam.) Link).

 

Il genere Pinus

conta poco più di un centinaio di specie, distribuite in gran parte dell'emisfero boreale (9-10 indigene con alcune sottospecie e 6-7 esotiche in Italia). Si tratta di alberi o arbusti sempreverdi a rami verticali o patenti; le foglie aghiformi sono lunghe da 3 a 20 cm, poste sui rami brevi o brachiplasti e riunite alla base in fascetti di 2-5 da una guaina membranosa comune; sono specie monoiche con i fiori maschili agglomerati in grappoli e i femminili solitari, piccoli e ascellari, da questi ultimi originano i coni femminili (pigne) composti da scaglie legnose embricate fra loro e ingrossate verso l’esterno in una sorta di scudo mammellonato; i semi nascono alla base interna delle scaglie.

PS: molte specie (P. halpensis, P. pinaster ecc.) pur essendo spontanee in Italia (ed in Toscana), molto spesso sono state introdotte dall'uomo per fini di rimboschimento.

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-Pinus halepensis Mill. subsp. halepensis PINO D'ALEPPO (antica città della Siria)

P scap – Medit. (da noi per lo più introdotto dall'uomo) – II-V – Poco comune.

Albero a fusto centrale eretto e chioma ± ombrelliforme a maturità, alto 5-20 m; foglie aghiformi sottili (0,6 mm di diametro) e lunghe sui 35-65 mm, non rigide, ma flessibili, riunite in fascetti di due con guaina di 2-4 mm, scura e sugherosa; coni femminili con breve peduncolo ricurvo verso il basso, lunghi 5-10 cm, permanenti sui rami a lungo (vari anni).

Habitat: pinete e arbusteti soprattutto sul mare.

Distribuzione sul territorio:

Calvana: Gestri 2009 (sub P. h. Mill. sl) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub P. h. Mill. sl): Prato; Arrigoni & Viegi 2011 (sub P. h. Mill. sl).

  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Pino d'Aleppo): AMPIL del Monteferrato.
  • Monteferrato: Ricceri 1993 (sub P. h. Mill. sl); Biagioli & al. 2002: un solo esemplare sul Monte di Cava Paci (sub P. halepensis Mill. subsp. brutia (Ten.) Holmboe*).
  • Monte Le Coste: Tozzi 1998 (sub P. h. Mill. sl): Natreta; Gestri & Peruzzi 2013b: Natreta.

*la sottospecie brutia si differenzia per gli aghi più spessi (0,6-0,9) e più lunghi (7-13 cm); spesso i coni femminili sono riuniti a 2-3, privi o quasi di peduncolo e disposti quasi perpendicolarmente ai rami su cui sono inseriti.

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-Pinus nigra J.F.Arnold PINO NERO

P scap – Orig. Illirica – V-VII – Da noi frequentemente usato per rimboschimenti.

Albero che normalmente arriva a raggiungere i 20-30 m (a volte anche i 50) e si caratterizza per avere una chioma densa con tronco centrale eretto e ramificazioni orizzontali; la corteccia grigio-violacea fessurizzata in larghe placche a contorno nerastro; le foglie verde scure (da cui il nome nigra) sono riunite in fascetti di 2, lunghe 2-9 cm, rigide, subpungenti e impiantate le une vicine alle altre; le pigne sono ovoidali, lunghe 4-6 cm e larghe 2-3; le scaglie esternamente sono solo debolmente mucronate.

NB: si tratta di un'entità che include molte sottospecie difficilmente distinguibili fra loro; è presente spontanea solo sui rilievi montuosi della zona mediterranea; nel nostro territorio è stato introdotto dall’uomo.

Habitat: boschi su terreno roccioso superficiale.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2002 (Acandoli, ca Rio Ceppeta,ca Uccelliera, fra Acquiputoli e Cave ecc.), Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuovi ritrovamenti: sent. CAI 00 da Montepiano all'Alpe di Cavarzano (2018) (Vernio).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri & Biagioli 1992, Biagioli & Gestri1993; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Cascine di Tavola: Boretti & al. 2006: viale della Regina; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1993; Ricceri 1998; Biagioli & al. 1999 (sub Pino nero): AMPIL del Monteferrato.
  • Monte Le Coste: Gestri & Biagioli 1992; Biagioli & Gestri1993; Gestri & Peruzzi 2013b.

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-Pinus pinaster Aiton subsp. pinaster PINO MARITTIMO

P scap – da noi Orig. W-Medit. - II-V – Comunissimo.

Albero a fusto centrale eretto e chioma giovanile piramidata, con l’età ombrelliforme, alto 5-40 m; si caratterizza per la corteccia spessa, bruno-violacea e profondamente screpolata; le foglie riunite in fascetti di 2, lunghe 18-22 cm e spesse 2 mm, rigide e pungenti; la pigna conica-ovoidale, lunga 8-20 cm e larga 5-8, bruno-rossastra, diviene lucida a maturità; semi lunghi circa 7 mm con ala di 20-30.

NB: anche se probabilmente questa specie si può ritrovare spontanea soprattutto sulla costa in Toscana, spessissimo è stata impiantata dall’uomo anche in ampie aree su varie tipologie di substrato.

Habitat: rimboschimenti ± puri e in boschi misti.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: Castello di Luciana (2018)(Vernio)
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub P. p. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub P. p. Aiton sl).
  • Calvana: Fiori 1914 (sub P. p. sl); Arrigoni & Bartolini 1997 (sub P. p. Aiton sl); Gestri 2009 (sub P. p. Aiton sl) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub P. p. Aiton subsp. escarena (Risso) K.Richt.); Prato, Vaiano, Cantagallo; Arrigoni & Viegi 2011 (sub P. p. Aiton sl).
  • Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Pino marittimo); Ricceri 1998 (sub P. p. Aiton sl): AMPIL del Monteferrato.
  • Montalbano: Arrigoni & Viciani 2001 (sub P. p. Aiton sl) e Viciani 2001 (sub P. p. Aiton sl): Fornia; Gestri & Peruzzi 2013a (sub P. p. Aiton sl): Carmignano, P. a Caiano.
  • Monteferrato: Fiori 1914 (sub P. p. sl); Messeri 1936 (sub P. p. Aiton sl); Corti 1975 (sub P. p. Aiton sl); Arrigoni & al. 1979 (sub P. p. Aiton sl); Arrigoni & al. 1983 (sub P. p. Aiton sl); Gestri & Biagioli 1992 (sub P. p. Aiton sl); Biagioli & Gestri 1993 (sub P. p. Aiton sl); Ricceri 1993 (sub P. p. Aiton sl); Biagioli & al. 1999 (sub Pino marittimo); Biagioli & al. 1991 (sub P. p. Aiton sl); Biagioli & al.2002 (sub P. p. Aiton sl) (Prato, Montemurlo).
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S) (sub P. p. Aiton subsp. escarena (Risso) K.Richt.).

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-Pinus pinea L. PINO DOMESTICO

P scap – Euro-Medit. (Archofita) – III-V – Comune.

Albero a fusto eretto, alto 8-25, con la caratteristica chioma ad ombrello che lo fa distinguere dalle specie congeneri anche da lontano; si caratterizza per la corteccia aranciata e fessurata in placche verticali; le foglie riunite in fascetti di 2 (con guaine rossastre in basso), lunghe 7-12 cm e larghe poco più di 1 mm; le pigne di 7-12 X 8-14 cm, sono rosso-brune con squame scudiformi che contengono dei semi ad ali brevi (i pinoli), grossi (16-20 mm) e racchiusi in un guscio legnoso.

NB: è specie di dubbio indigenato, introdotta ampiamente dall’uomo in passato soprattutto a scopo alimentare.

Habitat: impianto aantropico in boschi, prati, viali, parchi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principlae pratese: nuovi ritrovamenti: da Migliana alle Cavallaie (2019) (Cantagallo).
  • Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano.
  • Cascine di Tavola: Boretti & al. 2006: Viale della Fattoria; Gestri & Lazzeri 2021.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998: AMPIL del Monteferrato.
  • Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: Prato.
  • Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
  • Pianura: 6 oss. Pinzani 2023, Wikiplantbase#Toscana: lungo A11 a Prato.

 

-Pinus strobus L. PINO STROBO

P scap – Orig. N-Americ. - Rarissimo (coltivato a scopo ornamentale).

Albero a portamento piramidato, alto da 10 a 30 m e che si caratterizza per la corteccia giovanile liscia e bruno-verdastra; le foglie riunite in fascetti di 5, molli e flessibili, lunghe 5-12 cm e larghe circa 0,5 mm, a sezione triangolare; le pigne sono lunghe 10-20 cm, strette (20-25 mm di larghezza) e arcuate verso il basso, con squame sottili e semi lunghi 5-6 mm.

Habitat: coltivato.

Distribuzione sul territorio:

  • Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Peruzzi 2013a; Gestri & Lazzeri 2021.

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-Pinus sylvestris L. PINO SILVESTRE

P scap – Orofil. Eurasiat. - IV-VII – Raramente coltivato.

Albero a fusto eretto, chioma piramidata verde-glauca, corteccia rossastra, fessurata in numerose placche irregolari, alto da 5 a 30 m; foglie persistenti aghiformi e dritte, larghe 1,2-1,4 mm e lunghe 3-7 mm, riunite in gruppi di 2 con guaina in basso sugheroso-rossastra e in alto trasparente; pigne ovato-coniche (3-8 x 2-3 cm), peduncolate e pendenti.

Habitat: pinete o boschi misti di montagna (da noi solo coltivato).

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998: AMPIL del Monteferrato.

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-Pinus wallichiana A.B.Jacks. PINO DI WALLICH (medico e botanico danese, 1786-1854)

P scap – Orig. Asiat. - IV-VIII – Coltivato raramente.

Alberi sempreverdi a chioma piramidata che, almeno nei luoghi di origine, possono raggiungere i 70 m di altezza e il tronco un diametro di 1 m o più; i giovani getti sono glabri, le foglie, aghiformi, sono riunite in fascetti di 5 e si presentano morbide, pendule e lunghe (6-)11-18(-20) cm e larghe ca. 1 mm; pigne (10-30 × 3-4 cm) cilindriche, per lo più dritte, peduncolate e pendule.

Habitat: da noi coltivato per fini estetici in parchi e giardini.

Distribuzione sul territorio:

  • Pianura: nuovi ritrovamenti: un bel gruppo di alberi è stato impiantato nei giardini di Viale Montegrappa (2024) (Prato).

 

Il genere Pseudotsuga 

conta 6 specie distribuite nell'America Nord-occidentale e in Asia orientale (1 sola specie esotica in Italia, frequentemente utilizzata per rimboschimenti montani). Si tratta di alberi sempreverdi (che possono raggiungere i 100 m d'altezza nei luoghi d'origine!), a foglie aghiformi che si caratterizzano, all'interno della Famiglia, per le foglie ottuse o smarginate in alto, alterne e inserite disticamente su un rudimentale picciolo direttamente sui rami; pigne inferiori ai 3 cm di lunghezza, pendule con la peculiare presenza di una brattea trifida che sporge da ogni squama.

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Pseudotsuga menziesii (Mirbel.) Franco DUGLASIA

P scap – Orig. N-Americ. - III-V – Ampiamente utilizzata nei rimboschimenti delle nostre montagne.

Albero sempreverde a tronco eretto, alto 30-100 m, corteccia odorante di limone e abbastanza liscia (soprattutto da giovane), chioma verde-glauca e piramidata; aghi a punta ottusa, lunghi 2,5-3,5 cm e disposti in due serie; pigne (2,5-3,5 x 6-10 cm) solitarie, pendule e poste (quasi sempre) sull'estremità dei rami, con le caratteristiche brattee trifide che spongono dalle squame.

Habitat: da noi presenti nei numerosi rimboschimenti spesso puri dei nostri rilievi.

Distribuzione sul territorio:

  • Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (presso Rio Ceppeta, F onte degli Acerelli, Uccelliera, fra gli Acquiputoli e Cave ecc.), Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuovi ritrovamenti: da Badia a S. Stefano (2018) (Vernio).
  • Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
  • Localizzazioni generiche: Ricceri 1998 (sub P. douglasii Carr.); Biagioli & al. 1999 (sub Duglasia): AMPIL del Monteferrato.

 

 

 

 

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