Plantaginaceae
FAMIGLIA PLANTAGINACEAE
In questa Famiglia, negli ultimi anni, sono confluite a seguito di più approfonditi studi genetici varie altre Famiglie per intero o in parte; conta adesso un centinaio di generi e più di 1800 specie, presenti un po' in tutto il mondo. Si tratta per lo più di piante erbacee (raramente arbustive) terrestri o a volte acquatiche a fiori zigomorfi o actinomorfi, con foglie prive di stipole, di varia forma e disposizione, i fiori - a 4 o 5 sepali e petali, saldati alla base (corolla spesso bilabiata), 4 stami, filamenti adnati ai petali, ovario supero – sono riuniti in capolini, spighe o racemi; il frutto è una capsula a diversa tipologia di apertura per la dispersione dei semi.
Il genere Antirrhinum
conta una quarantina di specie a distribuzione N-Americana e W-Mediterranea (3 indigene più 1 archeofita in Italia). Si tratta di arbusti nani o erbacee perenni lignificate in basso (suffrutici); le foglie sono intere, generalmente opposte nella porzione inferiore del fusto e alterne in quella superiore; i fiori zigomorfi – a calice a 5 denti ovati o lanceolati, saldati in basso e inferiori al tubo della corolla, che appare gozzuta alla base e formata da due labbra, la superiore a 2 segmenti e l'inferiore a tre, con fauce chiusa da un rigonfiamento labiale; 4 stami inclusi, due più lunghi e 2 più corti; stimma capitato – si presentano solitari all'ascella fogliare o riuniti in racemi terminali; il frutto è una capsula formata da due loculi di diversa lunghezza e che si apre in 3 pori.
-Antirrhinum majus L. BOCCA DI LEONE COMUNE
Ch frut – Orig. W-Medit. (da noi naturalizzata) – V-IX – Non comune.
Erbacea perenne glabra (a volte ghiandolosa a livello dell'infiorescenza), a fusto eretto o ramificato, alto fino a 30 cm; foglie da strettamente lanceolate a ovate (10-70 x 1-25 mm), sessili e in genere alterne sotto l'infiorescenza; i fiori – pedicelli di 2-10 mm e brattee ovate circa uguali; calice a denti ottusi di ca. 7 mm; corolla di 3-4,4 cm, porporino-violacea (a volte bianca) a due labbra, con fauce chiusa da un rigonfiamento labiale e con presenza di un ingrossamento alla base del tubo – sono riuniti in un denso racemo terminale; il frutto è una capsula oblunga di 1-1,5 cm.
Habitat: vecchi muri, roccaglie, rupi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 (sub A. m. L. subsp. majus): Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Bocca di leone comune): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: Cava di Gello (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub A. m. L. subsp. majus) (S): Cave sopra C. Serilli e sopra a Figline (Prato).
Il genere Callitriche
genere di poco meno di 50 specie distribuite quasi in tutto il globo (12 con alcune sottospecie in Italia). Si tratta di piante particolari, sommerse, anfibie o terrestri; le foglie sono semplici da lineari a obovate-spatolate (nelle anfibie i fusti terminano in rosette natanti); i fiori - monoici o poligami, con il calice e la corolla sostituiti da 2 brattee membranose (a volte assenti): i maschili ad 1 stame, i femminili a 2 stili filiformi e ovario supero - sono molto piccoli e isolati all'ascella fogliare; il frutto è una capsula a 4 logge carenate.
-Callitriche obtusangula Le Gall CALLITRICHE AD ANGOLI OTTUSI
I rad – Sub-Medit.-Subatl. - IV-VIII – Rarissima.
Erbacee con foglie emergenti, fusti flaccidi, radicanti sui nodi inferiori, lunghi 20-100 cm; foglie (4-5(6) X 8-16(22) mm) obovato-spatolate a 3 nervature o a volte ad 1 le più basse), le inferiori opposte, le superiori ± riunite in rosetta; fiori a stilo 3 volte più lungo dell'ovario; frutto subsessile, di 1-2 X 1.5 mm, a coste non alate.
Habitat: acque eutrofiche, correnti.
Distribuzione sul territorio:
- Pianura: Foggi & Venturi 2009: Lago Novo.
-Callitriche stagnalis Scop. CALLITRICHE MAGGIORE
I rad – Eurasiat. - IV-IX – Abbastanza rara.
Erbacee con foglie emergenti, fusti flaccidi, radicanti sui nodi inferiori, di 20-100 cm; foglie a 3-5 nervature, le inferiori sommerse, picciolate, a lamina da ellittica a spatolata a quasi circolare (1.5-2(5) X 5-15); quelle emergenti, ± in rosetta, sono un po' più piccole; gli stili sono persistenti, il frutto (1,7-1,8 mm), subsessile, ha le coste carenate con un'evidente ala e a volte ondulate.
Habitat: acque a lento scorrimento o stagnanti.
Distribuzione sul territorio:
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Gamberaia maggiore): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2016: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: Pian di Gello (Prato).
Il genere Chaenorhinum
conta una ventina di specie distribuite in Europa e Asia occidentale (4 con 2 sottospecie presenti in Italia). Si tratta di erbacee o suffrutici a foglie verdi, intere, di forma generalmente da lineare o oblanceolata, per lo più le cauline superiori picciolate e opposte, le inferiori sessili e alterne (le fiorali sempre alterne); i fiori – calice asimmetricamente a 5 lobi; corolla bilabiata a fauce aperta e provvista alla base di sperone; 4 stami – sono situati all'ascella delle foglie superiori; il frutto è una capsula da ovata a globosa, inferiore al calice e con numerosi semi privi di coste longitudinali.
-Chaenorhinum minus (L.) Lange subsp. minus LINAJOLA COMUNE
T scap – Euro-Medit. - IV-X – Non comune.
Erbacea pubescente-ghiandolosa a fusto eretto e ramificato dal basso, alta 5-30 cm; foglie lanceolate (soprattutto le inferiori) o oblanceolate, larghe al max. 6 mm e opposte; i fiori – calice diviso in 5 lacinie di 3-5 mm; corolla bilabiata, di 6-9 mm compreso lo sperone (un terzo della lunghezza totale), lillacina con fauce giallastra – sono situati singolarmente all'ascella delle foglie superiori; capsula lunga poco più del calice. La sottospecie nominale presenta: una corolla di poco più lunga dell'altra sottospecie, i peduncoli nel frutto di 8-20 mm e la capsula, oblungo-ovata, di ca. 3 x 5 mm, con semi di 0,5-0,8 mm.
Habitat: marginale e di incolti aridi e assolati.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub Ch. m. (L.) Lange sl) e Arrigoni & al. 2005 (sub Ch. m. (L.) Lange sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub Ch. m. (L.) Lange sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Cavarzano all'Alpe omonima (2018), a NW di Montecuccoli (2019) (Vernio).
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano: presso l'Elsana al Podere dell'Orto e Poggio alla Malva.
- Pianura: nuovi ritrovamenti: alveo del Bisenzio lungo V. Galilei (2024) (Prato).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S)
Il genere Cymbalaria
conta una decina di specie (per alcuni Autori una quindicina) a distribuzione Eurasiatica (6 con diverse sottospecie in Italia). Si tratta di piante erbacee generalmente perenni a breve ciclo vitale, caratterizzate dal fusto prostrato o decombente; dalle foglie generalmente palmate, dotate di un più lungo picciolo; dai fiori – calice a 5 segmenti profondi un po' diversi fra loro; corolla bilabiata a fauce chiusa, con alla base un breve sperone; 4 stami – sono disposti isolati all'ascella fogliare; il frutto è una capsula deiscente tramite l'apertura delle valve.
NB: queste piante presentano un curioso fenomeno: ovvero i fiori si dirigono verso la luce (fototropismo), ma una volta fecondati si spostano verso l'ombra con allungamento del peduncolo fruttifero.
-Cymbalaria muralis Gaertn.,B.Mey. et Scerb. subsp. muralis CIOMBOLINO COMUNE
H scap/Ch rept – Subcosmop. - III-X – Relativamente comune.
Erbacea totalmente glabra (a volte pelosa) a fusti sottili, striscianti e ricadenti, lunghi 10-80 cm (forma aggregati che spesso ricoprono il substrato); le foglie sono alterne e col picciolo più lungo (2-4 cm) della lamina; quest’ultima è di forma largamente cordata o reniforme, palmatinervia a 5-7 lobi (il superiore acuto) e un po’ incavata a tazza (= kimbe, da cui il nome), con la pagina inferiore spesso porporina; i piccoli fiori – calice di 2-2,5 mm, a lobi lanceolato-lineari; corolla di poco inferiore al cm, di colore violetto con fauce gialla coperta da un rigonfiamento del labbro inferiore; sperone di 1,5-3 mm – sono solitari all’ascella delle foglie; la capsula è globosa, glabra e poco più lunga del calice.
Habitat: muri o rocce umide.
Distribuzioe sul territorio:
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub Linaria cymbalaria); Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 (sub C. m. Gaertn.,B.Mey. et Scerb. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Cimbalaria): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Baroni 1897-1908 (sub Linaria cymbalaria Mill.): Fra Montelupo e Verghereto (Somm.herb.); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano; 1 oss. Roma-Marzio et P. Liguori 2017 Wikiplantbase#Toscana: sulle mura de La Rocca di Carmignano (Carmignano).
- Monteferrato: Biagioli & al.2002 (sub C. m. Gaertn.,B.Mey. et Scerb. sl): muretti a Galceti (Prato).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: verso Schignano (2024).
Il genere Digitalis
conta da una ventina a poco meno di una trentina di specie (a seconda degli Autori) distribuite in Europa e C-Asia (6 spontanee, più 1 occasionale in Italia). Si tratta prevalentemente di piante erbacee (raramente piccoli arbusti) bienni o perenni, più alte di 30 cm e caratterizzate dalle foglie semplici ed alterne, dai fiori – zigomorfi, calice gamosepalo a 5 lobi, inferiore alla corolla tubulosa con lembo un po' bilabiato (labbro inferiore più lungo del superiore) e fauce aperta, priva di sperone o gozzo alla base e lunga almeno 9 mm; stami 4 - riuniti in racemo terminali spesso unilaterale; il frutto è una capsula ovato-acuminata che si apre in 2 valve per liberare i piccoli e numerosi semi.
NB: tutte le piante di questo genere contengono, soprattutto nelle foglie, glicosidi attivi sul cuore (terapeutici ad un certo dosaggio e tossici fino a mortali a dosi poco più alte = basso indice terapeutico). Oggi i farmaci contenenti digitale non sono più utilizzati come solo 20-30 anni fa.
-Digitalis ferruginea L. DIGITALE BRUNA
H scap – Orof. NE-Medit. - V-VII – Localizzata ad una certa altitudine in Calvana.
Erbacea abbastanza robusta, a fusto eretto e glabro, alta 40-120 cm; le foglie (2-3 X 15-20 cm) si presentano intere, sessili, allungato-spatolate, a 7-9 evidenti nervature, acute e con le basali più grandi delle cauline, che si presentano numerose, alterne e via via ridotte verso l'alto; i fiori – brevemente peduncolati; calice a 5 lobi ellittici-ottusi, glabri o pelosi, a margine evidentemente scarioso; corolla di 1,5-3,5 cm, con lungo tubo conico terminante in due segmenti, di cui l'inferiore assai più lungo (9-12 mm), colore di fondo giallo-rossastro con reticolo bruno – sono riuniti in un lungo racemo multifloro, denso.
Habitat: boschi radi, schiarite, sopra i 500-600 m (da noi su calcare).
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
-Digitalis lutea L. PICCOLA DIGITALE GIALLA
H scap – W-Europ. (Subatlant.) - VI-VII – Relativamente comune.
Erbacea abbastanza robusta, alta da 50 a 100 cm; si caratterizza per: le foglie basali ovato-lanceolate e dentate grossolanamente, lunghe 9-14 cm e larghe 2-3 cm; i fiori - calice a divisioni strette e non ricoprentisi alla base fra loro; corolla gialla, di 5-7 x 15-25 mm, a tubo sottile (diametro 2-7 mm) e non rigonfio, con labbro superiore bilobo e labbro inferiore a lobi laterali ovati, per lo più un po' ripiegati all'indietro, e lobo medio di poco superiore agli altri (5-6 mm) – sono riuniti in una ± densa infiorescenza di numerosi fiori rivolti in gran parte nello stesso senso; capsula ovato-conica attenuata all’apice.
Habitat: boschi chiari, radure boschive.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2018) (Cantagallo); a N del Passo della Crocetta sent. 00 verso il Valico del Citerna (2019) (Vernio); dall'Alpe verso il Tabernacolo di Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Digitale gialla): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: rara (Prato).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b.
-Digitalis micrantha Roth ex Schweigg. DIGITALE APPENNINICA
H scap – Endem. ital. - V-VII – Relativamente comune.
Erbacea a fusto eretto, alta 50-90 cm, che si distingue dalla simile D. lutea per; le foglie basali lineari-spatolate poco dentellate, lunghe 12-20 cm e larghe 1-2; i fiori - calice a larghe divisioni soprattutto in basso, con i bordi che alla base si ricoprono fra loro; corolla bianco-giallastra di 2-3 x 9-11 mm, lungamente tubulosa, bilabiata a fauce aperta, con labbro inferiore a lobi laterali dritti – si riuniscono in una densa infiorescenza multiflora unilaterale e compatta; capsula globosa bruscamente attenuata all’apice.
Habitat: radure boschive, chiarie, boschi aperti.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; Foggi & Venturi 2006: Rio a E di Gavigno, Torr. Trogola a E di Pian di Simoni; a E della Storaia; Gestri 2018: Vernio, Cantagallo; nuovi ritrovamenti: presso Cantagallo (2018), strada bianca per Cascate Carigiola, strada bianca da Migliana a Le Cavallaie (2019), Migliana verso Schignano, versante W del M. Bucciana (2023) (Cantagallo); P. della Crocetta (2018), sentiero da S. Giuseppe a Badia in basso (2022), dal Gorandaccio verso Montepiano (2023) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Ricceri 1998: AMPIL del Monteferrato; Ricceri 2006: complessi montuosi nel Pratese.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Messeri 1936; Ricceri 1993; Biagioli & al. 2002: Prato.
- Rilievi sopra Montemurlo: nuovi ritrovamenti: boschi a N della Fattoria di Javello (2023).
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: sopra Codilupo, presso Schignano (2023).
Il genere Globularia
conta più di una ventina di specie distribuite in Europa e nella regione Mediterranea (6 indigene con alcune sottospecie presenti in Italia). Si tratta di piante erbacee o piccoli arbusti per lo più sempreverdi, a foglie semplici, alterne cauline e spesso anche in rosetta basale, prive di stipole; i fiori – ermafroditi e zigomorfi; calice a 5 divisioni; corolla ± bilabiata a 5 segmenti; stami 4 o meno frequentemente 2; ovario supero – sono riuniti in densi capolini; frutto a nucola, racchiusa nel calice persistente.
-Globularia bisnagarica L. VEDOVELLA DEI PRATI
H scap – S-Europ. - III-V – Poco comune (localizzata).
Erbacea priva di stoloni, a fusti eretti alti 10-20 cm (si allungano fino al doppio alla fruttificazione); foglie di 2-4 X 2.5-5 cm, le basali, obovato-spatolate, ottuse o smarginate all'apice e picciolate sono riunite in rosetta, le cauline di 5 X 20 mm, abbastanza numerose, si presentano alterne e di forma lanceolato-acuta; i fiori – con numerose brattee involucrali acute; calice a 5 segmenti superiori al tubo; corolla (da poco meno di 1 cm a 6 mm) con 5 lacinie sottili azzurro-violacee e tubo biancastro -sono riuniti in un capolino denso e globoso di ca. 2 cm di diametro.
Habitat: prati, incolti, radure di bosco calde e assolate.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Fiori 1914 (sub G. vulgaris); Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: tra Centopini e I Bifolchi (Prato).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Vedovella dei prati): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Foggi & Venturi 2009 (sub G. puntata Lapeyr.): P. dell'Orto, P. Montiloni; Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub G. puntata Lapeyr.): ex-Cava Guerino, Volpaia (Montemurlo).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (C).
Il genere Gratiola
conta da più di una ventina ad una trentina di specie che abitano le aree temperate del globo e le montagne tropicali (1 indigena in Italia). Si tratta di piante erbacee perenni a foglie opposte; i fiori - pedicello con due bratteole poste subito sotto al calice a 5 lobi profondi ed ineguali; corolla con tubo che si apre in due labbra poco distinte, di cui l'inferiore a 3 lobi e un po' più grande; 2 stami fertili superiori e 3 staminodi inferiori inclusi - si inseriscono singolarmente all'ascella delle foglie; capsula a 4 valve e contenete numerosi semi.
-Gratiola officinalis L. GRAZIELLA
H scap – Circumbor. - VI-VIII – localizzata nelle aree umide (rara).
Erbacea a rizoma stolonifero, con il fusto eretto, alto da 10 a 50 cm; le foglie, lanceolate, dentellate in alto, sono sessili e opposte; i fiori – due piccole brattee alla base del calice a 5 segmenti sottili; corolla (15-18 mm) con tubo giallastro terminante in due labbra di colore bianco-rosato, il superiore a 2 lobi e l’inferiore a 3, poco diversi tra loro – sono posti, solitari e su lunghi peduncoli sottili, all’ascella delle foglie; il frutto è una capsula conica lunga circa come i sepali.
Habitat: paludi, prati e incolti a lungo sommersi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Gestri 2018: Lago Galletti (Vernio).
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: Pian di Gello (Prato).
- Pianura: Biagioli & al. 1999 (sub Graziella): alla Dogaia (Prato).
Il genere Kickxia
conta da una decina a circa 25 specie distribuite in Europa e in Asia sudoccidentale (5 indigene più diverse sottospecie in Italia). Si tratta di piante erbacee annuali o perenni, a fusto prostrato, ascedente o scadente; foglie semplici (astate, sagittate o ovate) per lo più alterne; i fiori – ermafroditi e zigomorfi; calice a 5 segmenti uguali o quasi fra loro; corolla gamopela e bilabiata con fauce chiusa da un rigonfiamento del labbro superiore e con alla base uno sperone; 4 stami; ovario supero – sono inseriti singolarmente (quasi sempre) all'ascella delle foglie; capsula globosa a due logge contenete molti piccoli semi.
-Kickxia commutata (Bernh. ex Rchb.) Fritsch CENCIO PERENNANTE
H rept – Medit. - IV-VII – Rara.
Erbacea a fusti numerosi, prostrato-ascendenti, pubescenti e ghiandolosi, lunga 20-60 cm; foglie picciolate e irsute, le superiori alterne con lamina astata-sagittata, le inferiori opposte a lamina ovata; i fiori – picciolo glabro, lungo fino a 3 cm; calice di ca. 0,5 cm a segmenti sottili ed acuti; corolla di 1-1,5 cm, con sperone ricurvo (± a semicerchio) e colore di base biancastro, con labbro superiore blu-violaceo, l'inferiore giallastro, la fauce macchiata di viola – sono inseriti singolarmente all'ascella fogliare; frutto è una capsula globosa contenente molti semi tubercolati di ca. 1 mm.
Habitat: praterie, pascoli e incolti assolati.
Distribuzione sul territorio:
Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub K. c. (Bernh. ex Rchb.) Fritsch subsp. commutata): Prato Rosello (Carmignano).
Monteferrato: Biagioli & al. 2002: nei campi limitrofi alla pineta di Galceti.
-Kickxia elatine (L.) Dumort. CENCIO MINORE
Erbacea annuale, a fusto prostrato-ascendente, diffuso, vellutato e alto 20-50 cm; foglie dotate di breve peduncolo e alterne, le medie e le superiori presentano lamina astata e le inferiori ovata; i fiori - calice a 5 lobi lungamente triangolari; corolla gialla, viola alla fauce, di ca. 8 mm con lungo sperone dritto o poco ricurvo, e terminante in due labbra a 2 segmenti il superiore e 3 l'inferiore – si presentano solitari all’ascella delle foglie; capsula globosa con semi reticolati.
- - Kickxia elatine (L.) Dumort. subsp. elatine
T scap – Euro-Medit. - IV-X – Non molto comune, ma più rappresentata della sottospecie successiva.
Questa sottospecie si caratterizza per i fusti sottili, il peduncolo fiorale glabro (o con pochi peli subito sotto il fiore) e più lungo 2-6 volte del calice (fino a 3 cm alla fruttificazione); corolla lunga 7-10 mm; foglie alla base dei fiori (le superiori e medie) tutte astate o sagittate (le più alte).
Habitat: coltivi, campi, aree ruderali.
Distribuzione sul territorio:
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946 (sub K. e. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub K. e. (L.) Dumort. sl).
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Cantagallo; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: tra Centopini e I Bifolchi (Prato).
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub Linaria elatine (L.) Mill.); non ritrovata da Gestri & Lazzeri 2021 (sub K. e. (L.) Dumort. sl).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub K. e. (L.) Dumort. sl): Pian di Gello, campi aridi (non su serpentino) (Prato).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: campi e giardini a Galcetello (2023) (Prato).
- - Kickxia elatine (L.) Dumort. subsp. sieberi (Rchb.) Hayek
T scap – Euro-Medit. - IV-X – Rarissima.
Questa sottospecie si caratterizza per i fusti più robusti, il peduncolo fiorale peloso almeno alla base e più lungo 2 volte e mezzo-3 il calice (fino a 2 cm alla fruttificazione; foglie inferiori poco o del tutto non astate, le medie e le superiori ± ovato-astate; corolla lunga 1-1,5 cm.
Habitat: praterie acidofile e calde.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016 (sub K. e. (L.) Dumort. subsp. crinita (Mabille) Greuter): presso Colle (Vaiano).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: Poggetto di P. a Caiano (2020).
-Kickxia spuria (L.) Dumort. subsp. spuria CENCIO SPURIO
T scap. - Eurasiat. - VI-IX – Non comune.
Erbacea ghiandolosa e pubescente, con fusti prostrato-ascendenti, alta 10-40 cm; foglie a lembo da ovato a subcordato, mucronate, brevemente picciolate ed alterne; i fiori – pedicelli di 1-2 cm, pelosi; calice a lacinie ovato-laceolate, acute e lunghe 4,5-8 mm; corolla gialla a labbro superiori purporo-violaceo, lunga 8-11 mm, con sperone ricurvo – sono posti singolarmente all'ascella delle foglie; il frutto è una capsula globosa, un po' schiacciata e contenente semi alveolati. La sottospecie nominale si caratterizza per la non eccessiva pelosità, i fusti per lo più non o poco ramificati, i lobi del calice ovato oblunghi, di 4-5 mm alla fioritura e 5-8 alla fruttificazione; capsula di ca. 0,5 cm e semi di 1-1,25 mm.
Habitat: campi coltivati (soprattutto dopo il raccolto), vigneti.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Cencio molle): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub K. s. (L.) Dumort.): Parco di Galceti e coltivi pedecollinari (Prato).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (c): Paleosa, P. Alto a Figline.
Il genere Linaria
conta circa 150 specie a distribuzione olartica, ma un gran numero è presente nella regione mediterranea e poche specie anche in N-america (in Italia sono presenti una venticinquina di spontanee, con alcune sottospecie, ed una naturalizzata). Si tratta di piante erbacee annuali o perenni a fusto eretto, foglie sempilici, per lo più sessili e alterne, lanceolate e a margine intero; i fiori – ermafroditi, zigomorfi e bratteati (brattee assai più piccole delle foglie); calice a 5 profonde lacinie generalmente disuguali; corolla di varia colorazione, tubo con sperone alla base e terminate in alto in 2 labbra, la superiore biloba e l'inferiore triloba, fauce chiusa generalmente da una protuberanza (pelosa) del labbro inferiore; 4 stami inclusi – sono riuniti in racemi o spighe terminali ( a volte inseriti singolarmente all'ascella fogliare); il frutto è una capsula ± globosa contenenti numerosi semi.
?-Linaria chalepensis (L.) Mill. LINARIA DI ALEPPO (antica città della Siria)
T scap – E-Medit. - III-V – Probabilmente confusa con altra specie.
Erbacea glabra, a fusto singolo (a volte ramificato) ed eretto, alta 10-40 cm; si caratterizza per le foglie (18-35 x 1-2 mm) lineari e alterne, i fiori distanziati sull'infiorescenza, il calice (7-10 mm) a segmenti lineari, acuti e disuguali fra loro, la corolla (12-16 mm) bianco-giallastra con sperone filiforme; capsula di 0,5 cm con semi senz'ala.
Habitat: zone prative aride e assolate, garighe.
Distribuzione sul territorio:
- ?Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Linajola d'Aleppo): AMPIL del Monteferrato.
-Linaria pelisseriana (L.) Mill. LINARIA DI PELLICIER (Vescovo-botanico del XVI° sec. a Montpellier)
T scap – Medit.-Atl. - III-IV – Non comune, localizzata.
Erbacea glabra e glauca, a fusto sottile ed eretto, non ramificato e alto 15-50 cm; le foglie subsessili e lineari, in basso sono verticillate e in alto alterne; i fiori di 15-20 mm – pedicelli lunghi ca. come le brattee (3-6 mm); calice a tubo brevissimo con lacinie subuguali di ca. 2,5 mm; corolla (15-20 mm) blu-violacea con fauce bianca, sperone (di ca. 7-9 mm) dritto e rivolto in basso - sono riuniti in un racemo corto e denso alla fioritura e che poi si allunga con la fruttificazione; capsula di 2,5-3 mm
Habitat: coltivi ed incolti erbosi luminosi.
Distribuzione sul territorio:
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; non ritrovata da Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Baroni 1897-1908: fra Signa e Verghereto (Somm. herb.); Gestri & Peruzzi 2013a: P. a Caiano, Carmignano; oss. Peruzzi 2023 Wikiplantbase#Toscana: Prato Rosello a Carmignano.
ex-Linaria purpurea (L.) Mill. interpretata inizialmente come Linaria cossonii Barratte.
Trovammo questa entità a fiori rosso-violacei (Acciai, Biagioli, Gestri e Messina) sulla strada bianca, appena ripristinata a roccaglia calcarea, che porta alla cava delle Volpaie a Montemurlo, subito dopo i lavori di bonifica della discarica omonima (9-5-2003). Scomparve già l'anno successivo.
La interpretammo con dubbio come L. cossonii, ma dalle poche immagini che mi sono rimaste sembra trattarsi della (simile) L. purpurea.
È citata da Ricceri (2013) a cui comunicammo allora la nostra osservazione.
-Linaria vulgaris Mill. subsp. vulgaris LINARIA COMUNE
H scap – Eurasiat. - VI-X – Comunissima.
Erbacea a fusti eretti, semplici o ramificati, molto fogliosi, alti 20-80 cm; le foglie, sparse, sono lineari o strettamente ellittiche (lunghe 2-6 cm e larghe 1-10 mm); i fiori – calice di 3-6 mm, glabro a segmenti lanceolato-acuti; corolla di ca. 2-3 cm, gialla a fauce aranciata, sperone (10-13 mm) conico e un po’ ricurvo – sono riuniti in densi racemi di 5-30, su pedicelli di 2-8 mm; capsula lunga 5-7 mm, globosa, obovata o oblunga.
Habitat: incolti, radure, a margine di sentieri e strade.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959 (sub L. v. Mill. sl): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub L. v. Mill. sl): Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001 (sub L. v. Mill. sl), Arrigoni & al. 2005 (sub L. v. Mill. sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub L. v. Mill. sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Montepiano (2020), Alpe Cavarzano (2021) (Vernio); da Migliana alle Cavallaie (2020) (Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009 (sub L. v. Mill. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub L. v. Mill. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub L. v. Mill. sl).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Linajola comune): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub L. v. Mill. sl): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub L. v. sl); Messeri 1936 (sub L. v. Mill. sl); Biagioli & al.2002 (sub L. v. Mill. sl): non osservata sul serpentino (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrivamenti: Galcetello, sponde del Bisenzio (2020) (Prato).
Il genere Misopates
conta 7-8 specie distribuite in area mediterranea, macaronesia, Etiopia ed India (2 spontanee in Italia). Si tratta di piante erbacee annuali con radice a fittone, fusto eretto o ascendente; foglie da lanceolate a lineari, a margine intero; i fiori – ermafroditi, zigomorfi, subsessili, con calice a segmenti lineari, disuguali e superanti il tubo della corolla; quest'ultima ha forma tubulare rigonfia in basso (senza sperone) e in alto bilabiata a fauce chiusa da un rigonfiamento del labbro inferiore – sono riuniti in racemi lassi terminali; capsula che si apre attraverso due pori con semi ad una faccia concava.
-Misopates orontium (L.) Raf. GALLINETTA COMUNE
T scap – Plaeotemp. - V-IX – Relativamente comune.
Erbacea annuale, a fusto eretto, a volte ramoso, alta 20-50 cm; foglie a lamina lineare o lanceolata, con margine intero, brevemente picciolate, alterne le superiori e opposte le inferiori; i fiori – calice pubescente, con lobi ineguali e lineari; corolla (1-1,5 cm) ca. uguagliante i sepali, rosea a fauce giallastra – con brevissimo pedicello (che si allunga fino a 4 nel frutto) sono riuniti a formare infiorescenze terminali racemose e lasse con brattee simili alle foglie e via via minori verso l'alto; capsula con peli ghiandolari, ovata e disposta obliquamente, più breve dei sepali.
NB: si differenzia dall'altra specie congenere M. calicinum (Lange) Rothm., presente in Italia ed in Toscana, soprattutto per la lunghezza superiore della corolla di quest'ultimo (18-22 mm) corolla che supera il calice.
Habitat: calcifuga di aree coltivate e incolti aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Gallinetta): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: Pian di Gello (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
Il genere Plantago
conta più di 250 specie distribuite in tutto il globo (26 più alcune sottospecie spontanee e 2 esotiche in Italia). Si tratta di erbe terrestri o più raramente arbusti nani; le foglie sono per lo più disposte in rosetta basale; i fiori – ermafroditi; calice erbaceo profondamente diviso in 4 segmenti; corolla divisa in 4 petali aperti e riflessi a maturità; stami 4 inseriti sul tubo corollino – sono riuniti in spighe o capolini densi posti in cima a lunghi peduncoli; il frutto è una capsula a 2-4 logge, che si apre circolarmente in basso.
-Plantago afra L. PIANTAGGINE PULICARIA
T scap – Medit. - XII-VI – Assai rara.
Erbacea generalmente pubescente-ghiandolosa, a fusto eretto o ascendente, ramificato e foglioso, alta 10-40 cm; foglie piane, sessili, opposte e lineari, lunghe 12-25 mm e larghe nelle piante più sviluppate fino a 2,5 mm; i fiori – con brattee acute, ovato-lanceolate, simili fra loro e senza venature laterali; calice a sepali lanceolato-acuti ed uguali; corolla a lobi acuti di 3-3,5 mm e di colore biancastro – sono riuniti in numerosi capolini ovato-globosi, posti su peduncoli di 1-2 cm, più lunghi delle foglie; capsula a due semi strettamente oblunghi.
Habitat: prati, pascoli, incolti aridi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: prato sotto Gavigno (2023) (Cantagallo).
- Montalbano: Baroni 1897-1908 (sub P. psyllium L.): fra Montelupo e Verghereto (Somm.herb.); Gestri & Peruzzi 2013a: oliveta sopra P. alla Malva (Carmignano); nuovi ritrovamenti: a Spazzavento (2023) (Carmignano).
-Plantago argentea Chaix PIANTAGGINE ARGENTATA
H ros – S-Europ. V-VIII – Rarissima.
Erbacea pubescente-setolosa, annerente alla disseccazione, rizoma verticale o obliquo, steli rigidi, con peli appressati, un po' striati e assai più lunghi delle foglie, alti 20-50 cm; foglie (0.5-1 X 10-17 cm) lungamente picciolate, tutte riunite in rosetta basale, con lamina lanceolata, argentato-setolosa sulle due facce ed a 3-5 nervature evidenti; i fiori – brattee ovato-acuminate lunghe 2,5-4 mm; calice a sepali posteriori ottusi; corolla glabra e biancastra a segmenti acuti, antere bianche – sono riuniti in spighe ovato-globose di 0,5-2 cm.
Habitat: ambienti rocciosi e prati aridi di montagna.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: C. di Spedaletto.
-Plantago bellardi All. subsp. bellardi PIANTAGGINE DI BELLARDI (medico-naturalista – 1741-1826 - professore a Torino)
T scap – Medit.-Turan. - III-VI – Non comune.
Piccola (alta 3-15 cm) erbacea a pelosità biancastra, radice assai gracile e fusto eretto, lungo ca. come le foglie e provvisto di peli patenti brevi e lunghi; foglie (2-10 x 0,1-0,5 cm) solo basali, erette, a 3 nervature, attenuate in un picciolo e lamina lanceolata ± sottile; i fiori – brattee lanceolato-acuminate, erbacee, di 5-6 mm; sepali di 4-5 mm, scariosi esternamente; corolla glabra, bianco-rossastra con tubo lungo 3-5 mm e lobi di ca. 2 mm – sono riuniti in dense spighe da oblunghe a ovali di 1-2(-4) cm.
Habitat: incolti aridi, prati.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 (sub P. b. All. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Baroni 1897-1908 (sub P. b. All. sl): fra Montelupo e Verghereto (Somm. herb.); Gestri & Peruzzi 2013a (sub P. b. All. sl): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub P. b. sl); Messeri 1936 [sub P. b. All. var. pygmea (Lam.)]; Biagioli & al. 2002 (sub P. b. All. sl): Prato, Montemurlo.
-Plantago coronopus L. PIANTAGGINE BARBATELLA
T scap/ H bienn/H ros – Euro-Medit. - IV-VIII – Non rara nelle zone più calde.
Erbacea pubescente, di 5-40 cm, a peduncoli ascendenti (-eretti) ± numerosi e superanti la lunghezza delle foglie; queste tutte basali in rosetta, pennatifide con segmenti laterali (da 2 a 6 per parte) acuti e zona centrale intera larga 2-3 (e fino a 6) mm; i fiori – brattee ovato-acuminate e cilate al margine; calice a segmenti diversi fra loro e carenati; corolla giallastra, con segmenti lunghi ca. la metà del tubo e acuti – sono riuniti in una spiga densa e cilindrica abbastanza sottile (larga 3-4 mm); capsula contenete 3-4 semi lisci a faccia interna piana.
Habitat: spesso su terreni incolti aridi, sabbiosi o rocciosi.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; non ritrovata da Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Piantaggine barbatella): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: zone marginali assolate e xeriche, soprattutto su sfatticcio di serpentino (Prato, Montemurlo).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S): cava sopra C. Serilli (Vaiano).
-Plantago lanceolata L. PIANTAGGINE LANCEOLATA
H ros – Cosmop. - V-VIII – Comunissima.
Erbacea a breve radice verticale e radici secondarie sottili e contorte, annerente alla disseccazione, con peduncoli solcati profondamente, di 10-60 cm, ± numerosi, eretti o ascendenti assai più lunghi delle foglie; queste ultime di 2-30 x 0,5-3,5 cm, sono tutte riunite in rosette basali (spesso numerose) e si presentano per lo più glabre, lanceolato-lineari, acuminate in alto, lungamente picciolate, intere (o quasi) al margine e a 3-7 nervature evidenti; i piccoli fiori – brattee ovate di ca. 3 mm; sepali 2,5-3 mm; corolla biancastra a tubo glabro di 2-3 mm e lobi lanceolati-acuti di ca. 2 mm - sono riuniti in spighe glabre dense, ovoidi o anche ± più allungate.
Habitat: incolti erbosi, ruderi, margine di coltivi, strade e sentieri.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Montepiano, Alpe di Cavarzano (2020) (Vernio); Gavigno (2018) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914 (sub P. l. var. lanuginosa); Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967, Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Piantaggine lanciola): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub P. l. var. lanuginosa); Messeri 1936 in 2 varietà: sphaerostachya M.et K. e lanuginosa (DC.); Arrigoni & al. 1983; Biagioli & al. 2002: la più frequente di questo territorio (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
NB: specie molto diffusa e comune nel Pratese, anche in pianura.
-Plantago maior L. PIANTAGGINE MAGGIORE
H ros – Subcosmop. - V-IX – Comunissima.
Erbacea a breve radice, con 1 o poche rosette e fusti non solcati, eretti o ascendenti, alti 10-50 cm (ca. come le foglie o poco più); foglie ovate o ellittiche, per lo più intere, con picciolo un po’ alato e lamina a 5-9 evidenti nervature; i piccoli fiori – brattee glabre, di 1-2 mm, ovvero più della metà del calice, il quale presenta lobi sepalici di ca. 2 mm o poco più, subuguali fra loro e scariosi al margine; corolla con tubo di ca. 2 mm e lobi di ca. 1 mm – sono riuniti in infiorescenze spiciformi dense lunghe quanto o meno dello scapo sottostante; capsula di 2-4 mm.
Habitat: ruderale, incolti erbasi, margine strade e coltivi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (fonte Acerelli), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Fabbro a Migliana (2019), CAI 16 versante S.Ippolito (2020) (Cantagallo); Montepiano (2018), dall'Alpe verso Cavarzano (2019).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967, Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Piantaggine maggiore): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub P. m. L. subsp. major): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: strada per ex-cava Paci, Fonte della Cava ecc. (Montemurlo), parco Galceti ecc. (Prato).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: Galcetello, sponde del Bisenzio ecc. (2023) (Prato).
NB: specie molto diffusa e comune nel Pratese.
-Plantago media L. subsp. media PIANTAGGINE PELOSA
H ros – Eurasiat. - V-VIII – Poco comune e localizzata.
Erbacea a radice breve e a pelosità biancastra, non annerente alla disseccazione, a scapi eretto-ascendenti, finemente solcati, superanti abbondantemente le foglie, alti 20-60 cm; foglie di 3-7 X 7-12 cm, solo in rosetta basale, da ovate ad ellittiche, acute all'apice ed a breve picciolo alato; i fiori – brattee ± ovate, di ca. 2-3 mm, inferiori ai lobi calicini simili fra loro e ottusi; corolla biancastra e glabra, con lobi di 1-2 mm; antere bianche e filamenti salienti (superanti la corolla di 4-8 mm) e violacei – sono riuniti in spighe assai dense, cilindrico-oblunghe, in media di 2-6 cm; capsula di 2-4 mm con pochi semi.
Habitat: praterie, pascoli.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub P. m. L. sl), Arrigoni & al. 2005 (sub P. m. L. sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo.
- Calvana: Arrigoni & Bartolini 1997 (sub P. m. L. sl); Gestri 2009 (sub P. m. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
-Plantago sempervirens Crantz PIANTAGGINE LEGNOSA
Suffrutice di 10-50 cm, pubescente, a fusto tortuoso, assai ramificato e lignificato in basso; foglie cauline lunghe 10-60 mm e assai strette (0,5-2 mm), scabre, opposte o verticillate, persistenti a lungo; i fiori – brattee inferiori al mm, ovate, a volte mucronate o acute in alto; sepali disuguali; corolla biancastra, glabra, tubo di 4-5 mm e lobi, acuminati, di 2,5-2,5 mm; antere giallastre – sono riuniti in spighe ovoidi di 5-15 mm su lunghi peduncoli (2-10 cm) ascellari.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Gestri 2018: prato sotto Gavigno (Cantagallo) (ritrovata insieme al Dott. V. Lazzeri); nuovi ritrovamenti: a S del P. della Crocetta (2019) (Vernio); presso il Castello di Luiccina (2019) (Cantagallo).
Il genere Veronica
conta circa 350 specie distribuite in quasi in tutto il globo (41 con alcune sottospecie indigene, più 3 naturalizzato-invasive in Italia). Si tratta di piante erbacee a volte con fusto lignificato alla base; foglie semplici, opposte in basso e alterne in alto sul caule; i fiori – calice diviso profondamente in 4 (o 5) lobi diversi fra loro; corolla (blu, rosa o biancastra) a tubo superiore ai 4 segmenti del lembo, pure diversi fra loro (il superiore il più grande - 2 fusi in 1 - l'inferiore il più piccolo); 2 stami salienti – si presentano solitari all'ascella fogliare o in racemi terminali o ascellari; il frutto è una capsula (il cui aspetto è importante per il riconoscimento specifico) ± compressa o rigonfia, ovata o cordata in alto, glabra o pelosa.
NB: questo genere è dedicato a Santa Veronica, che asciugò il volto di Cristo, lungo il percorso verso il Calvario, con un panno su cui ne rimasero impressi i tratti: l'aspetto del fiore ricorda infatti un volto.
?-Veronica agrestis L. VERONICA AGRESTE
T scap – Europ. - III-X – Non molto comune.
Erbacea pelosa, alta 5-30 cm, a fusto ascendente o prostrato; foglie verde chiaro, sempre alterne in alto, con breve picciolo, e lamina più lunga che larga, ± tronche alla base e dentate o crenulate ai margini; i fiori – brattee di 4-8 X 8-18 mm; pedicelli di 0,5-1,5 mm; calice a 4 lobi ciliati e ottusi di 3-6 mm; corolla bianca o blu pallida con il petalo inferiore bianco, non superante il calice – sono inseriti singolarmente all'ascella fogliare; capsula (3-4 x 4-6 mm) con presenza di soli peli ghiandolari non addensati e lunghi, a due lobi rigonfi divisi da un solco profondo e stretto, con lo stilo al massimo di poco superiore (spesso inferiore).
Habitat: coltivi, campi, incolti in ambienti freddo-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: campi e orti (Prato).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: Bocca Vittoria presso la cilabile (2021) (Prato).
NB: potrebbe essere stata confusa con V. polita!!
-Veronica anagallis-aquatica L. subsp. anagallis-aquatica VERONICA ACQUATICA
H scap (T scap) – Cosmop. - VI-X – Abbastanza comune nelle zone umide.
Erbacea a fusto eretto o un po’ prostrato, semplice o ramificato, alta da 20 a 80 o più cm; le foglie lunghe 2-10 cm, a lamina ovata o lanceolata, acuta e margine dentellato, sono opposte e glabre, sessili o semiabbraccianti le superiori, ± brevemente peduncolate le inferiori; i fiori - corolla (5-10 mm) blu pallido o violetta e poco superiore al calice, che presenta segmenti eretti alla fruttificazione - sono riuniti numerosi (20-60) in racemi su pedicelli eretto-patenti di 4-7 mm, più lunghi delle brattee e del calice; la capsula (da patente a riflessa) è glabra, suborbicolare e più breve del calice.
Habitat: zone umide: margine corsi d'acqua, fossi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001 (sub V. a.-q. L. sl), Arrigoni & al. 2002 (sub V. a.-q. L. sl)(Cascine le Barbe), Arrigoni & al. 2025 (sub V. a.-q. L. sl) e Bettini & al. 2009 (sub V. a.-q. L. sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo
- Calvana: Gestri 2009 (sub V. a.-q. L. sl), Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub V. a.-q. L. sl); Gestri & Lazzeri 2021 (sub V. a.-q. L. sl).
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Erba grassa): AMPIL del Monteferrato; Foggi & Venturi 2009 (sub V. a.-q. L. sl): zone umide.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a (sub V. a.-q. L. sl): Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub V. a.-q. L. sl): ristagni sul fondo dell'ex-cava di Pian di Gello (Prato).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: letto del Bardena da Galcetello a Maliseti (2019), alveo del Bisenzio a S di Gonfienti e Viale Galilei (2025) (Prato).
-Veronica anagalloides Guss. VERONICA DELLE SPONDE
T scap – Euro-Medit. - VI-X – Rarissima.
Erbacea annuale alta 10-30 cm, a fusto assai ramificato dalla base e simile a V. anagallis-aquatica, ma più gracile in ogni parte; inoltre se ne differenzia per la mancanza di rigetti sterili, foglie lineari di 1.5-4 X 4-12 cm e per lo più sessili e glabre, i fiori a corolla biancastra striata di rosa, su pedicelli di 3-7 mm, formanti racemi assai più lunghi delle foglie soggiacenti, la capsula (2,5-3,5 x 2-2,5) di forma ovato-oblunga (non arrotondata).
Habitat: fanghi umidi, bordi di corsi d'acqua, fossi.
Distribuzione sul territorio:
- Localizzazioni generiche: Baroni 1897-1908: a Prato (Somm. herb.).
- Pianura: Gestri & Peruzzi 2013a: rr al Poggetto di P. a Caiano in acquitrinio, alla base del Montalbano.
-Veronica arvensis L. VERONICA DEI CAMPI
T scap – Subcosmop. - II-VI – Comunissima.
Erbacea pubescente a fusto eretto o ascendente, semplice o ramificato, alto da 5 a 25 mm; si caratterizza per le foglie (6-8 X 7-14 mm) ovate e completamente dentellato-crenulate; i peduncoli fiorali, eretti, più brevi del calice e delle brattee; i piccoli fiori blu-chiari riuniti in racemi terminali di molte unità; la capsula ciliata, più breve del calice, compressa, di forma obcordata con la smarginatura profonda come lo stilo (0,5-1 mm). Non annerisce con l’essicazione.
Habitat: campi, prati, incolti, ambienti ruderali.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: al Castello di Luicciana (2017) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914; Arrigoni & Bartolini 1997; Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Veronica campestre): AMPIL del Monteferrato.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Fiori 1914; Messeri 1936 [sub V. a. L. var. typica Fiori f. nana (Lam.)]; Biagioli & al. 2002: frequente anche in ambiente ofiolitico (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
NB: è presente anche in pianura.
-Veronica barrelieri H.Schott ex Roem. & Schult.
Questa entità appartiene al sottogenere Pseudolysimachium, caratterizzato da specie perenni, di altezza generalmente inferiore ai 60 cm, con fusti poco o per niente ramificati, foglie da crenate o dentellate ottusamente a quasi intere, fiori a corolla (rotata o un poco bilabiata) con tubo evidente e ca. tanto lungo che largo, dalla densa infiorescenza terminale a racemo, multiflora e allungata e dalla capsula ovata. La nostra specie si differenzia dalle altre di questo sottogenere per essere del tutto glabra o quasi ad eccezione del margine dei segmenti calicini, privi di peli ghiandolari, ma dotati di ciglia rigide e patenti. I peduncoli fiorali misurano ca. 1-2 mm, la corolla ha colore blu-violaceo; la capsula subglobosa di 3-4 mm.
Habitat: prati, pascoli, radure e boschi chiari, aridi e assolati.
Distribuzione sul territorio della specie in sl:
- Calvana: Ricceri 2006 (sub Pseudolysimachium barrelieri (H.Schott ex Roem. & Schult.) Holub: pascoli.
- Monteferrato: Fiori 1914 (sub Veronica spicata); Ricceri 2006 (sub Pseudolysimachium barrelieri (H.Schott ex Roem. & Schult.) Holub; Biagioli & al. 2002 (sub V. b. H. Schott ex Roem. & Schult. s.l.)
- - V. barrelieri H.Schott ex Roem. & Schult. subsp. barrelieri
H rept - E-Alp.-Carpat. - VI-VIII – Non comune.
Si caratterizza per il non annerimento nell'essiccazione e per la presenza di fitti peli rigidi su fusto e foglie.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 (sub Pseudolysimachion barrelieri (H.Schott ex Roem. & Schult.) Holub sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub Veronica spicata L. var.barrelieri (Schott. in R.et S.).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (c)
- - V. barrelieri H.Schott ex Roem. & Schult. subsp. nitens (Host) Albach
H rept – Orof. Europ. - VI-IX – Abbastanza rara.
Si caratterizza per l'annerimento con la disseccazione e per la mancanza di fitti peli rigidi su fusto e foglie (a volte qualche pelo rigido al margine delle foglie e sull'asse dell'infiorescenza).
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: nuovi ritrovamenti: Foce ai Cerri (2019) (Vaiano).
- Monte Le Coste: nuovi ritrovamenti: a Le Sacca (2020) (Prato)
- Monteferrato: BG999: MF (sub Veronica di Barrelier = Pseudolysimachium barrelieri Holub subsp. nitens (Host) M.A. Fischer)
- Monteferrato: Messeri 1936 [sub V. spicata L. var. nitens (Host)]; Biagioli & al. 1999 (sub Veronica di Barrelier = Pseudolysimachium barrelieri Holub subsp. nitens (Host) M.A. Fischer).
NB: il fatto che le due sottospecie possono convivere nello stesso territorio senza un evidente differenziazione dell'habitat, pone alcuni dubbi sull'effettiva validità sistematica delle due entità.
-Veronica beccabunga L. subsp. beccabunga VERONICA BECCABUNGA
H rept – Eurasiat. - IV-IX – Poco comune.
Erbacea glabra di ambienti umidi, alta 10-80 cm, a fusti cilindrici, prostrati, assai ramificati e radicanti, ascendenti i fioriferi; foglie (1-2 X 2-4 cm) ovate, ottuse, crenulato-dentellate al margine, con breve picciolo e opposte; i fiori – pedicelli sottili e più lunghi delle brattee e del calice (a 4 segmenti simili fra loro); corolla blu ± scuro, superiore al calice, e di diametro inferiore al cm – sono riuniti in brevi racemi ascellari opposti, di 10-20 unità; capsula suborbicolare, contenuta nel calice persistente.
Habitat: ambienti umidi con acqua corrente (fossi, risorgive ecc.).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub V. b. L. sl): Montepiano (Somm. herb.); Porciatti 1959 (sub V. b. L. sl): Pian della Rasa; Gioffredi 1960 (sub V. b. L. sl): Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001 (sub V. b. L. sl), Arrigoni & al. 2002 (sub V. b. L. sl) (fonte Acerelli), Arrigoni & al. 2005 (sub V. b. L. sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006 (sub V. b. L. sl): Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: sopra Usella verso il Santo (2018), verso Luciana in un torrente (2019) (Cantagallo); Alpe Cavarzano, Poggio di Petto (2017), torrente sotto Cavarzano (2018),da Badia al Passo di S. Giuseppe (2020) (Vernio).
- Calvana: Gestri 2009 (sub V. b. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016 (sub V. b. L. sl): Prato, Vaiano.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967 (sub V. b. L. sl); non ritrovata da Gestri & Lazzeri 2021.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub V. b. L. sl): in un ristagno di risorgiva presso il torrente Bagnolo (Montemurlo).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (sub V. b. L. sl) (S): sotto Cerreto.
-Veronica chamaedrys L. subsp. chamaedrys VERONICA COMUNE
H scap – Eurosiber. - III-VI – Non comune.
Erbacea vellutata, a radice sottile, alta 10-30 cm, con fusti per lo più con due linee opposte di peli, prostrati e radicanti con i fioriferi ascendenti; foglie (7-20 X 15-40 mm) ovate, sessili o subsessili, opposte, crenulato-dentate, con evidenti nervature; i fiori – pedicelli superiori alle brattee e al calice che appare vellutato a 4 segmenti lanceolati e un po' diversi fra loro; corolla blu-celeste del diametro di 1 cm o poco più e superiore al calice del doppio – sono riuniti in 4-5 racemi ascellari lassi, spesso opposti e lunghi 4-15 cm; capsula tondeggiante cilata e con stilo un po' più lungo di essa.
Habitat: terreni piuttosto ricchi su prato, radure boschive, arbusteti ecc.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908 (sub V. ch. L. sl): Alpe di Caverzano sopra Montepiano (Somm. herb.!); Venturi 2006 (sub V. ch. L. sl); Limentra orientale; Bettini & al. 2009 (sub V. ch. L. sl): riserva naturale Acquerino-Cantagallo; nuovi ritrovamenti: Alpe di Cavarzano e Poggio di Petto (2018), sopra Montepiano (2019), sentiero 00 a N P. Crocetta (2020) (Vernio); Roncomannaio (2018), da L'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009 (sub V. ch. L. sl) e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002 (sub V. ch. L. sl): diverse località come ai Pianali, nel parco di Galceti (Prato, Montemurlo).
-Veronica cymbalaria Bodard subsp. cymbalaria VERONICA A FOGLIE DI CIMBALARIA
T scap – Euro-Medit. - I-V – Assai comune.
Erbacea pubescente a fusti diffusi e prostrati di 10-60 cm; si caratterizza per: le foglie rotondeggianti con base cordiforme, a 5-9 lobi piuttosto profondi e col centrale maggiore; per i fiori – calice a lobi ottusi, ovali e ristretti in basso; corolla bianca di 6-12 mm, più lunga del calice – solitari all’ascella delle foglie su peduncoli lunghi 1,5 – 3 cm alla fruttificazione peloso-ghiandolosi; capsula a peli lunghi 1,5-2,3 mm, rigonfia e smarginata con stilo 1-2 mm.
Habitat: muri e zone rocciose, anche in aree coltivate.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: sopra S. Quirico di Vernio (2020).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914 (sub V. c. sl); Gestri 2009 (sub V. c. Bodard sl) e Gestri & Peruzzi 2019: Prato; oss. Pinzani 2021 Wikiplantbase#Toscana: tra Centopini e I Bifolchi (Prato).
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri 2013b (C/S).
- Pianura e rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: a Montemurlo e verso la Rocca (2024).
-Veronica hederifolia L. VERONICA A FOGLIE D'EDERA
T scap – Eurasiat. - I-V – Poco comune.
Erbacea pubescente, a fusto prostrato-diffuso di 10-60 cm; si caratterizza per: le foglie (1-1,5 cm), alterne e con picciolo di 3-6 mm, a contorno semicircolare, palmatolobato a 3-5 lobi col terminale assai maggiore (assomigliano, in piccolo, a quelle dell’edera); i fiori – calice a segmenti acuti e cordati alla base; corolla (6-9 mm) più breve del calice di colore celeste, bianco alla fauce – sono solitari alle ascelle di quasi tutte le foglie e su un peduncolo con una sola linea di peli; capsula glabra e rigonfia; stilo 0,7-1,1 mm.
Habitat: molteplici, dai prati, alle zone ruderali, alle radure boschive, preferibilmente su substrato leggermente acido.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: Alpe Cavarzano (2018), sopra S. Quirico di Vernio (2021) (Vernio); da Migliana al Fabbro (2018) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016 (sub V. h. L. subsp. hederifolia): Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 213a (sub V. h. L. subsp. hederifolia): Carmignano, P. a Caiano.
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (sub V. h. L. subsp. hederifolia) (C/S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: scendendo lungo il torrente Bagnolo da Massacorbi (2016); da prato Tondo verso Javello (2020); Albiano (2024).
-Veronica montana L. VERONICA MONTANA
H rept - CW-Europ. - V-VI – Rarissima.
Erbacea perenne e pubescente, normalmente di zone montane (come dice il nome); ha fusto diffuso, prostrato, radicante, di 20-70 cm; si caratterizza per: le foglie a lungo picciolo (7-15 mm), con lamina a contorno ovato e margini fortemente dentati-crenati; i fiori – peduncoli di 4-8 mm molto superiori alla brattee e al calice, peloso a 4 lacinie obovate un po' diverse fra loro; corolla di ca. 1 cm, più lunga del calice e di colore da violetta pallido a bianco striato di scuro – sono riuniti in racemi ascellari lassi e pauciflori, opposti o alterni; capsula più lunga del calice, ca. come lo stilo, compressa, smarginata e ciliato-dentata.
Habitat: ambienti fresco-umidi di bosco, normalmente in montagna.
Distribuzione sul territorio:
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021: fossato presso il bosco delle Pavoniere*
*Si tratta di un ambiente ombroso e umido per gran parte dell'anno, che ne ha reso possibile la presenza pur essendo situato in pianura.
-Veronica officinalis L. VERONICA MEDICINALE, THE SVIZZERO
H rept – Eurasiat. (montana) – V-VII – Non comune.
Erbacea perenne, vellutata, a fusto prostrato e radicante di 10-50 cm; si caratterizza per: le foglie (7-22 X 15-40 mm) a brevissimo picciolo, opposte, pelose, a lamina ovata con margine dentellato; i fiori – subsessili; corolla di ca. 7 mm di diametro, blu-violetta, più lunga del calice - sono riuniti in 1-3 racemi eretti, sottili, ascellari di 15-25 unità; capsula ( 4 x 4 mm) triangolare-allungata, pelosa, compressa e più lunga del calice.
PS: il nome latino e volgare è legato al suo utilizzo fitoterapico, un tempo assai diffuso in forma soprattutto di infuso amaro rinfrescante e ritenuto provvisto di molteplici proprietà. Il secondo nome è legato al suo utilizzo dalla fine del XVII° in sostituzione del vero the proveniente dalla Cina e allora assai costoso. Per chi ama il gusto amaro può tuttora essere utilizzato come aperitivo analcolico.
Habitat: acidofila di boschi, arbusteti, luoghi fresco-umidi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Somm. herb.); Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: dall'Acqua alla Rasa (2007), Migliana (2012), CAI 16 vers. S.Ippolito (2017) (Cantagallo); sopra Badia (2018) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946, non ritrovata da Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2023a: Carmignano.
- Monteferrato: Messeri 1936; Biagioli & al. 2002: non sul Monteferrato, ma sulle colline boscose circostanti.
-Veronica persica L. VERONICA COMUNE
T scap. - Esotica invasiva subcosmop. - I-XII – Comunissima.
Erbacea a fusto prostrato-diffuso di 10-50 cm; si caratterizza per: le foglie di 9-18 X 10-20, le inferiori opposte e le superiori alterne, di forma ovata, cordata alla base, crenulato-dentate al margine e brevemente picciolate; i fiori - corolla blu, relativamente grande (8-15 mm) - sono inseriti, solitari, alle ascelle fogliari su lunghi pedicelli (fino a 12-22 mm alla fruttificazione) superiori alle foglie soggiacenti; capsula (7-9 X 4-6 mm) pelosa, smarginata, a lobi di forma ogivale, compressi e divergenti, con stilo lungo 2-3 mm.
PS: benché si tratti di una specie esotica (originaria dell’Asia SW), è, fra le Veroniche del nostro territorio, la più comune e diffusa.
Habitat: ambienti ruderali e coltivi, incolti erbosi.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino pratese principale: Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: P. di Celso (2022), dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo); subito a N P. Crocetta (2022) (Vernio).
- Bargo di Poggio a Caiano: Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Fiori 1914, Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967, Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: ovunque … presso gli insediamenti (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste e Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (C/S).
- Pianura: nuovi ritrovamenti: a Montemurlo e alla Bicchieraia (2024); Galcetello (2025) (Prato) ecc.
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: sulla strada per Albiano (2018).
-Veronica polita Fr. VERONICA LUCIDA
T scap – Subcosmop. - III-X – Non molto comune.
Erbacea pubescente di 5-40 cm, a fusti prostrati o ascendenti; foglie (4-10 X 5-13 mm) verde scuro un po' lucide e glauche superiormente, lamina ovata-subrotonda a margine crenulato-dentato, picciolate; i piccoli fiori – peduncoli di 5-11 mm come o poco meno delle foglie soggiacenti; calice a lacinie ovate, glabrescenti; corolla blu vivo con lobo inferiore biancastro, del diametro di ca. 7 mm – sono situati singolarmente all'ascella fogliare; capsula (con peduncolo che spesso si fa ricurvo e riflesso) di 4.5-5.5 X 3-4.5 mm, rotondeggiante, spesso contenuta nel calice, non reticolata, con peli semplici e ghiandolari; stilo sporgente di 1 mm o poco più.
Habitat: coltivi, prati ed incolti.
Distribuzione sul territorio:
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Montalbano: Sandri & Fantozzi 1895 (sub V. didyma Ten.) e Baroni 1897-1908 (sub V. didyma Ten.): m. Albano sotto Pietramarina in un campo a S.Giusto (Carmignano); Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (S): mura di Villa Filicaia.
?-Veronica praecox All. VERONICA PRECOCE
T scap – C-Europ,.-Submedit. - III-VI – Rarissima o scomparsa.
Erbacea annerente, pubescente-ghiandolosa, di piccola taglia (5-20 cm di altezza) a fusto semplice o con ramificazioni ascendenti o erette (non fusto strisciante!); foglie (3-10 X 4-15 mm) ovate e grossolanamente e profondamente dentate, con breve picciolo e spesso arrossate sulla faccia inferiore e di colore verde scuro superiormente; i fiori – peduncoli eretti e di poco superiori al calice e uguaglianti o quasi le foglie soggiacenti; calice peloso con lobi un po' disuguali; corolla blu scuro e emergente di poco dal calice (diametro ca. 5 mm) – sono riuniti in racemi multiflori lassi; capsula superiore al calice, peloso-ghiandolosa, più lunga che larga e con insenatura poco profonda; stilo assai saliente (ca. 2 mm).
Habitat: campi e radure sassose (soprattutto su calcare).
Distribuzione sul territorio:
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: un solo piccolo popolamento all'ex-cava Guarino (Montemurlo).
NB: non è più stata rintracciata!
-Veronica prostrata L. VERONICA SDRAITA
H caesp – Eurasiat. - III-V – Non molto comune.
Erbacea pubescente, alta 5-20 (-40) cm, a fusti gracili, prostrato-ascendenti, assai ramificati e spesso addensati in cerchio; foglie (8-25 x 2-12 mm) lanceolato-lineari, opposte e a brevissimo picciolo, margine da subintero a dentellato; i fiori – pedicelli di 1-3 mm; calice spesso glabro a 5 lobi col superiore evidentemente più breve; corolla da blu pallido a rosea, del diametro di 6-9 mm, superiore al calice – sono riuniti in racemi densi a inizio fioritura e poi allungati (fino a 3-6 cm alla fruttificazione); capsula così lunga che larga di 3-5,5 mm, glabra, superante il calice e con stilo più lungo della lunghezza della capsula stessa (3-4 mm).
Habitat: prati e radure aride, spesso su calcare e ad una certa quota.
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: nuovi ritrovamenti: da Castello al P. delle Pescine (Terrabianca) (2017), presso Gavigno (2018) (Cantagallo); Alpe di Cavarzano (2024) (Vernio).
- Calvana: Fiori 1914 (sub V. teucrium var. prostrata); Gestri 2009 (sub V. teucrium L.) e Gestri & Peruzzi 2019 (sub V. p. L. subsp. prostrata): Prato, Vaiano. Cantagallo.
- Localizzazioni generiche: Biagioli & al. 1999 (sub Veronica maggiore): AMPIL del Monteferrato.
- Monteferrato: Messeri 1936 (sub V. teucrium L. subsp prostrata (L.) var. lutetiana Rouy et F. (forma con calice a 4 divisioni); Biagioli & al. 2002 (sub V. teucrium L.): sporadica lungo i sentieri a margine dei boschi (Prato, Montemurlo).
- Monte Le Coste: Gestri & Peruzzi 2013b (sub V. p. L. subsp. prostrata) (C): prati a Cerreto.
- Rilievi a W di Vaiano: nuovi ritrovamenti: Passo della Collina di Schignano (2024).
-Veronica serpyllifolia L. VERONICA A FOGLIE DI TIMO SERPILLO
H rept – Subcosmop. - V-X – Comune.
Erbacea a fusto semplice, ascendente, radicante in basso, alta 10-60 cm; si caratterizza per le foglie oblunghe o ovali, opposte, di 1-2,5 cm di lunghezza, intere o poco dentellate; i fiori – calice a segmenti ineguali, più breve delle foglie bratteali che sono ca. uguali al pedicello fiorale (2-5 mm); corolla (5-8 mm) da celestino chiaro a blu-violacea e più breve del calice – si riuniscono in un lungo racemo terminale bratteolato; la capsula (4-6 X 3-4 mm), glabrescente con lieve insenatura, sorpassa di poco il calice, con stilo (2-3,5 mm) sporgente.
Habitat: incolti erbosi, radure, margini di sentiero in ambiente umido.
Distribuzione sul territorio:
Appennino principale pratese: Porciatti 1959: Pian della Rasa; Gioffredi 1960: Limentra orientale; Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002, Arrigoni & al. 2005, Bettini & al. 2009: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti: da Montecuccoli alla Dogana (2018), sopra Migliana (2020), sopra Badia di Montepiano (2019), Passo della Crocetta (2021), Alpe Cavarzano (2024) (Vernio); sentiero CAI 38 da Cantagallo al Passo Treppio (2017), versante NE del M. Bucciana, dal Castello di Luiccina verso Pescine (2018), verso Roncomannaio e scendendo a Fossato (2020), dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo).
- Bargo di Poggio a Caiano: Maugini 1946; Gestri & Lazzeri 2021.
- Calvana: Gestri 2009 e Gestri & Peruzzi 2016: Prato, Vaiano, Cantagallo.
- Cascine di Tavola: Stampi 1967; Gestri & Lazzeri 2021.
- Montalbano: Gestri & Peruzzi 2013a: Carmignano, P. a Caiano.
- Monteferrato: Biagioli & al. 2002: sentiero dei Patriarchi (Montemurlo).
- Poggio alle Croci: Gestri & Peruzzi 2013b (S).
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: dai Temini a Massacorbi (2016).
-Veronica urticifolia Jacq. VERONICA DELLE FAGGETE
H scap – CS-Europ. - V-VII – Localizzata sul nostro Appennino principale dove è relativamente comune.
Erbacea pubescente, annerente alla disseccazione, a radice allungata, stolonifera con fusto eretto; foglie (2-5 X 3-10 cm) opposte e sessili, con lamina di forma largamente ovata, cordata o quasi alla base, acuminata al vertice, e dentellata al margine (ricorda le foglie dell'ortica, da cui il nome), quelle superiori (portanti le infiorescenze) più piccole; i fiori – pedicelli sottili, assai più lunghi di calice e brattee (di ca. 7 mm); calice di 2 mm, assai inferiore alla corolla, che presenta un diametro di ca. 7 mm e colore da lilacino a blu pallido – sono riuniti in 4-10 racemi ascellari opposti (talora con uno terminale), di 5-10 cm; capsula (3-5-4 x 4-5 mm) tondeggiante, ciliata, compressa, smarginata e assai debordante dal calice con stilo un po' superiore (5 mm ca.).
Habitat: boschi fresco-umidi di latifoglie (soprattutto di faggio).
Distribuzione sul territorio:
- Appennino principale pratese: Baroni 1897-1908: Montepiano (Somm. herb.); Arrigoni & al. 2001, Arrigoni & al. 2002 (Cascina Vespaio verso Le Barbe, Fregionaia, presso l'Uccelliera e Lavacchio), Arrigoni & al. 2005: riserva naturale Acquerino-Cantagallo; Venturi 2006: Limentra orientale; nuovi ritrovamenti e conferme: strada sopra l’Alpe di Cavarzano verso il Sasso Bibbio (2018), S. Ippolito di Vernio lungo la via principale (2019); sopra la Badia di Montepiano (2020) (Vernio); CAI 16 vers. Migliana (2018), Poggio Alto sopra il Monumento Biancalani (2020), dall'Acqua alla Rasa (2024) (Cantagallo); dall'Alpe verso il Tabernacolo di Gavigno (2024) (Vernio-Cantagallo).
- Calvana: Gestri 2009: Cantagallo (assai raro e non su calcare); non ritrovata da Gestri & Peruzzi 2016.
- Rilievi di Montemurlo: nuovi ritrovamenti: presso Le Cavallaie (2018); dalla Fattoria di Javello alle Banditelle (2019).
? ?-Veronica verna L. VERONICA PRIMAVERILE
T scap – Eurasiat. - III-V – Rarissima o non presente.
Erbacea di piccole dimensioni, alta 3-15 cm, a fusto eretto, semplice o ramificato superiormente, ghiandolosa in alto; foglie (3-8 X 5-12 mm) per lo più pennatosette a 3-7 segmenti dissimili, opposte, le superiori sessili, le medie brevemente picciolate; i fiori – brattee superiori ai pedicelli eretti; calice a 4 lobi lineari un po' diversi fra loro, più lungo dei pedicelli e della corolla di colore blu – sono riuniti in racemi multiflori; capsula di ca. 3 x 4 mm, inferiore al calice, ciliato-ghiandolosa, compressa, con stilo di 0,5-1 mm.
Habitat: prevalentemente silicicola di praterie e aree coltivate (non in area mediterranea).
Distribuzione sul territorio:
- ? Monteferrato: Biagioli & al. 2002: soltanto presso la cima di M. Mezzano
